venerdì 31 marzo 2017

Fore Morra - Diego Di Dio

 TRAMA
Senza sosta e senza redenzione. Gente comune unita dal filo rosso del destino, un’umanità esasperata, giochi di ruolo tra vittime e carnefici. Diego Di Dio si diletta con la psicologia dei suoi personaggi costruendo una storia che sconvolge e al tempo stesso commuove.

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.

Titolo: Fore Morra
Autore: Diego Di Dio
Editore: Fanucci - TimeCrime
N.pagine: 315
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 9788866883159
Normalmente non amo molto leggere storie di mafia o camorra, ma quando ci è stato proposto questo libro, dalla sinossi mi è parso di capire che ci fosse molto di più, quindi ho accettato con curiosità e un pizzico di timore. E il mio istinto mi ha dato ragione.
Fore Morra è un thriller di quelli che tengono col fiato sospeso, con un ritmo serrato e un taglio cinematografico, dove i colpi di scena si susseguono e sospendere la lettura è quasi impossibile.
Diego Di Dio ci racconta la storia di Alisa, un sicario che lavora in coppia con Buba, un omone di poche parole e molta azione, dal passato oscuro del quale non vuole assolutamente parlare; quando vengono ingaggiati per uccidere un piccolo camorrista, un lavoro semplice, pulito e ben pagato, si ritroveranno ad affrontare una situazione ben più complessa: una trappola tesa loro al solo scopo di catturare Alisa, viva. 
La storia si snoda su due piani temporali, alternando capitoli in cui seguiamo le giornate del sicario Alisa, a capitoli in cui la vediamo ragazzina, crescere nei quartieri di Napoli dove la camorra la fa da padrone.
Alisa fin dalla nascita porta impresso dentro di lei il simbolo della morte: la madre infatti muore dandola alla luce, lasciandole in eredità il nome, la bellezza e l'odio profondo del padre, Carmine, che a causa sua ha perso l'amore della sua vita. 

"Crebbi con la convinzione che la morte di mamma fosse colpa mia. Che se io non fossi nata, Alina non sarebbe morta. E mi affacciai all'adolescenza nella consapevolezza che avrei scontato il mio primo omicidio per il resto della vita."

Alisa combatte ogni giorno la sua battaglia contro gli abusi del padre, costretta a vendere accendini o sigarette di contrabbando, oppure legata ad una sedia in attesa del ritorno del padre, in un crescendo di dolore e sofferenza, leniti solo occasionalmente dagli abbracci e dai giochi col cugino Tony, che per stuzzicarla la chiama "piccola falena" perché dice che il suo viso assomiglia alla schiena di una falena, e che per Carmine è il figlio che avrebbe voluto avere.
Pian piano scopriremo come Alisa, tentando di costruirsi un futuro lontano dalla morte, con la morte si ritrovi invece a farci i conti troppo spesso, ci verrà rivelato come ha conosciuto Buba e come ha deciso di diventare un sicario, affrontando quello che pare essere il destino a lei assegnato. E ci ritroveremo a tenere il fiato sospeso ogni volta che sembra sia giunto per lei il momento della resa. 
Ammetto di aver spalancato occhi e bocca quando ho scoperto l'identità del fantomatico "boss" che le dà la caccia con tutti i mezzi a sua disposizione e di essermi commossa nel leggere con quanta forza e quanta tenacia questa "guagliuncella" affronta le prove alle quali la vita la sottopone, con quanta abnegazione si sottopone ai massacranti allenamenti con Buba, che per certi versi mi hanno ricordato il film Kill Bill, e nel conoscere la complessità del loro rapporto.

" Siamo due universi divisi a metà. La luce e il buio trovano lo stesso spazio dentro di noi. Combattono, si odiano. Si amano."

Una lettura che sa intrattenere, commuovere, stupire.
Ringrazio l'agenzia Saper Scrivere per avercelo proposto e Fanucci per avercene inviato copia cartacea .


mercoledì 29 marzo 2017

La bambina dei libri - Oliver Jeffers - Sam Winston

Titolo: La bambina dei libri
Autori: Oliver Jeffers, Sam Winston
Anno Pubblicazione: 2016
Casa Editrice: Lapis
Pagine: 40
Libro vincitore del Bologna Ragazzi Award for Fiction 2017 (qui la motivazione della giuria)


