venerdì 3 luglio 2020

Passeggiata col cane - Sven Nordqvist

Trama:
Una bambina esce per portare a spasso il cane della nonna. Niente di più ordinario: ma da una semplice passeggiata col cane prende l'avvio un caleidoscopio di incontri, avventure e mondi strabilianti da scoprire. Un viaggio fantastico nel regno dell'immaginazione, interamente raccontato senza parole, dalle illustrazioni di Sven Nordqvist. Ogni immagine è come un mondo a sé pieno di piccoli personaggi da osservare per ore, scoprendo particolari sempre nuovi

Titolo: Passeggiata col cane
Autore: Sven Nordqvist
Casa editrice: Camelozampa
Anno pubblicazione: 2020



Dopo aver chiuso questo libro la sensazione che ti pervade è lo stupore, mescolato con l'ammirazione. Ti sembra di essere piombato in un mondo fantastico, di essere caduto in un labirinto dal quale non vorresti uscire. E una volta di più il termine letteratura per ragazzi o albo illustrato ti pare riduttivo, troppo piccolo per contenere tutto quello che a volte ci puoi scoprire dentro. Non ci sono parole, ma vedremo invece di trovarle per rendere il giusto merito a questo libro incredibile.
Innanzitutto è un silent book, ossia un libro senza parole. E' anche un wimmelbuch, un libro "brulicante" di immagini, storie, indizi. Queste due caratteristiche unite creano un mix irresistibile. Una bambina (ma per me è un bambino) esce a portare fuori il cane. Sull'uscio di casa lo/a saluta una rassicurante nonnina. Da una situazione ordinaria si passa ad altro. Un universo che si apre ad ogni pagina, da guardare e riguardare: alla ricerca del bimbo e del cane e di altre meraviglie. Ad una prima lettura non puoi vederle e gustare tutti i particolari e devi riprendere da capo, ogni volta stupendoti di trovare cose nuove. Non saprei come descriverlo: è assolutamente da assaporare con gli occhi. Coccinelle grandi quanto mucche, re tristi affacciati al balcone, una signora gigante che suona il sax al suo cane, un'altra signora che seduta su una panchina discorre con un pettirosso (e sei ragionevolmente certo che lui stia per rispondere). Per non parlare della biblioteca e della sala giochi, così zeppe di tutto, di libri e di congegni, di quadri. Assurdo e pazzesco, fino alla scena finale in cui la bimba (bimbo) ritorna dalla nonna. Sembra che tutto rientri nella normalità, di essere usciti da un sogno fantasmagorico, ma quel coniglio che sfreccia sullo skateboard ci ricorda invece il viaggio che abbiamo fatto.
Questo è un libro che tutti possono leggere, che supera il problema della lingua: un silent inclusivo ed ipnotico, che con un moto circolare si legge e si riprende a leggere, scoprendo ad ogni pagina un nuovo dettaglio. Le illustrazioni sono incantevoli, dense di riferimenti colti, ma ugualmente alla portata di tutti perché ognuno le può arricchire collegandole al proprio vissuto, al proprio personalissimo mondo interiore fantastico.

Un grazie sentito a Camelozampa che mi ha regalato la copia cartacea e che, soprattutto, ha portato anche in Italia questo libro che profuma di perfezione.
Non conoscevo questo autore, ora di certo non potrò mai dimenticarlo.


giovedì 2 luglio 2020

Il sogno - Franck Thilliez


Titolo: Il sogno • Autore: Franck Thilliez • Traduttore: Federica Angelini • Editore: Fazi • Data di pubblicazione: 2 luglio 2020 • N.pagine: 600 • Copertina flessibile € 18,50 • Ebook € 12,99

TRAMA
Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigaël sia una donna come le altre. Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. Ma Abigaël, la psicologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che le rende tutto più difficile. Spesso per lei il confine tra sogno e realtà si confonde, ed è costretta a ricorrere a bruciature e tatuaggi per assicurarsi di essere sveglia e che quello che vede stia realmente accadendo. L'indagine a cui sta lavorando insieme al fidanzato poliziotto Frédéric riguarda un rapitore seriale di bambini, Freddy. I piccoli scomparsi finora sono tre, a quattro mesi di distanza l'uno dall'altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente. Intanto, Abigaël è l'unica sopravvissuta a un terribile incidente d'auto di cui non ricorda nulla e dove hanno perso la vita suo padre e sua figlia. Presto capirà che molte cose di quell'episodio non tornano. E si renderà conto che Freddy sa più di quanto dovrebbe. E non è il solo. Ma per Abigaël il nemico più pericoloso rimane uno: se stessa.

