mercoledì 31 gennaio 2018

In viaggio contromano - The Leisure Seekers - Michael Zadoorian

Oggi vi parlo di un libro che volevo leggere da tempo e complice l'uscita del film (che non ho ancora visto), finalmente mi sono decisa.
E dopo aver chiuso l'ultima pagina mi sono data della stupida (ho già fatto da me, non serve che infieriate) per non averlo fatto prima.


Titolo: In viaggio contromano - The Leisure Seeker • Autore: Michael Zadoorian • Editore: Marcos y Marcos • N.pagine: 282 • Anno di pubblicazione: 2009 • Copertina flessibile € 16,50

TRAMA
Poche storie, Ella e John hanno deciso: partiranno. Chi se ne frega dei divieti e delle ansie dei figli, al diavolo medici, paramedici, rompiscatole che ti ammorbano a suon di esami prescrizioni precauzioni. Ella ha più problemi sanitari di un paese del Terzo mondo, John non ricorda come si chiama sua moglie, ma insieme "formano una persona intera". Di cose grandiose, se ne possono fare anche all'ultimo round. Anche dopo una vita che non ha nulla di straordinario. E allora? Si parte e stop. In barba a ogni cautela, ogni pallosa ragionevolezza, a ottant'anni suonati Ella e John balzano sul loro camper - un vecchio Leisure Seeker - e attraversano l'America da Est a Ovest. Partendo da Detroit, puntano dritti a Disneyland, lungo la mitica Route 66. Un vero e proprio viaggio contromano a base di cocktail vietati, hippies irriducibili, diapositive all'alba, malviventi messi in fuga. Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie, sogni,paure; quello che è stato, che si è amato, quel che è qui e ora e più non sarà... perché la vita è profondamente nostra, teneramente, drammaticamente grande, fino all'ultimo chilometro


Un romanzo delicato, malinconico, tenero, ma anche ironico e con parti decisamente divertenti, struggente per il messaggio che porta in sé, ma senza mai cadere nel pietismo o nella retorica.
Un viaggio lungo una vita, quello che compiono Ella e John a bordo di un camper malandato come loro, lei malata terminale di cancro, lui malato di Alzheimer che un giorno sì e l'altro pure si guarda intorno e chiede ad Ella "Siamo a casa?".

"Guardo il mio braccio, scorro le dita sui milioni di piccole pieghe che coprono la mia pelle come righe infinite di una calligrafia sbiadita. C'è scritto qualcosa ... ma io non sono in grado di leggerlo."

Questa è Ella, una donna forte e determinata, che nonostante il corpo non la assista più, lotta con tutte le forze residue, aiutandosi a colpi di "pilloline blu" per non sentire il dolore, pur di portare a termine il suo folle piano: percorrere tutta la Route 66 dal Michigan fino a Santa Monica, all'oceano dove la 66 muore. E poi Disneyland, la tappa finale.
Ho letto pareri critici sul fatto che sia inverosimile che una coppia così mal assortita possa intraprendere un viaggio simile, ed effettivamente il ragionamento fila, ma questa è solo una lettura superficiale, un pretesto per far fare al lettore un viaggio lungo tutta la vita di questa coppia che ha condiviso qualsiasi cosa, dagli istanti più felici ai momenti più cupi e ne è uscita rafforzata nello spirito, pur se fiaccata nel fisico. 

"Quello che mi atterrisce è l'idea di John che si ritrova solo passata la crisi. L'idea di uno di noi due senza l'altro."

Un amore capace di dare forza all'altro, consapevole che al proprio fianco c'è chi lo sostiene e lo completa, poco importa se la malattia lo ha portato a fare scenate isteriche e un momento dopo sciogliersi in lacrime, o a non curare più la propria igiene personale, o a non riconoscere più la propria immagine nello specchio, perché la persona che è al suo fianco riconosce la sua anima e la completa con la propria.

"Sa chi sono. Sa che sono la donna che ama, che ha sempre amato. Non c'è malattia, non c'è persona che te lo possa togliere, questo."

È con questa forza che Ella decide di trascinare John attraverso l'America contro il parere medico e il volere dei propri figli, che minacciano di chiamare la polizia ogni volta che si sentono al telefono.
E qui sorge un'altra riflessione: è giusto mettere in apprensione i propri cari per fare una vacanza? È giusto andare contro la volontà dei figli che temono il peggio per soddisfare un proprio bislacco desiderio? La risposta è contenuta nell'ultima frase del libro ed è quello che ognuno di noi dovrebbe tenere a mente quando si rapporta con persone anziane all'apparenza cocciute e capricciose:

"Non è sempre questo che significa l'amore, ma è quello che significa per noi oggi. Non sta a voi giudicare."



