lunedì 27 febbraio 2017

Il senso del dolore - L'inverno del commissario Ricciardi - Maurizio de Giovanni

TRAMA
Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco. Mentre i giorni passano e il vicequestore incalza, timoroso dell’impazienza del regime che da Roma chiede chiarezza ed esige che i colpevoli siano consegnati alla giustizia, la città freme sotto un alone cupo e livido, il risentimento cova nei vicoli e nei bassi, i raggi del sole illuminano a squarci le facciate degli antichi palazzi. Attento alle esigenze dei più deboli, il commissario segue il suo senso di giustizia per dare un nome all’assassino. Cominciano con l’inverno le stagioni di Ricciardi: il cammino al confine tra due mondi di un uomo condannato a guardare e amare da una finestra, interprete del disagio di un luogo sospeso tra luce e ombra.
Titolo: Il senso del dolore - L'inverno del commissario Ricciardi
Autore: Maurizio de Giovanni
Editore: Fandango Libri
N.pagine: 247
Anno di pubblicazione: 2007
ISBN: 9788860440730
Il senso del dolore è quello che accompagna le giornate di Luigi Alfredo Ricciardi, nato Barone con una capacità speciale, "il Fatto" come lo chiama lui, la capacità di vedere i morti di morte violenta nel loro ultimo istante di vita e di accogliere l'ultimo appello delle loro anime.
"Finché sei vivo la morte non c'è, se c'è lei tu non ci sei più"
 
Una dannazione per Ricciardi che non ha via di scampo, è costretto dal destino a condividere la disperazione, i rimpianti e lo scoramento di chi non si rassegna a lasciare questa terra, e decide di mettere questo suo "dono" al servizio della giustizia, diventando prima poliziotto e poi Commissario.
Conosciuto nell'ambiente come uomo burbero e scostante, non ammette interferenze durante le sue indagini. L'unica eccezione è Maione, suo stretto collaboratore, che lo stima e rispetta i suoi silenzi. Il loro rapporto di reciproca fiducia si stringe dopo la morte di Luca, figlio di Maione, anch'egli poliziotto, morto in servizio.
L'unica altra persona alla quale Ricciardi permette una certa confidenza è Rosa, l'anziana tata che lo ha cresciuto da quando è rimasto prematuramente orfano e che spera invano di vedere sistemato.
In una Napoli sferzata da un vento incessante, Ricciardi deve indagare sulla morte di Arnaldo Vezzi, celebre tenore trovato morto nel suo camerino nel Real Teatro San Carlo.
Molte sono le pressioni che Ricciardi riceve per la soluzione di un caso scottante: Vezzi infatti, oltre ad avere amicizie influenti, era tanto grande nel suo talento, quanto piccolo nel suo essere uomo.
Sulla scena del delitto alcuni particolari non collimano con la ricostruzione dei fatti: il sangue imbratta tutto il camerino, tranne un solo cuscino, il cappotto abbandonato sul divano e la sciarpa bianca, immacolata, che giace a terra.
L'indagine si snoda pian piano, fino a far arrivare il lettore ad una conclusione plausibile, salvo poi rivalutare tutto nelle ultime pagine.
De Giovanni ci regala un personaggio per il quale non si può non provare affetto, un trentenne dai penetranti occhi verdi che ogni sera ammira la sua dirimpettaia mentre ricama alla finestra, innamorandosene, ma non trova il coraggio di confessarlo. Un romanzo dalle atmosfere malinconiche, delle quali si sente nostalgia già mentre si gira l'ultima pagina.
Ora non mi resta che conoscere le altre stagioni del commissario Ricciardi, con la speranza che riesca a dichiararsi e a far entrare un po' di sole nella sua vita.
VOTO




venerdì 24 febbraio 2017

Eleanor & Park - Rainbow Rowell

Trama: Eleanor è appena arrivata in città. La chioma riccia rosso fuoco e l'abbigliamento improbabile, ha lo sguardo basso di chi, in pasto al mondo, fa fatica a sopravvivere. Park ha tratti orientali che ha preso dalla madre coreana e veste sempre di nero. La musica è il suo rifugio per tenersi fuori dai guai. La loro storia inizia una mattina, sul bus che li porta a scuola. Park è immerso nella lettura dei suoi fumetti e perso tra le note degli Smiths, Eleanor si siede accanto a lui. Nessun altro le ha fatto posto, perché è nuova e parecchio strana. Il loro amore nasce dai silenzi, dagli sguardi lanciati appena l'altro è distratto. E li coglie alla sprovvista, perché nessuno dei due è abituato a essere il centro della vita di qualcuno. Tra insicurezze e paure, Eleanor e Park si scambiano il regalo più grande: amare quello che l'altro odia di sé, perché è esattamente ciò che lo rende speciale. Sarà la loro forza, perché anche se Eleanor non sopporta quegli sfigati di Romeo e Giulietta, anche il loro legame deve fare i conti con un bel po' di ostacoli, primo fra tutti la famiglia di lei, dove il patrigno tiranneggia incontrastato. Riusciranno, per una volta nella vita, ad avere ciò che desiderano?
Titolo: Eleanor e Park
Autore: Rainbow Rowell
Casa editrice: Piemme
Anno pubblicazione: 2014
Pagine: 349
Buongiorno! Oggi ritorna la rubrica pensata e realizzata in collaborazione con Chiara del blog  La lettrice sulle nuvole e nata dalla nostra passione comune per la narrativa per ragazzi. Questa volta Chiara mi ha suggerito di leggere una storia d'amore meravigliosa e anticonvenzionale, Eleanor & Park di Rainbow Rowell. Me lo consiglia perché:

"E' una storia dolce, anche se un po' amara, scritta benissimo, mi ha lasciata con le lacrime agli occhi e il sorriso sulle labbra. Parla di due ragazzi che si sentono diversi, sbagliati ma che insieme sono perfetti. Mi ha anche fatto ricordare cosa vuol dire avere 16 anni e innamorarsi, secondo me è poesia. E' un libro "a tutto volume"
 
Nell'oceano sconfinato di young adult che raccontano storie trite e ritrite di lei brava ragazza e lui cattivo ragazzo redento, ogni tanto spunta un libro veramente e profondamente diverso, dove i personaggi diventano persone e tutte le sensazioni che provano arrivano al lettore senza filtri e in modo potente e realistico. La particolarità non è certo dettata dal fatto che i due faranno l'amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi e che lei, seppur ingenua si rivelerà una dea del sesso, ma da una sensualità vera e allo stesso tempo tenera e commovente. In questa scena ad esempio Eleanor & Park si prendono per mano la prima volta. E' possibile fare l'amore toccandosi la mano? Assolutamente sì:

"Tenere la mano di Eleanor era come tenere una farfalla. O un cuore pulsante. Come tenere qualcosa di compiuto e compiutamente vivo. Appena la toccò si chiese come fosse riuscito a resistere tanto senza farlo. Le sfregò il pollice su tutto il palmo, lungo le dita, attento ad ogni respiro."
 
