lunedì 29 aprile 2019

La donna scomparsa - Sara Blædel


Titolo: La donna scomparsa • Autore: Sara Blædel • Editore: Fazi • Data di pubblicazione: 21 marzo 2019 • N.pagine: 316 • Copertina flessibile € 16,00 • Ebook € 7,99

TRAMA
È una notte buia e piovosa, in Inghilterra. Al limitare di un bosco, a pochi passi dall'aperta campagna, c'è una casa con una finestra illuminata. All'interno, la sagoma di una donna, in controluce. A completare il quadro, si aggiungono il marito e la figlia adolescente. Da fuori, un uomo osserva la scena con un fucile da caccia in mano; riesce a immaginarsi il profumo della cucina, il calore familiare della stanza, le conversazioni di fine giornata. Fa un respiro profondo, preme il grilletto e colpisce la donna in piena fronte. Lei si accascia sul pavimento. Lui scappa. In Danimarca, la detective Louise Rick e il collega Eik hanno deciso di andare a vivere insieme ma lui sparisce nel nulla. Nel giro di pochi giorni, Louise riceve una telefonata: Eik è stato arrestato per disturbo della quiete pubblica e intralcio alle indagini. Si trovava in Inghilterra, sul luogo del delitto della donna inglese, Sophie Parker, il cui nome figurava da molto tempo nella lista delle persone scomparse. La sua sparizione era stata denunciata diciotto anni prima proprio da Eik: era la sua fidanzata. Cosa sta succedendo? Sconvolta e terrorizzata dal coinvolgimento di Eik nel caso, Louise deve mettere a tacere il suo tumulto interiore se vuole trovare il killer di quella che si rivelerà la sua indagine più controversa...


A breve distanza dal secondo romanzo della serie con protagonista la detective Louise Rick, ho letto anche il terzo capitolo, uscito da poco in Italia, avendo avuto la fortuna di aggiudicarmene una copia al giveaway organizzato da Fazi.
All'inizio del romanzo ritroviamo una Louise più serena, sembra che abbia finalmente trovato un equilibrio, le resta solo da risolvere il problema relativo alla sede di lavoro, dato che, alla luce degli sviluppi del loro rapporto, non le è più possibile essere nella stessa squadra di Eik.
Ma può mai esserci serenità per Louise? Assolutamente no! Anche questa volta dovrà fare i conti con il passato, non il suo bensì quello di Eik, perché la vittima al centro del giallo è proprio la sua ex ragazza, data per dispersa diciotto anni prima. Da qui prende il via l'indagine che si svolgerà tra Danimarca e Inghilterra, luogo in cui è avvenuto il delitto.
Fonte: cosafare.it
La narrazione si svolge su più piani temporali alternando sapientemente le vicende attuali a quelle del passato, in cui ha avuto origine il tutto.
Questa volta Sara Blædel ci consegna un romanzo diverso, rispetto ai primi due, meno a tinte gialle e più vicino alle atmosfere noir, con in più una forte componente emotiva: l'argomento che viene sviscerato è infatti un argomento scottante, l'eutanasia, trattato con molta onestà, senza cadere in facili moralismi né scivolare nella retorica.
Le riflessioni a cui dà spunto sono molteplici e la lettura si presta a diverse considerazioni e di varia natura, etica, morale, religiosa.

Fonte: gds.it
"Quando prolunghiamo una vita, ci è permesso di sostituirci a Dio, ma quando si tratta di
liberare dalle sofferenze una persona che vive nel dolore e non ha prospettive di guarigione, allora il nostro status divino perde validità, condanniamo queste azioni o troviamo che presenti troppi problemi etici."
Un romanzo nel quale non manca la componente adrenalinica alla quale l'autrice ci ha abituati, anche se in dose minore a vantaggio di una componente più introspettiva, più emozionale, e una scrittura dai tratti più profondi, maturi. Un'autrice che entra di diritto tra gli scrittori che più amo e apprezzo.



venerdì 26 aprile 2019

Un gin tonic per la mamma - Gill Sims

Trama: Ellen oggi compie trentanove anni. I buoni propositi per il suo immediato futuro comprendono "lezioni di yoga avanzato", educati "club del libro" in cui è di rigore fermarsi al primo bicchiere di vino, e scambi di moine ai giardinetti sulle "ultime fantastiche vacanze estive". Ellen ha due bambini di sei e otto anni, Peter lo scoreggione e Jane la fustigatrice, e la sua ambizione è quella di diventare una scintillante mammina modello. Ma l’obiettivo continua a sfuggirle, assomiglia di più a una "mission impossible" che deraglia al primo ostacolo. Perché si sa, la vita in famiglia non è tutta rose e fiori, soprattutto quando ci si mettono anche il marito e i parenti a romperti le palle: Simon, che ha conosciuto all’università e poi sposato, ora è diventato un uomo noioso fissato con la sobrietà economica; la sua favolosa sorellina super intelligente Jessica è sempre lì a ricordarle quale madre-moglie-donna scombinata sia; la suocera snob la squadra schifata dall’alto in basso perché lavora e "oltretutto" con i computer. Per fortuna ci sono gli amici: Hannah e Sam, una più depressa dell’altro dopo che entrambi i loro matrimoni sono tragicamente finiti. E Charlie, spuntato fuori dal passato, che forse potrebbe regalare a Ellen quella ventata di freschezza di cui sembrerebbe proprio aver bisogno.
Titolo: Un gin tonic per la mamma
Autore: Gill Sims
Casa editrice: Fabbri
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 374

