venerdì 28 giugno 2019

Skin - Loretta Grace


Titolo: Skin • Autore: Loretta Grace • Editore: Mondadori • Data di pubblicazione: 18 giugno 2019 • N.pagine 178 • Copertina flessibile € 17,00 • Ebook € 9,99

TRAMA
Zara ha vent'anni, i capelli rossi come il fuoco e una bellezza rara. Lei, però, quando si guarda allo specchio vede solo e soltanto "la goffa lentigginosa", come i compagni di scuola la chiamavano quand'era bambina. Frequenta l'università senza slancio, non sentendosi mai all'altezza delle aspettative né della madre, donna tanto in carriera quanto assente, né della nonna materna, esigente e severa, che non perde mai occasione per criticarla. Non vede suo padre da molti anni, non sa perché se ne sia andato. Ma da lui ha ricevuto la passione per il teatro, che la spinge a lavorare come tuttofare in un famoso teatro milanese. Qui si trova alle prese con un mondo popolato da registi nervosi che la rimproverano per un nonnulla e attori prepotenti e invidiosi che si fanno la guerra. Ma al centro di quel microcosmo delirante, come l'occhio del ciclone, c'è Liam Nelson, il protagonista dello spettacolo, attore sudafricano dalla pelle scurissima, appassionato di trucco e fotografia. Zara prova subito una strana attrazione per lui, che è solido, sicuro, caldo: tutto quello che lei non riesce a essere. Anche il bello e invincibile Liam, però, nasconde ai riflettori un'enorme fragilità, determinata dalle sue insicurezze, dalle passioni controverse e soprattutto dal difficile rapporto col padre. I due iniziano a parlarsi, a confidarsi, a svelarsi per quello che sono davvero, creando un legame avvolgente, caldissimo. Da questo contatto, sensuale e innocente al tempo stesso, prenderanno la forza per dare una svolta alle rispettive vite. In questo romanzo, delicato e toccante, Loretta Grace racconta l'incontro tra due personaggi fuori dagli schemi, che si sono sempre sentiti esclusi e incompresi per via della loro diversità, senza rendersi conto che è proprio ciò che li rende straordinari. E ci insegna così ad amare le differenze, le particolarità, i dettagli. In altre parole, tutto ciò che ci rende unici.


Inizio questa recensione precisando che dopo aver letto la trama di questo romanzo e aver seguito alcuni video della sua autrice su YouTube, mi ero fatta un'idea in merito a ciò che avrei trovato tra le sue pagine: una storia che parlasse di diversità e delle difficoltà che incontrano quotidianamente le persone che per un motivo o per un altro vengono etichettate o si sentono "diverse".
Nello specifico la protagonista, Zara, è una ventenne con i capelli rossi e ricci e il viso tempestato di lentiggini, particolare questo che la fa sentire a disagio fin da quando è stata presa in giro a scuola e la mamma anziché esaltare questa sua particolarità, la bolla come "difetto", salvo poi tentare di mascherare la gaffe.
A parte questo episodio e il fatto che Zara dica di sentirsi sempre inferiore alle altre ragazze, non ho trovato un vero e proprio approfondimento di questa tematica.
Dopo che Zara ottiene un lavoro come "runner" in un teatro, ambiente nel quale sogna da sempre di lavorare, incontra Liam, statuario attore dalla pelle scura con una passione per il trucco e la fotografia, che dalla trama sembra essere un personaggio tormentato e discriminato per queste sue passioni, ma anche qui non ho trovato nessun approfondimento del disagio di Liam, considerando anche il fatto che il romanzo sia narrato in prima persona da Zara e i due fin quasi alla fine non abbiano che fugaci incontri durante i quali si scambiano non più di un paio di parole.
Una parte che invece viene raccontata in modo molto particolareggiato è tutto il "dietro le quinte" di uno spettacolo teatrale, a partire dalle primissime prove, passando per il debutto e finendo alle repliche. Da appassionata di teatro, che pratico in maniera amatoriale, ho  apprezzato, ritrovandoci le tipiche atmosfere frenetiche, ma devo dire che ai fini dell'economia della narrazione è un aspetto forse troppo preponderante.
Un altro punto che mi ha lasciata perplessa è la caratterizzazione della protagonista, una ventenne che si comporta, parla e pensa come una quindicenne.
Probabilmente questo romanzo è destinato a un target specifico, a un pubblico sicuramente più giovane e con esigenze diverse da quelle di una "carampana" come me, per quanto riguarda il mio modesto parere, il potenziale era veramente buono ma non è stato approfondito in maniera soddisfacente.
Un pregio che invece attribuisco sicuramente a questo libro è la sua estrema scorrevolezza di lettura, cosa che ha permesso anche a un bradipo come me di leggerlo tutto in un solo pomeriggio.
Ringrazio Mondadori che mi ha inviato la copia cartacea unitamente ad una carinissima Beauty Box che ho molto apprezzato.