E' una storia amara, che racconta di un grande amore calato invece in una realtà squallida. La sinossi sopra riportata non rende neanche lontanamente l'idea di quanto sia infernale la vita di Eleonor. Avere 16 anni e tutte le insicurezze che comporta e non possedere un solo punto di riferimento: una madre debole, una casa senza privacy con tre fratellini che dormono sul pavimento in camera sua, un bagno senza porta e un patrigno, laido e violento, che sembra aspettare l'occasione propizia per dare sfogo a tutta la sua rabbia. Un senso opprimente di aspettativa e di tensione pervade tutto il libro.
Eppure Eleonor, fisico giunonico e testa piena di capelli rossi, ricci e ribelli è un personaggio fiero, coraggioso e diverso. E' la portavoce di una femminilità alternativa, ma regale (non riesco a immaginare termine diverso) che colpirà Park con una potenza devastante.
Bellissime le pagine in cui i due non si capacitano delle sensazioni che suscitano l' uno nell'altra: la descrizione del loro stare insieme profuma di cose belle e necessarie, di desiderio che non si esaurisce, che è tremore e meraviglia. La Rowell ha un tocco speciale nel descrivere le sensazioni, i baci, il fondersi di due corpi che è fusione di due anime. Sempre delicata e mai volgare, ti regala un sospiro, ma di quelli grandi, che ti fanno pensare ai primi amori, incorrotti e incorruttibili.
E poi ci sono gli adulti, uno in particolare, che con la propria bestialità rovina ogni cosa. E soprattutto una madre che non sa vedere, che non sa difendere i propri figli. Dovrà pensarci Eleanor, da sola, a salvarsi, con l'aiuto di Park e pagando un prezzo altissimo.
Anche Park è un personaggio fuori dagli schemi: con madre coreana e padre americano si sente molto diverso dai suoi coetanei, si sente alieno come i personaggi dei fumetti che ama leggere. E' all'opposto dei manzi di alcuni romanzetti: si trucca gli occhi con la matita nera, è efebico e dark, assolutamente irresistibile. Non incarna l'eroe convenzionale, ma è l'eroe di Eleanor: lo è con il suo amore e la sua devozione e il grande desiderio che ha di lei, con il suo coraggio e la fierezza nel sostenere le proprie scelte.
Eleanor & Park è un libro perfetto da consigliare a ragazzi ed adulti: non ti porta ad evadere dalla realtà, ma ti fa vedere quanto la realtà, quella quotidiana, possa essere paradiso ed inferno.
Se poi l'inferno tenda a prevalere, non ve lo voglio svelare, ma sulle note della canzone degli Smiths che i due ragazzi ascoltano mi trovo a desiderare un finale possibile:

So please, please, please
let me, let me, let me
get what I want
this time

No, questo non è l'ennesimo libro d'amore e di evasione, questo libro è poesia, come dice Chiara.











A Chiara invece cosa ho consigliato di leggere? Fangirl di una certa...Rainbow Rowell.
;-)
Siete curiosi di leggere il suo post? Eccolo qui.
Al prossimo mese!





martedì 21 febbraio 2017

(Magari) Certamente oggi vinco!





Buon pomeriggio a tutti!
Eccoci con il post di proclamazione del vincitore del nostro giveaway, che mette in palio una copia autografata del nuovo romanzo di Lorenzo Marone "Magari domani resto". Vi confessiamo che mentre scriviamo questo post, ci stanno sudando le mani per l'emozione (quindi se trovate qualche errore, è colpa delle dita scivolose...), perché...lo scoprirete fra poco!
Innanzitutto ci preme ringraziare tutti coloro i quali si sono messi in gioco e hanno dedicato un pensiero all'autore. Siete stati tutti molto carini e ognuno di voi gli ha regalato delle belle parole. Scegliere si è rivelato veramente difficile, quindi abbiamo pensato che sarebbe stato bello poter far leggere le vostre dediche a Lorenzo Marone e magari chiedere proprio a lui quale lo colpiva di più.
E lui, da persona gentile e disponibile quale è, ha risposto al nostro appello!!!
Potrete leggere i suoi ringraziamenti nel commento che ha lasciato al post del giveaway.

E ora veniamo alla proclamazione.

La dedica premiata da Lorenzo Marone è questa:

"Tantissime volte mi sono sentita umiliata dalle parole di chi ha sempre una cattiveria da dire contro noi napoletani, tante volte ho dovuto tenere la bocca chiusa e troppe volte invece mi sono rivoltata come una furia perché io non sono come tutti pensano.
E poi ci sono persone come te che mi rendono orgogliosa di quel che sono, perché tu spicchi! Tu sei Luce e sei Cesare, sei Erri e sei un po' tutti quei napoletani che vogliono fare la differenza.
Ti meriti ogni applauso, ogni elogio e tutto l'affetto possibile perché riesci a innalzare Napoli e i napoletani come pochi. Grazie di cuore."


Quindi la vincitrice è

e queste sono le parole di Lorenzo Marone:

"Le dediche sono tutte bellissime, però quella di Chicca mi ha colpito perché parla di una sensazione che conosco bene, che noi napoletani conosciamo bene. Non è per campanilismo la mia scelta, è perché le sue parole mi hanno fatto sentire orgoglioso."

Quindi complimenti vivissimi alla vincitrice, a breve ti contatteremo via mail per avere l'indirizzo al quale spedire il libro.

Grazie ancora a tutti e un abbraccio speciale a Lorenzo Marone. Alla prossima!


lunedì 20 febbraio 2017

Magari domani resto - Lorenzo Marone


TRAMA Luce, una trentenne napoletana, vive nei Quartieri Spagnoli ed è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Fa l'avvocato, sempre in jeans, anfibi e capelli corti alla maschiaccio. Il padre ha abbandonato lei, la madre e un fratello, che poi ha deciso a sua volta di andarsene di casa e vivere al Nord. Così Luce è rimasta bloccata nella sua realtà abitata da una madre bigotta e infelice, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un capo viscido e ambiguo, un avvocato cascamorto con il pelo sullo stomaco. Come conforto, le passeggiate sul lungomare con Alleria, il suo cane superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con il suo anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Un giorno a Luce viene assegnata una causa per l'affidamento di un minore, e qualcosa inizia a cambiare. All'improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma forse è l'occasione per sciogliere nodi del passato e mettere un po' d'ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito il vento che gli diceva di fuggire, o magari restare? 


Titolo: Magari domani resto
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Feltrinelli
N.pagine: 314
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 9788807032202



"Non partite solo per fuggire, e non restate solo perché non avete il coraggio di prendere nuove strade."

Il pensiero di Stefy
Quando un autore scrive come scrive Lorenzo Marone, i suoi lettori attendono con impazienza il nuovo romanzo, ma nascosto in un angolino c'è sempre un po' di timore di venire delusi: la parte razionale dice che non si può fare meglio di così. Nello specifico, non si possono eguagliare le emozioni che ci hanno dato Cesare ed Erri.
Poi arriva Luce. Di Notte. - Lo so, non è un nome, è 'na figura e merd' - E degna del suo nome illumina la nostra lettura e fuga ogni timore.
Marone stavolta ci regala una storia tutta al femminile, i personaggi maschili ci sono, ma ruotano tutti intorno a loro: le donne che lottano per mantenere integro il loro piccolo pezzetto di mondo e migliorarlo. Compito assai difficile per queste donne che vivono a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, uno dei luoghi dove è più facile voltarsi dall'altra parte e magari anche adeguarsi. Questo romanzo dà voce all'altra faccia dei Quartieri, quella che non si racconta sui giornali, ma che esiste anche se non viene gridata e ogni giorno affronta la vita con "la cazzimma". E Luce di cazzimma ne ha, eccome.