Con i libri è sempre una meravigliosa avventura, perché non sai mai come ti troveranno e quanto ti piaceranno. A qualche romanzo non sei disposto a concedere nessun credito, a partire dal titolo e dalla copertina e poi invece inizi a leggerlo e ridi e ridi e a p. 100, invece di farti il tè, ti prepari una bella sambuchina ghiacciata e reciti pure tu, come la sboccata protagonista, il mantra "vitadimerda",  proprio perché è una vitadimerda veramente bella, la tua, talmente bella che te la tieni  con una certa soddisfazione. A fine sambuca la cover non ti sembra nemmeno tanto brutta.
Questo romanzo credo possa definirsi un chick lit e deve molto a Bridget Jones, tanto che la protagonista Ellen potrebbe essere proprio una Bridget quarantenne con due figli a carico e un Mr Dacy come marito. Mi ha fatto pensare anche ai romanzi di Jennifer Weiner, in particolare a "Buonanotte baby" nel quale la protagonista si sente inadeguata rispetto alle perfettissime mamme dei compagni di classe dei figli. Esistono le mamme super perfette? Sono quelle che non lavorano, che hanno tempo per seguire i figli e fare torte straordinarie o sono quelle che lavorano e che hanno sempre dei vestiti alla moda e l'eyeliner applicato alla perfezione con la codina finale? Chi non si è mai sentito inadeguato e fuori posto, con i vestiti stazzonati e l'aria di una sfollata alzi la mano. In fondo la vita è proprio questo continuo gioco (definiamolo così) tra quello che vediamo, quello che siamo e quello che crediamo di essere. L'esistenza di Ellen (una mamma che beve il gin tonic soprattutto di venerdì sera) si divide tra lavoro, figli e impegni familiari in una corsa continua e in un giornaliero scollamento tra quello che lei vorrebbe essere e quello che realmente è.  L'umorismo e l'ironia la fanno da padroni e le situazioni divertenti abbondano, in un crescendo che ha il suo culmine nella descrizione di un Natale in famiglia in cui Ellen si trova ad avere come ospiti una ventina di persone, con tanto di cognata e cognato che usano la sua vasca da bagno per una sessione di sesso sfrenato. Ovviamente tutta la narrazione tende all'esagerazione, senza perdere la presa su questioni che invece sono molto attuali e contingenti. Lavorare part time non è forse una fregatura se poi oltre al lavoro ci si deve accollare in pieno anche le responsabilità familiari e gli impegni quotidiani? Quanto sarebbe più conveniente avere un tempo pieno per poi poter tornare a casa e crollare sul divano senza preoccuparsi di altro? Soprattutto quando i figli non sono dei teneri cuccioli, ma due esseri pensanti con un proprio caratterino, che guarda caso rispecchia quello dei genitori. Ellen non riesce a combattere contro il festoso disordine della sua vita perché in fondo è proprio questo gioioso caos a renderla interessante e piena di amore, quello vero, imperfetto, ma tangibile.
Il punto di forza di  questo romanzo sono da un lato l'ironia sboccata e maleducata di Ellen che regala al lettore dei momenti liberatori e il fatto che la sua vita abbia molti punti in comune con la nostra, tanto che possiamo comprenderne perfettamente i meccanismi, riuscendo per un attimo a scendere dalla ruota nella quale come criceti corriamo tutto il giorno, per osservarci dal di fuori e farci una risata.
E' un libro in fondo saggio, con una piccola morale, ma non moraleggiante. Per le mamme super perfette forse la mamma trendy che sa fregarsene di tutto siamo proprio noi.
Ringrazio di cuore Giovanna per avermelo prestato: è stato divertente correre nel suo ufficio ogni giorno per commentare le disavventure di Ellen. Temo che ora dovrà prestarlo a tutte le colleghe del Comune, ma per un libro è un bel risultato. O no? Vitadimerda a parte.
Gli attribuisco pure un bel 4 perché ridere è importante, non lo si fa mai a sufficienza. Anzi se siete un pochino tristi, ve lo prescrivo come rimedio... con una bella sambuchina, anche se per noi mamma italiane il titolo più calzante sarebbe stato "Un panino alla Nutella per la mamma!" o "Rubando gli ovetti Kinder dei figli".

