venerdì 31 maggio 2019

Ninfa dormiente - Ilaria Tuti

Titolo: Ninfa dormiente • Autore: Ilaria Tuti • Editore: Longanesi • Data di pubblicazione: 27 maggio 2019 • N.pagine 478 • Copertina rigida € 18,60 • Ebook € 9,99

TRAMA
"Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d'improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l'inferno, ogni giorno l'inferno mi abita e mi divora. Perché c'è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l'ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa". Dopo "Fiori sopra l'inferno" torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l'ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili.


"Questa indagine è un viaggio dentro me stessa. Vedo ciò che ero e non sarò più. Ciò che sono diventata e quello che diventerò. È un confrontarmi ogni momento con il dolore che mi ha distrutta e poi forgiata, e con la paura di un futuro fin troppo vicino."
Teresa Battaglia è tornata, più fragile e impaurita che mai, ma altrettanto determinata a non lasciarsi sconfiggere, sopraffare da qualcosa che potrebbe portarle via tutto ciò per cui ha faticosamente lottato.
Insieme a lei torna anche la sua squadra, la sua famiglia, Parisi e De Carli, ma soprattutto Marini, quel ragazzo che in poco tempo le è entrato nel cuore per quella similitudine, un demone misterioso che lo tormenta e che è determinato a sconfiggere da solo.
Questa volta Teresa e i suoi ragazzi sono chiamati a risolvere un cosiddetto "cold case": il ritrovamento di un ritratto di donna dal titolo "Ninfa dormiente", datato 20 aprile 1945, che ha una particolarità macabra: è stato dipinto con sangue proveniente da tessuto cardiaco.
Fonte: Ecomuseo-Val-Resia
Teresa è sollevata al pensiero che non dovrà affannarsi a salvare una vittima, perché per quella vittima non c'è più niente da fare, c'è solamente un corpo da trovare e una storia da svelare. In realtà questo sarà per lei un nuovo viaggio all'inferno alla ricerca della radice del Male e delle sue motivazioni, un viaggio che la metterà alla prova molto più di quanto avrebbe mai pensato.
Un viaggio fatto di ritorni, di passato che si fa presente, inaspettatamente e dolorosamente, non solo per lei ma anche per Marini. Ritorni che li obbligheranno a fare i conti con quanto successo nelle loro vite che li ha segnati profondamente. In questo romanzo c'è anche l'arrivo di un nuovo personaggio, Blanca, un'altra donna con le sue fragilità e i suoi limiti, ma con una grandissima forza di carattere che, insieme a Teresa, riuscirà ad affermare il proprio ruolo in un ambiente dominato dagli uomini.
"Anche le brave persone possono sbagliare. Anche le brave persone possono uccidere."
Come è stato per "Fiori sopra l'inferno" anche in "Ninfa dormiente" quando arriveremo a conoscere l'identità dell'assassino non potremo non provare un moto di compassione, perché gli assassini che Ilaria Tuti ci racconta sono delineati a tutto tondo, non sono solo un'anima nera, ma sono il frutto del percorso che quell'anima ha violato e annerito. 
La sua scrittura evocativa è in grado di immergere completamente il lettore nell'ambiente dove si muove Teresa, rendendogli in maniera poetica suoni, odori, colori così come li percepisce lei. 
Provate a leggere questa descrizione:
"Per Teresa quel luogo rappresentava una breve eternità innaturale. Era un giardino notturno di fiori pallidi e freddi, recisi dal destino o da una mano maligna. Fiori che non sfiorivano."
Non si tratta di uno scorcio, di un paesaggio malinconico, si tratta di un obitorio. Questa è Teresa. Questa è Ilaria Tuti. 
Ritengo doveroso ringraziarla per la cura minuziosa con la quale conduce i suoi studi prima di scrivere un romanzo, perché non si limita a qualche nozione, ma riesce a delineare ciò di cui parla in modo perfetto. Questo romanzo è ambientato in un luogo che dista un paio d'ore da casa mia, ma che non conoscevo se non superficialmente: la Val di Resia.
Fonte: chiare-fresche-dolci-acque-val-resia
Non avevo mai avuto curiosità di saperne di più, finché non mi è stato raccontato da Ilaria: grazie a lei ho conosciuto un popolo unico al mondo, con una storia millenaria, una lingua propria, degli strumenti particolarissimi che ho sentito suonare attraverso le pagine di Ninfa dormiente, e delle tradizioni che affondano le loro radici nella notte dei tempi. Un luogo magico, un popolo che sta lottando in tutti i modi per essere riconosciuto e credo che questo romanzo sia un doveroso omaggio, oltre che un gesto importante. Io sicuramente farò presto un giro da quelle parti per poterne respirare le atmosfere e  vederne i paesaggi con la giusta prospettiva.
Se Fiori sopra l'inferno mi aveva conquistata, Ninfa dormiente mi ha completamente stregata, un romanzo verso il quale avevo alte aspettative che sono state ampiamente superate, mettendo Ilaria Tuti in cima alla lista dei miei autori preferiti. Sono certa che questo sia solo l'inizio di un lunghissimo viaggio in sua compagnia, non mi resta che attendere il suo prossimo lavoro.
Ringrazio Longanesi per avermi omaggiata della copia digitale in anteprima.