"Mia madre si è premunita di insegnarmi il Padre Nostro, l'Ave Maria, il Credo e l'Eterno Riposo, ma non mi ha insegnato come ricambiare un gesto di affetto, come non fuggire con lo sguardo davanti a una persona che ti mostra il suo dolore, in che modo aiutare chi ti tende la mano. Per il resto ci ha pensato papà, anzi la sua assenza, che mi ha spinta a costruirmi questo strano personaggio schietto, forte, che non ha bisogno di nessuno e crede di non conoscere il dolore. Il tocco finale al mio caratteraccio l'ha dato, infine, Napoli, la mia città, anzi i Quartieri Spagnoli, il posto dove sono nata e cresciuta, che mi hanno costretta a diventare anche sospettosa, curiosa e moralmente incorruttibile. --- Il risultato finale è una specie di femmina di bassotto incazzata che proprio non riesce ad accettare che qualcuno le pesti i piedi e che il più forte vinca sempre sul più debole."

Luce, che fa l'avvocato, si ritrova a seguire la causa per l'affidamento del figlio di un camorrista che tenta di dimostrare l'inadeguatezza della madre. E così nella vita di Luce entrano Carmen, una madre che pur nel suo essere sempliciotta e grezza, tenta di dare un'opportunità diversa di vita al figlio, e Kevin, un bambino educato, rispettoso e profondamente sensibile, che porterà Luce a riconsiderare le sue scelte di vita.
Le giornate di Luce sono riempite dalla presenza di Alleria, il suo Cane Superiore (per sapere cosa significa dovrete per forza leggere il romanzo) e don Vittorio, un vicino di casa, filosofo, che dopo una vita passata a fare il musicista sulle navi da crociera, ora è costretto in casa su una sedia a rotelle. Don Vittorio è una di quelle persone forti e sagge, che dalla vita ha imparato molto, soprattutto a non insegnarla, la vita, ma lasciare che ognuno trovi la propria strada da sè. Lui, con la nonna di Luce sono i miei personaggi del cuore.
Ma la protagonista principale di questo romanzo, quella che esce con prepotenza dalle pagine e che accompagna ogni momento della narrazione è proprio Napoli, con le sue mille contraddizioni, le sue luci e le sue ombre, la sua vitalità e allo stesso tempo fatica di vivere, Napoli esplode, con termini che sono solo suoi e concetti che non potrebbero essere espressi diversamente (ammetto che all'inizio questa cosa mi ha creato un po' di difficoltà, superata dopo i primi due capitoli, una volta immersami nelle vie di Napoli) e con il suo profumo di mare e di fritto. Una vera dichiarazione d'amore di Marone per la sua città.



Il pensiero di Lea
Faccio mia la recensione di Stefi (ovviamente senza prendermene i meriti). Condividiamo lo stesso parere, quasi avessimo letto il libro insieme, con una sola testa ed un solo cuore. E nonostante tutto due parole le voglio scrivere anch'io.
Giovedì scorso ho prestato una copia di questo romanzo alla mia lettrice di prova nonché mia utente preferita, la Signora M.P., alla quale consegno due libri ogni settimana. Spesso le propongo libri che ho già letto e che mi sono piaciuti, libri attraverso i quali le comunico un po' del mio affetto e la mia stima. Lei accetta sempre, con una fiducia che scalda il cuore. Le ho detto "Porti a casa Luce questo fine settimana, starete bene insieme!". Già so che tornerà con un sorriso e mi dirà che le è piaciuto moltissimo, che alcune frasi l'hanno emozionata e che ha amato tanto don Vittorio e la nonna di Luce. Attendo sempre le sue parole per avere una conferma alle mie impressioni. Le attendo, ma questa volta no, non aspetto. Ho una sicurezza che mi deriva dal libro stesso, perché riesce a toccare ogni lettore dritto al cuore e al centro della sua integrità.  Luce è una protagonista coraggiosa, passionale e molto incazzosa, un personaggio insolito e nuovo: è una mix di tantissime cose, una donna forte per necessità e giusta per scelta. Si muove in una Napoli che non conosco, ma che mi ha conquistata, tanto che mi è parsa la vera protagonista del libro e Luce la sua portavoce. Sono entrata dentro il suo punto di vista e mi sono interrogata sulla domanda fondamentale del romanzo.
Magari domani me ne vado, magari domani chiudo gli occhi per un istante e faccio finta di non vedere una piccola ingiustizia, tanto per stare tranquilla e non complicarmi la vita. Quante volte succede? Tutti abbiamo la tentazione di scegliere le strade più semplici, le soluzioni accomodanti, ma il vero coraggio si sostanzia nelle piccole grandi cose e allora: magari domani resto, magari domani con le gambe che tremano dico di no, magari domani  allungo una mano per stringerne un'altra.
Famiglia, dignità, scelte: in questo romanzo troverete tutto questo e frasi da tenere a mente che non vi basteranno i post-it.

Per concludere rubo le parole di Stefi, perché tanto il nostro pensiero è il medesimo e il libro ci è piaciuto allo stesso modo:

Chiudendo questo romanzo mi rimane la consapevolezza che la scrittura di Lorenzo Marone è una garanzia di qualità e che la fortuna di noi lettori è di essere solo all'inizio: ci attendono ancora tante storie e altrettante emozioni.


VOTO 

venerdì 17 febbraio 2017

Glass magician - Charlie N. Holmberg

Trama:Tre mesi dopo aver restituito il cuore di Emery Thane, maestro di arti magiche, al suo legittimo proprietario, Ceony Twill è sulla buona strada per diventare una Piegatrice. Adora dare vita alle forme che disegna e creare esseri inanimati da semplici pezzi di carta. Non tutte le sue attenzioni, però, sono rivolte allo studio della magia; i suoi pensieri più dolci sono per il suo giovane maestro, a cui spera di avvicinarsi sempre più nonostante non sia ancora riuscita a rompere la barriera che li separa. Nel frattempo una nuova minaccia è in arrivo: un mago in cerca di vendetta è convinto che Ceony custodisca un importante segreto e sarà disposto a tutto pur di venirne a conoscenza... perfino a mettere a repentaglio l'esistenza stessa del mondo magico. Pericoli spaventosi si profilano all'orizzonte e Ceony sarà chiamata ad affrontare una nuova prova e a confrontarsi con i limiti delle sue paure per salvare le vite di coloro che più le stanno a cuore. 
 