Se un giorno mi svegliassi senza voce e non potessi nemmeno scrivere e mi chiedessero in cosa credo, allungherei una copia di questo libro e avrei detto tutto. La bambina dei libri ti prende per mano e ti conduce, attraverso le storie, verso la libertà, verso una vita dominata dal colore e dalla fantasia.
Certi albi illustrati si possono solamente definire dei capolavori: ad una prima lettura ti procurano un brivido profondo lungo tutta la spina dorsale e l'occhio si fa subito sognante. Poi li rileggi e scopri dell'altro, e poi li leggi di nuovo e poi li vuoi far leggere ad un amico, un'amica, ai tuoi figli, ma quello che hai provato tu, lo sai solo tu e lo sanno quelli come te.
Vorrei farvi leggere l'intero libro, non sono che poche pagine, vorrei commentarlo con i termini giusti per rispetto delle illustrazioni e del testo di Oliver Jeffers, del lavoro tipografico svolto da Sam Winston, ma preferisco rimandavi alla splendida analisi che ho trovato sul blog Gavroche - Parole e figure dell'infanzia. Io invece mi mantengo sul versante emozionale e vi invito a leggere e a guardare questo libro, perché ve ne sentirete coinvolti a più livelli ed ognuno di voi gli attribuirà un significato speciale, intimo, che si adatterà al tipo di lettore che siete. 






Sarete il bimbo timoroso o l'impavida bimba dei libri, ma a fine lettura il punto d'arrivo sarà il medesimo:

"La nostra casa sarà il regno della fantasia, dove tutti, ma proprio tutti, possono entrare"

Mi piace concludere con una frase di Gianni Rodari che amo molto e che si adatta benissimo a questo albo, sempre per quella segreta affinità e corrispondenza che esiste tra libri, scrittori e lettori e travalica i confini di luogo e di tempo:

"Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo"


Fossi in voi non perderei un minuto di più e correrei in libreria. Facciamo circolare le idee e liberiamo la fantasia.


Voto: 5

lunedì 27 marzo 2017

La traiettoria dell'amore - Claudio Volpe


TRAMA
L’impatto della lamiera con il corpo di una giovane donna è un dolore sordo, che cambia per sempre la vita di Giuseppe, di sua sorella Andrea e di Sara. Andrea è una tatuatrice e ama Sara, ragazza con un passato di prostituta alle spalle.
Sono trascorsi molti anni senza che Andrea vedesse suo fratello, da quella volta in cui Giuseppe l’ha abbandonata, incapace di accettare la sua omosessualità. Fuggono insieme per ritrovarsi e riabbracciarsi più forti di prima, in bilico tra la legge del cuore e la legge della società, proprio come nel mito di Antigone.
Cosa farne di questo fratello che anni prima l’ha abbandonata? Aiutarlo a nascondersi e a sottrarsi alla legge o spingerlo a consegnarsi alla giustizia? Fino a che punto l’amore per chi ha il tuo stesso sangue può determinare ciò che è giusto fare? Cosa ne sarà del futuro di Andrea e di quello di Sara se deciderà di aiutare Giuseppe? 
“Un giovane autore poco più che ventenne che sa raccontare con una così incisiva carica narrativa il dolore umano e fornire uno sguardo viscerale sul mondo, sulla sofferenza e su quel vuoto che ogni essere umano ha sentito almeno una volta dentro di sé”. Questo il lusinghiero giudizio di Dacia Maraini sul giovanissimo autore Claudio Volpe. Il suo nuovo romanzo racconta una fuga alla ricerca del proprio posto nel mondo, su un maggiolone rosso, alla scoperta delle proprie radici lungo le pagine di una storia che lascia il segno. Dal caos delle strade romane al paesino dei nonni di Andrea e Giuseppe, lì dove una notte di tempesta spingerà i tre protagonisti a prendere l’unica decisione possibile. Perché nel buio più fitto una via di salvezza c’è sempre ed è quella traiettoria che solo l’amore sa disegnare.
Titolo: La traiettoria dell'amore
Autore: Claudio Volpe
Editore: Laurana Editore
N.pagine: 192
Anno di uscita: 2016
ISBN: 9788898451623

"La traiettoria dell'amore" è la storia di un fratello, Giuseppe, e una sorella, Andrea, cresciuti con un padre despota e una madre succube, in un clima di violenza, sostenendosi l'un l'altra per sopravvivere alla desolazione e all'angoscia.

"Mio padre era un fascista che non conosceva il fascismo, mia madre un lenzuolo steso al balcone."

