giovedì 31 dicembre 2015

Cento giorni di felicità - Fausto Brizzi


Titolo: Cento giorni di felicità
Autore: Fausto Brizzi
Editore: Einaudi
Collana: Stile libero. Big
Data di pubblicazione: 2013
Pagine: 393
Prezzo: 18.50 €
E-book: 6.99 €

TRAMA: Cosa faresti se mancassero cento giorni alla tua morte?  Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. Anzi, la data l'ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, «l'amico Fritz». Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa piú difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, «la piú perduta delle giornate è quella in cui non si è riso».




Questo è uno di quei libri che devi leggere per ricordarti di vivere al meglio ogni istante, ogni giornata, ogni occasione. E’ il libro del carpe diem, dell’attimo fuggente e del “Capitano, oh mio capitano” da urlare in piedi sul banco per quelli che, come me,  hanno superato i quaranta e ricordano un film che era un monito e un’emozione.
Certo la premessa è triste, il finale è noto: Lucio Battistini il protagonista, svela  sin dalle prime pagine che racconterà i suoi ultimi cento giorni di vita, quelli trascorsi dalla diagnosi di un male incurabile alla morte, ma dirà anche che sono stati cento giorni più belli della sua vita.  Su questo non sono riuscita a dargli totalmente credito: saranno forse i giorni “più consapevoli” e intensi, sarà che il pensiero della morte amplifica la vita, ma il lettore e il protagonista non riescono a dimenticare nemmeno per un istante la meta verso la quale si è diretti. Eppure si ride molto e spesso in questo libro: ci sono gli amici di sempre Vittorio e Corrado e le zingarate stile “Amici miei”, ci sono la moglie amata e sbadatamente tradita Paola e i figli Eva e Lorenzo e poi c’è Oscar il suocero, un personaggio incredibile, pasticcere, filosofo, amante fuori età, fisicamente esuberante ed “identico ad Aldo Fabrizi”. Non mancano altri comprimari: Giannandrea il depresso, la dottoressa della dieta vegana, la nuova compagna di Oscar, la squadra di pallanuoto, la procace Moroni e Roma città che colloca il libro in un suo spazio ben definito, molto italiano, assolutamente romanesco . Infine c’è lui Lucio, un protagonista che non ha nulla di speciale, tranne il fatto che è lui, che la storia è la sua, ma potrebbe essere la nostra, perché ognuno di noi è importante per se stesso e per quelli che lo amano, ognuno è protagonista assoluto della propria vita (e ci mancherebbe! almeno in quella siamo le star).
Lucio la sua storia la vuole portare  conclusione nel modo migliore: farsi perdonare dall moglie, pensare a come essere presente con i figli anche quando fisicamente non ci sarà più, lasciare un’eredità positiva che sia anche di libertà per chi resta. L’obiettivo perseguito nei cento giorni sarà quindi quello di scrivere la parola fine nel migliore dei modi e farlo in modo generoso, ma anche prestabilito e consapevole. Perché l’amico Fritz non deciderà il dove il come e il quando, ma lo farà invece Lucio stesso recandosi in una clinica in Svizzera. Tema veramente delicato questo, che al pari del resto, nel libro viene trattato con leggerezza che non è mai, mai (lo scrivo due volte) superficialità.  Perché la morte si affronta necessariamente da soli e in questi casi l’autodeterminazione è dignità.


Se sentir parlare di malattia e di morte vi fa tremare le ginocchia, lasciate perdere questo libro. Se avete invece il coraggio di pensare a certe  ineluttabili verità leggetelo d’un fiato e riderete, piangerete e a volte vi troverete con sguardo ebete perso nel vuoto. E poi forse alla fine prenderete, come è successo a me, carta e penna e stilerete la lista delle vostre giornate più belle e forse vi fermerete prima di essere arrivati a cento …e vi porrete una domanda.
La vita continuerà a scorrere allo stesso modo, ma questo libro vi avrà arricchiti. D’altra parte ogni libro ha questo magico potere ed alcuni lo esercitano in modo più forte di altri.
Su un punteggio massimo di cinque a questo romanzo attribuirei un quattro e mezzo (Stefi quando introduciamo i voti? lo so, lo so... a causa del mio analfabetismo informatico devi fare tutto tu!).
Buon pianto e buone risate a tutti gli audaci lettori.
Chiuderei con una frase di (da) Oscar  “Alla fine, Lucio mio, il senso della vita è dare un morso a una ciambella calda”.
Lea

lunedì 28 dicembre 2015

Le lettrici imperfette sfidano le lettrici sparpagliate




Eccoci qua, da brave imperfette quali siamo, dopo aver aperto il blog siamo evaporate, come neve al sole e non abbiamo pubblicato quasi niente.
Avevamo bisogno di qualcuno o qualcosa che ci desse la proverbiale "spintarella" per motivarci ad essere più attive. E chi poteva venire in nostro aiuto se non una combriccola di pazze vecchiette che girovagano per il web parlando di libri?
Sì, proprio loro: le Lettrici Geograficamente Sparpagliate, alias LGS, hanno organizzato una simpatica challenge alla quale abbiamo immediatamente deciso di partecipare!
Perciò da ora entrambe posteremo recensioni a pioggia, come non ci fosse un domani!
Questi sono i 6 obiettivi generici che dovremo portare a termine entro questo primo trimestre:

  1. un libro con un alimento nel titolo
  2. un libro del nostro autore preferito
  3. un libro che sia un esordio letterario
  4. un libro che faccia parte di una serie
  5. un libro di almeno 400 pagine
  6. un libro ambientato in Italia
Inoltre per quanto riguarda questi primi 30 giorni di lettura sono stati proposti due libri bonus “La piuma” di Giorgio Faletti e “I garbati maneggi delle signorine Devoto” di Renzo Bistolfi dei quali faremo doppia recensione.
Lea inizierà con il libro ambientato in Italia e ha scelto “Cento giorni di felicità” di Fausto Brizzi, mentre Stefania parte in quarta (speriamo non si schianti) con “Aringhe rosse senza mostarda” di Alan Bradley.

Nella colonna qui a destra trovate il link alla challenge: cliccatelo ed unitevi a noi in questa avventura!

LGS ci avete provocato? A vostro rischio e pericolo!
Stefi e Lea