martedì 28 maggio 2019

L'amore sconosciuto - Rebecca Stead



Trama: Bridge, Emily e Tab da piccole hanno stretto un patto: non litigare mai. Ma ora, a 12 anni, tutto sta cambiando e la loro amicizia viene messa a dura prova. Un romanzo intenso e profondo sul passaggio all’adolescenza, sul mistero dell’amore, i confini dell’amicizia e il senso della vita.

Titolo: L'amore sconosciuto
Autore: Rebecca Stead
Casa editrice: Terre di Mezzo
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 313


Oggi un nuovo appuntamento della rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per il mese di maggio è stato scelto un libro pubblicato nel 2019!!!! Direi che avevo solo l'imbarazzo della scelta, ma ho deciso di parlavi del romanzo di Rebecca Stead perché tra le nuove uscite che ho avuto modo di leggere è quella che mi è piaciuta di più, tanto che ho deciso di darle il massimo dei voti, cosa che non faccio spesso, ma in questo caso non ho avuto dubbi. Si tratta di un'opera perfetta in tutti i suoi elementi. La casa editrice Terre di Mezzo si conferma come una delle mie preferite, sempre attentissima a pubblicare libri di qualità, che siano albi rivolti ai più piccoli o, come in questo caso, romanzi per la fascia 12-15 anni.


Io vorrei che questo libro potesse leggerlo mia figlia, lei che si vanta di essere allergica ai libri, perché al suo interno è contenuto un tesoro di esperienze e tutto quello che le serve sapere sull'amicizia e sull'amore e parlo dell'amore in tutte le sue declinazioni, tra amiche, tra genitori, tra fratelli, tra nipoti e nonni, tra genitori e figli e tra un ragazzo e una ragazza (o tra due ragazzi o due ragazze). L'amore, questo sconosciuto, viene raccontato con poesia, ma senza perdere il contatto con la realtà. L'amore infatti è sicuramente poesia, ma talvolta è dolore e tristezza, altre è nostalgia e rimpianto. Non esiste una sfumatura che non venga esplorata e raccontata e questo viene fatto con spontaneità e naturalezza, con una fluidità che rende dicibile l'indicibile.
Le tre protagoniste sono amiche dai tempi delle elementari e sono diversissime tra di loro, ma la cosa che mi ha colpita è che la loro amicizia cresce insieme alle loro diversità e dovranno mettersi alla prova per andare avanti, nonostante il subbuglio emotivo adolescenziale che potrebbe allontanarle. Il messaggio che arriva è che l'amore chiede cura ed attenzione, i rapporti si costruiscono giorno per giorno e si consolidano anche nelle difficoltà.
Emily inizia ad accorgersi di suscitare l'interesse dei ragazzi e questo potere la inebria, Tab è una paladina dei diritti umani e femminista in erba e Bridge inizia ad andare in giro con delle orecchie da gatto quasi ad affermare qualcosa, il suo diritto ad essere differente o a rimanere ancora un po' nel suo mondo di bambina. Tre modelli di donna agli antipodi che riescono a rimanere in contatto e a dialogare senza perdersi di vista, accettando le une gli sbagli delle altre. Non voglio dire che non ci siano problemi, amiche nuove, l'amore che chiama, ma il loro universo invece di escludere include, ogni nuova esperienza e le porta un passo più avanti.
In tutto questo appare anche una voce misteriosa, fuori da coro, che testimonia un'amicizia che è andata diversamente, che si è dissolta tra atti di prepotenza che sfiorano il bullismo e tradimenti, piccoli e grandi, che l'hanno portata ad un punto che pulsa di disperazione. L'identità di questa voce verrà svelata alla fine ed è un ulteriore gioco di prestigio dell'autrice.
Riprendendo quanto ho scritto all'inizio io vorrei che questo libro lo leggesse mia figlia e che lo leggesse anche la vostra, se ne avete una che si affaccia al mondo adulto, una che si chiede perché non è stata invitata ad una festa, una che invece alla festa ci andrà lasciando a casa la sua migliore amica di un tempo, una che ha i genitori che si sono separati, una che ha i genitori che si amano e una che per la prima volta sente i battiti forti di quell'emozione da farfalle nello stomaco che si chiama amore. Un libro non si può sostituire alla vita, ma un libro come questo può essere una buona idea oltre che un bellissimo esempio. Arrivando all'ultima pagina si sente una sensazione giusta, forte, vitale, un desiderio di buttarsi nella mischia della vita, senza per questo snaturarsi. Si sente che le cose belle sono possibili, ed anche le brutte, ma che nulla ci è precluso o ci spaventa se abbiamo al nostro fianco le persone giuste.
Una delle letture più belle di sempre e non ho intenzione di arrendermi: devo condividerla anche con la mia piccola a costo di leggergliela a voce altra ogni sera, a puntate. Qualcosa mi verrà in mente.