Andrea si aggrappa a Giuseppe, respira e vive solo quando c'è lui, fino a quando lei si scopre omosessuale e lui, non riuscendo ad accettare questa condizione, pian piano si stacca fino ad allontanarsi definitivamente.
Ma Andrea è una tosta e va avanti nella vita a testa bassa, con i suoi rossetti neri, le sue borchie, i suoi piercing e il suo drago tatuato su tutta la schiena. Saranno proprio i tatuaggi a farle ritornare una parvenza di serenità, portandola ad aprire uno studio tutto suo, dove incanalare i suoi turbamenti attraverso le sue creazioni. Fino all'incontro con Sara, bionda, bella e disperata quanto lei, costretta a prostituirsi. Andrea se ne innamora perdutamente e la toglie dalla strada, accogliendola in casa sua e dandole la possibilità di riprendere gli studi.
Pian piano il sentimento di Andrea viene ricambiato da Sara e insieme, giorno dopo giorno, colmano i loro vuoti ritrovando una sorta di equilibrio.

"Amare è un atto rivoluzionario, che insegna a prendere il vuoto e farne eterna presenza."

Una notte d'estate, però, questo fragile equilibrio viene spezzato da un incessante bussare alla porta. Andrea, dopo cinque anni, si ritrova davanti Giuseppe, disperato e distrutto: ha appena investito una ragazzina ed è scappato senza guardarsi indietro, fermando la sua corsa alla porta di Andrea.
Inizia così una fuga disperata per Giuseppe, Andrea e Sara, verso Casigliano, il paesino dei loro nonni e verso il senso delle loro esistenze, del loro essere famiglia.
In quel paesino riecheggiano i baci di nonna Adelina e le sue sagge parole:

"La famiglia nasce da un atto d'amore e non da un atto sessuale. Dall'atto sessuale nascono le persone, non le famiglie."

Attraverso un viaggio nei loro cuori i fili si riannoderanno restituendo una sorta di pace alle loro anime doloranti.

"Volersi, trovarsi, perdersi, cercarsi, odiare, vivere, soffrire e nonostante tutto volersi ancora. Cos'è questo girovagare lungo il sentiero dell'esistenza se non la traiettoria dipinta per noi dall'amore?"

Con una scrittura ricca e complessa, Claudio Volpe racconta l'amore fraterno e l'amore carnale, vissuti in maniera disperata, dove anche i momenti di gioia hanno un fondo di malinconia e di dolore.
Una storia intensa che, in una sorta di viaggio sulle montagne russe porta il lettore ad esplorare i meandri della disperazione di Andrea, il suo sentirsi rifiutata dalla persona più importante per lei, e la sua risalita alla luce nell'amare, riamata, Sara, e poi il suo sprofondare di nuovo nella disperazione nel momento in cui Giuseppe ritorna da lei per cercare conforto e rifugio. 
Ho trovato difficoltoso entrare in empatia con i protagonisti, a causa dello stile di scrittura molto complesso, ma ho comunque apprezzato la storia amando in particolare i personaggi di nonna Adelina e di Pasquale, un conoscente della nonna, memoria storica di Casigliano e saggezza senza tempo. Una lettura che va assaporata piano e lasciata sedimentare per poterla apprezzare a pieno.




