martedì 28 aprile 2020

[Questa volta leggo...] La guerra di Mattie - Lissa Evans

Trama: Inghilterra, 1928. Frugando in un armadio, Mathilda Simpkin, detta Mattie, si imbatte in un vecchio manganello, un oggetto che non vede da più di un decennio. In un istante i ricordi tornano a galla, ricordi di un passato elettrizzante, capace solo di rammentarle il suo presente drammaticamente privo di eventi. Durante la campagna per il suffragio femminile, Mattie era infatti una impavida militante: arrestata e incarcerata cinque volte, non ha mai perso l’occasione di tornare nella mischia. Ora, raggiunta la mezza età, la cosa più vicina alle emozioni di un tempo sono le lezioni che occasionalmente tiene sull’eredità del movimento militante. Dopo essersi imbattuta in una amica di vecchia data, un tempo suffragetta come lei ed essere rimasta scioccata nello scoprire che ora si è unita al nuovo movimento fascista, Mattie si rende conto che c’è una nuova causa per cui deve lottare e si concentra su una nuova generazione di donne. Si formano così le Amazzoni, un gruppo creato per accendere nelle giovani donne l’interesse per il mondo che le circonda. Ma quando una nuova ragazza si unisce al gruppo, il passato e il presente di Mattie si mescolano e ogni principio in cui la coraggiosa donna ha creduto rischia di essere compromesso.
 
Titolo: La guerra di Mattie
Autore: Lissa Evans
Casa editrice: Neri Pozza
Anno pubblicazione: 2020
Pagine: 320
 
Aprile dolce ... stare in casa e senza quasi accorgermene, giornata dopo giornata, la quarantena mi ha condotta al nuovo appuntamento della rubrica  "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per questo mese bisognava parlare di un libro con  la copertina azzurra. Di libri con la copertina azzurra ne ho letti almeno tre (Mai più di Palacio, Tutt'altro che tipico di Nora Raleigh Baskine e Che bravo cane di Meg Rosoff), ma all'ultimo momento, come mi succede spesso, con decisione improvvisa e triplo salto carpiato (sul divano) ho deciso di parlavi di un quarto libro che ho terminato ieri pomeriggio e che ha meno azzurro degli altri nella cover, ma è indubbiamente tanto più bello e coinvolgente, almeno a mio parere. Il libro prescelto è "La guerra di Mattie" di Lissa Evans.
 
 

Parliamo di suffragette, di femminismo, di voto alle donne? Siamo esattamente al centro dei miei interessi. La protagonista è una zitella volitiva e decisa, un personaggio atipico e memorabile? I miei occhi diventano a cuoricino.
Curiosa coincidenza quella di imbattermi in questo libro due mesi dopo aver letto La ricamatrice di Winchester della Chevalier, perché sono entrambi ambientati in Inghilterra esattamente nello stesso periodo, gli anni '30, ma tanto il primo non mi aveva convinta,  quanto il secondo mi ha conquistata. Mi stupisco una volta di più che con ingredienti simili si possono ottenere risultati tanto diversi. Non fraintendetemi, il libro della Chevalier è gradevole, ma La guerra di Mattie è qualcosa di più. Spassoso e al contempo commovente. L'ironia è presente in abbondanza, ma si ride con Mattie e non di lei, perché nonostante le sue caratteristiche originali e insolite, non è mai degna di scherno. E' una donna forte, leale e giusta,  spesso fallibile, ma sempre pronta ad ammettere i propri errori e a porvi rimedio
Perché Mattie non avrebbe mai preso una scorciatoia che le facesse evitare il campo di battaglia; semplicemente non poteva dissimulare, non poteva zittire le proprie reazioni, non poteva voltarsi e fingere di non vedere
Una donna di grande umanità e intelligenza, anche se tatto e delicatezza non sono i suoi tratti distintivi. L'autrice è stata abile nel costruire questo personaggio indimenticabile, così come è stata attenta nel delineare tutti gli altri personaggi che le ruotano intorno. Gli uni a svelare qualità e limiti degli altri. Mattie è una ex suffragetta  di quasi sessanta anni che dopo tante battaglie e manifestazioni vive con l'amica Florrie detta La Pulce in una dimora alla periferia di Londra soprannominata  "Topaia". La Pulce è un'assistente sanitaria a domicilio che si mantiene da sempre con il proprio lavoro, mentre Mattie è una donna di buona famiglia che non ha mai avuto problemi economici. L'esistenza delle due amiche di mezza età scorre serena, ma non più emozionante, tra conferenze che tengono sulle lotte per l'emancipazione che hanno combattuto nel passato e qualche ritrovo con le amiche di sempre. L'incontro con una vecchia amica militante, ora avvicinatasi alle idee fasciste, fa riflettere Mattie su quanto lei stessa potrebbe fare per formare delle giovani donne, non al fascismo che la disgusta, ma alla presa di coscienza dei propri diritti e potenzialità di donne e di cittadine. Eccola quindi pronta a reclutare un gruppo di ragazzine di diversa estrazione sociale, Le Amazzoni
 