Qui sopra le altre recensioni del mese di maggio!

Dalle 3 Ciambelle - L'estate sta arrivando...


Commensali a rapporto!

L’estate è alle porte (maledizione!) e con la bella stagione cresce la voglia di stare insieme all’aria aperta (non provateci, per noi questa cosa non vale) perciò la nostra pizzeria si prepara a sistemare la terrazza esterna. 
Siamo in piena fase di allestimento, Miranda e Cotogno prestano le loro possenti braccia per posizionare i tavoli, Laura Libbri è andata a comprare le cerate nuove (avete preferenze di colore? NO! Mrs. Dolci Carloni , tu sei esonerata dalla risposta!), Lallina dirige telefonicamente i lavori direttamente da Guantanamo, mentre Stefano e Anna stanno distribuendo le candele alla citronella lungo il perimetro (sì, due adolescenti sono meno pericolosi di Lallina, quindi per favore tenetela lontana dalle fiamme libere!).

Come anticipato nel post di apertura della challenge verranno allestite quattro tavolate:
  • Il Giro Paella della Bacci 
  • Il fritto misto di Cesenatico 
  • La lasagna di cotogno   

Ogni tavolata sarà composta da un numero variabile di partecipanti e ognuna di voi ha avuto modo di esprimere una preferenza su dove accomodarsi tramite un modulo che avete trovato nel gruppo Facebook il 24 maggio. Vi ricordiamo che le vostre scelte sono indicative e che la decisione finale sulla formazione dei tavoli spetta comunque a noi
L’unica tavolata che non potrà essere scelta è quella degli arancini Libridinosi, riservata a chi nella prima fase di gioco non ha portato a termine almeno la metà degli obiettivi totali. 

In questa fase il gioco da individuale passerà a gioco di squadra: ogni commensale riceverà in giornata, tramite mail, un piatto composto da 6 porzioni di cibo e una bevanda che dovrà consumare entro le ore 20 del 25 agosto, e come per la prima tappa, nel caso in cui finisse di consumare tutte le portate prima della scadenza avrebbe la facoltà di ordinare un caffè e/o un dolce. 

Se, al momento della scadenza, almeno la metà delle componenti la tavolata avrà consumato tutte le proprie portate e ordinato almeno un dolce o un caffè, ogni commensale riceverà 3 punti bonus, da sommare al proprio punteggio. In caso contrario ognuna si vedrà assegnati solo i propri punti. Non rilassatevi troppo, però, con noi le sorprese sono sempre dietro l’angolo!

ATTENZIONE!

Qualora non doveste riuscire a consumare tutta la vostra ordinazione (si sa che d’estate l’appetito cala…a noi non succede, ma son dettagli!) per questa fase di gioco non subirete nessuna penalizzazione, ciò significa che non sarete costrette a fermarvi per il turno successivo ma potrete continuare a giocare. Nella terza fase della Challenge invece ritornerà tutto come prima.

Come sempre fate attenzione nello scrivere le recensioni, vi ricordiamo che non saranno accettate recensioni che si limiteranno a raccontare la trama del libro né recensioni contenenti spoiler.
Saranno respinte tutte quelle recensioni in cui non sarà espresso un parere personale ed esaustivo sulla lettura fatta.
Saranno respinte altresì le recensioni inviate compilando il modulo in maniera errata: i moduli sono molto semplici da compilare, leggete ogni riga con attenzione e compilatela attentamente! Nel caso in cui doveste inviare erroneamente un modulo incompleto (capita, oh se capita!), compilatelo nuovamente e avvisate nel gruppo Facebook.

Punteggi

Come per la fase precedente i punteggi saranno i seguenti:
  • ogni obiettivo generico vi assegnerà 1 punto
  • dolce e caffè vi assegneranno 2 punti
  • il titolo imposto che troverete nella mail equivarrà a 2 punti
Ah! Dimenticavamo: Asdrubale non ha maturato giorni di ferie, perciò tutte le volte in cui ci avviserete, tramite post sul gruppo Facebook, di aver inviato il link di una recensione, la cameriera (screanzata!) lo chiamerà, quindi preparate gli ombrelli!
Al terzo sputo consecutivo di Asdrubale (su tutta la durata della challenge), il cibo diventerà immangiabile, quindi vi verrà sottratto un obiettivo generico e, di conseguenza, perderete un punto!