venerdì 24 marzo 2017

Cose che non voglio dimenticare - Lara Avery


Trama: "Se stai leggendo queste parole, probabilmente ti stai chiedendo chi sei. Sei me, Samantha Agatha McCoy, in un futuro non troppo lontano. Sto scrivendo queste righe per te. Dicono che la mia memoria non sarà più la stessa, che comincerò a dimenticare le cose. Per questo ti scrivo. Per ricordare." Samantha aveva in testa un piano ben preciso. Per prima cosa vincere il campionato nazionale di dibattito, poi trasferirsi a New York e diventare un affermato avvocato per i diritti umani. E infine, ovviamente, conquistare Stuart Shah, il ragazzo di cui è pazza. Tra lei e i suoi progetti però si mette in mezzo la rara malattia genetica di cui è affetta e che poco alla volta – così dicono i medici – le porterà via la memoria e la salute. Ma tutto si può dire di Sammie tranne che sia una diciassettenne che si abbatte facilmente. A un destino tanto assurdo, infatti, decide di opporsi con tutte le sue forze. E lo fa nell'unico modo che conosce: scrivendo. In un diario assolutamente non convenzionale, indirizzato alla sua futura sé e ribattezzato Libro delle cose che non voglio dimenticare, inizia ad annotare tutti i momenti belli (e meno belli) della sua vita: dal riavvicinamento al suo più vecchio e caro amico ai mille modi che lui si inventa per farla ridere, al primo romanticissimo appuntamento con il suo grande amore. E poi, ancora, dalle persone che le hanno spezzato il cuore e quelle che glielo hanno "aggiustato". Perché se davvero lei dovrà andarsene presto, almeno lo farà con la consapevolezza di aver prima assaporato tutto ciò che la vita poteva regalarle. Un romanzo tenero e delicato, una storia struggente che non abbandonerà facilmente il lettore, neanche dopo che avrà letto l'ultima pagina e riposto il libro sullo scaffale.
Titolo: Cose che non voglio dimenticare
Titolo: Lara Avery
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 307
Ho accettato di leggere questo libro prima ancora di conoscerne la trama, uno di quei rari casi, almeno per quanto mi riguarda, in cui è la cover a fare la differenza. Ringrazio Mondadori e Anna Da Re per avermelo fornito in versione ebook. Apro e chiudo parentesi: questa cosa che ogni settimana Mondadori mi offra di scegliere tra una selezione di libri appena usciti mi fa sentire privilegiata e felice, senza contare che pubblica molti autori che amo e quindi a breve arriverà un libro che attendo da un anno. Di chi sarà mai? (Il primo che indovina vince un segnalibro).
Tornando a questo romanzo di Lara Avery posso dire che l'ho terminato da cinque giorni, ma sono stata a rifletterci sopra un po' per poi giungere ad un'importante conclusione. Spesso mentre leggo certi libri ne sento subito le qualità: hanno un messaggio importante e sono scritti nel modo giusto. Sembra che si accenda la luce al neon con scritto "Attenzione: alta letteratura". Altre volte invece chiaramente il libro mi sta piacendo, ma temo di cadere in facili trappole. L'autrice è stata furbetta? Il libro è troppo romantico? Oppure "Oddio, sto piangendo!!! Sarò diventata melensa?"
Ma se invece fosse giusto tributare un valore ad un libro solo per quello che emotivamente ti ha dato, senza stare troppo a filarci sopra? Perché a dirvela tutta con questo libro ho pianto e singhiozzato e cavolo se mi è piaciuto! Perché non piangi e singhiozzi per qualcosa che è carino, piangi quando ti senti molto coinvolto. Anche questa volta mi sono trovata al cospetto di un libro per ragazzi (o young adult se preferite) con una trama tristissima: la protagonista è affetta da una terribile malattia, la Niemann-Pick Tipo C, che provoca il decesso quasi sempre prima dei venti anni. Samantha all'inizio sembra ottimista ed ancora in salute e scrive un diario per la futura se stessa. Fino quasi metà libro sembra la storia di un'adolescente come tante, con i suoi problemi e le sue storie d'amore. Sammie è tutta protesa verso il futuro, verso l'università e ha scarse attitudini a socializzare con i coetanei, soprattutto alle feste o in altre situazioni "poco strutturate". E' un'adolescente già adulta: tutto deve essere perfetto e sotto controllo, quando niente potrà più esserlo. Una protagonista profondamente umana, fragile e combattiva con dei genitori e dei fratelli che non sono da spot televisivo, ma veri e pieni di difetti e di doti.
Da metà libro in poi tutto cambierà: non voglio spoilerare, ma ho amato il fatto che il libro abbia due anime: quella dello ya, con le cotte, i tremori e gli errori e l'altra anima, quella di un libro che è un inno alla vita, che parlandoti d'amore ti dice al tempo stesso che ogni cosa ha un termine, ma non per questo gli istanti che vivi sono meno belli.
Ho chiuso il libro con un groppo in gola e al tempo stesso un senso di pace.

"A volte la vita è davvero terribile. A volte ti porta una malattia strana. A volte invece è davvero bella, ma mai in modo semplice."

Voto: 4






lunedì 20 marzo 2017

Piccole grandi bugie - Liane Moriarty

Trama: Una cittadina di provincia come tante, fatta di villette, giardini con i giochi e piscine gonfiabili, famiglie sorridenti, madri che chiacchierano all'uscita della scuola. Un luogo in cui è spontaneo conversare con i vicini e trovarsi per una grigliata dietro casa nei pomeriggi estivi. È facile per Madeline, Celeste e Jane diventare amiche. Anche se non potrebbero essere più diverse, e non possono dire di conoscersi davvero. Madeline è divertente e caustica, si ricorda tutto e non perdona nessuno. Il suo ex marito si è appena trasferito con la giovane moglie e la figlioletta nelle vicinanze e, quel che è peggio, la sua primogenita adolescente è già totalmente conquistata dalla nuova matrigna. Com'è possibile? si tormenta Madeline. Celeste è quel genere di bellezza che tutti si voltano a guardare quando cammina per la strada, ha due gemelli e un marito adorabile e bello quanto lei, sono ammirati da tutti, specialmente dai genitori della scuola dei figli. Tanta fortuna non potrebbe avere un prezzo? E quanto sarebbe disposta a pagare? si domanda Celeste. E poi c'è Jane, che si è appena trasferita in città. Una mamma single provata da un passato di tristezze, piena di dubbi e segreti che riguardano suo figlio. Madeline e Celeste prendono subito Jane sotto la propria ala protettrice, senza capire quanto il suo arrivo, e quello del suo imperscrutabile bambino, stia per cambiare per sempre le loro vite. Senza rendersi conto che a volte sono le bugie più piccole, quelle che raccontiamo a noi stessi per sopravvivere, che possono rivelarsi le più pericolose...