 
Titolo: Glass Magician
Autore: Charlie N. Holmberg
Casa Editrice: Fanucci
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 216
Prima di iniziare questo secondo libro della trilogia della Holmberg ero preoccupata che potesse piacermi meno del primo, ma si è rivelato un timore del tutto infondato. Questo romanzo mi ha intrattenuta molto piacevolmente per due serate: ero sul divano del mio salotto, ma allo stesso tempo ero con Ceony e Mago Thane e le loro magie. Ho ritrovato Ceony sempre più innamorata del suo maestro e lui sempre più coinvolto e diviso tra dovere e sentimenti. Ad onor del vero i due non hanno molto tempo per riprendere la loro routine allieva-maestro in quanto, sin da subito, un sadico e manesco personaggio, legato alla ex moglie di Thane, si interessa più di quanto sarebbe auspicabile a Ceony, per costringerla a svelare il segreto della magia che lei ha messo in atto su Lira. Da subito il romanzo sarà un susseguirsi di colpi di scena, fughe, scontri e avventure e il lettore entrerà in confidenza con un altro tipo di magia, quella connessa al vetro e pertanto agli specchi quale metodo di teletrasporto. Ceony ci farà arrabbiare mille volte per la sua sventatezza e presunzione, per il suo non saper ragionare a mente fredda, per la sua incapacità di fidarsi di Mago Thane e degli altri maghi suoi superiori. E' una ribelle a cui non mancano il coraggio e l'iniziativa, ma che sottovaluta le conseguenze delle proprie azioni. Eppure allo stesso tempo la ammiriamo perché, pur impulsiva, forse anche suo malgrado, detiene delle doti non comuni. Dei poteri.
Sono consapevole dei limiti di questo romanzo, del fatto che non ci sono frasi da sottolineare e alle quali ripensare nei momenti di sconforto, ma quanto è bello lasciarsi trascinare dalla storia con l'unico desiderio di andare più avanti? Perché questa autrice ha saputo creare un mondo affascinante, un universo particolarissimo di magie non banali e poi, quasi a voler rimarcare che non si tratta di un libro per bambini, ha inserito al suo interno dei momenti particolarmente cruenti, sanguinosi e dolorosi. Il sangue e la morte sono reali, ma vi si contrappone la magia del foglio di carta; la magia più debole e la più lieve. Si bagna con l'acqua, è fatta di illusioni, ma allo stesso tempo è potente perché vincolata alla parola scritta. Sembra una metafora di quanto può fare un libro: incendiare senza fuoco, ammaliare senza che ci sia nulla di corporeo, solo parole e frasi che ti si formano nella testa e poi ti danno l'impulso.
Ne parlavo con mia cugina, di questo libro, e lei mi ha detto di aver letto il primo e di averlo trovato niente di che. Allora mi sono interrogata sul mio esserne invece più che affascinata e la risposta è forse in quello che ho scritto sopra o forse nella mia necessità, dopo letture molto intense come "Le otto montagne" di Cognetti (ve ne parlerò in uno dei prossimi post), di entrare in mondo alternativo, diverso, dove potermi perdere.
Il numero esiguo di pagine, lo svilupparsi della storia in modo insolito e adrenalinico, il racconto di un amore che è delicato e tratteggiato senza volgarità...tutto mi porta a valutare i due libri molto positivamente. Questo saper fare con le mani, creare dalla carta è un atto poetico e allo stesso tempo sovversivo, che rivendica ritmi e atteggiamenti del tutto diversi da quelli attuali.
Poi lo so che quando leggerete il voto avrete un moto di sconforto (magari prima o poi vi racconterò di come attribuisco i voti ...niente di troppo scientifico eh!), ciò non toglie che ho voglia di completare la trilogia subito, lasciando indietro volumi ben più importanti dal punto di vista letterario. Sono sicura che Haruf e la Howard mi perdoneranno questo piccolo ritardo.  La magia è magia. Meglio viverla quando c'è.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

mercoledì 15 febbraio 2017

Magari oggi vinco!


Come vi abbiamo anticipato nel post di lunedì, durante la nostra gitarella in quel di Verona ci siamo procurate una copia autografata del nuovo libro di Lorenzo Marone "Magari domani resto" con il preciso intento di regalarla ad uno di voi, e quindi ora la mettiamo in palio qui nel nostro giveaway.
Sappiamo benissimo cosa si dice dei giveaway: che servono per raccogliere follower e bla bla ed ecc ecc. e sappiamo anche che è piacevole vedere un bel numero in quel riquadrino a lato che dice "Lettori fissi". A voler essere precisi, noi di follower ne abbiamo comunque pochini, ma siamo felici lo stesso perché in poco più di un anno siamo arrivate a dei risultati che non ci aspettavamo e neanche sognavamo: tutto ciò è appagante e anche divertente.

Ormai avete imparato a conoscerci un po' e sapete che siamo un tantino pazzerelle (sì, ok, una lo è un po' più dell'altra...) e di questa cosa c'è anche una testimonianza video - merito di quella graziosa fanciulla che risponde al nome di Laura Libridinosa , che prima o poi pagherà per questo - e quindi sapete che facciamo? Mettiamo in palio il libro perché è un bel libro e va letto, e perché la cosa ci aggrada, in nome delle buone letture e del piacere di condividerle.
Cosa sono tutte quelle bocche spalancate? Chiudetele che girano mosche (citazione, ihihihih)!
Vi state chiedendo cosa dovete fare per potervi aggiudicare il premio?
Doverete riprodurre il balletto di Gabbani che ci ha rese ridicole, filmarlo e mandarcelo.Muhahahahaha!!!
State pensando che era preferibile aggiungersi ai follower, eh! Scherzetto! Anche perchè sia mai che vi venga meglio che a noi (impresa impossibile) e ci facciamo un'altra brutta figura.

Quindi cosa vi chiediamo? Solo di commentare questo post scrivendo un augurio o una dedica all'autore, Lorenzo Marone. Cosa vi aspettate da questo nuovo libro? Sciogliete le briglie alla fantasia e stupiteci con effetti speciali. Aggiungete anche un indirizzo mail al quale potervi contattare in caso di vincita.

Avete tempo fino a lunedì 20 febbraio alle ore 18.00 per partecipare, dopodiché ci riuniremo in consiglio con tazza di tè e biscotti e sceglieremo la dedica o l'augurio che più ci ha colpito. Comunicheremo il nome del vincitore in un apposito post che troverete qui nel blog nella giornata di martedì 21 febbraio.
Ovviamente, se non siete follower e volete iscrivervi, o volete seguirci in tutti i luoghi e in tutti i laghi (Facebook, Instagram, Twitter e basta, non allargatevi, per favore non seguiteci per strada, nei parcheggi o al supermercato) non invalideremo la vostra partecipazione, anzi ci farebbe piacere, ma ribadiamo che non è un requisito obbligatorio.
Ora la parola passa a voi, con i vostri pensieri e parole.
Buon gioco a tutti,

lunedì 13 febbraio 2017

Magari domani resto...a Verona!



