Natale per lettori antisociali: sopravvivere tra luci, regali e tombola
Ci siamo, è arrivato QUEL periodo dell’anno, quello in cui tutti sono sembrano gioiosi e festanti, quel periodo che al solo pensarci sentite prudere la pelle degli avambracci.
Uscite di casa solo perché in frigo vi sono rimasti due limoni rinsecchiti e il fondo della busta del formaggio grattuggiato coi puntini di muffa, e venite travolti da lucine stroboscopiche, musichette distorte che vi fanno sembrare simpatico anche l’allarme dei vicini che si attacca alle tre di notte, e gente, gente ovunque, che sfreccia impazzita tra le corsie del supermercato alla ricerca del caviale di quaglia marinato in offerta a 59 centesimi.
Guardate il calendario sullo smartphone. 19 dicembre.
Realizzate.
Urlate internamente.
Arraffate quattro cose che vi garantiranno la sopravvivenza per le prossime 48 ore e vi fiondate verso casa. Chiudete la porta, ricominciate a respirare normalmente e mentre togliete il giubbotto lanciate uno sguardo tenero a loro, i vostri amici di carta, quelli che non cantano, non urlano e non si offendono se declinate il loro invito. Già, l’invito. Vi dite che potete farcela. Senza crederci.
I giorni che seguono vi risucchiano tra “pensierini” da consegnare e regali da acquistare, impresa ogni anno più difficile. Mentre vi chiedete perché ogni volta partite pensando “quest’anno me ne frego e prendo la prima cosa che mi capita” e finite con il girare quindici negozi alla ricerca dell’articolo che non vi faccia venir voglia di sprofondare mentre lo scartano, vagliate la possibilità di chiudervi in cantina e fingervi dispersi.
Il 24 arriva inesorabile, unica consolazione il cibo, almeno lui vi sarà di conforto. Il pensiero di portarvi il libro in lettura vi sfiora, poi riflettete e rinunciate: non avrete possibilità di isolarvi a leggere. Ma… vi portate il kobo, magari riuscite a nasconderlo sotto il maglione quando andate in bagno…
E tra una portata e l’altra, tra un rigurgito di baccalà e una sorsata di prosecco, la mente vaga alla pista che Rocco sta seguendo - che secondo voi ha preso un abbaglio - e quando zio Pino urla “ma allora che fai?” rispondete di getto “Controllerei i filmati di sorveglianza del parcheggio!”
Lo sguardo interrogativo di mezza tavolata si punta su di voi che abbozzate un sorriso dicendo “Scusate forse non ho capito la domanda…”
Zio Pino borbotta che aveva chiesto dei programmi per Capodanno mentre gli altri sbuffano “Sempre con la testa ai libri, non cambierà mai” . Confermate con fierezza “Ho già pronto il libro con cui inizierò il nuovo anno!” Sei teste oscillano a destra e sinistra, dodici occhi si alzano al cielo.
Arriva il pandoro, accompagnato da due litri di caffè e sentite l’inconfondibile rumore delle palline agitate nel sacchetto… la tombola! Abbozzate un “Io, veramente…” mentre vi vengono piazzate davanti quattro cartelle. Sorridete e prendete una manciata di fagioli secchi, annata 1983.
Tra un “Novantadue! Ah ah ah, ci siete cascati?” E un “Settantasette! Le gambe delle donne!”, il vostro pensiero corre alla targa della macchina che si vede in un fotogramma della telecamera del parcheggio e urlate: “É un bluff! Ha ingannato tutti!” Un gomito vi entra tra l’ultima e la penultima costola riportandovi alla realtà.
Sorridete a denti stretti.
Stavolta le teste che oscillano sono otto e sedici gli occhi al cielo.
Cosa possiamo farci? Noi lettori non viaggiamo mai soli, siamo sempre in compagnia del protagonista del libro in lettura. Vorremmo però tranquillizzare parenti e amici: alle volte certi protagonisti sono proprio insopportabili, a differenza di voi!
Si scherza, in realtà apprezziamo molto la vostra compagnia, solo non siamo bravi a dimostrarlo.
In conclusione, amici lettori, ricordate: a Natale siate gentili. Ma anche un po’ antisociali, che vi fa bene!




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