Titolo: Piccole Grandi Bugie
Autore: Liane Moriarty
Editore: Mondadori
N.pagine: 428
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 9788804659518
Dopo aver finito questo libro ho pensato che doveva leggerlo subito anche Stefania, perché un libro di questo tipo, che può piacere allo stesso modo a tutte e due che in fondo abbiamo gusti tanto diversi, meritava la Recensione doppia! E avevi proprio ragione. Questo libro è piaciuto molto anche a me, soprattutto il colpo di scena finale che mi ha fatto cascare la mascella di botto! Quindi direi che la Recensione doppia è doverosa, come si suol dire "du gust is megl che uan!"
Un libro avvincente, che ti porta sempre più avanti con il desiderio di scoprire cosa succederà alla fine, senza quasi riuscire a gustarti le frasi, perché la trama ti incalza. Un thriller che non è esattamente un thriller, ma non è neppure un giallo. Effettivamente è difficile dire cosa sia. La suspance c'è ma non da cardiopalma, il giallo c'è ma saltabecca da fulcro a margine della storia. Dall'inizio sai che qualcuno è morto, ma non la sua identità. Andiamo con ordine: è la storia di tre amiche, che sono mamme e che sono o sono state le donne di qualcuno, o le mogli o le amanti. Tre donne diversissime e ugualmente interessanti. Madeline che è un vulcano e l'amica che tutti vorremmo avere perché è ironica, forte e non si arrende. Celeste che è bella e inconsapevole di esserlo, ricca, gentile e privilegiata, ma che forse nasconde qualcosa. E poi Jane, unica ragazza madre del gruppo, che ha alle spalle una storia impregnata di tristezza. Insomma, niente che non si veda anche sui piazzali delle nostre scuole elementari, solo molto più glamour. Sì perché il brulicare di mamme che formano due o tre capannelli all'interno dei quali i pettegolezzi si sprecano e il gruppo che si riunisce sotto l'alberello ha come bersaglio preferito i componenti del gruppo che si incontra davanti al pilone del cancello ci sono anche da noi...poi ci siamo noi che restiamo in macchina per evitare di dover far conversazione, rigorosamente a testa bassa per non incrociare lo sguardo nemico. Attorno a loro un brulicare di persone:i mariti, gli ex mariti, le nuove mogli degli ex, le nonne, le madri dei compagni di scuola, le insegnanti, i vicini di casa e i baristi gentili. Aaaah! Il barista...un uomo che sa di "cannella, zucchero, caffè ed oceano".
Ad ognuno di loro l'autrice regala una battuta, con l'espediente di iniziare ogni capitolo con una serie di dichiarazioni dei vari protagonisti secondari. Solo che si tratta di un coro dal quale è difficile distinguere le voci veritiere da quelle mendaci. E ad ogni ribaltamento, ad ogni cambio di prospettiva la frase che puntualmente mi usciva era "Anvedi la Moriarty che m'ha fregata di nuovo!"
 Il risultato è notevole perché sembra che moltissima ipocrisia venga a galla, ma allo stesso tempo ci strappa un sorriso, anche se a denti stretti perché ci siamo riconosciuti e non è stato lusinghiero. Devo convenire con te che ce n'è per tutti e le piccole grandi bugie contenute in questo romanzo sono quelle che anche noi in qualche misura ci raccontiamo per indorarci la pillola e legittimarci a perseverare in determinati comportamenti che sappiamo essere sbagliati.
Il finale come ha scritto Stefi è di quelli che fanno cadere di botto la mascella, ma che soddisfazione! Grandissima soddisfazione! Mi è piaciuto moltissimo e mi ha fatto chiudere il libro appagata.
Un romanzo al quale si possono accostare tutti e questo è un grande pregio, perchè con la scusa che è scorrevolissimo, ti lascia poi a rimuginare su questioni importanti e anche spinose e ti rendi conto che anche se ti sei divertito mentre leggevi, allo stesso tempo ora che hai terminato ti ha lasciato qualcosa. Difficile spiegare di più senza spoilerare, quindi se volete capire il senso di queste nostre (mie) farneticazioni, vi tocca proprio leggerlo! Io intanto mi gusto la serie tv che ne è stata tratta e che sta andando in onda in questi giorni su Sky Altlantic ;-)
Non ci resta che augurarvi buona lettura