Metteremo assieme le nostre forze e divideremo le nostre debolezze, e l'intero sarà più grande della somma delle sue parti
Le alte ambizioni della protagonista contrapposte a quelle delle ragazzine danno vita a situazioni esilaranti. Eppure l'educazione anticonformista di Mattie un po' alla volta riesce a fare presa, a trasformare i loro incontri in qualcosa di speciale, tranne che per una di loro, Inez, sulla quale invece l'esuberante protagonista avrebbe della alte aspettative per motivi molto personali. Della  trama non scrivo altro, perché ci sono diverse sorprese e il libro si legge con continuo desiderio di scoprirne gli sviluppi.
Mi soffermo invece  sui personaggi. L'amica di Mattie, La Pulce, mi ha ricordato moltissimo le protagoniste del libro "Chiamate la levatrice" di  Jennifer Worht. Ogni giorno Florrie nel suo lavoro si scontra con ignoranza, povertà, malnutrizione e maltrattamenti, ma è fiera di essere una donna indipendente e libera, lo scudiero di Mattie e forse anche qualcosa di più. Le due donne sono complementari e ugualmente ammirabili, ma è nella descrizione dei difetti dell'una quanto in quelli dell'altra che trapela una tenerezza palpabile. Viene quasi il dubbio che le due esistano veramente, che siano delle formidabili zie che vivono in qualche luogo lontano della nostra memoria letteraria o emotiva. Anche Ida, la giovane domestica reclutata da Mattie a titolo di riparazione (dopo che l'ha quasi sfigurata lanciandole in faccia un mini bottiglietta di liquore... una lunga storia)  è un personaggio importante: la fiducia di Florrie e la consapevolezza che le instilla Mattie la porteranno ad un percorso di vita totalmente diverso da quello che il destino sembrava aver tracciato per lei, ma il prezzo da pagare per questo cambiamento sarà considerevole.
In questo romanzo si ride, ma nessun errore viene condonato, non viene descritta una realtà addomesticata: ci sono le crudeli differenze di classe, la povertà e le ingiustizie sociali e di genere, ma anche la compassione, la capacità di reagire, di chiedere scusa e ricominciare. Ed è presente anche l'amore in tutte le sue declinazioni. .
Un finale dolce e malinconico saluta il lettore sulla soglia di una nuova storia.  Dire addio a Mattie ci costa fatica, ma la speranza, forse immotivata,  di poterla incontrare in qualche nuovo romanzo rende il commiato meno triste.
 
Si dovrebbe cercare di far scintillare delle nuove luci lungo il nostro cammino. Essere una polveriera invece che candela.
 