Dopo aver letto "Il manoscritto" ed essermi sentita presa in giro dall'autore in maniera magistrale, Franck Thilliez è entrato di diritto tra gli autori da tenere d'occhio, per poter mettere le mani (anzi gli occhi) quanto prima su eventuali suoi nuovi scritti. Potete quindi immaginare la mia gioia alla notizia che sarebbe uscito questo romanzo. Ho immediatamente contattato la Casa Editrice, che molto gentilmente mi ha inviato l'ebook alcuni giorni prima dell'uscita, e mi ci sono fiondata come un'aquila su un topo.

Ho iniziato la lettura sentendomi ancora una volta coinvolta completamente nelle vicende narrate, grazie alla scrittura ipnotica di Thilliez. 

Si tratta di una storia nella storia: da un lato un caso di rapimento seriale da parte di un individuo soprannominato "Freddy", come Krüger, perché a distanza di tempo dal rapimento dei bambini fa  in modo che gli inquirenti ritrovino dei fantocci con gli abiti dei bambini scomparsi, il petto squarciato da numerosi tagli e imbrattato di sangue, e in testa i capelli della vittima successiva. Non è chiaro perché li rapisca, cosa faccia loro, e soprattutto come li scelga, dato che non ci sono elementi che li colleghino.
Dall'altro lato abbiamo la storia personale di Abigaël, psicologa, membro della squadra che da nove mesi sta indagando sui rapimenti: all'inizio di questa storia è vittima di uno strano incidente stradale nel quale perdono la vita il padre, poliziotto di frontiera in pensione, e la figlia preadolescente. Abigaël ha una particolarità: soffre di narcolessia e cataplessia, e quando si addormenta è preda di strani e terribili incubi, in una sorta di realtà alterata, tanto da non riuscire mai a capire se quello che sta vivendo sia una situazione reale o piuttosto uno dei suoi incubi.
Nel tentativo di mantenere un minimo equilibrio psichico annota su un quaderno tutti i suoi incubi, numerandoli; il lutto, il ricordo dell'incidente e l'avanzare delle indagini, le rendono sempre più difficile distinguere i sogni dalla realtà, arrivando a farle sentire la necessità di trovare un modo per capire: dal momento che nel sogno non percepisce dolore fisico, arriva a ferirsi in modi sempre più cruenti, in un crescendo di disordine emotivo. In più, il farmaco che è costretta ad assumere per controllare il sonno, le causa perdita di memoria, a volte anche importante.
"Cosa siamo senza memoria, senza ricordi, senza i volti e le voci che hanno accompagnato la nostra vita? Solo un puntino sulla curva del tempo? Un fiore che si è dischiuso, ma senza profumo né colore?"
Spesso leggendo mi sono posta la stessa domanda della protagonista: su quale piano ci troviamo? Nell'onirico o nel reale? Thilliez sa perfettamente come trasferire al lettore l'angoscia dei suoi protagonisti, in questo si conferma maestro, dando spesso la percezione di trovarsi a vivere un loop, o di essere in una di quelle stanze zeppe di specchi dove non si riesce a capire quale sia il riflesso reale e quale quello distorto. 

Ma... c'è un ma, purtroppo!
Come sempre mi accade (e come penso accada ad ogni appassionato di libri thriller e gialli) durante la lettura faccio mille congetture e altrettante ipotesi su chi sia il "mostro" e su come siano realmente andate le cose, con la speranza di concludere la lettura pensando che l'autore sia stato talmente bravo da avermi portato dove voleva per poi fregarmi alla grande. Se questo è esattamente quello che mi era  successo durante la lettura de Il manoscritto, purtroppo questa volta la magia non si è ripetuta. Da poco oltre metà lettura, ho iniziato ad avere la sensazione che le mie intuizioni fossero esatte, che non ci sarebbe stato l'effetto "mascella a terra" che mi aspetto da Thilliez, e così è stato. Non so se mi aspettassi troppo, o se il fatto di aver letto tanti thriller mi abbia reso più attenta ai particolari, ma in questo caso avevo intuito almeno due degli "scoop" su cui si basano gli intrecci narrativi.

Rimane comunque un bel thriller, ben scritto e molto coinvolgente, ma la mancanza dello "schiaffo" finale mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca.

Alla fine della lettura Thilliez coinvolge nuovamente i suoi lettori in un gioco che restituisce un po' di brio all'esperienza nel suo insieme, e questo è un merito che gli va  assolutamente riconosciuto.
Ora, qualora decideste di leggerlo, aspetto di sapere da voi (in sede privata, onde evitare spoiler) se vi sia successo di capire prima della fine dove la narrazione vi avrebbe condotti.