Come sempre i libri che sceglierete dovranno avere un minimo di 150 pagine (faremo riferimento come sempre alle schede dei cartacei Amazon).
Per quanto riguarda regole di partecipazione e premi, vi rimandiamo al post di presentazione della Challenge 

In fondo a questo post troverete il nuovo modulo per l’invio delle recensioni. Buon gioco e buona estate a tutte! 

Come ultima cosa lanciamo un appello: se qualcuna di voi è in grado di sterminare zanzare e cimici, passi da casa nostra, guadagnerà punti extra e la nostra eterna riconoscenza!

Per ogni dubbio o curiosità siamo come sempre a vostra disposizione nel gruppo Facebook e alla mail 

ciambelle.challenge@gmail.com


venerdì 24 maggio 2019

[Questa volta leggo...] Non ti lascerò - Chevy Stevens

Ultimo appuntamento per me con la rubrica "Questa volta leggo..." che per il mese di maggio prevede la lettura di un libro pubblicato nel 2019. La mia scelta è caduta sull'ultimo thriller di Chevy Stevens, autrice conosciuta grazie a La Libridinosa con il romanzo "Scomparsa" che mi ha fatta innamorare del suo stile.

Titolo: Non ti lascerò • Autore: Chevy Stevens • Editore: Fazi • Data di uscita 18 aprile • N.pagine 426 •  Copertina flessibile € 17,50 • Ebook € 8,99

TRAMA
Un uomo molto attraente che ti porta in vacanza in un resort di lusso: il mare cristallino, la spiaggia bianchissima, un luogo paradisiaco. Un sogno, per Lindsey. Almeno in apparenza. Nella realtà, il matrimonio di Lindsey è un incubo. Andrew è un uomo morboso: qualunque gesto della moglie, anche involontario, può scatenare la sua rabbiosa gelosia e farlo diventare violento. Beve molto e ha minacciato di ucciderla, se scappa. Una notte, Lindsey riesce finalmente a fuggire portando con sé la figlia. Non torneranno più. Il marito verrà arrestato in seguito a un incidente e per lei e la bambina inizierà un periodo di pace. Undici anni dopo, Lindsey è una piccola imprenditrice, e la sua vita e quella della figlia adolescente scorrono tranquille in una nuova città. Lei frequenta un gruppo di sostegno e ha un nuovo fidanzato, Greg, che la ama più di quanto lo ami lei. Fino a quando Andrew non viene scarcerato e cominciano ad accadere cose strane, una serie di incidenti sempre più misteriosi. Lei e Sophie sono nei guai o si sta solo suggestionando? È Andrew che vuole fargliela pagare per ogni giorno trascorso dietro le sbarre? È tornato per mantenere la sua promessa? D'altronde, chi altro potrebbe essere...?


Come detto sopra mi sono innamorata dello stile di Chevy Stevens dopo aver letto "Scomparsa", un thriller che tiene incollati alle pagine, con un livello estremo di ansia e quando ho saputo che sarebbe uscito un suo nuovo romanzo, non ho resistito. Ho perciò affrontato la lettura con altissime aspettative e devo dire che non sono state disattese.
Si tratta di un romanzo per certi aspetti diverso, c'è meno azione e molta più analisi psicologica dei personaggi, anche se i livelli di ansia si mantengono sempre alti e costanti durante tutta la lettura.
La storia è quella di un amore fresco e pulito, nato tra due giovani, Lindsey e Andrew, che decidono di sposarsi, poi gioiscono della nascita di una bambina, ma che pian piano si trasforma in ossessione, brama di possesso. La loro casa da dolce rifugio diventa una prigione, dove la paura di compiere anche il gesto più banale e il terrore delle conseguenze, rivestono tutti i muri.
Fonte: web
Lindsey quasi non percepisce i mutamenti, tanto da arrivare, come spesso accade, a colpevolizzarsi, a percepire la sua condizione come irreversibile. Una storia come purtroppo ce ne sono tante nella realtà delle quali leggiamo spesso epiloghi tragici, e l'autrice è maestra nel farci percepire la paura, la tensione che arriva alle stelle, fino a farci montare la rabbia per essere solo spettatori disarmati. 
La forza interiore di Lindsey si fa strada quando Andrew inizia ad usare Sophie, la loro bimba, come arma di ricatto: il senso atavico di protezione materna la accompagnerà in una fuga da quello che ormai è un destino segnato.
"Siamo piccole ma forti. Corriamo veloci."
Il caso vuole che Andrew si metta alla guida ubriaco e causi la morte di una donna in un incidente stradale, in seguito al quale viene incarcerato.
Fonte: rsvpchalets.com
Inizia così la rinascita di Lindsey, libera finalmente dal terrore di essere rintracciata. Passano gli anni, la vita scorre serena, Lindsey si è costruita il suo equilibrio e Sophie sta per ultimare il college, quando Andrew viene scarcerato e iniziano ad accadere fatti strani, episodi riconducibili esclusivamente a lui. Lindsey risprofonda nel baratro della paura, nel panico di rivivere tutto, nel terrore che questa volta il prezzo più alto lo paghi Sophie. L'ansia scorre, pagina dopo pagina, la grande abilità dell'autrice nel riuscire a tratteggiare ogni personaggio scandagliando sia il lato buono che la parte più oscura di ognuno, fa sì che il lettore non riesca a distinguerne il ruolo: vittima o carnefice? Vi dico solo che arrivata a metà lettura per me erano tutti potenziali colpevoli, sono riuscita a sospettare di tutti (il cane ho dovuto escluderlo per meri limiti fisici).
Le voci narranti sono quelle di Lindsey, moglie abusata, e di Sophie, figlia privata prestissimo di un padre e combattuta tra il dubbio che le cose siano andate effettivamente come le sono state raccontate e il desiderio che in realtà il padre non sia proprio il mostro che le è stato dipinto.
La narrazione alterna passato e presente, delineando via via in modo sempre più chiaro le varie sfumature dei personaggi.
Una lettura che consiglio decisamente a chi ama i thriller psicologici.
Qui sotto trovate il calendario con le date di tutte le recensioni della rubrica.