Ecco gli altri appuntamenti del mese di aprile:


 

venerdì 24 aprile 2020

Colpo su colpo - Riccardo Gazzaniga

Trama: Una volante pattuglia le strade di Genova. Mentre un fiume di vestiti colorati, bandiere arcobaleno e cartelli sui diritti dell’amore scorre nel centro della città, Paolo Pastorino – quarantasei anni e la divisa da sempre – cerca con gli occhi sua figlia. Se lei lo vedesse lì, dall’altra parte della barricata, andrebbe su tutte le furie. Giada ha sedici anni e ha appena trovato il coraggio di dirgli che le piacciono le ragazze. Ma non che a scuola viene bullizzata. Con una madre troppo occupata nel lavoro e un padre che sta affrontando una crisi di coppia senza fine, Giada sembra in pace con se stessa solo in palestra, dove il maestro De Roma – un ex savateur dai trascorsi drammatici e un passato poco limpido – la prepara al suo primo combattimento. Tra duri allenamenti e racconti sui grandi campioni del ring, solo a lui questa esile ragazzina insieme durissima e fragile rivelerà il segreto più inconfessabile: cosa è successo nel bagno della scuola. E solo lui potrà cercare di aiutarla ricordandole che la vendetta non è mai la soluzione. Perché se lo sport è la migliore cura, riuscire ad accettare se stessi rappresenta la vera vittoria. Ma presto, per i due, arriverà, imprevedibile, il momento di separarsi. E Giada, ancora una volta, sarà costretta a fare i conti con il mondo degli adulti.
Titolo: Colpo su colpo
Autore: Riccardo Gazzaniga
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 448

Perdonate il facile gioco di parole, ma la lettura di questo libro, emotivamente, mi ha messa al tappeto. Letteralmente. Non piangevo sulle pagine di un romanzo da questa estate, ossia per "Cambiare l'acqua ai fiori" e dico tutto.  La trama è stata per me, da subito, un forte richiamo. Argomenti come omosessualità, bullismo, rapporti familiari e sport, con protagonisti che nelle varie età comprendono me stessa e i miei figli, mi chiedono di essere indagati, letti e meditati, come se potessero fornirmi una bussola comportamentale o una mappa per non sbagliare. La vicenda di Giada, la situazione drammatica in cui il lettore la coglie, provoca lo stesso fastidio di un'unghia che striscia sulla lavagna. Lei infatti ha appena confessato ai genitori di essere lesbica e questa rivelazione ha sconvolto tutti gli equilibri. Una rivelazione estorta, a dire il vero, perché la madre ha trovato i messaggi dell'amica di lei sul telefonino. Varie cose sin dall'inizio disturbano: la reticenza di Giada ad ammettere la propria sessualità la si può comprendere, vista la sua giovane età, ma l'atteggiamento della madre che rifiuta questa realtà è molto più difficile da digerire. Su questo personaggio si è concentrata la mia antipatia, per quanto l'autore sia riuscito a descriverlo a tutto tondo, con diversissime sfumature. Questo romanzo ha la capacità di tenere tutti i personaggi, principali e secondari, dentro alla storia in modo forte e credibile restituendoci un'immagine d'insieme vivida e vibrante. Il padre di Giada che fa il poliziotto, la madre che lavora per un imprenditore e futuro politico di estrema destra, la ragazza di Giada, Erica, molto più sicura e meno tormentata di lei perché cresciuta in un'ambiente familiare che ha accettato la sua omosessualità ed infine il suo allenatore di savate De Roma, forte e al contempo debole per tutte le ferite che la vita gli ha inflitto. E su tutti Giada, con i suoi desideri, le sue insicurezze, il suo bisogno di affetto e di essere accettata, mille volte frustrato e mille volte riaffermato, con un riscatto che passa attraverso lo sport e la disciplina attraverso la guida di De Roma, uomo che lei stima, ma che non conosce fino in fondo. Solitudini che non si incontrano perché nessuno riesce a mettere le proprie carte in tavola: il desiderio di affermazione sociale  della madre, la stanchezza del padre dovuta al logorio di anni di lavoro in un ambiente psicologicamente e fisicamente logorante, la composta disperazione di De Roma, la facilità con cui Erica riesce ad affermare se stessa perché protetta dalla rete familiare, i soprusi subiti da Giada, inconfessabili a tutti tranne che al proprio allenatore.
Ci sarebbe tantissimo da scrivere su questo libro, la parola che lo contraddistingue per me è ricchezza. Di contenuti, di emozioni, di tensione narrativa.  Un concentrato di sentimenti, tutti delineati nitidamente, contraddittori tra di loro e potenti. Un magma emotivo. Posso accennare ad un episodio di bullismo quasi insopportabile da leggere, alle scene che si svolgono al commissariato, alla dolcezza del padre di Giada che cerca di tenderle una mano e infine al ponte Morandi crollato, emblema di una città ferita, ma sempre orgogliosa ed indomita, una Genova che è essa stessa un personaggio di questa storia. Posso dirvi anche di De Roma, della sua figura che giganteggia, di questo sport da combattimento chiamato anche boxe francese e della lenta crescita e presa di coscienza della protagonista, ma anche di sua madre e di tutti quelli che la circondano, ma non purtroppo dei suoi aguzzini. Perché il mondo è storto, ma non per questo dobbiamo smettere di tentare di camminare dritti.
A fine libro, anzi oltre la fine c'è una rivelazione che mi ha gelata e ha gettato una luce diversa su tutta la parte più cupa del romanzo legata proprio alla figura del carismatico allenatore di Giada. Ringrazio Riccardo Gazzaniga per aver condiviso con i propri lettori una parte così intima e vulnerabile di se stesso. Tanta fiducia non può che essere ripagata con l'affetto più sincero e l'invito a continuare a scrivere libri potenti ed importanti come questo.