Dimenticavo: non ho detto niente sulla parte più importante del libro! E chissene, vorrete mica  la pappa pronta?








martedì 23 aprile 2019

[Questa volta leggo...] Petrademone - Manlio Castagna

Torna l'appuntamento con la rubrica "Questa volta leggo..." che ormai conoscete bene, e che per questo mese prevedeva la lettura di un libro Fantasy. Premetto che io ho un rapporto particolare con i libri fantasy, sono in grado di adorare o detestare lo stesso libro a seconda del momento in cui lo leggo, perché questo è un genere che mi piace ma devo affrontarlo solo quando ne sento la necessità. Sarà  stato questo il momento giusto?
Titolo: Petrademone • Autore: Manlio Castagna • Editore: Mondadori • Data di pubblicazione: 20 febbraio 2018 • N.pagine 259 • Copertina rigida € 17,00 • Ebook € 6,99

TRAMA
Frida ha appena perso genitori in un incidente del quale si sente responsabile e viene mandata a Petrademone, la tenuta degli zii, scenario di misteriosi avvenimenti: gli amati border collie di famiglia sono spariti e tutte le notti una strana nebbia avvolge i prati circostanti la casa, portando l'eco di voci inquietanti. Insieme a tre amici, la ragazza scoprirà l'esistenza di un mondo parallelo e malvagio e di essere la "prescelta" per una missione dalla quale dipenderà il destino dell'umanità intera.


Ho acquistato questo libro spinta dalle molte impressioni positive e quando è uscito l'argomento fantasy per la rubrica "Questa volta leggo..." ho subito pensato a lui, anche se in questo momento desideravo altri generi di letture. In effetti ho faticato un po' ad entrare nella storia, vuoi per il momento sbagliato, vuoi perché, essendo il primo volume di una trilogia, quindi capitolo introduttivo, ha un ritmo inizialmente lento. Ma una volta entrati nel vivo della storia mi sono appassionata alle vicende di questo gruppo di ragazzini intraprendenti, tanto da ritrovarmi a desiderare di leggere quanto prima il secondo volume. Ma andiamo con ordine.
Fonte: scienze-naturali.com
La protagonista è Frida, una ragazzina di 13 anni che sta vivendo un momento molto doloroso, dopo aver perso entrambi i genitori in un incidente stradale viene affidata agli zii e va a vivere con loro nella tenuta di famiglia.
Quando arriva alla villa scopre che sono avvenuti fatti strani: quasi tutti i cani del paese sono misteriosamente scomparsi e nessuno sa dove siano finiti. Ma Frida non riesce a fare altro che dispiacersene, non ha lo spirito per preoccuparsi di quello che le succede intorno, chiusa com'è nel suo dolore e nel tentativo di trattenere quanti più ricordi possibile dei suoi genitori. Per questo Frida annota su dei bigliettini ogni episodio che le torna alla mente, conservandoli nella scatola dei "non dimenticare".
"Le schegge di ricordo erano diventate una massa che cresceva giorno dopo giorno, e Frida si stupiva per la propria capacità di riportare alla luce memorie all'apparenza insignificanti. Era il suo modo per non far svanire i visi dei suoi genitori. I loro odori. La loro voce."
Le cose iniziano pian piano a cambiare quando nella vita di Frida entrano Tommy e Gerico, due gemelli ciclonici, pronti a coinvolgerla in mille avventure, e gli avvenimenti precipitano quando la zia di Frida si ammala e alla villa arriva Astrid, una donna acida e autoritaria, con la figlia Miriam, una ragazzina muta dalla nascita dall'animo dolce e sensibile. Frida e Miriam legheranno da subito e insieme ai gemelli costituiranno una squadra infallibile che si avventurerà alla scoperta di un mondo malvagio e inquietante che sta per prendere il sopravvento sul mondo reale.
Fonte: La foresta dei suicidi – Grave Halloween
Frida inizierà a rompere il suo guscio senza nemmeno rendersene conto, grazie al potere salvifico dell'amicizia.
Come dicevo prima ho faticato un po' a empatizzare con il mondo di Petrademone a causa del ritmo lento e di uno stile di scrittura adatto ad un pubblico molto giovane, ma una volta che la storia è entrata nel vivo mi sono ritrovata immersa in un mondo dark che a tratti mi ha riportato alle suggestioni dei film di Tim Burton, e mi sono affezionata a questo quartetto che in certi momenti mi ha ricordato le avventure di Harry Potter, anche se in questo romanzo non sono presenti bacchette magiche, ma enigmi da risolvere e foreste da esplorare, e non mancano creature spaventose, loschi individui e suggestioni ingannevoli.
Non si tratta di un semplice romanzo d'avventura, in Petrademone troviamo numerosi messaggi rivolti ad un pubblico in crescita, come per esempio la forza dell'unione, il potere dell'amicizia, il valore degli affetti sinceri, ma il messaggio che mi è arrivato in maniera più potente riguarda la presa di coscienza che ognuno di noi, indistintamente, ha un grande valore, un potere che una volta individuato ci salva dalle brutture della vita e che unito a quello delle persone che ci sono vicine diventa un'arma infallibile contro ogni pericolo.
Non mi resta che affrontare il secondo volume per scoprire cosa succederà a Frida, Miriam, Tommy e Gerico, e augurarmi che, come si vocifera, presto ne venga tratta una serie tv.
Come di consueto vi lascio il calendario con le date delle altre recensioni. Al mese prossimo!