Quando abbiamo saputo che Lorenzo Marone l'11 febbraio sarebbe stato alla Libreria Feltrinelli di Verona per presentare il suo ultimo romanzo, abbiamo iniziato a progettare la nostra trasferta: consultazioni di orari di treni, luoghi da visitare, locali per mangiare (vuoi mai che deperiamo...) e messaggi in chat con Laura Libridinosa e con Roberta de La libreria di Tessa, che abita in questa meravigliosa città, per programmare l'incontro.
Dopo aver appreso che per raggiungere Verona in treno avremmo dovuto sborsare l'equivalente dell'acquisto di una carrozza del treno, abbiamo optato per un salutare viaggio in macchina. 
Venerdì è trascorso tra stampa di cartine, passaggio dal benzinaio, lettura compulsiva di più capitoli possibili di "Magari domani resto", per non arrivare totalmente impreparate all'incontro, e l'immancabile sequela di messaggi con Laura che manco a dirlo, da brava stalker messaggiava direttamente dal sacco a pelo davanti alla libreria.
Sabato mattina sveglia presto e vestizione, alle 7,30 una delle due lettrici, Stefi, è in macchina con figlia al seguito e scorte alimentari sufficienti anche in caso di assedio seguente all'attacco degli alieni, direzione casa di Lea. Ricostituito il duo, partenza per quel di Verona. 
Il viaggio va liscio fino all'uscita dall'autostrada, quando decidiamo di affidarci alle indicazioni del navigatore, il quale deve essere stato sponsorizzato dall'ente turismo di Verona, perchè ci fa fare un giro panoramico sulle colline veronesi (con tanto di tornanti) prima di farci approdare al parcheggio designato.
Raccolte le nostre borse partiamo in direzione libreria, dove ci attende Laura.
Durante i baci e gli abbracci di rito (tra Stefi e Laura c'è stato anche un reciproco "Hai portato il salvagente? Prima o poi ci passiamo su un ponte, lo sai...") arriva anche Lorenzo Marone che con la gentilezza e umiltà che lo contraddistinguono viene a salutarci e ringraziarci per essere presenti. 
Dopo aver fatto incetta dei libri di Marone lasciando lo scaffale sguarnito, ci spostiamo tutti al piano superiore e assistiamo all'allestimento dello spazio e all'arrivo dell'avvocato Guarente Guarienti, moderatore dell'incontro.
Visto che Lorenzo dovrà poi partire in tutta fretta e che mancano ancora una manciata di minuti all'inizio della presentazione, approfittiamo per farci autografare le nostre copie...poche eh, solo una decina, tra noi e Laura (e tra quelle c'è anche la copia che potrete vincere tra due giorni!).
Alle prime battute del moderatore viviamo un attimo di suspence in quanto l'avvocato si è inavvertitamente seduto sopra uno dei due microfoni e non sappiamo come supererà l'imbarazzo una volta accortosene. Questa cosa destabilizza Lea che patisce questi attimi di incertezza (infatti quando guarda un film drammatico in tv corre prima a leggere come finisce su Wikipedia), ma per fortuna la vita a volte ci stupisce piacevolmente et voilà il microfono ricompare quasi per magia e con molta naturalezza. Durante l'incontro il moderatore racconta di quanto sia bello questo romanzo, di come Lorenzo sia riuscito ad eguagliare e superare "La tentazione di essere felici", che sembrava insuperabile, e di quanto sia bravo Lorenzo a mettere su carta le emozioni più profonde in modo tanto semplice e diretto (vabbè, chevelodiciamoafare).


















Lorenzo ci racconta della sua Napoli, che è la vera protagonista di questo romanzo, una Napoli fatta di persone normali e oneste, nonostante vivano in uno dei quartieri a più alta densità criminale, e di come cerchino di migliorare il loro piccolo pezzo di mondo.
Ci racconta poi che ciò che accomuna tutti i suoi personaggi è la ricerca del proprio io, di quello che aiuta a ritrovarsi e a stare bene con sè stessi.
La presentazione finisce troppo presto, come sempre accade quando chi parla ha molto da raccontare e sa farlo molto bene, nonostante ci sia stato qualche momento di panico dovuto ad un paio di spoiler sfuggiti all'avvocato Guarienti,  preso dall'entusiasmo nel raccontarci di quanto gli sia piaciuto questo romanzo.
Salutato lo scrittore ed usciti dalla libreria è iniziata la ricerca di un locale per pranzare (io, la Bacci, invece cercavo solo un bagno!). Soddisfatti i bisogni primari sentiamo Roberta/Tessa per accordarci per un passaggio a casa sua per un saluto, ma prima...
lei, l'Arena! Nooooo, che avete capito? Mica siamo andati ad ammirarne la bellezza e la maestosità, macchè! L'Arena, che ospita i grandi della musica, opere liriche di levatura mondiale, big che si esibiscono in concerti memorabili, è stata testimone di uno spettacolo dei più ridicoli  mai visti: La Libridinosa e Le Due Lettrici che si sono esibite nel balletto di "Occidentali's Karma" di Gabbani, per onorare una promessa fatta a Laura de La biblioteca di Eliza (ci sei mancata Laura!). Che Gabbani abbia vinto il Festival sarà anche merito nostro? Mah...certo è che la cosa è stata documentata e il video in questione sarà usato come arma di ricatto ogni volta che se ne presenterà la necessità (quindi, occhio Libridinosa!).
Il folto gruppetto si avvia poi verso casa di Roberta, gentilissima ospite che ci ha offerto una deliziosa crostata di mele fatta con le sue manine, e tante chiacchiere librose e non. 
La giornata non è ancora terminata: ci attende una puntatina al negozio delle Yankee Candle, una rapida visita al balcone di Giulietta e l'immancabile passaggio su di un ponte, dal quale nemmeno stavolta è volato nessuno.
Ah, stavamo per dimenticare un particolare! Lo vedete il faccione di Lorenzo che campeggia sul cartonato in mano a Laura? Ecco, lui ci ha seguito per tutta Verona, ha riposato nella Libreria di Tessa e ha pure assistitito da protagonista alla nostra esibizione...ma noi siamo persone serie, eh! (seeeeeeeee)
Che dire? Che Verona è una città splendida, che Lorenzo è un uomo di grande talento e ancor più grande umiltà e che i libri sono quanto di più prezioso possa unire le persone.
E che fra due giorni dovete tornare qui e provare a vincere una copia autografata di "Magari domani resto"!