lunedì 20 aprile 2020

Consigli e disastri di Mirtilla - Julie Murphy

Trama: Dividersi in due è il miglior modo per non andare in pezzi, o almeno questo è ciò che accade a Mirtilla quando i suoi genitori divorziano e vanno a vivere in due case diverse. Solo un'altra abitazione le separa, quella della signora Flora Mae, l'eccentrica vicina che trascorre le giornate alla macchina da scrivere e vive in compagnia del suo adorato gatto... imbalsamato sul caminetto. Alcuni dicono che sia svitata, ma la sua rubrica di consigli è un appuntamento amatissimo dai lettori della "Gazzetta di Valentine", che le scrivono per confidarle i più intimi segreti. Flora Mae ha la risposta perfetta per tutti, tanto che anche Mirtilla le ha aperto il suo cuore dopo la delusione con Kiera, la sua ex migliore amica, che si è inspiegabilmente allontanata. E quando un imprevisto costringe Flora Mae a lasciare la città, il delicato incarico di spedirle la posta spetta proprio a lei! Mirtilla esegue il compito con grande scrupolo, finché non spunta una lettera molto speciale: la calligrafia sembrerebbe proprio quella di Kiera... Nella speranza di salvare l'amicizia, Mirtilla le risponderà, inaugurando una rubrica di confidenze, consigli... e piccoli disastri.
 
Titolo: Consigli e disastri di Mirtilla
Autore: Julie Murphy
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2020
Pagine: 256
 
  
 