lunedì 29 gennaio 2018

L'ultima lezione di Miss Bixby - John David Anderson

Trama: Al mondo esistono sei tipi di insegnanti: gli Zombie; i caffeina dipendenti (Caff-Dip); i temibili Dungeon Master; gli Spielberg con un film sempre pronto; i Novellini e infine quelli che Brand, Steve e Topher - compagni di classe e amici inseparabili - chiamano semplicemente i Buoni, quelli che rendono sopportabile la tortura altrimenti detta scuola. Come la professoressa Bixby. Miss Bixby ha ciocche di capelli rosa come lo sciroppo di fragola e occhi verdi come l'erba appena spuntata; ama leggere Lo Hobbit a voce alta, infarcire i suoi discorsi di piccole citazioni e, soprattutto, dedicare attenzione ai suoi studenti. Ma ha anche una malattia incurabile che improvvisamente la costringe a lasciare la scuola… Brand, Steve e Topher elaboreranno così un piano a volte pericoloso, ma assolutamente fantastico, per regalare alla persona che più di ogni altro ha creduto in loro un ultimo momento magico, dove il tempo si ferma, la musica suona e nulla di brutto può accadere.
 
Titolo: L'ultima lezione di Miss Bixby
Autore: John David Anderson
Casa editrice: Mondadori
Anno edizione: 2017
Pagine: 249
 
 
 
La cosa che maggiormente mi emoziona del fatto di avere un blog è la possibilità di parlare dei libri che mi sono piaciuti. Certo a volte vi parlo dei ni e dei forse e vi comunico i potrebbe, ma nulla si può paragonare al brivido e all'esaltazione che mi provocano i Libri Belli, quelli, per intenderci, che ci cambiano la vita e la rendono migliore. Perché un buon libro chiede sempre di essere condiviso, non sopporta di star lì in silenzio a sprigionare la sua magia, ma vuole ed esige un pubblico. Ed oggi io vi voglio proprio tirare per un braccio, per costringervi a prender nota di questo romanzo.
Una storia emozionante ed intensa che mi ha fatta riflettere sul significato della vita, sull'importanza delle scelte che ci troviamo ad affrontare ad ogni passo. Ogni scelta ci definisce e non ce ne sono alcune meno importanti di altre, tutte concorrono a creare l'insieme di quello che siamo.
Non lo nascondo, in questo romanzo si parla di malattia e piangerete, non per la crudeltà di un destino insensato, ma per la bellezza che c'è stata prima.
Miss Bixby è l'insegnante di Thoper, Brand e Steve, tre ragazzini di 12 anni con caratteri e vicende familiari totalmente diverse alle spalle. E' un'insegnante speciale, originale, con ciocche di capelli rosa e libri sparsi in ogni dove nella classe. Sa fare le magie, soprattutto quando durante la lezione intrattiene gli alunni leggendo Lo Hobbit di Tolkien. Per ognuno dei tre ragazzi Miss Bixby ha fatto qualcosa di bello e loro la stimano e ne riconoscono il valore. Quando una mattina lei annuncerà che non tornerà a scuola perché ammalata di cancro (diciamola la parola) per i tre ragazzi sarà come se si oscurasse il sole. Insieme intraprenderanno un viaggio (l'attraversamento della città) per andarla a trovare in ospedale prima che venga trasferita. Questo breve percorso, di pochi chilometri in fondo, li metterà alla prova: dovranno superare degli ostacoli, trovare le soluzioni, il coraggio e la forza per terminare quello che hanno iniziato, con la paura che alla fine del viaggio ci sia qualcosa di ineluttabile ad attenderli. Troveranno quello che si trova sempre quando si parte per raggiungere un posto nuovo: consapevolezza, crescita e momenti importanti da ricordare.
 
"Si scopre che la vita vera non è come nei film. La vita non è come un cerchio. Ma non è nemmeno una linea retta. Forma angoli e curve, parte un po' per la tangente, svolta e gira, ma non torna mail al punto di partenza."
 
Proprio perché la vita non torna mai indietro è importante saper apprezzare il viaggio e ad ogni pagina questo libro mi riportava alla mente, seppure diversissimo per ambientazione, il  film che da giovane ho amato più di ogni altro. Carpe diem vi fa venire in mentre qualcosa? Un altro professore  alla fine degli anni Ottanta regalava la sua ultima lezione a dei giovani uomini.
La Miss Bixby di Anderson ha un potere da supereroe, come quello dei personaggi del romanzo di Tolkien che ama leggere: sa individuare e portare alla luce i talenti nascosti dei suoi ragazzi, li "vede" quando la loro condizione di preadolescenti sembrerebbe invece condannarli all'invisibilità.
Alla fine del viaggio  quando Brand (quello che si autodefinisce il più anonimo dei tre) incontrerà l'insegnante cercherà di dirle una sola parola, una parola in codice tra loro due che mi ha definitivamente conquistata. Quale? Leggete il libro e lo scoprirete.
L'ultima lezione di Miss Bixby mi stava aspettando, perché voleva raccontarmi che non sono sola e che altri condividono i miei valori ed i miei eroi. Secondo me sta aspettando anche voi, perché la vicenda che racconta, presto o tardi, ci riguarda tutti.
Una lettura coinvolgente ed appassionante che in nessun modo potrei ridurre ad una storia strappalacrime perché tra le pagine di questo libro c'è tantissima energia e la spinta ad agire e a vivere con pienezza
 