venerdì 10 febbraio 2017

Mio fratello rincorre i dinosauri - Giacomo Mazzariol

Trama: Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire "supereroe". Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sì, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l'adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era così sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. Con "Mio fratello rincorre i dinosauri" Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla.
Titolo: Mio fratello rincorre i dinosauri
Autore: Giacomo Mazzariol
Casa Editrice: Einaudi
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 176
Questo è uno di quei libri che si amano senza riserve. Lo hai sopra il comodino, magari da mesi, poi lo apri e sei già dentro la storia. E' un libro che si legge d'un fiato, perché stare insieme ai suoi protagonisti ti conforta, ti fa ridere, ti offre uno spunto di riflessione e cosa ancor più notevole ti regala una nuova prospettiva per stare qui, in questo mondo e non in un universo parallelo.
Non mi dilungo sulla trama, sono sempre stata pessima nel fare i riassunti: la storia è proprio quella che potete leggere qui sopra ed è la storia della famiglia Mazzariol di Castelfranco Veneto, del rapporto tra due fratelli, Giacomo e Giovanni (che ha un cromosoma in più).
Quello che Giacomo tratteggia con freschezza è il ritratto di una meravigliosa famiglia normale che ha il suo fulcro in due genitori che riescono ad affrontare ogni difficoltà con la forza dell'unione, dell'amore, della coesione e di tanta, tanta lieve e sorridente ironia.
Giacomo non nasconderà al lettore le sue difficoltà ad accettare di avere un fratello come Giovanni,  soprattutto durante gli ingrati anni delle scuole medie in cui sì è fragili e si cerca il conforto dell'omologazione. Come nei migliori romanzi di formazione, pagina dopo pagina, faremo un viaggio insieme a lui per comprendere e superare i nostri limiti, per crescere e arrivare ad una completa accettazione di una realtà che, seppure complessa, poi regala al protagonista una marcia in più, una consapevolezza che è forza, che è calore, che è amore. 
Commuove il percorso di Giacomo e allo stesso tempo si ride e si ride molto. Questo modo di narrare temi difficili con un tono sorridente e scanzonato mi ha veramente conquistata; è un notevole punto di forza della narrazione, che in questo modo diventa fruibile a tutte le età e molto piacevole da leggere. Nel romanzo rivestono un ruolo importante anche le sorelle e soprattutto la madre, ma il personaggio che ho amato di più è stato il padre. Anticipo un solo episodio, tanto per darvi un'idea del libro, perché è perfetto per descriverne l'atmosfera e per rappresentare la forza di questa famiglia. Ad un certo punto Giacomo e suo padre, che fa il segretario in un asilo, incontrano un vecchio compagno di scuola di quest'ultimo, che fa l'avvocato ed ecco il dialogo che ne scaturisce:
"Erano anni che lo sognavo, anni: segretario, - e fece un movimento ad arco con la mano, come per visualizzare una targhetta affissa alla porta dell'ufficio, poi iniziò a elencare sulle dita - Contatto a tempo indeterminato. Mensa gratuita. Bambini che raccontano barzellette. Mamme, - disse strizzando l'occhio - mamme giovani che ti salutano ogni giorno e vengono a parlare con te per iscrivere il figlio. Fotocopie, - aggiunse, come se se lo fosse ricordato solo in quel momento, - fotocopie a due centesimi l'una. Telefonate gratuite. Vincere sempre, e dico sempre, a calcio durante le ricreazioni. Un computer così lento che nel frattempo puoi fare mille altre cose. Parcheggio solo per te. Giocattoli in disuso che porti a casa per tutti. Bicicletta dimenticata da anni che diventa la tua bicicletta aziendale. Tutte cose che, ahimè, chi fa altri lavori non sa nemmeno cosa sono.
- Tu invece che lavoro fai Tommaso...
- Veramente io sono Luca.
- Oh sì certo, Luca. Che lavoro fai, Luca?
- Avvocato.
- Urca! - disse il papà, con l'aria di uno cui era stato pestato il piede. - Mi spiace. E ne hai ancora per molto?"
 
 
E poi c'è Giovanni e Giovanni è ....Giovanni. Vi invito a leggere questo libro: una volta che sarà tra le vostre mani non ci sarà bisogno di altro. Parlerà da solo, con le voci dei suoi protagonisti, andremo a fare un viaggio a Castelfranco Veneto, andremo nei parcheggi vip, nelle scuole, nei campeggi al mare, al cinema e nel cuore di questa famiglia che senza fare proclami ribadisce, con ogni azione e parola, che la vera forza nasce dall'amore e dall'accettazione. E da un pizzico di sana ironia.
Voto: 4,5
 

mercoledì 8 febbraio 2017

La scelta decisiva - Charlotte Link

TRAMA
 Simon sognava di trascorrere le vacanze di Natale con i figli e la sua compagna in un tranquillo paesino nel sud della Francia. Ma a quanto pare il sogno è destinato a non realizzarsi: i figli gli comunicano che hanno tutt'altri progetti, e la compagna lo abbandona all'ultimo momento. Ciononostante Simon decide di partire da solo, finché, lungo la strada, incontra una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon le dà un passaggio e d'impulso le offre di ospitarla nella casa che ha affittato. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo e in un mondo le cui tracce, macchiate di sangue, conducono fino in Bulgaria e a una ragazza di nome Selina che cercava una vita migliore ma che ha trovato l'inferno. Selina riesce a sfuggire ai suoi aguzzini ma la sua vicenda si intreccerà in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza... 

Titolo: La scelta decisiva
Autore: Charlotte Link
Traduttore: A. Petrelli
Editore: Corbaccio
N.Pagine: 432 
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 9788867002559
"Il presente non sta fermo, avanza ogni secondo." 
Lo stile di Charlotte Link è inconfondibile: le sue trame all'inizio lasciano sconcertati e disorientati, sono come la trama e l'ordito di un tessuto: tanti fili che piano piano si intrecciano fino a formare un disegno variopinto e affascinante. 
Anche in questo romanzo seguiamo i fili che la Link ci porge per dipanare le storie di Selina, una ragazza che fugge da un futuro di sfruttamento e oppressione, di Kiril e Ivana, due genitori stremati dalla fame e dal freddo, sommersi dai debiti che operano la scelta peggiore che un genitore possa fare: vendere la loro figlia diciassettenne, Ninka, a una fantomatica agenzia di modelle, per poter sfamare gli altri figli nella speranza di dare a tutti un futuro migliore.
L'ordito di tutta la storia, intorno al quale si legano tutti gli altri fili è Nathalie, una diciannovenne ex anoressica, che ha avuto un'infanzia travagliata dall'abbandono del padre e il conseguente alcolismo della madre, innamorata di un affascinante giovane che le promette una nuova brillante vita a Parigi, e che si ritrova in una situazione paradossale: costretta a fuggire senza documenti, senza soldi braccata da dei fantomatici persecutori che per tutto il libro vengono identificati come "loro", i quali sono sulle tracce del fidanzato, scomparso nel nulla dopo averle inviato un messaggio che le intimava di scappare dal loro appartamento e nascondersi nella casa dello zio di lui, sul litorale francese e attenderlo lì. "Loro" durante la loro ricerca lasciano dietro di sè cadaveri di persone apparentemente scollegate tra loro e Nathalie, nella sua fuga si imbatte in Simon che sta trascorrendo le vacanze di Natale nella casa al mare del padre, nella stessa località dove si sta rifugiando Nathalie. 
Qui i due si incontrano e lui decide inspiegabilmente di dare una mano a questa sfortunata ragazza, trovandosi invischiato in un mare di guai. 
Simon è il personaggio che più mi ha irritata: un uomo senza spina dorsale, che si fa condizionare dall'ex moglie, bistrattare dai figli, che non ha il coraggio di vivere alla luce del sole la storia con la nuova compagna per paura che i figli la prendano male e che trova massimo appagamento nel coraggioso gesto di sbattere una porta, ma che decide di diventare il cavaliere della povera ragazza perseguitata, facendosi manovrare anche da questa perfetta sconosciuta.
Tutta la storia si svolge tra la Bulgaria, le coste francesi e una Parigi cupa e ben lontana dalla città degli innamorati, alternando le parti narrative in terza persona a dei capitoli in cui è la stessa Nathalie a raccontarci le sue vicende e i suoi patimenti, in un crescendo di tensione fino all'epilogo che nel suo realismo mi ha lasciato un senso di angoscia. 
Una lettura che mi ha sicuramente appagata. 
Ringrazio Corbaccio per avermi messo a disposizione una copia digitale del romanzo e la mia socia, nonchè bibliotecaria di fiducia per avermi procurato la copia cartacea, dove ho potuto ultimare la lettura.