Sto leggendo moltissimi libri per ragazzi.. leggo, leggo, leggo, ma non tutti ve li racconto. Alcuni di questi libri sono semplicemente gradevoli e quando ho voltato l'ultima pagina già inizio a dimenticarli, mentre altri voglio condividerli con voi, perché mi hanno lasciato qualcosa di più di una fuggevole impressione. "Disastri e consigli di Mirtilla" è una lettura scorrevolissima e frizzante che presenta tante situazione che siamo soliti trovare nei libri per ragazzi come il  rapporto con i genitori, le amicizie tradite, l'importanza di essere accettati e compresi nonostante i proprio difetti e la difficoltà di crescere e di trovarsi di fronte a delle scelte. Solo che tutti questi ingredienti, pur così classici, vengono miscelati insieme con il tocco freschissimo dall'autrice. Come prima cosa, tanto per gradire, i genitori della protagonista si sono appena separati non per il più comune dei motivi (e lascia a voi il piacere di scoprire quale), inoltre Mirtilla, soprannome di Patricia, non è esattamente il prototipo dell'adolescente in crisi, ma ha mille sfaccettature diverse. E' una ragazzina forte e vivace, decisamente in sovrappeso (taglia 50 all'ultimo anno di scuola media) e non per questo complessata: i suoi genitori le hanno insegnato che ogni corpo, qualunque sia la sua forma e la sua misura, ha valore. Non aspettatevi di trovare una protagonista che si piange addosso: la separazione dei genitori che hanno deciso di andare a vivere a due case di distanza per non turbarla e la rottura con quella che era la sua migliore amica (che forse si vergognava di lei per le sue misure xl) sono tutte situazioni che lei affronta insieme al suo migliore amico Oscar, guardando programmi sulle case infestate dai fantasmi e mangiando fette di pizza. C'è solo un piccolo fatto che Mirtilla non può svelare a nessuno e riguarda la sua eccentrica vicina di casa, Flora Mae, che cura una seguitissima rubrica di consigli  sul giornale locale. Flora deve assentarsi da casa per qualche tempo e ha affidato a Mirtilla l'importante e segretissimo compito di inoltrarle la posta dei lettori. L'occasione si sa, rende l'uomo ladro e quando la ragazzina riconosce tra le lettere della vicina una che sembra scritta dalla sua ex amica e ora rivale Kiera....Da questo punto iniziano i disastri, ma si fondono con i consigli.
Errori di valutazione la protagonista ne farà molti, tra sviste e colpevoli omissioni. Non è facile mantenere una rotta nemmeno da adulti, figuriamoci in piena adolescenza! Eppure lei resta simpatica, dalla prima all'ultima pagina, perché è un personaggio positivo e propositivo e il lieto fine in un certo senso le spetta di diritto, ma non fatele il torto di immaginarla felicemente fidanzata, dimagrita e improvvisamente popolare a scuola. E' proprio questo l'aspetto migliore del libro, questa sua capacità di regalarci una visione della realtà in cui non solo ogni corpo ha valore, ma anche ogni personalità, nel rispetto delle differenze di ognuno e facendoci sopra anche una bella risata.
Sono impaziente di leggere il precedente libro dell'autrice "Voglio una vita a forma di me"  che penso sia per un lettore più adulto. Voglio ritrovare le atmosfere di questo libro e il Texas nelle sue contraddizioni.
Di Mirtilla, del suo gatto, di Flora Mae che fa ascoltare Aretha Franklin alle sue piante,  di Oscar e dei suoi fratelli mi è rimasto un bellissimo ricordo.  
 
 
 
 

mercoledì 15 aprile 2020

L'estate che sciolse ogni cosa


Titolo: L'estate che sciolse ogni cosa • Autore: Tiffany McDaniel • Editore: Atlantide • N.pagine: 384 • Data di pubblicazione: 10 luglio 2017 • Brossura € 26,00