venerdì 19 aprile 2019

[Questa volta leggo...] I fidanzati dell'inverno - Christelle Dabos

Trama: In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.
 
Titolo: I fidanzati dell'inverno
Autore: Christelle Dabos
Casa editrice: E/O
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 504
 
 
Come volano i mesi, soprattutto quando l'inverno è alle spalle! Senza che me ne rendessi conto è già arrivato il momento del nuovo appuntamento della rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per il mese di aprile è stato scelto un libro fantasy!!!! A me i fantasy piacciono perché mettono in scena l'eterna lotta del bene contro il male e creano dei mondi fantastici dove le persone hanno dei poteri speciali (almeno una volta al mese cerco di spostare le cose con la forza del pensiero). Se poi all'interno hanno anche una storia d'amore  (ma non troppo sdolcinata) ancora meglio. Per la rubrica ho scelto I fidanzati dell'inverno, primo volume della serie l'Attraversaspecchi. Mi è piaciuto molto anche se prima di conquistarmi ci è voluto un po'.

Ho fatto la conoscenza di Ofelia ancora a novembre, ma qualcosa non ha funzionato e ho abbandonato il libro circa dopo 100 pagine. A ripensarci ora mi viene proprio da chiedermi "Perché???? Cosa mi passava per la testa????". Fortunatamente all'uscita del secondo volume ("Gli scomparsi di Chiardiluna") ho letto tante recensioni positive e in particolare l'opinione di una cara amica ha fatto sì che decidessi di riprendere la lettura. E' scattata la scintilla, seppur a scoppio ritardato. E' stata quasi una febbre: non mi sono potuta fermare prima di aver divorato le restanti pagine del primo volume, per poi correre dal mio libraio di fiducia per reclamarne il seguito ("Ho bisogno del libro della Dabos! Lo voglio ora, non posso aspettare!"). Che bella esperienza  leggere voracemente, desiderando di scoprire il prosieguo salvo poi sentirti un mezzo derelitto perché dovrai attendere almeno un anno per placare la curiosità. Eppure a dispetto di tutto, il tempo passa e quel momento deve arrivare. E io me lo pregusto. Certe attese amplificano il piacere.
Questo fantasy ha un altissimo tasso di originalità. In primo luogo costruisce dei mondi, le Arche, che sono a dir poco stranissimi. L'autrice però non è che li accenni frettolosamente, no neanche lontanamente, piuttosto questi mondi li cesella e li tratteggia con dovizia di particolari, tanto che alla fine ci fa cadere dentro anche lo stranito lettore che non se ne capacita e crede di esservi rimasto intrappolato, miniaturizzato in una di quelle palle di vetro con la neve finta. Quello della Dabos è un universo che contiene un universo, un quadro di Escher, un labirinto senza fine,  infinitamente affascinante.
Passiamo alla protagonista: Ofelia si fa conoscere per gradi, come un'immagine prima sbiadita che poi acquista colore e tridimensionalità. Timida e goffa, impacciata per poi rivelarsi coraggiosa, testarda, guidata da certezze su cosa si debba o non si debba fare, a dispetto di ogni cosa.  Che dire poi del futuro, recalcitrante marito Thorn? Solo che non incarna per nulla lo stereotipo del bello e tenebroso. Ha un naso a becco, è altissimo e pare sempre infastidito, ma quali siano i suoi veri pensieri non riusciamo mai a capirlo. Oltre a questa inedita ed improbabile coppia, che si deve sposare per mescolare nuovo sangue o per motivi che non svelo, ci sono tanti coprotagonisti che lasciano il segno e ti rubano il cuore, come le zie di Thorn e di Ofelia, il capppellaio matto che matto non è (afflitto da andromania o solo gran seduttore, vedete voi) e un amico improbabilissimo, ma leale ed affidabile. 
Non manca nulla in questa storia. C'è persino il crossdressing (pare si definisca in questo modo) che mi ha sempre tanto intrigata da Lady Oscar in poi.
Una lettura intensa, un'avventura che parte in sordina per poi accelerare. Ho già letto il secondo volume e confermo che siamo in salita, ogni cosa si perfeziona e trova un suo posto, persino la riflessione sul significato dell'uomo e di Dio.
Un'opera ambiziosa che suscita grandi aspettative, per il momento soddisfatte. Dove ci porteranno gli altri volumi è impossibile stabilirlo. Bisogna solo attendere con fiducia.
Questo libro ve lo consiglio caldamente e prendete nota che ho finito la recensione senza nemmeno scrivere la parola steampunk. O quasi.