lunedì 6 febbraio 2017

L'anno senza estate - Carlos Del Amor

TRAMA
 Secondo i meteorologi, l'estate sarà fredda e piovosa. E una Madrid silenziosa e soprattutto fresca è ciò che serve a un giornalista per concentrarsi sulla stesura del suo romanzo. Peccato, però, che i meteorologi si siano sbagliati e ad agosto la città diventi un deserto d’asfalto infuocato. Il giornalista è stremato dal caldo e completamente privo di idee. Ma tutto cambia quando, per caso, trova il mazzo di chiavi della portinaia del suo condominio, anche lei partita per le vacanze. La tentazione è troppo forte e il giornalista lo usa per entrare negli appartamenti dei vicini. Comincia così uno strano vagabondaggio alla scoperta dei mondi celati dietro le porte chiuse: dall'attico spoglio dell'attore fallito, che mente alla famiglia dicendo di essere diventato un divo, alla casa della signora Margarita, piena dei ricordi che l'Alzheimer le ha portato via. Ma sono i segreti di Simón, l'inquilino del quinto piano, ad attrarre maggiormente l'attenzione del giornalista. Perché da trent'anni, ogni 20 settembre, Simón fa pubblicare sul giornale una lettera per Ana, la moglie morta troppo presto… e non per cause naturali. Ana è caduta dal balcone. È stato un incidente? O forse qualcuno l'ha spinta? Per il giornalista, capire che cosa sia accaduto ad Ana diventa quasi una missione. Come se ricostruire quella vecchia storia fosse l'unico modo per ritrovare l'ispirazione perduta. Inizia così a riannodare i fili di quel matrimonio celebrato nell'amore e minato dalla gelosia; di quella donna fragile e misteriosa; di quell'uomo devoto fino all'ossessione. Per poi rendersi conto che, spesso, la realtà è più sorprendente di un romanzo… 

Titolo: L'anno senza estate
Autore: Carlos Del Amor
Editore: Nord
N.Pagine: 266
Anno pubblicazione: 2016
ISBN: 9788842927143
Il 2013 si preannuncia un anno senza estate, come lo era stato il 1816, che aveva visto nascere il famoso "Frankenstein" di Mary Shelley. Anche nel 2013 uno scrittore ha in germoglio una nuova storia, che però fatica a decollare e si ritrova in una Madrid vuota e afosa, combattuto tra il senso di perdita per la morte del padre e il sentimento di euforia che porta con sè una nuova vita che germoglia. La sua compagna, incinta, trascorre l'estate dai suoi genitori, mentre lui rimane a lavorare in una città svuotata e la sera rientra nel suo appartamento, l'unico abitato di tutto il condominio.
Una sera, lo scrittore che abitualmente studia le esistenze dei suoi condomini dal terrazzino di casa sua, trova sul pianerottolo un mazzo di chiavi: quelle di tutti gli appartamenti del suo condominio fantasma, sicuramente perse dalla portinaia prima di partire anch'essa per le ferie.
La tentazione fa l'uomo ladro, e lo scrittore decide di provare a rubare le esistenze dei suoi vicini, introducendosi negli appartamenti vuoti, notte dopo notte.
Se la prima cosa che salta ai suoi occhi è quanto può essere diverso un appartamento con uguale metratura e disposizione a seconda di chi lo abita, la cosa che più lo sconcerta e lo intriga è scoprire quanta vita sia racchiusa tra quelle mura, e quanto quelle esistenze siano diverse da quello che ognuno lascia intendere nella propria vita sociale.

"Inventiamo: lo facciamo di continuo, fino a costruire ricordi nei quali il vissuto e la finzione si fondono in modo tale che, dopo un po' non sappiamo se quelle cose sono successe davvero oppure no."

Attraverso i racconti delle sue incursioni notturne il lettore conosce le vite dell'attore, di Hector, di Amalia, di Margarita in capitoli che alternano la voce del protagonista ad una narrazione in terza persona che dà il quadro completo di quelle esistenze.
Ma sarà il quinto di sinistra l'appartamento che riserva il maggior numero di interrogativi e la morbosità del protagonista nel volerne sapere di più, fin dalla prima incursione durante la quale scopre un portariviste colmo di giornali del 20 settembre degli ultimi trent'anni. Quell'appartamento ha contenuto l'amore di una giovane coppia, Simon e Ana, fino al 20 settembre di trent'anni prima, quando la loro storia si interrompe bruscamente con l'apparente suicidio di Ana, lanciatasi dal balcone del sesto piano. Lo scrittore non si dà pace, incalzato dall'urgenza di conoscere la verità, compie ricerche e passa al setaccio l'appartamento alla ricerca di ogni possibile indizio.
E pian piano anche la traccia del suo libro prende forma.
Un libro che ho letto in un soffio, spinta dalla curiosità di sapere cosa fosse effettivamente successo ad Ana e con un finale che mi ha piacevolmente sorpresa, anche se molto in linea con tutto il libro stesso. 

"I pensieri corrono molto più veloci del tempo; in pochi secondi possiamo pensare molte più cose di quelle che saremmo in grado di verbalizzare o di fare."
 
Sono sincera, io non avrei colto l'opportunità che offre un mazzo di chiavi in un condominio vuoto, non perché non sia curiosa, anzi, ma perché sono pigra e un lavoro di indagine come quello svolto dal protagonista implica un impegno non indifferente e la rinuncia a preziose ore di sonno; sono però felice che l'abbia fatto lui per me, trasformandomi in un voyeur per 266 pagine, standomene comodamente seduta sul divano di casa.



domenica 5 febbraio 2017

Io che amo solo te - Luca Bianchini

Trama: Ninella ha cinquant'anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell'uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l'inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c'è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la "First Lady". È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet "semicascante" della sposa al gran buffet di antipasti, dall'assegnazione dei posti alle bomboniere - passando per l'Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti.
 