lunedì 20 maggio 2019

L'incredibile avventura dei 10 calzini fuggiti (4 destri e 6 sinistri) - Justyna Bednarek


Trama:
Il libro che finalmente rivela dove vanno i calzini quando scompaiono nella lavatrice!
Dove vanno i calzini quando si spaiano?
Li mangia la lavatrice?
Eh, no. Sono loro che scelgono la libertà!
Questa è la storia di dieci calzini e calzine coraggiosi che hanno deciso di cambiare il loro destino, salutando i loro fratelli gemelli (destri o sinistri) e partendo per il vasto mondo in cerca di avventure.
Nessuno di loro sapeva cosa aspettarsi lasciando la cesta della biancheria, ma tutti hanno trovato la loro strada per quanto buffa e imprevedibile.
E alla fine di queste avventure…non guarderete mai più un calzino con gli stessi occhi!
 
Titolo: L'incredibile avventura dei 10 calzini fuggiti (4 destri e 6 sinistri)
Autore: Justyna  Bednarek
Illustrazioni: Daniel de Latour
Casa editrice: Salani
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 158
 
 
 
Impossibile non innamorarsi di questo libro. La storia e le illustrazioni si fondono insieme per regalare al lettore un concentrato di colore e di fantasia. Finalmente viene svelato il mistero dei calzini spaiati, quelli che entrano in lavatrice e poi non escono in numero pari: scoperto un buco sotto la cesta dei panni sporchi che conduce direttamente nel mondo dove tutto e possibile!
Dieci diverse storie che ci raccontano le avventure di questi calzini, tutti appartenenti alla stessa famiglia che si interroga sulla loro sorte: 4 destri e 6 sinistri, tanto per puntualizzare.

 


Chi diventerà attore, chi politico, chi detective privata, chi dottore, chi parte di un maglione e altro ancora. Dieci storie per tutti i gusti, anche se la mia preferita è stata quella della calzina che si infilò nel piede di un senzatetto. Sarebbe un peccato svelare di più: sono racconti che vanno gustati insieme ai propri bimbi o in biblioteca in una bella lettura condivisa alla quale potrebbe seguire un laboratorio in cui un vecchio calzino viene trasformato in qualcosa di diverso (pupazzo??). Basterà solo dar corso alla propria inventiva, lasciandosi contagiare dalla vitalità sprigionata dal libro stesso che ti porta  nella tana del Bianconiglio e ti lascia cadere in un universo parallelo, dove il colore è il re assoluto.
Vi consiglio di passare in libreria o in biblioteca a sfogliarlo, non potrete che esserne attratti. Io di sicuro non intendo perdere le opportunità che questa lettura potrà regalarmi e ho intenzione di testarla con i bambini durante gli incontri di lettura di luglio. Posteremo le foto dei calzini che verranno creati sulla pagina Instagram o ci inventeremo la storia dell'undicesimo calzino che potrebbe essere il nostro. Da tempo non ricevo notizia di quello grigio a pois bianchi. Che sia partito al posto mio per Lisbona?