Le altre recensioni della rubrica. A tutto fantasy:



lunedì 15 aprile 2019

Niente caffè per Spinoza - Alice Cappagli


Titolo: Niente caffè per Spinoza • Autore: Alice Cappagli • Editore: Einaudi • Data di uscita: 5 febbraio 2019 • N.pagine: 278 • Copertina flessibile € 17,50 • Ebook € 9,99

TRAMA
Quando all'ufficio di collocamento le propongono di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che ha perso la vista, Maria Vittoria accetta senza pensarci due volte. Il suo matrimonio sta in piedi «come una capannuccia fatta con gli stuzzicadenti» e tutto, intorno a lei, sembra suggerirle di essere arrivata al capolinea. Il Professore la accoglie nella sua casa piena di vento e di luce e basta poco perché tra i due nasca un rapporto vero, a tratti comico e mordace, a tratti tenero e affettuoso, complice. Con lo stesso piglio livornese gioioso e burbero, Maria Vittoria cucina zucchine e legge per lui stralci di Pascal, Epitteto, Spinoza, Sant'Agostino, Epicuro. Il Professore sa sempre come ritrovare le verità dei grandi pensatori nelle piccole faccende di economia domestica e Maria Vittoria scopre che la filosofia può essere utile nella vita di tutti i giorni. Ogni lettura, per lei, diventa uno strumento per mettere a fuoco delle cose che fino ad allora le erano parse confuse e raccogliere i cocci di un'esistenza trascorsa ad assecondare gli altri. Intorno c'è Livorno, col suo mercato generale, la terrazza Mascagni e Villa Fabbricotti, le chiese affacciate sul mare. E una girandola di personaggi: gli amici coltissimi del Professore, la figlia Elisa, la temibile Vally, cognata maniaca del controllo, la signora Favilla alla costante ricerca di un gatto che le ricorda il suo ex marito, i vecchi studenti che vengono a far visita per imbastire interminabili discussioni. E poi Angelo, ma quello è un discorso a parte. A poco a poco Maria Vittoria e il Professore s'insegneranno molto a vicenda, aiutandosi nel loro opposto viaggio: uno verso la vita e l'altro - come vuole l'ordine delle cose - verso la morte. Senza troppi clamori, con naturalezza, una volta chiuso il libro ci rendiamo conto che la lezione del Professore sedimenta dentro a tutti noi: dai libri che amiamo è possibile ripartire sempre, anche quando ogni cosa intorno ci dice il contrario.


"Niente caffè per Spinoza" è un balsamo per l'anima, una coccola per il lettore che vuole emozionarsi attraverso le pagine di un libro. Non è una storia sensazionale, nemmeno forse tanto originale, ma è una storia delicata, bella, basteranno poche pagine per farvi affezionare a Maria Vittoria e al Professore e per farvi desiderare di trascorrere altro tempo in loro compagnia.
Lui, il Professore, un uomo anziano che dietro ai suoi occhi spenti è in grado di vedere tutto ciò che lo circonda, di vedere emozioni e sensazioni che nessun occhio sano è in grado di percepire.
Lei, Marvi...anzi no, Maria Vittoria (perché i nomi sono importanti) è una quarantenne che guardandosi attorno vede solo grigio e giornate senza senso.
Fonte: trover.com
Per Maria Vittoria, la disgrazia di perdere il lavoro si trasforma in un'enorme fortuna, quella di poter condividere le proprie giornate con una persona speciale: assunta passando davanti alla lunga lista di straniere, perché per quel lavoro è richiesta la capacità di leggere bene in italiano, diventa la collaboratrice domestica di un anziano professore di filosofia. Questo sarà l'incontro di due anime giunte ad un punto morto delle loro esistenze, che, pur prendendo direzioni opposte, necessitavano di una spinta per poter continuare il loro cammino.
Maria Vittoria è imbrigliata in un matrimonio che sembra non aver mai funzionato a dovere, del quale sono rimaste solo camicie da stirare, una suocera insopportabile e un cane da portar fuori.
Luciano, il Professore, è arrivato al capolinea della vita e passa le sue giornate ripetendo gesti e consuetudini, nell'attesa che gli eventi si compiano.
Quando Maria Vittoria entra nella vita del Professore, sarà per entrambi l'occasione per sentirsi di nuovo utili, di nuovo vivi.
"Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce."