mercoledì 26 giugno 2019

L'estate di Sunny - Jennifer L. Holm e Matthew Holm

Titolo: L'estate di Sunny
Autori: Jennnifer L. Holm e Matthew Holm
Casa editrice: Il Castoro
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 216

Le graphic novel per ragazzi oramai sono un'altra delle mie passioni! Ho veramente scoperto il modo di far leggere anche a chi non se la sente di affrontare letture più complesse ed impegnative ed inoltre ho a casa il mio "assaggiatore" di fiducia. Il mio quasi decenne infatti legge questi fumetti in velocità e a fine lettura lascio cadere qualche domanda qui e lì tanto per verificare se ha compreso tutto (lo ammetto, sono un po' carogna). Sì perchè a volte i fumetti sembrano semplici e invece nascondono qualcosa, in profondità, che non sempre i bimbi riescono a comprendere. Quindi dopo il "test" decido se il libro è da proporre alle primarie o alle secondarie.
Prendiamo "L'estate di Sunny": si legge in mezz'ora e sembra una storia facile, al primo impatto, invece si sviluppa su due diversi piani temporali e racconta dell'estate che questa ragazzina trascorre con il nonno in Florida, ma racconta anche di una situazione familiare difficile, di un fratello molto amato che ha preso una brutta strada. Siamo a metà degli anni '70 e la protagonista viene spedita (è il caso di dirlo) a casa del nonno in Florida a trascorrere le vacanze estive. La situazione iniziale è piuttosto divertente (per chi legge, meno per Sunny) in quanto il nonno vive in una sorta di resort per vecchietti; tutti i suoi amici e le sue amiche sono "diversamente giovani" e la cosa più eccitante che a Sunny capita di fare è di andare al supermercato o alla tavola calda (ma prima delle 19.00 per usufruire dei super sconti), inoltre il letto cigola e le vicine, come benvenuto, le hanno regalato una bambolina con la testa di Barbie e la gonna di macramè che nasconde...un rotolo di carta igienica. Dopo alcune giornate abbastanza noiose finalmente Sunny incontra un coetaneo, il figlio del giardiniere della casa di riposo, con il quale trascorre ore spensierate a ritrovare gattini smarriti e a recuperare palline da golf. Tutti gli introiti derivanti dai loro lavoretti vengono investiti in fumetti di Batman, Wonder Woman, Hulk, Spiderman e altri ancora. I due amici si divertono a fantasticare su quali superpoteri vorrebbero avere, una cosa che abbiamo fatto tutti da piccoli (io continuo a sognarlo e per tua informazione Stefi ho smesso di desiderare di far scappare la pupù a comando alle persone, ora sono maturata e vorrei aver la capacità di far dire ai politici e a molte altre persone esattamente quello che pensano, possibilmente davanti alle telecamere!).
Al racconto di questa estate in Florida si alternano ricordi di un tempo poco più lontano e raccontano una storia diversa, triste, di un fratello più grande che da punto di riferimento a poco a poco si è trasformato in un'incognita, una scheggia impazzita che Sunny non riconosce.
Le due vicende poi si incontrano in un punto di rottura, un momento in cui la verità non potrà più essere taciuta. Mi ha emozionata, come mi ha fatta sorridere l'immagine finale di Sunny che torna a casa stringendo al petto l'orribile bambolina porta carta igienica. Sunny è cresciuta e ha fatto tesoro dell'esperienza vissuta.
Una graphic novel che riesce a rendere con estrema semplicità e tanto umorismo una situazione non facile e che presenta adulti e ragazzi con le loro debolezze ed insicurezze e con tanta tenerezza. Il nonno della protagonista è veramente adorabile, così come tutti i suoi amici del resort.
Una bella lettura, peccato che finisca in un soffio.