 
 



venerdì 17 maggio 2019

Ultimo tango all'Ortica - Rosa Teruzzi

Foto realizzata con: <a href="https://it.freepik.com/foto-vettori-gratuito/sfondo">Sfondo foto creata da freepik - it.freepik.com</a>
Titolo: Ultimo tango all'ortica • Autore: Rosa Teruzzi • Editore: Sonzogno • N.pagine  • Anno di pubblicazione 2019 • Copertina flessibile €  • Ebook €

TRAMA
È una sera umida di fine agosto, alla periferia di Milano. Sotto le luci intermittenti della balera dell’Ortica, tutti gli sguardi sono puntati sul corpo sinuoso di Katy, che danza un tango sensuale allacciata al suo cavaliere e che poi, appena la musica finisce, fugge via. Quella stessa notte, fuori dal locale, viene trovato il cadavere di un giovane uomo, assassinato a colpi di pistola: era un ex di Katy, geloso e molesto, che la pedinava e la perseguitava. Chi l’ha ucciso? Forse la stessa Katy? Forse un altro spasimante? Per il delitto, però, la polizia arresta un personaggio insospettabile, il maggiordomo di una dama dell’alta società milanese. Sarà proprio questa signora ad assoldare Libera, la fioraia detective, e la sua eccentrica madre Iole, perché lo tirino fuori dai guai. Comincia così la quarta indagine delle Miss Marple del Giambellino, la stravagante coppia di investigatrici dilettanti, questa volta impegnate a risolvere un caso che le riguarda da vicino e che le metterà in competizione con le forze di polizia. Sullo sfondo di una Milano contemporanea che conserva il sapore di quella di ieri, la romantica fioraia Libera e l’eterna hippie Jole riescono ancora una volta a sorprendere il lettore con le loro invenzioni. E ci accompagnano in un giallo tenero e duro, dove ognuno ha un segreto e insieme un buon motivo per mentire.


Quando mi ritrovo tra le mani un libro di Rosa Teruzzi, ho la sensazione di essere seduta in salotto con  davanti due tazze di tè fumante, un piattino di biscotti al burro e un'amica che mi racconta una storia avvincente. Questa è la sensazione che danno i gialli di Rosa Teruzzi, ben congegnati, coinvolgenti, con tutti gli ingredienti giusti e piacevoli come un pomeriggio in ottima compagnia.
Anche questa volta il giallo, del quale non vi dirò più di quanto troverete nella sinossi, per non togliervi il piacere della scoperta, mi ha appassionata, il nostro amato team di investigatrici per caso raccoglie via via informazioni fondamentali che vanno a completare il quadro, fino alla sconvolgente rivelazione finale, assolutamente inaspettata.
Ritroviamo Vittoria, più presente e più serena, dopo aver finalmente chiuso trovato le risposte che cercava sulle circostanze della morte del padre, Libera invece è in una fase malinconica, di scoramento per un'occasione forse persa definitivamente, mentre Iole...beh Iole è sempre la stessa meravigliosa esplosione di positività e pungente ironia.
Ritroviamo anche Irene, la giornalista con la straordinaria dote di riuscire ad entrare in empatia con il proprio interlocutore, che le permette di dire sempre la cosa giusta al momento giusto, ancor prima che il pensiero di chi le sta davanti venga espresso a voce, Irene che in questo romanzo diventa presenza indispensabile per Vittoria e per il lettore.
La cosa che invece mi ha lasciato un pizzico di insoddisfazione è stato lo scarso sviluppo delle vicende personali delle nostre amate protagoniste.  Le questioni che erano state lasciate in sospeso nel romanzo precedente rimangono in una fase statica, gli interrogativi emersi alla fine del precedente romanzo trovano approfondimento solo parziale, ma Rosa non manca di lanciare la consueta "bomba" alla fine dell'ultimo capitolo. Perciò che dire, attendo con impazienza di vederla esplodere nel prossimo romanzo con le avventure delle nostre amate donne del Giambellino!



lunedì 13 maggio 2019

La diseducazione di Cameron Post - Emily M. Danforth

Trama: Alla notizia che i genitori sono morti in un incidente, Cameron prova uno strano miscuglio di dolore, senso di colpa e sollievo. Così non scopriranno mai quello che lei stessa ha appena scoperto baciando la sua migliore amica: Cameron è gay, inaccettabile nella rigidissima provincia americana in cui vive.Ma il sollievo svanisce in fretta, quando Cameron è costretta ad abitare con la zia ultraconservatrice. Per sopravvivere a Miles City, nel cuore del Montana, occorre omologarsi, scomparire, e Cameron ne diviene in breve un’esperta. Finché Coley Taylor non arriva in città: bella, spavalda, con il fidanzato perfetto. Presto un’amicizia inaspettata, intensa, comincia a trasformarsi in altro, ma Coley, sotto la pressione della famiglia, denuncia Cameron di fronte alla comunità. Costretta a trasferirsi in un centro di riorientamento per essere curata dall’omosessualità, Cameron dovrà lottare contro un metodo educativo che cerca di cancellare la sua più intima identità, contro l’ipocrisia e un malinteso senso di cura, per ritrovare una libertà nuova.
 