Fonte: Pinterest
Mentre lei si occupa di sistemare casa e cucinare qualcosa, lui si occuperà di sistemare i pensieri di lei, di darle un aiuto a riordinare la sua vita attraverso la lettura di pensieri filosofici, facendo comprendere anche al lettore quanto la filosofia entri nella vita di tutti i giorni e possa illuminare il nostro cammino. Il tutto rivestito dall'aroma del caffè che il professore si fa preparare da Maria Vittoria di nascosto dalla figlia, quasi a volerci far capire l'importanza dei piccoli piaceri.
A fare da sfondo alle loro vicende una Livorno ventosa e profumata di sole e di sale, descritta in maniera lieve ma appassionata, tanto da farmi desiderare di andare a passeggiare tra le sue vie.
Un libro che scorre in un soffio, che spesso mi ha strappato un sorriso e che alla fine mi ha lasciata con le lacrime che scorrevano ma senza tristezza, con una sensazione di dolce malinconia. 
Consigliato a chi ha voglia di una storia tenera e malinconica e che dai libri cerca emozioni e motivi di riflessione. 




lunedì 8 aprile 2019

21 giorni alla fine del mondo - Silvia Vecchini e Sualzo

Trama: Nel pieno dell'estate Lisa riceve una visita inaspettata. È Ale, l'amico inseparabile di quando era bambina. Sono passati quattro anni, ma basta poco per ritrovarsi uniti: il gioco interrotto allora - la costruzione di una zattera - è lì ad aspettarli. A poco a poco, però, Lisa si rende conto che per Ale non è più un gioco. Qualcosa è cambiato: c'è un grande segreto che mina la serenità del suo amico, qualcosa che riguarda la perdita improvvisa della mamma e la sua partenza burrascosa anni prima. Cos'è successo davvero quell'estate sul lago? Lisa ha 21 giorni per scoprirlo, 21 giorni prima che arrivi Ferragosto e Ale se ne vada di nuovo via per sempre. Fra lezioni di karate, incomprensioni, gesti inaspettati e ricordi sopiti, Lisa e Ale dovranno affrontare le loro paure più grandi per scoprire la verità e ritrovarsi cambiati, cresciuti e forse ancora più amici. Pronti a ripartire insieme.
 
Titolo: 21 giorni alla fine del mondo
Autori: Silvia Vecchini e Sualzo
Casa editrice: Il Castoro
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 205
 
 
 
 
Prima dell'estate del 2017 non conoscevo molto le graphic novel, particolarmente quelle per ragazzi. Poi ad un corso di aggiornamento mi si è aperto un mondo e ho iniziato a leggerle e a proporle ai giovani utenti della biblioteca. Il successo è stato immediato, tanto che il ripiano che ho allestito per contenerle è sempre desolatamente vuoto, perché i libri sono in prestito. La casa editrice Il Castoro ne ha pubblicate molte e oramai per me i titoli che propone sono una garanzia: tutti i libri di Raina Tegelmeier, due di Victoria Jamieson e molti altri... ed ora questo "21 giorni alla fine del mondo" di Silvia Vecchini e Sualzo, che già avevo apprezzato anni fa con "Fiato corto". Questo libro mi ha totalmente convinta perché al suo interno sono presenti tutti gli aspetti che rendono la graphic novel un potente mezzo per raggiungere ogni tipo di lettore. Lettura breve e intensa, immediatezza, che non è semplificazione, ma capacità di arrivare al cuore di chi legge attraverso le illustrazioni e pochi indovinati dialoghi. E' un concentrato di vita, un genere come questo non può permettersi digressioni o parti superflue: tutto è essenziale, pulito e pregnante, ma ugualmente leggero.
Ogni capitolo inizia con un principio del karate, disciplina sportiva che Lisa pratica sin da quando era piccola, ma che è qualcosa di più di uno sport, è modo di affrontare la vita. Lisa vive con la madre in un bungalow in un paesino turistico che si affaccia su un lago, non un posto alla moda, frequentato da molte persone durante la stagione estiva e per il resto dell'anno abitato da pochi residenti. Lei e la mamma sono sole, il padre se ne è andato con un 'altra donna dalla quale ha avuto un figlio. Anche il migliore amico di Lisa, Ale, all'improvviso è andato via dopo la misteriosa morte della madre. Un'esistenza, quella della giovane protagonista, costellata dalle separazioni, da un dolore dignitosamente nascosto: il suo, quello della madre, quello della nonna ora in casa di riposo. Esistenze non di certo spensierate, ma nelle quali possiamo riconoscerci. Sono drammi purtroppo alla portata di tutti, descritti in modo asciutto. Le giornate sono scandite dal passaggio del cosiddetto pazzo del paese che ogni giorno percorre le strade del paesello in bicicletta, con un cartello che indica quanto manca alla fine del mondo, che lui ha fissato a Ferragosto. Da qui il titolo del libro. A meno 21 giorni ricompare Ale, all'improvviso, per chiudere i conti con un passato che nessuno gli vuole raccontare. Lisa sarà al suo fianco.
In questa graphic novel i temi più dolorosi e complessi ci arrivano in modo limpido e diretto. Si parla di molte cose importanti quali l'amicizia, la separazione, l'abbandono e la solitudine. Ci sono dei segreti che gettano un'ombra sulla vita dei due protagonisti e questo non detto pesa più di tante parole. E' una presenza-negata con la quale fare i conti e andrà affrontata per riuscire ad andare avanti.
Una lettura veramente piacevole, adatta (a mio parere) dai 12 anni.
A Ferragosto il mondo non finirà, comparirà di nuovo il cartello -365 quasi a significare che ogni giorno si riprende l'attesa che nel contempo è battaglia e vita, all'infinito. Come recita il principio n. 21 del Karate, a personale interpretazione dei protagonisti, Rialzati sempre e prova a essere felice.
 