TRAMA
Ci sono estati che ti entrano sotto la pelle come ricordi eterni. Per il giovane Fielding Bliss quell’estate è il 1984, l’estate che cambierà per sempre la sua esistenza e quella di tutti gli abitanti di Breathed, Ohio. Qui, in una giornata dal caldo torrido, il diavolo arriva rispondendo all’invito pubblicato sul giornale locale da Autopsy Bliss, integerrimo avvocato convinto di saper distinguere il bene dal male, e padre di Fielding. Nessuno in paese si sarebbe mai aspettato che Satana avrebbe subito risposto. E tantomeno che si sarebbe palesato come un tredicenne dalla pelle nera e dalle iridi verdi come foglie, eppure quel ragazzo uscito dal nulla sostiene davvero di essere il diavolo. A incontrarlo per primo è Fielding, che lo porta con sé a casa. I suoi genitori subito pensano che il giovane, che sceglierà di farsi chiamare Sal, sia scappato dalla propria famiglia, eppure le ricerche non portano a nulla, e in lui sembra esserci veramente qualcosa di impenetrabile e misterioso. Qualcosa che gli abitanti di Breathed non capiscono e li farà persuadere che quel ragazzo dalle lunghe cicatrici sulle spalle sia realmente quello che dice di essere: il diavolo. Intanto, un’afa incredibile scioglie i gelati e i pensieri e confonde i rapporti e le certezze, il senso del bene e del male, dell’amore e della sofferenza, della fiducia reciproca e della paura. 
Dopo tanto tempo torno a parlarvi di libri, in specifico di un libro che ho finito poco tempo fa, di una bellezza complessa ma disarmante, un libro che è spunto di riflessione su argomenti importanti, come il razzismo e l'omofobia, in sostanza la paura del diverso.
Mi sono soffermata a pensare alla situazione che stiamo vivendo e agli insegnamenti che dovremmo trarne, a come le uniche cose che ci differenziano gli uni dagli altri non siano il colore della pelle o l'orientamento sessuale, ma quanto ci portiamo dentro, che ci contraddistingue anche in un momento come quello attuale. Se il nostro animo è positivo, infatti, saremo ancor più sensibili alla sofferenza degli altri, ma se la nostra indole è rivolta a non riconoscere gli errori che commettiamo, addossandone la responsabilità a chiunque, soprattutto a chi non sa o non vuole difendersi, questo momento ci porterà ad inasprirci ancora di più.
Quanto succede a Breathed nel 1984 è un evento insolito che mette a dura prova la ragionevolezza degli abitanti, in misura sicuramente minore di quanto sta succedendo ora, ma ugualmente destabilizzante. Si tratta di un'estate calda, torrida, come non se ne erano mai viste
"Era un caldo che non scioglieva soltanto le cose tangibili, come i cubetti di ghiaccio, il cioccolato, i gelati. Ma anche l'intangibile. La paura, la fede, l'ira, e ogni collaudato modello di buon senso. Scioglieva l'esistenza della gente, gettandone il futuro in cima al mucchio di terra sulla pala del becchino."
E sarà proprio il buon senso ciò che si scioglierà in maniera più dilagante.
In quell'estate il padre di Fielding Bliss, la voce narrante, decide di pubblicare un annuncio sul giornale invitando il diavolo a presentarsi da lui.
A quell'annuncio risponde Sal, un ragazzino di colore dagli occhi verdi come foglie fresche.
"Era un ragazzo di campagna, non di città. E non aveva i gesti di un adolescente ma i moti di un'anima antica."
Sal entra nella vita del paese accolto inizialmente con curiosità ma, via via che fatti spiacevoli si susseguono, visto con sempre maggior sospetto. 
Può un ragazzino di tredici anni essere la causa dei mali del mondo? Può essere l'incarnazione del maligno? Se ha la pelle nera e spunta dal nulla, forse sì. O perlomeno è la cosa più semplice da credere quando non si vuole guardare nella direzione giusta. Tanto più se la direzione viene indicata da qualcuno che viene considerato una guida, Elohim, l'uomo che fino all'arrivo di Sal era un mentore per Fielding, trasformatosi in uno spietato predicatore. E se hai sofferto già troppo, o hai commesso nefandezze più grandi di te, hai bisogno di trovare la causa delle tue disgrazie per poterla annientare e sperare di cominciare a vivere una vita migliore.
"Quel colore radunò la gente intorno a Elohim. Il colore del diavolo per ciascuno di loro, il colore che il diavolo doveva avere, perché fosse loro possibile riconoscerlo."
Con una scrittura vibrante, altamente evocativa, Tiffany McDaniel dipinge le sfaccettature dell'animo umano, dalla più candida alla più nera, caratterizzando alla perfezione i vari personaggi, che rimarranno indelebili nel cuore del lettore. Sembra veramente incredibile si tratti di un esordio.
"L'estate che sciolse ogni cosa" non è un libro semplice, né leggero, ma è sicuramente un libro necessario e un libro che, chiusa l'ultima pagina, rimarrà a lungo nel lettore, che ne uscirà decisamente arricchito.










martedì 7 aprile 2020

Le cose che passano - Beatrice Alemagna



Nella vita, sono molte le cose che passano. Si trasformano, se ne vanno. Il sonno finisce. Una piccola ferita guarisce (quasi) senza lasciare traccia... La musica scivola via, i pensieri neri svaniscono, il cielo schiarisce sempre dopo la pioggia e la paura se ne va. Ma in questa metamorfosi delle piccole cose, in questo flusso inarrestabile di cambiamenti, c’è una cosa che non cambierà mai e resterà per sempre.