venerdì 17 marzo 2017

Il prodigio - Emma Donoghue

Trama: Irlanda, seconda metà dell’Ottocento. L’infermiera Lib Wright, una veterana della guerra in Crimea formatasi all’illustre scuola di Florence Nightingale, è appena giunta nelle Irish Midlands dall’Inghilterra. A convocarla è stato un comitato capeggiato dal dottor McBrearty, il medico della Contea. Il caso sottopostole è quanto mai insolito: Anna O’Donnell, una bambina in perfetta salute, afferma di non toccare cibo dal giorno del suo undicesimo compleanno, quattro mesi prima. Un vero e proprio «prodigio vivente», che non manca di attirare stuoli di fedeli da tutto il mondo, impazienti di vedere con i propri occhi la bambina che sostiene di nutrirsi soltanto di manna dal cielo.
Titolo: Il prodigio
Autore: Emma Donoghue
Casa Editrice: Neri Pozza
Anno Pubblicazione: 2017
Pagine: 301
Difficilmente so resistere ad un romanzo ambientato nel 1800, soprattutto se in aggiunta ha una protagonista femminile e un'ambientazione irlandese o inglese.
Sin dalle prima pagine di questo libro sono rimasta invischiata nella storia, come una mosca nella tela di un ragno: la protagonista Lib, una giovane vedova che ha esercitato come infermiera sotto la guida della famosa Florence Nightigale, viene chiamata a svolgere un compito particolarissimo nelle Irish Midlads, lontana da tutto quello che conosce. Deve infatti, avvicendandosi con una suora cattolica, controllare giorno e notte Anna O' Donnel, una bimba in odor di santità che pare stia digiunando da quattro mesi. Lib inizialmente non suscita nel lettore nessun sentimento di simpatia perchè è una donna dura, rigida e supponente, che crede di poter avere il controllo della situazione e di riuscire a smascherare in poco tempo quella che lei, di primo acchito, considera solo una piccola imbrogliona. Inoltre il compito di custode-carceriera le sembra al di sotto delle sue competenza e per rendere colma la misura si aggiunge il fastidio che tutto dell'Irlanda sia superstizione, ignoranza e povertà.
Pagina dopo pagina, in modo lento, ma graduale e in un certo senso inesorabile il lettore inizia con Lib a osservare e a vigilare. Forse Anna O'Donnel è veramente un piccolo prodigio vivente? Forse in fondo Lib indossa una corazza per difendersi da un passato che l'ha ferita? Molte sono le domande senza risposta, i punti interrogativi e le realtà possibili. Il romanzo ha un ritmo che cresce ad ogni pagina e la tensione si fa via via più forte e raggiunge il suo apice quando Anna, all'improvviso, inizia a deperire. Tutti i tentativi di Lib di aiutare la piccola sembrano cadere nel vuoto, come se un destino deciso dall'alto dovesse compiersi, senza ingerenze terrene.  E' a questo punto che ci si rende conto che l'antipatia iniziale verso questa donna non banale e complessa si è trasformata in ammirazione. La scrittrice ha dato vita ad un personaggio dalle molte sfaccettature, a tratti antipatico, ma sempre giusto, generoso e tenace, in grado di perseguire la verità con tutti i mezzi. Non rende conto a Dio, Lib, seppure lo rispetti: rende conto solo al suo senso di giustizia che le impedisce di assistere impotente a quello che sembra un suicidio indotto.
Leggendo ci si sente assaliti da un senso di forte di claustrofobia: lo sconfinato panorama seppur grigio e fangoso di ciò che c'è fuori, non riesce a far evadere le due protagoniste dal clima asfittico che c'è dentro, nella stanzetta in cui Anna sembra lentamente spegnersi nell'accettazione rassegnata dei suoi cari. Al suo capezzale una religione male interpretata, un Dio che non consola, ma punisce e tante, tante intenzioni sbagliate e un affetto malato.
Non ho letto il precedente libro della Donughue "Stanza, letto, armadio, specchio" (che invece Stefi ha recensito qui ), ma ho avuto la percezione che sia riuscita a mantenersi moderna, nel fulcro, anche reinterpretando un romanzo storico per certi versi classico.
I segreti che Lib porterà alla luce avranno l'odore rivoltante di carne andata a male e tuttavia resta ancora un margine di speranza, la possibilità di una rinascita. Se su questa terra o altrove, lascio a voi il piacere di scoprirlo.
Voto 4