Titolo: La diseducazione di Cameron Post
Autore: Emily M. Danforth
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 536
 
E' arrivato il momento di parlarvi anche di questa mia lettura, per quanto l'abbia terminata da quasi due mesi. Ho lasciato passare tanto tempo prima di affrontarla, perché non riuscivo a farlo con il giusto distacco e nemmeno ora di fatto ci riesco.  La scorsa settimana ho sentito su Virgin radio (ascolto solo Virgin radio, a dirla tutta) che il front man del gruppo Imagine Dragon, sostenitore dei diritti LGBTQ, durante le premiazioni dei Billboard Music Award ha voluto ricordare una realtà importante: le teorie riparative per le persone lgbt sono ancora esistenti in più di 30 stati americani:

Approfitto di questo momento per dire che ci sono 34 stati che non hanno una legge che vieta le teorie riparative. 34! E detto questo il 58% della nostra popolazione Lgbtq vive in questi stati. Questo può cambiare ma dobbiamo parlare noi con i nostri legislatori, spingerli a emanare leggi che proteggano i nostri giovani Lgbtq.
Abbiamo visto che queste terapie di conversioni raddoppiano il tasso di depressione e triplicano il tasso di suicidi. Così non può funzionare e bisogna cambiare

Questa dichiarazione è datata primo maggio 2019: 34 stati, rendetevi conto, che ammettono teorie riparative e che immagino abbiano delle comunità "di recupero" che le applicano. Desolante.
Questo libro è ambientato a fine anni 80 e negli anni 90 e pertanto se l'omosessualità ai giorni nostri, da alcuni,  è ancora trattata come un comportamento da correggere (dilaniano il mio udito alcune dichiarazioni ascoltate al cosiddetto Family day di Verona dello scorso marzo), potete immaginare come potesse essere la situazione 30 anni fa, qui come in America. Non ci siamo mossi di un passo.
Il libro è di una bellezza nitida, abbagliante perché porta con naturalezza a vedere tutta la vicenda con gli occhi della protagonista.
Cameron ha 12 anni e apprende dell'improvvisa morte dei genitori proprio la sera in cui ha scoperto di essere attratta dalle ragazze e ha scambiato il primo bacio con una compagna di scuola. La coincidenza dei due fatti è assolutamente devastante perché alla vergogna e al senso di disorientamento per la rivelazione si unisce il sollievo di sapere che i suoi genitori non ne verranno mai a conoscenza. Segretezza e senso di colpa, insieme, uniti e indivisibili. In seguito verrà affidata alla sorella della mamma, fervente praticante e credente e verrà inglobata in una comunità religiosa che condanna l'omosessualità e pensa di poterla "curare", come fosse una malattia, attraverso le teorie riparative di cui parla Dan Reynolds, con le parole che ho citato ad inizio post.
Per Cameron non sarà facile crescere, nascondendo le sue vere inclinazioni, cercando di accettare le regole di una zia che per accudirla ha rinunciato alla sua vita, riprogrammandola in modo diverso.
E' difficile vivere nella finzione, negando se stessi, soprattutto quando si sente che la propria diversità non è una scelta, ma fa parte della propria natura.
Con questo non dovete pensare che il libro sia emotivamente pesante e triste, perché al suo interno c'è tanta ironia e tanta voglia di vivere, di amare, di essere liberi. L'ipocrisia di certe posizioni ideologiche viene denunciata senza proclami, basta assistere ai fatti narrati. Quando Cameron verrà scoperta e "internata" (non si può usare altro termine) in Promise, una "comunità di recupero" i cui principi sono fragili e insensati, pseudoscientifici, proprio allora per assurdo inizierà la sua vera rinascita. Solo chi si accetta è in grado di andare avanti.
 
Ciò che penso è che se non credi in ciò che insegnano qui, in ciò in credono loro, o anche solo se hai dei dubbi, allora ti dicono che andrai all'inferno, che non solo sei la vergogna di tutti quelli che ti conoscono, ma che Gesù stesso ha abbandonato la tua anima. E se sei come Mark, un vero credente, che ha fede in Gesù e questo stupido sistema di Promise, eppure non riesci a raddrizzarti, perché quello che vuoi cambiare non si può cambiare, è qualcosa come la statura, o la forma delle orecchie, finisce che qui ti succede per forza qualcosa, o come minimo vieni indotto a pensare che resterai per sempre un sudicio peccatore e che è tutta colpa tua perché non ti sforzi abbastanza per cambiare.


Questo è un bel libro, un romanzo di formazione che ci accompagna insieme a Cameron attraverso la sofferenza, l'emozione del primo amore, la scoperta di se stessa, la negazione, la vergogna ed infine la consapevolezza e la liberazione. Dovrebbe essere letto dai ragazzi e soprattutto da quelli che pensano ....No, perché devo sempre essere politicamente corretta? Quelli che pensano che le teorie riparative abbiano un perché farebbero meglio invece a non leggere, ma passare del tempo a guardarsi dentro, a chiedersi perché la sessualità delle altre persone sia di tale, morbosa, importanza per loro. Forse quello che vedrebbero gli farebbe orrore.
I bei romanzi come questo invece li teniamo per chi ancora ammette il dialogo e una possibilità di confronto.