Ah, dimenticavo. Dopo il test posso sentirmi di consigliare la lettura a partire dalla quinta elementare.

lunedì 24 giugno 2019

Come tanti piccoli ricordi - Mattia Bertoldi

Titolo: Come tanti piccoli ricordi • Autore: Mattia Bertoldi • Editore: tre60 • Data di pubblicazione: 16 maggio 2019 • N.pagine 296 • Copertina rigida €16,80 • Ebook € 7,99

TRAMA
Manlio è un «assistente per la memoria»: si prende cioè cura di chi ha una testa «che non funziona più tanto bene». È un tipo all'antica, proprio come il suo nome, e spesso racconta ai suoi assistiti la storia del suo grande amore con Bianca, naufragato pochi mesi prima a un passo dal matrimonio. Tanto poi se lo dimenticano, pensa, e lui può riprendere a macerarsi nella nostalgia. Abituato a pazienti in là con gli anni, Manlio è turbato quando si trova di fronte Camilla, che di anni non ne ha neppure quaranta e ha perso la memoria a causa di un aneurisma. Non solo: orgogliosa e testarda, sulle prime la ragazza rifiuta il suo aiuto, convinta di potersela cavare da sola. Ma la quieta determinazione di Manlio e l'aura di malinconia che lo pervade finiscono per aprire una breccia. Camilla gli permetterà d'insegnarle a ricordare di nuovo, ma a una condizione: che lei possa aiutarlo a dimenticare la sua ex. In fondo, dimenticare è la cosa che le riesce meglio, no? In apparenza, un patto perfetto. Almeno finché non arriva l'amore. Un amore fragile eppure intenso, travolgente, tra un uomo col cuore spezzato e una donna che, da un momento all'altro, non ricorda più volti, cose, emozioni. Ma un giorno, nella vita di Manlio, riappare Bianca...


Saremmo sempre noi senza i nostri ricordi? Spesso, trovandomi di fronte a persone affette da vari tipi di demenza mi sono posta questa domanda e la risposta è sempre stata no.
"Come tanti piccoli ricordi" è un romanzo che in maniera delicata e simpatica parla proprio di questo tema, la perdita della memoria.
Nel racconto delle giornate di Manlio, un "assistente alla memoria", potremo osservare la lotta quotidiana di chi fa continuamente i conti con questo grande problema, che purtroppo affligge molte persone, spesso togliendo loro il bene più prezioso, la dignità.
"...faccia finta che questo (...) sia un mare che sta ai margini della città, lontano dagli ospedali e dalle case, un mare con una lunga spiaggia. E finga che ci sia un (...) gruppo di pazienti, che vaga sul bagnasciuga mentre le onde cancellano le loro orme ad ogni passo. Metro dopo metro, dietro di loro non rimane nulla. Non un ricordo, non un appiglio. E davanti, altra sabbia da calpestare. E io... Be', io sono quello che si bagna i piedi con loro."
Attraverso aneddoti che alle volte strappano anche qualche risata, Mattia Bertoldi ci renderà partecipi dell'angoscia che accompagna la perdita della propria identità, del disagio di chi deve convivere con un familiare che non lo riconosce più e che lui stesso fatica a riconoscere,  al quale si è costretti a ripetere le stesse cose fino allo sfinimento.
Manlio entra nelle vite di queste persone e attraverso un percorso studiato e l'annotazione delle loro reazioni attraverso un'app, ideata dal suo amico Giga, cerca di dare un piccolo sollievo alle loro condizioni.
Settimana dopo settimana accompagna il sig. Salvemini all'Ikea, perché questo lo aiuta a rasserenarsi, con lui prepara un caffè e poi lo riporta a casa, in un susseguirsi di "prime volte" che iniziano sempre con un "Chi sei?".
La sua routine viene però stravolta dall'arrivo di una paziente anomala, non un'anziana, ma una donna neanche quarantenne che ha perso la memoria in seguito ad un aneurisma. Camilla, a differenza dei pazienti più anziani, è consapevole del suo handicap e fa di tutto per nasconderlo, annotando tutto su dei foglietti con cui riempie le pareti, e si concentra aprendo e chiudendo una penna a scatto in un susseguirsi di "clic, clic, clic".
Camilla è guardata a vista dalla madre Eliana, che fa l'impossibile per proteggerla dal mondo che non la può comprendere, e che non vede di buon grado l'intrusione di Manlio nella loro vita. 
Camilla invece sembra intuire che lui possa essere una presenza positiva, ma gli pone una condizione: lui potrà essere il suo "assistente alla memoria" solo se le concederà di essere la sua "assistente all'oblio". Già, perché Manlio che aiuta le persone a ricordare, ha un disperato bisogno di dimenticare. 
Dimenticare Bianca che avrebbe dovuto sposare di lì a poco, se solo non lo avesse abbandonato senza troppe spiegazioni a pochi mesi dal matrimonio.
È più difficile ricordare ciò che la mente cancella, o dimenticare ciò che il cuore non vuole lasciar andare?
"Ti sto dicendo che si trova un'altra strada, anche quando sembra che quella strada proprio non ci sia."
"Come tanti piccoli ricordi" è un romanzo che parla di amore, in tutte le sue declinazioni, quello spesso faticoso delle coppie, quello incondizionato tra genitori e figli, quello salvifico tra amici; un romanzo con lievi sfumature rosa, che in modo delicato racconta la vita.