 

mercoledì 15 marzo 2017

Spulciando tra gli scaffali delle librerie - parte seconda

Buon mercoledì, amici lettori!
Anche oggi vi segnaliamo qualche titolo - tra i quali un gradito ritorno - che potrebbe stimolare il vostro interesse e la vostra curiosità


Diego Di Dio
FORE MORRA

Editore: Fanucci (Timecrime)
Data di uscita: 2 febbraio 2017
Pagine: 320; prezzo: 4,99 (ebook); 12,90 (cartaceo)
                                        ISBN-10: 8866883158; ISBN-13: 978-8866883159




Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.
Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.


 Dopo Mistero a Villa del Lieto Tramonto
e Fuga da Villa del Lieto Tramonto,
la conclusione della Trilogia di Helsinki
sarà in libreria dal 16 marzo

Minna Lindgren
Assalto a Villa del Lieto Tramonto
Villa del Lieto Tramonto non è più la stessa. Un avveniristico progetto di teleassistenza, combinato alle stravaganti invenzioni della domotica, ha scombussolato ritmi e abitudini della residenza per anziani alla periferia di Helsinki. Che fare se il frigorifero parlante ripete all’infinito la lista degli alimenti in scadenza? Come intrattenere il robottino da compagnia per evitare la raffica dei suoi stupidi quiz? Tra una partita di canasta e un caffè solubile, sono questi i nuovi argomenti di conversazione di Siiri, Irma e Anna-Liisa, le tre arzille e affiatate amiche che mai avrebbero immaginato – a novant’anni suonati – di doversi difendere dai minacciosi prodigi della tecnica. Da quando il personale in carne e ossa è stato licenziato, gli ospiti del Lieto Tramonto comunicano con l’esterno attraverso sofisticate e irritanti pareti intelligenti, mentre le macchine si occupano di tutto. Ma chi controlla dal cloud questa fredda tecnologia e chi lucra sul suo massiccio impiego? I dubbi si infittiscono nell’impavido e inseparabile terzetto di nonnine dopo la comparsa di misteriosi volontari: si presentano come fervidi credenti, ma la loro ostinazione nel racimolare donazioni in denaro è a dir poco sospetta. Per fare luce sulle loro reali intenzioni serviranno tutto il sangue freddo di Siiri, la spensierata vaghezza di Irma, l’acume di Anna-Liisa... e un inatteso aiuto della cara, vecchia Madre Natura.    Scopri di più




 


  Buone letture


martedì 14 marzo 2017

Spulciando tra gli scaffali delle librerie

Rieccoci! 
Pensavate che per oggi vi avremmo lasciati tranquilli? Sia mai!
Questo pomeriggio vi segnaliamo l'uscita di tre titoli editi da Mondadori:

Lara Avery
COSE CHE NON VOGLIO DIMENTICARE


Chrysalide • euro € 17,90 • pagine 312
Ti chiami Samantha. O Sammie, per la famiglia e gli amici. Mi correggo, la mia unica amica. Non è il caso di strafare. Hai una cotta pazzesca per Stuart Shah, che potrebbe essere interessato a te ma anche no. Hai una malattia rarissima. La cosa peggiore di questa malattia, a parte il fatto che è mortale, è che ti sta facendo perdere la memoria. Qui tu prendi nota di tutto, anche dei giorni no, perché avrai bisogno di ricordare anche quelli, prima o poi.
“Se stai leggendo queste parole, probabilmente ti stai chiedendo chi sei. Sei me, Samantha Agatha McCoy, in un futuro non troppo lontano. Sto scrivendo queste righe per te. Dicono che la mia memoria non sarà più la stessa, che comincerò a dimenticare le cose. Per questo ti scrivo. Per ricordare.”
Samantha aveva in testa un piano ben preciso. Per prima cosa vincere il campionato nazionale di dibattito, poi trasferirsi a New York e diventare un affermato avvocato per i diritti umani. E infine, ovviamente, conquistare Stuart Shah, il ragazzo di cui è pazza. Tra lei e i suoi progetti però si mette in mezzo la rara malattia genetica di cui è affetta e che poco alla volta – così dicono i medici – le porterà via la memoria e la salute. Ma tutto si può dire di Sammie tranne che sia una diciassettenne che si abbatte facilmente. A un destino tanto assurdo, infatti, decide di opporsi con tutte le sue forze. E lo fa nell’unico modo che conosce: scrivendo.
In un diario assolutamente non convenzionale, indirizzato alla sua futura sé e ribattezzato Libro delle cose che non voglio dimenticare, inizia ad annotare tutti i momenti belli (e meno belli) della sua vita: dal riavvicinamento al suo più vecchio e caro amico ai mille modi che lui si inventa per farla ridere, al primo romanticissimo appuntamento con il suo grande amore. E poi, ancora, dalle persone che le hanno spezzato il cuore a quelle che glielo hanno “aggiustato”.
Perché se davvero lei dovrà andarsene presto, almeno lo farà con la consapevolezza di aver prima assaporato tutto ciò che la vita poteva regalarle. Un romanzo tenero e delicato, una storia struggente che non abbandonerà facilmente il lettore, neanche dopo che avrà letto l’ultima pagina e riposto il libro sullo scaffale.
Lara Avery vive a Minneapolis, Minnesota, dove scrive per la rivista letteraria «Revolver». Questo è il suo primo romanzo pubblicato in Italia.