Titolo: Le cose che passano
Autore: Beatrice Alemagna
Casa editrice: Topipittori
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 40

Non è certo facile essere insegnanti al tempo del Coronavirus, soprattutto se si lavora con i bimbi della scuola primaria di primo grado. Come superare le distanze e far sentir loro il contatto, quel legame così speciale tra maestra ed alunno? Non certo tramite il freddo registro elettronico, eppure qualche maestra riesce a fare il miracolo, mettendosi in gioco. L'albo che vi propongo oggi è quello che ha scelto l'insegnante di mio figlio per parlare alla classe di questo difficile periodo. Lo ha fatto con la prosa poetica, illustrata e scritta, di Beatrice Alemagna e con un video (che qui per motivi di privacy non posso postare) in cui lei stessa, la maestra, legge ai bambini questa storia. Le cose che passano, appunto. Sono tante le cose che passano e se ne vanno: il sonno, una piccola ferita che guarisce (quasi), la musica, le bolle di sapone, i pidocchi, i pensieri neri, le lacrime, il fumo, la pioggia, la paura, le foglie che cadono, come i capelli, i denti da latte e la polvere. Sono cose positive e negative quelle che passano e vanno via, è il trascorrere del tempo che ci fa crescere, ci trasforma, lasciandoci una lieve nostalgia. Queste trasformazioni sono meravigliosamente rese da un foglio carta da lucido trasparente in cui gli oggetti sono presenti e poi, voltando pagina, si proiettano alle nostre spalle. Il finale dell'albo è incantevole, perché dopo il lungo elenco delle cose passate ci viene presentata quella cosa che resta, sempre. Un abbraccio avvolgente, colorato, intenso tra un bimbo e la sua mamma. Perché tutto si trasforma, ma il cardine di ogni cambiamento, la nostra terraferma e punto fisso, è sempre l'amore. Allora le cose possono anche passare, cambiare, trasformarci e metterci alla prova, ma le potremo affrontare con serenità, perché dentro di noi abbiamo un'unica, incrollabile certezza. Le illustrazioni, in puro stile Alemagna, sono colorate e potenti, vive, ma con una maggior pastosità, come a voler ribadire il messaggio, rendendolo doppiamente visibile e concreto. Tutto ciò che è nero, quasi sempre negativo, viene invece rappresentato sul foglio trasparente, perché andrà via...resteranno i colori, i sentimenti, i veri rapporti interpersonali.
E' stato un bellissimo dono quello che la maestra ha fatto alla sua classe, mi ha commossa e ho voluto subito ordinare il libro, per fissare nella memoria questo momento. Un messaggio di speranza per superare queste giornate strane e difficili, a volte infinite, ma che un giorno ricorderemo perché saranno passate e avranno contribuito a renderci più forti, e spero migliori.
Per amore di sincerità ci tengo ad aggiungere che quando avevo letto l'albo la prima volta, in libreria a dicembre, mi era piaciuto, ma ero passata oltre in modo troppo frettoloso, perché stavo vivendo un periodo diverso, meno raccolto e riflessivo. Ora invece, alla luce di quanto ha saputo mettere in evidenza la maestra, del tempo lento che sto vivendo e delle paure nuove delle quali sono ostaggio, l'ho totalmente riconsiderato. Questo a riprova che i libri, quelli belli, non vivono in un paese immaginario, slegato dalla realtà, ma si alimentano di quella stessa realtà e attingono dalle nostre emozioni.



giovedì 2 aprile 2020

Lucilla - Annet Schaap

Trama: Tutte le sere Lucilla, la figlia del guardiano del faro, sale 
sessantuno scalini per accendere la luce che avverte le navi di tenersi lontane dagli scogli. Ma in una notte di burrasca Lucilla si rende conto di non avere più zolfanelli, la luce non viene accesa e una nave si schianta contro uno scoglio. Per ripagare i danni, Lucilla dovrà lavorare per sette anni nella casa dell’Ammiraglio, la Casa Nera, dove si dice che viva un mostro. Quel che Lucilla troverà però è più inquietante e più straordinario di quanto chiunque possa immaginare…Lucilla ci trascina in un mondo da fiaba in cui convivono pirati, sirene e artisti bizzarri e ci ritroviamo al suo fianco in una storia che comincia proprio lì dove ha fine la favola della Sirenetta, una storia in cui si lotta con coraggio in nome dell’amicizia, per la libertà e il diritto a essere diversi.
 