lunedì 17 giugno 2019

[Questa volta leggo...] La scienza delle cose fragili - Tae Keller

Trama: Quando il professor Neely insiste che la scienza è la chiave di tutto, Natalie non gli crede. Come può essere vero se sua madre non si alza più dal letto? Se da mesi lascia morire le sue amate piante, lei che era un'appassionata di botanica? Eppure sua mamma credeva nella scienza, e credeva ancor più nelle orchidee blu cobalto, sbocciate quasi per miracolo in un campo intossicato del Nuovo Messico.
Ma quando, per un progetto di scienze, Natalie si iscrive ad una stravagante gara, una nuova speranza la invade: con il premio in denaro potrebbe portare sua madre in quel magico campo di orchidee. E questo forse la salverebbe. Tutto dipende dal destino di un fragile uovo e da Twig e Dari, due amici speciali che insieme a lei faranno di tutto per proteggerlo.
 
Titolo: La scienza delle cose fragili
Autore: Tae Keller
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 309
 

Torna l'appuntamento mensile con la rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per il mese di giugno è stato scelto un libro con una persona in copertina e io ne ho approfittato per parlarvi  di un libro che avevo comprato ancora la scorsa estate dopo averne letto una bella recensione e che poi avevo lasciato a languire sul ripiano della libreria. Si tratta (di nuovo) di un libro per ragazzi. Una storia che scava in profondità nei sentimenti e nelle emozioni, in modo molto più nitido che in tanta cosiddetta letteratura per adulti. Credo di averlo scritto più volte, ma lo ribadisco: un buon romanzo è un buon romanzo a prescindere dall'etichetta che gli attacchiamo all'esterno. "La scienza delle cose fragili" con molto garbo parla di amicizia, di sofferenza, di cosa si prova quando una persona a noi vicina entra nel tunnel della depressione.
 
 
 
Natalie prima era una ragazzina serena. Una ragazzina con una solida famiglia alle spalle: un padre  affettuoso e una madre carismatica e sempre piena di idee e di energie. Una figura centrale attorno alla quale gravitavano sia lei che il padre, una ricercatrice che studiava delle orchidee blu cobalto capaci di sbocciare in un campo tossico, il cui "segreto"  poteva rappresentare un importante punto di svolta per la scienza tutta, non solo in campo botanico.
All'improvviso però quella madre tanto vitale e dinamica si rifiuta di uscire dalla camera da letto e trascorre le giornate a dormire, nel silenzio. Il padre di Natalie, terapeuta, cerca in ogni modo di proteggere la moglie dal mondo esterno e la figlia Natalie dallo spaesamento del ritrovarsi all'improvviso con una mamma che di fatto non c'è più, spenta, apatica e indifferente.
E' difficile per una ragazzina fare i conti con una malattia tanto subdola e strisciante come la depressione. Come può un figlio, che è ancora troppo giovane per comprendere certe dinamiche, accettare il fatto che una madre all'improvviso possa non trovare motivi per essere felice, per uscire di casa? Non dovrebbe bastare l'amore verso il figlio a farla reagire? E se non basta vorrà forse dire che questo amore è troppo debole?
Natalie affronta prima l'incredulità, poi lo sconforto, per arrivare alla rabbia e si chiede perché la madre non provi ad opporsi al proprio stato, per lei, per la loro famiglia e per quanto di bello ed unico avevano prima.
Cercare di vincere un concorso di scienze le sembra una buona soluzione per ripartire: con i soldi della vincita  potrebbe riportare la mamma in Messico a cercare un seme di quelle orchidee che tanto la appassionavano e che ora sono morte nella serra.
Insieme all'eccentrica amica Twig e al nuovo amico nerd Dari la sfida sarà quella di riuscire a lanciare un uovo dall'alto e farlo atterrare intatto.
Ecco la scienza delle cose fragili, la più fragile di tutte il cuore. Come fare per non danneggiarlo al pari dell'uovo?
 