"la verità - tutta la verità - è che non è l'ultimo giorno quello che conta di più - sono quelli di mezzo, quelli che hai la possibilità di voltarti e guardare di nuovo"
 
 
 
 

giovedì 25 gennaio 2018

La fattoria dei gelsomini - Elizabeth von Arnim

Trama: È un torrido pomeriggio estivo nella casa di campagna di lady Daisy e della figlia Terry. La tavolata di illustri ospiti è allo stremo, il calore insostenibile, le vivande non all'altezza della dimora. Per sconfiggere la noia, il vecchio Mr Topham e l'amico Andrew si immergono in una lunga partita a scacchi che durerà ben oltre il momento in cui l'ultimo ospite va a dormire. Ma allora come fa Terry, la mattina dopo, a sapere chi ha vinto? Il sospetto, anzi la certezza, dell'adulterio del marito Andrew si insinua nella mente di Rosie, e quando quest'ultima racconta ogni cosa alla madre, la scaltra e avida Belle non trova soluzione migliore che pianificare una ritorsione ai danni di lady Daisy per garantirsi una rendita a vita. Per sfuggire al ricatto, e alla delusione di fronte al comportamento di Terry, all'irreprensibile lady Daisy non resterà che intraprendere una repentina quanto rocambolesca fuga in Provenza nella speranza di riuscire a nascondersi da chi le ha procurato ferite tanto cocenti. Nelle pagine di questo romanzo la von Arnim raggiunge la sua maturità e, nel descrivere personaggi, ipocrisie e retaggi vittoriani, sfodera il suo artiglio affilato con la precisione dei grandi narratori.


Breve storia non triste: ho visto che Fazi stava per pubblicare questo libro e l’ho desiderato, ho rotto le scatole a destra e a manca per sapere se qualcuno poteva prestarmelo e mi è stato prestato, ma non mi bastava e volevo averlo, quindi l’ho comprato. Il giorno dopo ho scoperto che era presente tra gli scaffali della mia biblioteca già dal 2012 nell’edizione Bollati Boringhieri. Fine.
 

Di questa autrice in passato avevo già letto “Un incantevole aprile” e mi era piaciuto molto, poi con “La memorabile vacanza del barone Otto” il mio giudizio era cambiato. Tanta, tanta ironia e non più quelle pennellate delicate e un po’ magiche del romanzo che avevo amato.
Qui nella fattoria dei gelsomini cosa ho trovato? Ho trovato umorismo, ironia feroce e allo stesso tempo umana comprensione. Il titolo suggerisce qualcosa di romantico e dolce, una fuga dopo una caduta comporterebbe una rinascita, ma forse non è esattamente così
Come prima cosa mi sento di dirvi questo: se invitate una ventina o più persone appartenenti alla buona società per un fine settimana nella vostra villa evitate di servir loro, cena dopo cena e pranzo dopo pranzo, dolci con l’uva spina. L’acidità dell’uva spina può veramente causare una catastrofe! Se ne rende ben conto la protagonista principale Daisy, che invita per la prima volta al raduno sopra descritto la bellissima Rosie, moglie del suo caro amico Andrew. Perché Daisy dopo anni in cui l'ha trascurata ha deciso di invitare la bella e vacua Rosie? A chi sorride radiosa Terry la figlia (zitella) di Daisy?
In poco tempo il lettore viene coinvolto in una commedia che è una partita a scacchi in cui ogni giocatore deve muoversi nel modo giusto e dire le cose che devono essere dette. Si tratta di regole non scritte, ma rigidissime. E se questo equilibrio illusoriamente perfetto viene turbato dalla madre di Rosie desiderosa di stringere con Daisy un’alleanza che puzza di ricatto? Non resta che fuggire alla fattoria dei gelsomini in Francia per cercare sollievo alle pene del cuore e alle delusioni brucianti e inaspettate.
Un libro divertente ed arguto dall’inizio alla fine, reso indimenticabile dal personaggio di Mumsie (la mamma di Rosie, tre volte vedova): generosa, appassionata, arrampicatrice sociale, spiccia, volgare, divertentissima e in fondo umanamente superiore a quei personaggi della buona società che vorrebbe frequentare.

“Nulla importa, diceva spesso a Rosie, quando si sa che non durerà per sempre; era per questo, aggiungeva talvolta, quando era di umore particolarmente espansivo, che si era sempre cercata mariti in là con gli anni”

Una meravigliosa filosofia di vita.
Un libro per gli appassionati del genere, per quelli che vogliono ridere con la testa e con la bocca, anche se ogni tanto a denti stretti, perché è un tipo di umorismo che non risparmia nessuno.
Provate…d’altra parte se non fa per voi non supererete le prime dieci pagine a causa di un'immaginaria indigestione di uva spina! Potere magico delle parole.
;-)