Ultimo appunto: se vi è possibile, evitate la versione digitale, perché all'inizio di alcuni capitoli troverete la rappresentazione grafica di una linea temporale che vi indica in quale momento è collocato il capitolo, rappresentazione estremamente piccola e impossibile da ingrandire (almeno sul mio ereader) tanto da costringermi a tenere costantemente a portata di mano una lente di ingrandimento (e no, non è la cataratta!)
Ringrazio Fazi per avermi permesso di leggere questo romanzo in anteprima, omaggiandoli della copia digitale.



lunedì 29 giugno 2020

[Questa volta leggo...] Falce - Neal Shusterman

Trama: Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l'umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un'immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.
Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l'efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere "spigolato". In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.
Titolo: Falce
Autore: Neal Shusterman
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2020
Pagine: 360
In un nanosecondo siamo tornati all'appuntamento con la rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per il mese di giugno bisognava parlare di un libro fantasy. La scelta ha rappresentato una bella sfida per la sottoscritta: non ho un problema con i fantasy, ma sicuramente non le leggo molti e di questi, pochissimi mi piacciono. Ad esempio in inverno avevo iniziato "Sei di corvi", consigliatissimo nella blogsfera, per poi comprendere...che avevo superato l'età massima per amare questo tipo di storie (e infatti non l'ho neppure terminato). Sempre seguendo il tam tam mediatico ho sentito parlare di Falce di Neal  Shusterman e quando ho scoperto che forse era meglio definirlo distopico ...il libro era già terminato. Una lettura di sicuro molto interessante ed avvincente, ma...
La trama è davvero intrigante e ti porta a riflettere su moltissime cose. Ci troviamo in un mondo senza guerra, senza morte, senza dolore e senza fine regolamentato da un'intelligenza artificiale che tutto sa e prevede. E' il Paradiso? Immagino che ciò che dia valore e intensità ad ogni attimo che viviamo sia la sua unicità e il fatto che il nostro tempo sulla terra sia limitato. Ma se così non fosse, se avessimo a disposizione l'eternità non tenderemmo forse ad annoiarci? Un mondo nel quale appena invecchi puoi ringiovanire più che sembrare desiderabile, mi fa rabbrividire. In questo universo perfetto da subito qualcosa sembra essere tremendamente sbagliato, anestetizzato, un po' come i suoi abitanti che non possono neppure provare dolore. Qualcosa che fa paura però esiste e sono loro, le Falci, individui prescelti per selezionare l'eccedenza, perché anche nella perfezione le risorse alimentari sono limitate e quindi non c'è spazio per tutti. In tanta modernità verrebbe da pensare che esista un criterio particolare per eliminare questo surplus...e invece no. Le Falci uccidono un po' come pare a loro, con veleno, arma bianca e altri piacevoli mezzi. Ora io mi sono chiesta, con il mio spirito un pochino socialista, PERCHE'? In una società tanto evoluta non poteva esserci un modo più equo per mantenere la popolazione in numero accettabile? Del tipo che vivi 150 anni di vita ben vissuta e poi cedi il posto ad altri. No. Questo per me il punto dolente di tutta la storia, il particolare che non mi ha assolutamente convinta, anche se poi alla fine vi darò la mia interpretazione.
A parte queste mie (legittime) perplessità la storia si sviluppa raccontando di due giovani ragazzi, Citra e Rowan, che vengono ambedue scelti dal Venerando Maestro Faraday, un giustiziere alla vecchia maniera, quali apprendisti  e solo uno di loro alla fine diventerà Falce. Bella la rivalità, la contrapposizione tra le caratteristiche di entrambi e soprattutto di grande carisma il maestro che ancora "spigola" in un certo modo, ossia senza trarne alcun piacere e applicando un grande rigore nella scelta delle sue vittime. Di altro tipo sono le Falci giovani, di una nuova corrente, che si dilettano con "spigolature" di massa. Nella realtà non cadono forse gli aerei provocando decine di vittime? Queste parti crudeli mi hanno veramente attratta in modo malato, con brividi lungo la schiena. Senza stare a raccontare troppo della trama Rowan e Citra si troveranno in un posizione impossibile, contrapposti e nemici, nonostante inizino a sentire qualcosa l'uno per l'altro. Perché questi due dovrebbero sentirsi attratti resta un po' un mistero, ma non voglio chiedere troppo a quello che è il primo volume di una trilogia. Forse alcune cose ci verranno svelate in un secondo momento. Non credo comunque andrei a mangiare la pizza con nessuno dei due, se devo essere sincera.
Il romanzo si legge voracemente, senza quasi assaporarne i particolari. La scrittura ci avviluppa e ci porta avanti, di scena in scena, di spigolatura (verbo ripetuto ossessivamente) in spigolatura.
Mi è piaciuto, ma più passano i giorni che mi separano dalla fine della lettura più mi rendo conto che non resterà tra i libri della mia vita. Avvolgente e affascinante, ma non indimenticabile. Di grande effetto, ma passato il momento di meraviglia emergono le contraddizioni.
Perché in un mondo perfetto si continua ad uccidere-spigolare senza un giusto criterio? Mi sono data questa risposta: non esiste perfezione che non venga corrotta dall'uomo. Come non esiste vera meraviglia che non dipenda dal fatto che l'uomo è imperfetto e fallibile, meravigliosamente vero.
Leggerò di sicuro i prossimi volumi e dell'autore a partire da Unwind del quale ho sentito meraviglie. Per quanto riguarda questo libro attendo lo sviluppo della storia per un giudizio più esauriente perché è come un puzzle al quale mancano delle tessere.