 
 
 
 
 
 

giovedì 4 aprile 2019

La foresta assassina - Sara Blædel

Titolo: La foresta assassina • Autore: Sara Blædel • Editore: Fazi • N.pagine 301 • Anno di pubblicazione 2018 • Copertina flessibile € 15,00 • Ebook € 6,99

TRAMA
È una notte importante, per il quindicenne Sune. Cresciuto in una comunità neopagana scandinava, è finalmente giunto il momento del suo rito di iniziazione: insieme al padre uscirà di casa bambino, per farvi ritorno da uomo. È il suo rito. Un falò è stato acceso in mezzo alla foresta; le lingue di fuoco vibrano nell'oscurità e le ombre nere oscillano fra gli alberi; gli uomini sono tutti lì per lui, per accoglierlo nel loro cerchio.. E poi, ecco una donna. Una prova difficile... Quella notte Sune sparirà nel nulla. Le indagini sono affidate alla detective Louise Rick, che è tornata al dipartimento di polizia dopo una lunga assenza forzata. Hvalso, teatro della scomparsa del ragazzo, è il suo paesino d'origine, e per Louise questo caso si rivela un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, che la costringerà a fare i conti con i misteri del suo passato: il suo fidanzato potrebbe non essersi suicidato, come credeva. Correndo gravi pericoli, riscoprirà poco alla volta una cittadina dove il manto invernale del Nord ha coperto ogni cosa ma dove, dietro paesaggi gelidi e immacolati, si nascondono terribili segreti e legami mortali.


Oggi vi faccio fare un giro nella campagna danese, ma non pensate ad una scena bucolica con fiorellini e uccellini cinguettanti, tutt'altro, sarà piuttosto un'escursione carica di angoscia quella che faremo a fianco di Louise Rick, l'investigatrice nata dalla brillante penna di Sara Blædel, conosciuta per la prima volta tra le pagine del thriller "Le bambine dimenticate" (recensione qui).
In questo romanzo Louise rientra al lavoro dopo un periodo di riposo forzato in seguito alle vicende che  l'hanno vista coinvolta nel libro precedente. La sua vita ha ripreso un ritmo più tranquillo, complice anche la vicinanza del collega, Eik, che per lei prova qualcosa più di semplice amicizia, e il primo caso che le viene affidato al rientro riguarda la scomparsa di un quindicenne, Sune, avvenuta nei boschi intorno al suo paese d'origine. Louise conosce bene la famiglia di Sune, e soprattutto conosce gli amici del padre, persone dalle quali preferirebbe tenersi lontana perché le riportano alla mente un periodo doloroso della sua vita, con il quale non ha ancora chiuso i conti.
L'indagine sulla scomparsa del ragazzo si intreccerà con il suo passato, riportando a galla domande ancora senza risposta, dubbi non ancora fugati, sospetti atroci che non hanno mai trovato conferma, nonostante il passare degli anni.
A fianco di Louise visiteremo un cimitero profanato, seguiremo tracce di sangue attraverso un bosco malevolo, teatro di antichi riti pagani ancora praticati dalla comunità neopagana del posto, del quale fa parte il padre del ragazzo e la combriccola di amici che furono amici anche del suo compagno, morto suicida anni prima. Scopriremo un sottomondo fatto di sacrifici animali, riti propiziatori e riti di passaggio dall'infanzia all'età adulta, atrocità mascherate da gesti propiziatori e nefandezze sepolte nel folto della foresta.
Sara Blædel, oltre che nel creare atmosfere cupe e coinvolgenti, è maestra nel delineare i personaggi, dai più odiosi, come i rozzi neopagani, ai più amabili, tra i quali troviamo Elinor, un'anziana donna di pochissime parole che vive ai limiti del bosco, una sorta di custode della natura e degli elementi sacri in essa custoditi, un personaggio che ho particolarmente amato.
In questo romanzo l'autrice ci mette anche a conoscenza del lato più nascosto della moderna Danimarca, conosciuta per il suo livello di civiltà, di rispetto delle norme civili e dei pari diritti tra uomini e donne, quasi che questa sia ad appannaggio della vita di città, una sorta di "copertina" dietro la quale scorrono pagine molto meno civili, dove la misoginia è all'ordine del giorno e gli antichi riti pagani sono tutt'altro che dimenticati.
Un thriller dove non troverete la classica corsa contro il tempo alla scoperta dell'assassino, ma che vi terrà comunque con il fiato sospeso, che vi farà arrabbiare e che vi farà desiderare di abbracciare Sune, ragazzino che si ritroverà suo malgrado ad affrontare scelte che altri hanno fatto al posto suo, cercando di cambiare il corso delle cose.
Io ora ritorno in compagnia di Louise, tra le pagine del nuovo romanzo, La donna scomparsa, pubblicato da Fazi il 21 marzo scorso, che ho avuto la fortuna enorme di aggiudicarmi ad un giveaway organizzato proprio dalla Casa Editrice, del quale vi parlerò presto!




