"Sangue marcio" di Antonio Manzini: un romanzo nero e disturbante

Sangue marcio di Antonio Manzini è un romanzo nero e disturbante sull’eredità del male, sulle scelte e sulla possibilità – non garantita – di sottrarsi a ciò che ci abita dentro.


Titolo: Sangue Marcio • Autore: Antonio Manzini • Editore: Piemme • N.pagine: 223 • Prima pubblicazione: 2015 • Data ripubblicazione: 24 giugno 2025 • Copertina flessibile € 17 • Ebook € 11,99

TRAMA

Pietro e Massimo sono due bambini privilegiati. La loro è una famiglia facoltosa e hanno tutto quello che si può desiderare: una villa con piscina, un campo da tennis privato, i primi videogiochi. Un'infanzia felice, sospesa in un sogno borghese. Finché, un giorno d'autunno del 1976, il mondo crolla. La polizia irrompe in casa e il padre viene arrestato. I giornali, pochi giorni dopo, lo ribattezzeranno "il mostro delle Cinque Terre". Quasi trent'anni più tardi, i due fratelli non potrebbero essere più diversi. Pietro è cresciuto in un istituto a Torino ed è diventato un cronista di nera. Massimo, affidato a uno zio, è un commissario di polizia. A unirli di nuovo è una scia di delitti, firmati da un serial killer spietato. Il tempo li ha cambiati. Massimo, un ragazzino impulsivo che metteva tutti in riga con il suo motto «Vatti a nascondere in Tibet» oggi è un uomo svuotato, con troppe ombre e troppi Martini in corpo. Pietro ha un carattere introverso, incapace di lasciarsi accostare dagli altri. Ma il passato non si dimentica. E così, mentre il killer continua a colpire, i due fratelli si riavvicinano, tanto da ritrovarsi ad affrontare una resa dei conti, indietro fino al giorno in cui è crollato il mondo.





Sangue marcio: quando il male non è una scelta, ma una possibilità 

Chi mi conosce sa che i libri disturbanti sono il mio guilty pleasure, e Sangue Marcio rientra a pieno in questa categoria. A un certo punto esagera un po', ma glielo si perdona, perché il focus è da un'altra parte.
Non è quello il pugno che colpisce più a fondo, quanto la consapevolezza che il male ti sceglie, e devi essere abbastanza forte da non cedere al suo richiamo.

Il sangue come eredità: trama e nucleo del romanzo

Il sangue marcio è quello che scorre nelle vene di Pietro e Massimo, figli di un padre accusato della peggiore delle nefandezze e di una madre alcolizzata. Scorre nelle loro vene fin dalla nascita, ma ne prendono effettivamente coscienza quando il padre viene arrestato. La vita li prende a schiaffi e li mette di fronte a una scelta: accogliere o respingere quel marcio che li abita per eredità.

Il primo Manzini: stile grezzo, ma già riconoscibile

Sangue marcio è il romanzo che ha dato il via alla carriera di scrittore a Manzini, nel quale sono riconoscibili i suoi tratti caratteristici: il disincanto, il dolore come compagno di vita, il delineare i personaggi fino a farli diventare parte del nostro quotidiano, ma con un tratto più grezzo, più marcato, più raccontato che disegnato. Ma comunque immersivo.

Un romanzo che non addolcisce (e non chiede scusa)

Ho amato molto questa storia e ho apprezzato la scelta di riconsegnarla ai lettori così com'era vent'anni fa, senza ammorbidirne le spigolosità, pur con tutti i rischi connessi. Sangue marcio è un racconto che non lascia nulla all'immaginazione, ma che ci sbatte in faccia il marcio nel quale viviamo, che a distanza di vent'anni ha assunto forme anche peggiori. È un romanzo che non fa sconti e che ci dice chiaramente che nessuno di noi è immune al male, fa parte di noi, e sta a noi scegliere se dargli voce e armargli la mano, oppure soffocarlo e indebolirlo con la razionalità e le azioni quotidiane.

Ognuno di noi nasconde dentro una parte di male, sono le scelte che compiamo a determinare se la stiamo alimentando o indebolendo, ogni singolo giorno della nostra vita.

Una lettura non per tutti (e va bene così)

Un romanzo che non consiglierei a tutti, a causa di alcune scene veramente disturbanti, ma a mio avviso coerenti con il tono e lo svolgimento della narrazione, per delineare con i giusti contorni il cibo di cui si è nutrito il sangue dei protagonisti. In ogni caso, le scene a cui assistiamo in questi tempi disgraziati sono molto più disturbanti, perché reali e spesso giustificate.

Perché leggere Sangue marcio oggi

Leggetelo se amate le storie nere, forti, vive e vere, e se amate immergervi nel torbido che scompare quando chiudete il libro, ma i cui effluvi rimangono nelle narici per qualche tempo, anche dopo aver riposto il libro sullo scaffale.





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