"Mi chiedo quando ti mancherò" di Amanda Davis: recensione di un romanzo doloroso sull'adolescenza

“Mi chiedo quando ti mancherò” di Amanda Davis: recensione di un romanzo doloroso sull’adolescenza


 

Titolo: Mi chiedo quando ti mancherò • Autrice: Amanda Davis • Traduttrice: Giovanna Scocchera • Edizione: Accento • N.Pagine: 383 • Data di pubblicazione: 29 ottobre 2025 • Brossura € 18 • Ebook € 8,99

TRAMA

Quando Faith torna in classe dopo mesi, i compagni stentano a riconoscerla: è dimagrita tantissimo. È passato quasi un anno dalla festa della scuola, e ancora le riecheggia nelle orecchie lo scherno dei ragazzi che l’hanno molestata: «Sai cosa si dice delle ciccione? Che le ciccione hanno sempre fame». Ma quella Faith «cicciona» non è affatto sparita: si è trasformata in un fantasma irriverente che le cammina sempre accanto e non le lascia tregua, incalzandola perché si vendichi e scappi di casa. In fuga, Faith diventerà Annabelle, cambierà vestiti e identità e si metterà sulle tracce del suo amico Charlie e del Circo Fartlesworth. E sarà solo tra coloro che hanno fatto del vorticoso mondo circense la propria casa che troverà una nuova vita e il suo riscatto. Prefazione di Chiara Tagliaferri.




"Mi chiedo quando ti mancherò" di Amanda Davis è un romanzo intenso e doloroso sull’adolescenza, il corpo femminile, il trauma e la difficile strada verso l’accettazione di sé.

Mi chiedo quando ti mancherò: una lettura che chiede tempo (e lo pretende)

Ho concluso questa lettura intensa, dolorosa, scomoda, chiedendomi perché ci avessi messo così tanto per finirla. Più volte durante la lettura mi sono chiesta se mi stesse realmente piacendo, e la risposta era sempre sì. Allora perché me la sono trascinata per ben tre settimane?

Ci ho riflettuto, ho pensato alla storia di Faith, combattuta tra il desiderio di essere invisibile e la necessità di essere realmente vista, alla cicciona, presenza scomoda dalla quale Faith non riesce a scollarsi, ad Annabelle, alla ricerca della sua identità, a Starling e alla sua determinazione nel volersi togliere la vita. E ho capito.

Dentro l’abisso dell’adolescenza

Non è facile essere adolescenti, è uno dei passaggi più complessi della vita, e una volta che se ne esce indenni si desidera solo dimenticarne i momenti più bui. E questo libro ci riporta proprio lì, negli abissi, ci trascina a fondo, senza sconti. Mentre stiamo leggendo veniamo risucchiati nel mondo di Faith, ne sentiamo tutta la disperazione, anche quando usa toni leggeri per raccontarcela, e una volta chiuso il libro proviamo il sollievo di chi quella fase l’ha superata; non è facile riaprirlo e ributtarcisi dentro, ma la voglia di sapere cosa ne sarà di questa ragazza, all’apparenza fragile ma con la forza che solo gli adolescenti sanno trovare, ci fa superare la titubanza.

Non è un romanzo che si riesce a leggere tutto d’un fiato, perché il fiato spesso ce lo toglie, è una lettura che necessita del suo tempo, per essere elaborata e assimilata.

Trama essenziale: il punto di non ritorno

Venendo brevemente alla trama: Faith è una quindicenne sovrappeso, che vorrebbe passare inosservata, ma la sua mole ottiene sempre l’effetto contrario. Bullizzata a scuola, scarsamente supportata dalla madre vedova, sogna un futuro normale, magari accanto a quel bel ragazzo che ogni tanto le rivolge lo sguardo. Fino alla sera che segnerà l’inizio della sua nuova vita.

Una festa studentesca, la voglia di essere “una di loro”, le attenzioni insperate e un epilogo inaspettato: un abuso di gruppo. Il bisogno fisico di non soffrire più. Una manciata di pillole.

Faith si risveglia in una clinica dove vengono riabilitati gli aspiranti suicidi, si lega a Starling, una ragazza con diversi tentativi alle spalle, e mentre riemerge dal buco nel quale è sprofondata lascia dietro di sé 26 kg.

La “cicciona”: il male interiorizzato

Quando torna a casa, alla sua vita, però, continua a portarsi sulle spalle il malessere, che pesa ben più dei chili persi, al quale dà un nome, un volto, una forma, una voce: la cicciona. Volto, forma e voce che erano le sue e dalle quali Faith vuole fuggire. Ma la cicciona è sempre lì, a ricordarle chi è in realtà, un grillo parlante al contrario.

“Era un insieme, un accumulo di vuoto e umiliazione. Un senso generale di inutilità che mi corrodeva.

Il circo come spazio di sopravvivenza

Dopo alcune vicissitudini, che scoprirete leggendo il libro, dopo aver toccato nuovamente il fondo, in modo opposto alla volta precedente, Faith, in fuga, approderà al circo Fartlesworth, il luogo dove i reietti sono i veri protagonisti, dove i mostri possono essere sé stessi, ed essere apprezzati per questo. Diventerà parte di quel mondo sentendosi costantemente figlia di nessun luogo, con un’unica costante al suo fianco, la cicciona, a ricordarle chi è e da cosa sta fuggendo.

Temi del romanzo: duri, ma necessari

I temi attorno cui gravita questa storia sono molti, e molto forti: quello della crescita, del periodo buio dell’adolescenza, del corpo femminile al centro di giudizi, critiche e violenze, del suicidio, dell’accettazione, della rinascita; ognuno trattato con rispetto e senza giudizio, con un messaggio forte alla base: senza accettazione non c’è redenzione, nessuna emancipazione è possibile senza l’accoglimento delle proprie crepe.

Perché leggere Mi chiedo quando ti mancherò

Un romanzo che va letto per ricordarci che ognuno di noi è frutto delle proprie battaglie, piccole o grandi che siano state.
L'autrice è morta in un incidente poco dopo la pubblicazione di questo romanzo, una vera perdita, una voce che avrebbe potuto dare molto alla letteratura contemporanea.





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