E' buffo che siano i magneti freddi, a funzionare meglio. Un po' come le piante perenni che paiono morire d'inverno, mentre in realtà stanno semplicemente aspettando che tutto torni di nuovo a posto. Forse non c'è da sorprendersi, dopotutto, che nel freddo vi sia tanta forza. Forse, a volte, la cosa più forte di tutte è sapere che un giorno tutto tornerà a posto e aspetti, e aspetti, fin quando puoi tornare di nuovo fuori, al sole.

Un libro che affronta una tematica delicata e difficile, non tanto comune nella letteratura rivolta ai ragazzi. La lettura restituisce senza sconti tutta la sofferenza di Natalie e al contempo la sua fiducia, la sua volontà di non arrendersi e di ritrovare ciò che ha perso. Purtroppo è impossibile aggiustare quello che ha subito un danno, che siano cose o rapporti interpersonali, ma crescere significa andare avanti, scendere a patti con la realtà senza subirla, combattendo per guadagnare una dimensione nuova.  Molto triste, molto veritiero.
 
 
 
 

Ed ora le altre recensioni del mese di giugno:
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

venerdì 14 giugno 2019

Il cielo per ultimo - Michele Cecchini

Trama: Si chiama Emilio Cacini ma tutti lo conoscono come Soldo di Cacio perché è basso e goffo.
La sua vita è sempre stata una storia semplice, di quelle senza aneddoti. Cacio è un uomo mite, insegna educazione artistica alle scuole medie e vive a Livorno, nel rione di Ardenza Mare.
Da sempre coltiva la passione per le immagini, tanto che spesso associa le situazioni che vive ai dipinti dei suoi pittori preferiti.
Vorrebbe tanto rivelare il suo segreto, che riguarda la relazione clandestina con Ilaria, una donna con un passato da brigatista, ma nessuno glielo chiede.
Cacio ha un figlio, Pitore, un bambino che parla una lingua tutta sua, fatta di parole incomprensibili, inventate: folmedina, parassonio, golbetico...
Cacio sembra non farne un dramma e anzi si impegna a trovare forme di comunicazione alternative alle parole, nel tentativo di stringere un legame sempre più forte con suo figlio.
Seppure disorientato, Cacio ha un mondo dentro di sé e va per la sua strada, ed è una strada gentile e allo stesso tempo forte nel passare attraverso la solitudine e nel creare armonia dalla disarmonia da cui si sente circondato. Nel tentativo di trovare una autenticità che vada al di là delle parole, Cacio sembra dire che il mondo può essere in tanti modi differenti, basta sapere inventarlo.
Titolo: Il cielo per ultimo
Autore: Michele Cecchini
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 245

Questa è una lettura speciale, quasi a due. Mi è stata infatti consigliata dal mio libraio di fiducia, Mauro, che ha gusti totalmente differenti dai miei, ma una competenza infinita e la capacità di un vero libraio di indirizzare i proprio clienti verso le letture che apprezzeranno. Si fa un gran parlare di farmacie letterarie, ma da sempre i librai hanno assolto questo compito. Loro la capacità di fornire proprio il libro che stiamo cercando, quello che toccherà le corde giuste, che sono sempre diverse per ognuno di noi. Per quanto mi riguarda in un libro cerco il particolare che mi mostri l'universale, l'umorismo che addolcisca l'amarezza e la bellezza, tutta, della vita quotidiana, piccola, che mi appartiene.
In questo romanzo si respirano poesia, delicatezza e umorismo un po' stralunato, non quello che ti fa ridere a bocca aperta e forte, ma quello che ti disegna un sorriso sulle labbra, che poi resta lì e lascia un piccolo seme e a distanza di tempo scopri di avercelo ancora, perché ripensi al gruppo di persone bizzarre descritte dall'autore e ti sembra quasi di vederle prendere vita. Insieme ai pensieri lievi e delicati ti arriva anche l'odore salmastro del mare e di una città, Livorno, che sembra chiamarti, chiedendoti di prendere la macchina per intraprendere un viaggio, per vedere e vivere i posti descritti, per verificare se un pochino di quella poesia poi ti può restare addosso, più a lungo.
E' una storia generosa che regala suggestioni oltre che fatti, perché al di là del narrato, resta il non detto e non è poco.
L'autore ci racconta un pezzetto della vita di Emilio Cacini, detto Cacio, per le sue piccole dimensioni. Una storia minima, ambientata ad Ardenza Mare. Cacio è definito un uomo buono, ma sostanzialmente è una persona gentile che sa ascoltare ed osserva con curiosità tutto quello che lo circonda. Avrebbe anche un segreto, ma nessuno è interessato a chiederglielo. Siamo negli anni '80 ed Emilio ha avuto una relazione con una brigatista, Ilaria, che ora è rinchiusa in carcere. Dal loro legame è nato un bimbo, Pitore, di cui si occupa Cacio. Pitore soffre di disfasia di Wernicke, ossia della mancanza del normale sviluppo delle funzioni del linguaggio. In parole povere parla, ma usando parole comprensibili solo a lui, come se fosse venuto dalla luna.
La descrizione del rapporto tra Cacio e Pitore è bellissima ed inconsueta: i due hanno lessico familiare fatto non di parole, ma di abitudini, di dolcissime consuetudini. Per contrasto, il rapporto con Ilaria è invece difficile: comprenderla è più complicato che interpretare le misteriose parole di Pitore. Lei è brusca, aggressiva, saccente, indecifrabile e ingenerosa, tanto che non si comprende come Cacio continui, lunedì dopo lunedì, ad andare a farle visita.
Cacio è un eroe improbabile, un protagonista che cammina in punta di piedi, senza far rumore e senza disturbare, quasi fosse capitato nel libro dedicato ad un altro. E invece ha una sua grandezza e soprattutto una sua originalità. Raramente mi sono trovata al cospetto di un personaggio tanto inedito ed unico. Non riuscivo a capire cosa aspettarmi e più procedevo con la lettura, più avevo timore che il destino si potesse accanire nei suoi confronti e volevo proteggere il suo candore e la sua grande gentilezza. Era un timore sciocco e l'ho capito alla fine, grazie ad una chiusa che mi ha spiazzata regalandomi l'esatta percezione del significato profondo della parola resilienza. Con assoluta perfezione la citazione iniziale ha dato senso, a ritroso, a tutta la storia.
Chi guarda il cielo per ultimo non lo trova meno splendente (Gianni Rodari)