Fonti immagini:
unimondo.org
altrogiornale.org

lunedì 1 aprile 2019

Oltre il bosco - Melissa Albert

Trama: Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan. Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.
 
Titolo: Oltre il bosco
Autore: Melissa Albert
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 329
 

Non posso raccontarvi che a irretirmi sia stata solo la copertina, pur così bella ed accattivante. Decisiva è stata, come sempre mi capita, la trama, un nucleo un po' oscuro, ma lucente che mi ha sedotta e portata a correre alla cassa. I classici acquisti della domenica mattina, quando la visita in libreria è una sorta di ricompensa. Mi aspettavo un libro di un certo tipo e invece ho trovato qualcosa di dissonante e totalmente diverso da ciò che speravo. Per tutta la lettura ho provato un senso di insofferenza nei confronti della storia, un disagio che forse era un malessere.
Posso definirlo un brutto libro? Sarei ingiusta, ma posso sicuramente ammettere che l'ho letto con molta fatica e arrivare alla fine è stata una liberazione. La ricompensa sarà adesso passare oltre, verso qualcosa di più affine ai miei gusti.
La storia di Alice e di sua madre Ella che si spostano senza sosta da un paese all'altro, di Stato in Stato, senza trovare pace perché perseguitate dalla sfortuna mi ha resa circospetta sin dalle prime pagine, soprattutto perché in nessun momento ho sentito un moto empatia nei confronti di Alice. Questa protagonista è insolita, antipatica, spesso in preda ad attimi di rabbia devastante. Chi è poi veramente la sua leggendaria nonna, Althea, famosa per aver scritto una raccolta di fiabe nere che nonostante i mille tentativi Alice non è mai riuscita a leggere? I misteri all'interno del romanzo sono tanti, fumosi e vaghi, ma tossici, come il passato di Ella ed Alice. C'è molto non detto che insospettisce anche il lettore più ingenuo e quella per Hazel Wood sembra una strada lastricata di pessime intenzioni e presagi malsani.
Ho perseverato nella lettura, seguendo la trama che si snodava lentamente tra  apparizioni improbabili e sparizioni altrettanto strane, seguendo delle mollichine di pane o dei pezzetti di carne insanguinata. Strada facendo mi è tornato in mente che  ...non ho mai amato la crudeltà delle fiabe! Quella macchiolina di sangue sul mazzo di chiavi della moglie di Barbablù mi ha sempre disturbata. Accidenti a me. Non dovevo scordare che sono più vicina ad Heidi o alla sfiga sorridente di Candy Candy, dunque più abituata ai piccoli drammi che ai cuori strappati ancora pulsanti! Mi assumo le mie responsabilità perché ho voluto entrare in un universo del quale non ho mai amato le regole. Quindi quando dico che questo libro (che puzza di fiabe cattive, di principesse di ghiaccio e di putrefazione) non mi è piaciuto, sono sincera, ma al contempo lo sono anche quando affermo che non è un libro privo di personalità. All'interno dei codici del suo mondo, quello delle fiabe (non certo nella versione Disney), tutto gira come dovrebbe e finale a parte, che mi è sembrato veramente fiacco, ogni cosa ha una sua logica stringente.
 
Significa che l'unica via per andare oltre è attraverso. Attraverso i boschi, attraverso la storia, attraverso il dolore. Pensavi che avresti ottenuto tutto quello che vuoi gratis?
Non è stato il mio libro, potrebbe essere il vostro? Nel frattempo io torno in territori conosciuti dove ripetere una domanda tre volte significa solo avere a che fare con un interlocutore con problemi d'udito.