Jay Asher
TREDICI
Chrysalide • euro € 17,00 • pagine 240 

 Non puoi bloccare il futuro. Non puoi riavvolgere il passato. L’unico modo per scoprire la verità... è premere play.
“Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto.” Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri.
Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall’altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.
Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d’esordio di Jay Asher, è uno dei libri più letti dai ragazzi americani, e ora anche una serie televisiva prodotta da Netflix.
Jay Asher vive in California, è stato bibliotecario e libraio in ogni tipo di libreria, da quelle indipendenti a quelle di catena. Tredici è il suo romanzo d’esordio e, fin dalla pubblicazione, nel 2007, è stabilmente nella classifica dei bestseller del «New York Times». Ora è anche una serie originale Netflix in tredici puntate.
Qui  la nostra recensione.


 Timothy Zahn
STARCRAFT - EVOLUTION

Chrysalide • euro€ 17,90 • pagine312

Il nuovo grande romanzo ufficiale di Starcraft II.
Un romanzo ricco di azione, l’inizio di una nuova stagione di avventure della acclamatissima serie “StarCraft” firmata Blizzard Entertainment. Dopo un conflitto durato un decennio, le tre potenti fazioni che si sono combattute brutalmente – gli enigmatici protoss, i selvaggi zerg e i terran – hanno finalmente stabilito il cessate il fuoco, ma la pace è tutto tranne che stabile. Quando si viene a sapere che un pianeta zerg incenerito tempo addietro è misteriosamente “rinato”, la tensione esplode. La neutralità si trasforma in aperta ostilità e gli zerg vengono accusati di aver sviluppato armi biologiche letali per rinfocolare il conflitto. Una spedizione di soldati e di ricercatori terran e protoss dovrà fare luce sul misterioso pianeta “risorto” e sulle intenzioni dei suoi abitanti. Ma il lussureggiante paesaggio alieno è dimora di ben altri abitanti, creature avvolte dalle ombre che, se liberate, potrebbero cambiare il destino dell’intera galassia. Basandosi sul ricco universo del gioco omonimo,
il pluripremiato autore Timothy Zahn ci regala l’ultimo capitolo della sorprendente saga di “StarCraft”, una storiaoriginale e indimenticabile.
Timothy Zahn è autore di più di quaranta romanzi, quasinovanta racconti e novelle, e quattro raccolte di racconti. Nel 1984 vinse l’Hugo Award per la migliore novella di fantascienza. Zahn è conosciuto soprattutto per i romanzi di “Guerre stellari”, tra gli altri: L’erede dell’Impero, Sfida alla Nuova Repubblica, L’ultima missione, Spettro del passato, Visione del futuro e Contrabbandieri. La sua produzione include anche la saga fantascientifica “Cobra” e la serie per ragazzi “Dragonback”. Ha una laurea in Fisica conseguita all’Università del Michigan e una specializzazione all’Università dell’Illinois. Vive con lafamiglia sulla costa dell’Oregon.

Noi "Tredici" l'abbiamo già letto e recensito, e siamo molto attratte da "Cose che non voglio dimenticare"; per quanto riguarda l'ultimo titolo, "Starcraft-Evolution" non è esattamente una delle nostre letture, ma potrebbe essere un buon titolo da regalare a qualche parente o amico appassionato del genere.
Per oggi è tutto, buone letture.