Titolo: Lucilla
Autore: Annet Schaap
Casa editrice: La Nuova Frontiera
Anno: 2019
Pagine: 357
 


Che fortunata coincidenza imbattersi in questo libro che profuma di antico, di avventura e di misteri! Con Lucilla sembra di immergersi nelle atmosfere dei libri ambientati nel 1800, mi vengono in mente Dickens, le sorelle Brönte (soprattutto Jane Eyre) e una certa famosa fiaba di Andersen, ma sicuramente ci sono molti riferimenti a libri che non ho letto, ma che forse mi porto dentro comunque, come una sorta di retaggio letterario. Leggendo Lucilla ho ritrovato situazioni conosciute che devo aver interiorizzato per osmosi non solo attraverso i libri, ma anche grazie a racconti orali e film.
Emilia soprannominata Lucilla è una bimba che ha perso prematuramente la madre e vive con il burbero padre che fa il guardiano del faro in un paesino di mare.  Augustus, questo è il suo nome, non è mai gentile con la figlia: da quando ha perso la moglie e parte di una gamba è un po’ troppo attaccato alla bottiglia, per questo è sempre Lucilla (“Ma non è che brilli tanto” le ricorda crudelmente lui) a dover salire i sessantuno gradini del faro per accendere la lanterna. E’ solo una bimba, con tante responsabilità sulle spalle e una sera di tempesta si dimentica di aver finito gli zolfanelli e accade l’inevitabile. Una nave si schianta sugli scogli con conseguenze tragiche. Il padre verrà rinchiuso dentro al faro, dovrà restarci per 7 anni, mentre la piccola dovrà prestare servizio presso la casa dell’Ammiraglio, nobile del paese, per risarcire il danno. Abbiamo quindi una bimba senza mamma, con un padre inaridito ed anaffettivo che si trova improvvisamente in una buia e grande casa che non conosce, in mezzo a persone che non comprende. C’è la donna di servizio con il figlio gigantesco, ma semplice di cuore, il guardiacaccia giardiniere tutto fare, due cagnacci minacciosi, ragni e angoli bui ed una stanza, al piano di sopra, nella quale è impossibile andare. Che rumori arrivano da lassù, quale creatura o mostro vi abita? Il seguito della storia non si può assolutamente svelare: creature misteriose, forse fantastiche, ipocrisia, aridità di chi ha sempre messo al primo posto le apparenze, prima degli affetti per l’incapacità di amare le persone per quelle che sono. Lucilla invece ha una meravigliosa progressione positiva, non si lascia abbattere, sopporta e cresce e nel contempo contagia con la sua vitalità e la sua dolcezza semplice anche chi le sta intorno.  Non sa leggere, ma è disposta ad imparare, è umile, ma non accetta di farsi tiranneggiare, ha sofferto, ma non permette al suo cuore di indurirsi. Un personaggio ricco di sfaccettature, umano e vero, stropicciato come i suoi vestiti, ma che profuma di erba appena tagliata, di cose nuove e di possibilità di ricominciare. Mentre la trama ci porta a spasso tra situazioni horror, storie di pirati, fiere con personaggi grotteschi che ammiccano a certe nostre paure segrete, all’improvviso ci si ritrova alla fine del libro. Un commiato forse troppo brusco, dopo più di 300 pagine, eppure, considerato che siamo provetti lettori, qualche nota aggiuntiva possiamo immaginarcela da soli. O forse ritroveremo Lucilla in una nuova avventura. Tutto è possibile.
E’ notevole che questa sia l’opera prima di quella che in Olanda è anche una famosa illustratrice. Il talento non viene equamente ripartito tra le persone: chi ne ha tantissimo e chi non ne ha. La Schaap ovviamente appartiene al primo gruppo. Chissà cosa ci regalerà in futuro.