Certe bellezze dell'esistenza sono per tutti, non si usurano e sono a disposizione, illimitatamente, per chiunque sappia coglierne l'incanto. Sono quelle più preziose e quelle che nessuno ci può portare via.
Ringrazio Michele Cecchini per il suo originale romanzo, così diverso da qualsiasi altra cosa io abbia letto prima e allo stesso tempo così speciale e indispensabile.





mercoledì 12 giugno 2019

Tutto sarà perfetto - Lorenzo Marone


Titolo: Tutto sarà perfetto • Autore: Lorenzo Marone • Editore: Feltrinelli • N.pagine 298 • Data di pubblicazione: 30 maggio 2019 • Copertina flessibile € 16,50 • Ebook € 9,99

TRAMA
La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c'è di mezzo la famiglia. Fotografo quarantenne, single e ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero, comandante di navi a riposo, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due bambine e un evidente problema di ansia da controllo. Quando però Marina è costretta a partire e a lasciare il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l'inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di mangiare dolci e fritti imposto da Marina è solo uno dei molti che vengono infranti. Tallonato da Cane pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre che si rifiuta di farsi trattare da infermo e che continua a sorprenderlo con richieste imprevedibili, Andrea sbarca a Procida e ritorna dopo anni tra le persone e i luoghi dell'infanzia, sulla spiaggia nera che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d'amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine. E proprio in mezzo a quei contrasti, in quell'imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre e dal brontolio familiare della vecchia Dyane della madre, Andrea trova finalmente il suo equilibrio.