Qui di seguito le altre recensioni del mese:
 

venerdì 26 giugno 2020

L'enigma della camera 622 - Joël Dicker


Titolo: L'enigma della camera 622 • Autore: Joël Dicker • Traduttore: Milena Zemira Ciccimarra • Editore: La nave di Teseo • Data di pubblicazione: 11 giugno 2020 • N. pagine: 632 • Copertina flessibile € 22,00 • Ebook € 9,99

TRAMA
Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l'annuale festa di una importante banca d'affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente.
La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero.
L'inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l'omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità.
Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.
Joël Dicker torna sugli scaffali delle librerie a due anni di distanza dall'uscita de "La scomparsa di Stephanie Mailer" e lo fa con una storia che riesce a incatenare il lettore dalla prima all'ultima pagina.
Un po' giallo, un po' spystory, un po' storia d'amore e un po' biografia: c'è di che accontentare un po' tutti tra queste 632 pagine.

Il giallo ruota attorno al misterioso assassinio commesso il 16 dicembre 2003 nella stanza 622 del lussuoso Hotel Palace de Verbier, dove anche l'identità della vittima resterà un mistero per oltre 400 pagine. Nel percorrere gli avvenimenti culminati con l'omicidio ci imbatteremo in una spystory degna di una sceneggiatura hollywoodiana e, soprattutto, vivremo le sofferenze di un'intensa e tormentata storia d'amore da romanzo d'appendice.
A fare da collante al tutto, la storia di uno scrittore in lutto per la morte del suo editore, che tanto lo aveva apprezzato e che lo aveva reso famoso: per questo motivo decide di omaggiarlo nella stesura del suo nuovo romanzo.

Non è certamente elemento nuovo, la presenza di Dicker scrittore tra le pagine dei suoi libri, in questo romanzo, però, è presente con il suo nome e diventa personaggio a tutti gli effetti.

Fonte foto: Bintmusic.it
La storia prende il via proprio dal racconto della stesura di questo romanzo, dalla necessità dello Scrittore di prendersi una pausa andando a trascorrere qualche giorno al famigerato Hotel Palais de Verbier. Raggiungendo la propria camera nota che la numerazione delle stanze ha qualcosa di strano, ci sono la 621, la 621bis e la 623: manca la stanza 622!
Insieme a una misteriosa e affascinante ospite dell'hotel lo Scrittore indaga su questa stranezza e scopre che quindici anni prima, nella stanza 622 si era consumato un delitto; inizia così il lungo racconto delle vicende che hanno portato a quell'evento, per il quale non si è mai trovato il colpevole.
La scrittura di Dicker ha sempre la particolarità di tenere il lettore incollato alle pagine, spargendo piccoli indizi, facendo rivelazioni sconvolgenti alla fine dei capitoli, in una sequenza di colpi di scena che spingono a voler sapere, a girare pagina su pagina e a far scorrere la lettura senza che niente possa farci distogliere l'attenzione.

Fonte foto: Ilsole24ore.com
Dicker è decisamente un autore prolisso, ma mai pesante, anzi. La conclusione del caso, in questo romanzo, è molto cinematografica, quasi surreale e forse in altri libri l'avrei trovata troppo fantasiosa, ma questo autore riesce a compiere la magia, incastrando talmente bene gli elementi da farmeli trovare geniali.
Mi sento di dire che ho trovato questa lettura ancora più piacevole rispetto a "La verità sul caso Harry Quebert" perché mi ha intrigata allo stesso modo ma non ho mai avuto la sensazione di incertezza, di aver perso un particolare, come mi era successo con quel primo romanzo, e questo è un valore aggiunto.

Il finale poi, ha un qualcosa di particolare, amabile, che me lo fa paragonare a una buona tazza di tè coi pasticcini - per farvene comprendere la piacevolezza - e il motivo con il quale all'ultima pagina, in una sorta di chiusura del cerchio, ci viene spiegata la scelta del titolo mi ha confermato ancora una volta che Dicker ha una mente decisamente brillante.
Amanti del giallo, non potete lasciarvi sfuggire questo romanzo!