Titolo: Io che amo solo te
Autore: Luca Bianchini
Casa Editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 262
E' da una settimana che ho terminato questo libro e ancora ci sto pensando, nel senso che mi chiedo se mi sia piaciuto veramente e quanto. Capita a volte di voler amare un certo libro (o un certo film) perché una persona che stimi molto lo ha amato e se non ti è piaciuto con la stessa intensità, pensi magari di non aver capito qualcosa, di non averne colto l'essenza. E ti dispiace. Perché tra lettori è così: ci scambiamo consigli di lettura come altri si scambiano i regali...e sono doni preziosi. In questo caso ho apprezzato il dono e il libro mi è piaciuto, senza riuscire però ad emozionarmi.
Sono stata invitata al matrimonio dell'anno a Polignano a Mare e ho conosciuto Ninella, don Mimì, Chiara e Damiano, per non parlare della sorella della sposa, desiderosa di perdere peso e la verginità il prima possibile, mentre il fratello dello sposo vorrebbe solo fare outing e vivere sereno la propria omosessualità. Ci sono gli ultimi preparativi da fare: gli ultimi ritocchi alla predisposizione dei tavoli, le foto e le riprese di Vito Photographer, i consigli del wedding planner (Pascal di Bari), la zia Dora che arriva da Castelfranco Veneto, c'è il tempo per pensare ad un ultimo tradimento tanto per togliersi lo sfizio. Su tutto ci sono i ricordi e i rimpianti della madre della sposa, che da giovane era promessa al padre dello sposo e poi ha perso tutto, perché lui ha scelto i doveri imposti dalla famiglia al suo amore per lei. Ninella è il personaggio fondamentale della storia: una donna forte, che dopo la delusione d'amore, dopo la morte del marito (scelto come ripiego) è rimasta  sola, indomita, a crescere due figlie. Un personaggio con carattere di ferro, una donna fiera, dedita al lavoro e di poche smancerie. La sua unica concessione ai sentimenti è sognare, ogni tanto, guardando il mare, indugiare nei rimpianti solo una volta a settimana, dopo la comunione della domenica in Chiesa, incontrando gli occhi di chi non ha saputo superare l'opposizione della famiglia. Donna che attende una rivincita Ninella: il matrimonio della primogenita con il primogenito del suo solo amore è un momento di riscatto, in cui lei davanti a tutti rivendicherà sia il suo amore che la sua fierezza, a testa alta, con un vestito rosso fuoco.
Prima del matrimonio accadrà di tutto: battaglie con la consuocera, perdoni, nuovi tradimenti, mentre i due novelli sposi si studiano quasi ancora non si conoscessero, dando l'impressione che la decisione di sposarsi sia scaturita a prescindere dall'amore, ma piuttosto come uno scivolamento inevitabile verso qualcosa. Questo rapporto tra Chiara e Damiano non l'ho molto compreso, non sono certa possa essere definito amore, anche se poi, a fine libro, ci si avvicina, come se il giorno del matrimonio li avesse maturati. Eppure difficilmente riesco a immaginarli uniti, a superare i problemi connaturati alla convivenza  e al diventare genitori.
Il punto di forza della narrazione è lo svelamento, senza acrimonia, ma con ironia e leggerezza di tutte le ipocrisie, le vanità e le debolezze di tutti, protagonisti e comprimari. Si ride molto, si pensa e si riflette: l'umorismo lieve, stempera, rende molto reali i personaggi, il cui tratto distintivo è proprio la veridicità. Ci immedesimiamo, ma con un po' di dispiacere, con la vicina di casa, con la zia, con l'amica della sposa, con gli sposi stessi e dispiace perché in loro rivediamo certe nostre piccinerie, cose piccole, ma che non ci rendono grandi....non so se mi spiego.
E poi su tutto il mare, il vento e un'Italia da cartolina, quella sì bella nonostante tutto.
Quello che mi è rimasto, oltre alla fierezza di Ninella, sono le polpette che impasta la consuocera, unica sua specialità, unico modo per rivendicare l'amore del marito, il suo ruolo nella famiglia. E in quell'impastare una tristezza, un finale dolce amaro, con il sapore delle malinconia e non della rinascita.
Voto: 3.5
 
 
 
 

giovedì 2 febbraio 2017

Ragione & sentimento - Stefania Bertola

Trama: Proprio come nel Surrey a fine Settecento, anche a Torino nel 2014 un padre muore all'improvviso lasciando la moglie e tre figlie decisamente nei guai. Ed eccole lí, Maria Cristina, Eleonora, Marianna, Margherita: da un giorno all'altro accerchiate dalla vita vera e in balía di molte forze. Anzi, soprattutto di due. La ragione e il sentimento. Una totale, effervescente, liberissima riscrittura da Jane Austen.  
Titolo: Ragione e sentimento
Autore: Stefania Bertola
Casa Editrice: Einaudi
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 224
 
Quando ho scoperto che il nuovo libro di Stefania Bertola sarebbe stato una riscrittura di Ragione e Sentimento di Jane Austen ho sorriso e ho pensato: ci sarà da divertirsi. Non ho avuto nessun dubbio e mi è parsa, da subito, un'idea fantastica. Ho iniziato a leggere nel primo pomeriggio di martedì e alle ore 23.00 dello stesso giorno avevo terminato, con un sorriso ebete stampato in faccia e numerosi scoppi di risa ad intervallare la lettura, atteggiamenti dei quali oramai a casa nessuno più mi chiede  conto per timore che io mi lanci in prolisse descrizioni della trama.
Suvvia non siate tristi per me: ora grazie al blog posso annoiare anche altre persone oltre a quelle delle mia cerchia familiare! Con la lettura, come per tutte le cose che ci piacciono, non è possibile stare zitti e vivere l'esperienza da soli, dobbiamo fare in modo di condividerla, di far partire un contagio positivo. In questo caso voglio consigliarvi la lettura di questo libro, ma attenzione! Solo se....
Solo se non siete romantiche, solo se la scena d'amore dei Ponti di Madison County (libro) vi ha fatto ridere perché di ghepardi in camera da letto non ne avete mai visti, solo se Mr Grey con le sue mail vi è sembrato un pallosissimo stalker, solo se di Emma di Jane Austen ricordate soprattutto il terrore che il padre della protagonista nutre per le correnti d'aria. Insomma solo se.
Ritrovare le due eroine di Ragione e sentimento nella Torino del 2014 è stato divertente: la storia è stata riscritta molto liberamente, mantenendo però intatte le peculiarità delle protagoniste.  Eleonora è forte e composta, concreta, ma non per questo arida, mentre Marianna è bellissima, priva di  perspicacia e ingenua in modo quasi irritante. La Bertola ha reso Marianna un personaggio spassoso (umorismo involontario, perché la ragazza è priva di autocritica), votato addirittura alla verginità (nel 2014!!!!) e alla ricerca dell'uomo della sua vita. Grandi delusioni aspettano questa eterea Grace Kelly moderna, ma trattandosi della Bertola tutto accadrà con grande spargimento di ...risate. La Torino dei salotti bene fa da sfondo alla storia in un turbinio di sfilate, vernissage, cene familiari, tentati suicidi con l'enterogermina e scenate "epiche":

- Se hai intenzione di sposare o convivere con questo pezzo di carbonella, ti puoi scordare questa casa, la casa di Mentone, e i gioielli di tua nonna. Ti puoi scordare la villa di Menaggio, ti puoi scordare i purosangue arabi e ti puoi pure scordare le azioni di quello di cui abbiamo le azioni che CAZZO non me lo ricordo mai. Non avrai niente! Niente! HAI CAPITO FACCIA DI BOLLITO? -

In definitiva la Bertola resta la Bertola e non perde un grammo della sua essenza, nonostante l'omaggio austeniano. Lo trovo un risultato notevole: pura Bertola in una storia della Austen.
Il romanzo non eguaglia Biscotti e sospetti (che resta il mio preferito), ma l''ho terminato solo da un giorno e già vorrei reclamare la riscrittura di Persuasione o di Mansfield Park o addirittura (non oso scriverlo, ma lo scrivo) di Orgoglio e pregiudizio. Tempo spero di averne e allora, insieme ai miei solo se...aspetto.

Voto: 3 e 1/2