Lorenzo Marone torna in libreria con una storia che profuma di mare, di sole, di limoni e ginestre, ma anche di tenerezza e malinconia.
Torna con una storia di famiglia di quelle che lui sa raccontare così bene, perché sa far arrivare le emozioni, anche le più piccole, direttamente al cuore del lettore.
La famiglia Scotto ha il suo carico di non detti, di discorsi lasciati a metà, di chiarimenti mai cercati e sentimenti anestetizzati. 
Libero è un ex comandante di navi che vive a Napoli con la figlia Marina e la sua famiglia, ma Napoli non è la sua terra, è stata solo il rifugio dalla disperazione dopo la perdita della bellissima moglie Delphine. Il cuore di Libero appartiene a Procida, la sua isola,
dove Delphine lo attendeva al ritorno dai suoi viaggi in mare e che conserva i ricordi di una vita felice ma anche di un grande dolore.
Si sta avvicinando alla resa dei conti oppresso dalla figlia, maniaca del controllo che scandisce le sue giornate con regole ferree e senza possibilità di trasgressione.
Quando Marina dovrà assentarsi con la famiglia per un fine settimana, sarà ad Andrea, suo fratello, che farà ricorso per la cura di Libero.
Andrea ha dato un colpo di spugna al passato, non si è mai voluto occupare del padre e non ha mai voluto rimettere piede a Procida, troppe questioni irrisolte, troppo dolore da dover affrontare, ma in questa occasione non se la sente di voltare le spalle alla sorella.
Da qui prende il via il racconto di un fine settimana in cui ogni regola verrà scritta per essere infranta e ogni nodo dovrà trovare il suo scioglimento. Un fine settimana in cui Libero chiederà ad Andrea ciò che Marina non concede: tornare a Procida per un ultimo saluto. La terra di Procida è intrisa di ricordi felici ma anche di tristezza e una volta sbarcati Andrea fatica a riconoscere nell'uomo che tutti accolgono con calore, quel padre assente, distante, poco incline alle manifestazioni d'affetto che ha fatto parte della sua infanzia.
"Non è facile trovare un modo di reagire all'inaspettato, sapere all'improvviso come comportarsi, cosa dire."
Andrea dovrà reagire non solo all'inaspettato, ma soprattutto a ciò che aveva sepolto sotto strati di indifferenza senza possibilità di fuggire, né di nascondersi sotto alla comoda coperta del distacco.
Questo è un romanzo che contiene tutti gli ingredienti che hanno fatto appassionare tanti lettori ai libri di Lorenzo Marone: l'ironia che mi ha regalato più di qualche risata e la malinconia che mi ha fatto pizzicare gli occhi, il suo saper cogliere le imperfezioni che caratterizzano tutti i rapporti familiari rendendoli dei piccoli gioielli, quasi degli ammonimenti a non lasciarci sfuggire le sfumature di un attimo, ma esortandoci a imprimerle nella mente, allo stesso modo in cui Andrea da ragazzino provava a fermare i momenti con la sua macchina fotografica e anche senza rullino riusciva a catturare un battito di ciglia, un sospiro, un particolare, che a distanza di anni sarà in grado di riportare alla mente odori, sapori, suoni e sensazioni. Così è la scrittura di Lorenzo Marone, attraverso un piccolo particolare è in grado di riportare il lettore a rivivere momenti che da ordinari si fanno carezza per l'anima.
Il consiglio che posso darvi è di farvi condurre a Procida con Libero e Andrea e di lasciarvi trasportare dalle grandi emozioni che questo libro è in grado di regalare.
"In che senso?"
Chiedetelo a Lorenzo Marone, lui saprà rispondervi.

venerdì 7 giugno 2019

Le siamesi - Alessandro Berselli


Titolo: Le siamesi • Autore: Alessandro Berselli • Editore: Elliot Edizioni • Data di pubblicazione: 16 marzo 2017 • N.pagine 126 • Copertina flessibile € 14,50 • Ebook € 4,99

TRAMA
Un incontro casuale, un sabato sera che diventa una sfida contro la morte. Non è la prima volta che Ludovica, troppo ricca, troppo annoiata, baratta la sua vita con il pericolo e rimanda al mittente, Dio o chi per lui, la sua giovinezza, chiedendo in cambio rischio, adrenalina, competizione. Il baratro di Ludovica è la discesa in un vuoto esistenziale che rivela l'incapacità di trovare punti di riferimento e ragioni di sopravvivenza. Lucido diario di un fine settimana di follia dove nulla è quello che sembra, "Le siamesi" è un noir tagliente nel quale il lettore è costretto a cambiare continuamente prospettiva, una riflessione senza moralismi sul male di vivere e uno spaccato dello spleen contemporaneo, con una voce narrante che rifiuta il giudizio e si limita a fotografare, in una prosa spettrale, l'assenza di motivazioni che può muovere l'agire umano.


Come parlarvi di questo libro? È un compito veramente difficile, innanzitutto perché ogni volta che torno con la mente tra le sue pagine sento lo stomaco stringersi e il fiato venir meno, inoltre cercare far capire cosa sia significata questa lettura per me senza spoilerare è estremamente difficile.
Di che libro si tratta? Un noir? Un thriller psicologico? Forse entrambi, quello che so per certo è che è un pugno allo stomaco.
La vedete quella copertina? Quei due volti accostati, quel senso di complicità? Inizialmente mi aveva trasmesso sensazioni positive, ma una volta aperta si rivela una porta che conduce all'inferno. 
Fonte: web
L'inferno di una generazione alla perenne ricerca di emozioni forti, a qualunque costo; l'inferno di una coscienza che gioca a nascondino trovando sempre una valida scusa alla quale appoggiarsi gridando "tana!"; l'inferno di non riuscire a "sentire", qualunque cosa si faccia o si possieda.
"Le siamesi" è un romanzo che destabilizza, che spiazza il lettore capitolo dopo capitolo, che gioca con la sua mente portandolo a credere di aver già toccato il fondo per poi precipitarlo un gradino più sotto, a rimestare nella perversione di menti disagiate. 
È la storia di un'amicizia 
"per sempre, per sempre, per sempre, e ancora un po'"
Fonte: web
tra Ludovica e Laura, messa alla prova da un accadimento troppo grande che tocca in modo diverso le due personalità, minando le fondamenta di quel per sempre, sgretolandolo e allontanando le due ragazze lasciando però quel filo teso tra di loro, fatto di non detti, di riflessioni mai confessate, di colpe mai risolte, che riemerge prepotentemente durante un incontro casuale, una notte di discesa agli inferi senza ritorno, per loro e per noi che ne leggiamo.

"Le siamesi" è un romanzo che con un linguaggio asciutto e tagliente, che chirurgicamente taglia il superfluo, in poco più di cento pagine riesce ad imbrigliare il lettore e a fargli vivere un incubo dal quale non vorrà uscire nella speranza di trovare redenzione alla fine del viaggio, e che sfocia in un finale tanto geniale quanto scioccante, che lascia smarriti con l'impressione di volerne sapere di più, ma al tempo stesso rifuggendo altre parole. 
Comprendo che questa mia riflessione farneticante possa lasciarvi perplessi, ma per quanto possa impegnarmi non riuscirei a formulare nulla di diverso. Se amate le storie malate, le perversioni della mente umana, i colpi di scena, questo romanzo fa per voi!




lunedì 3 giugno 2019

Questo (non) è un leone - Ed Vere


Trama: Leonard è un leone gentile, scrive poesie e ama passeggiare con la papera Marianna.
Il resto del branco però non è d’accordo: i veri leoni sono feroci! E mangiano gli altri animali! (Marianna compresa)
Ma davvero esiste un solo modo di essere un leone?

Titolo: Questo (non) è un leone
Autore: Ed Vere
Editore: Terre di Mezzo
Anno pubblicazione: 2019
1 volume illustrato







Mi sono innamorata di questo albo illustrato a prima vista! La mia ricerca di letture da far conoscere ai più piccoli che propongano modelli di comportamento positivi e non convenzionali è costante ed instancabile. Ho in testa una bibliografia, che ogni settimana si allunga, di albi illustrati che rappresentano la gentilezza come un valore,  così come il rispetto di quelle differenze che ci rendono unici e speciali. Combattere gli stereotipi mi sembra importante, a partire da subito. Il mondo è ricco di infinite sfumature e non dobbiamo imbrigliare la fantasia dei nostri bambini con storie trite, che potrebbero ingabbiarli in ruoli oramai esausti. Bisogna regalare dei valori, dei principi all'interno dei quali essere liberi, nel rispetto della libertà altrui.
Gentilezza, coraggio, amicizia e possibilità di essere quel che si è, senza obbedire alle leggi del branco.
La storia di Leonard il leone e della sua amicizia con la papera Marianna è tenerissima. Leonard è un leone gentile, che ama giocare con le parole e trasformarle in poesie. Marianna è una papera poetica e quindi insieme stanno benissimo, si divertono, "fanno discorsi lunghi e complicati, un misto di qua qua e ruggiti sommessi". Insieme sono felici e non desiderano altro.
Ci penserà un branco di leoni feroci a far notare a Leonard che il suo modo di essere leone non è quello giusto. Quale sarà la risposta di Leonard e di Marianna?
 
Parlerò con calma, senza ruggire. Non serve gridare, per farsi sentire. Un'ape, una papera, un uccellino: posso essere amico dell'animale più piccino. Dite che devo mangiare Marianna. Mangiare gli amici, però, è una condanna! C'è un solo modo di essere leoni? O ce ne sono molti di più? La strada giusta non è una sola, perché io sono io, e tu sei tu.

Vorrei, seppur da profana, far notare quanto le illustrazioni si armonizzino con il testo, quanto papera e leone siano espressivi ed evocativi, con i loro piccoli ammiccamenti che possiamo cogliere solo noi adulti (Leonard legge Robert Frost e Marianna Emily Dickinson). Oramai la mia ammirazione per la casa editrice Terre di Mezzo sconfina nell'amore.

Il messaggio è chiaro e diretto e non sono certo i bambini che faticano a comprenderlo.