 

venerdì 10 maggio 2019

La paziente silenziosa - Alex Michaelides

Titolo: La paziente silenziosa • Autore: Alex Michaelides • Autore: Einaudi • N.pagine 340 • Data di pubblicazione 2 aprile 2019 • Copertina flessibile € 18,00 • Ebook € 9,99

TRAMA
Alicia Berenson sembra avere una vita perfetta: è un'artista di successo, ha sposato un noto fotografo di moda e abita in uno dei quartieri più esclusivi di Londra. Poi, una sera, quando suo marito Gabriel torna a casa dal lavoro, Alicia gli spara cinque volte in faccia freddandolo. Da quel momento, detenuta in un ospedale psichiatrico, Alicia si chiude in un mutismo impenetrabile, rifiutandosi di fornire qualsiasi spiegazione. Oltre ai tabloid e ai telegiornali, a interessarsi alla «paziente silenziosa» è anche Theo Faber, psicologo criminale sicuro di poterla aiutare a svelare il mistero di quella notte. E mentre a poco a poco la donna ricomincia a parlare, il disegno che affiora trascina il medico in un gioco subdolo e manipolatorio.


Quando ho letto la trama di questo libro ho pensato che fosse il libro giusto per me credendolo un thriller psicologico ansiogeno, di quelli che ti lasciano col fiato sospeso, che ti fanno sussultare al minimo rumore, che non ti fanno dormire la notte. Ecco, no, non è quel genere di thriller, è piuttosto un viaggio all'interno della mente umana e dei meccanismi che scattano in conseguenza a determinati avvenimenti, un punto di vista sul percorso che porta a compiere determinate azioni. Si tratta tutto sommato di un viaggio tranquillo, pacato, dove i fili sparsi sono numerosi ma ben nascosti all'occhio del lettore. 
Un'altra aspettativa disattesa riguarda la trama, che si riferisce a questa donna, una pittrice, che in seguito ad una segnalazione viene ritrovata dalla polizia con i polsi tagliati, accanto al corpo del marito legato ad una sedia e con il volto dilaniato da cinque colpi di pistola. Da quella sera Alicia non parlerà più, verrà tenuta agli arresti domiciliari per un breve periodo, durante il quale dipingerà un suo autoritratto in tempi sensibilmente più brevi rispetto ai suoi standard e che intitolerà "Alcesti".
Fonte: https://soleacciaio0.wordpress.com/2014/01/29/
alcesti-il-coraggio-delle-donne-leternita-del-mito/
Alcesti è la protagonista di una tragedia greca, una moglie che decide di sacrificarsi per risparmiare la vita al marito, una contraddizione rispetto a quanto realmente accaduto ad Alicia. Theo Faber è uno psicologo criminale che si interessa al caso di Alicia al punto da chiedere il trasferimento nella clinica nella quale è stata ricoverata dopo la condanna, per poterla avere come paziente. Io mi aspettavo quindi una storia incentrata sulla vicenda di Alicia, sui suoi ricordi e sulla ricostruzione degli avvenimenti: tutta questa parte c'è, ovviamente, ma non è predominante, è piuttosto comprimaria alla storia personale di Theo, che con Alicia condivide un'infanzia difficile e un percorso di gestione del dolore, motivo per il quale egli ha intrapreso gli studi in psicologia.
" La mia missione era aiutare me stesso. Credo che la stessa cosa valga per molte persone che si occupano di sanità mentale. 
Siamo attratti da quella particolare professione perché abbiamo dei problemi: studiamo psicologia per curarci. 
Che poi si sia disposti ad ammetterlo è tutta un'altra faccenda."
Spesso mi sono chiesta se quanto veniva narrato fosse la verità o una lettura distorta della stessa, perché nulla è esattamente come appare, come spesso mi sono chiesta se le sedute con Alicia servissero più a risolvere i problemi di Theo. 
"Questo era l'effetto che ti faceva Alicia. Il suo silenzio era una specie di specchio che ti si rifletteva contro. E spesso ciò che vedevi al suo interno era qualcosa di orribile."
I colpi di scena ci sono, non di quelli che fanno saltare dalla sedia, quanto piuttosto del tipo "Oh, oh...ma quindi?" 
Alicia sarà veramente una fredda assassina? O avrà ucciso senza rendersene conto? O ancora, sarà forse una vittima sacrificale?
Theo riesce a scavare nel passato di Alicia attraverso dei diari ai quali lei stessa aveva affidato i suoi pensieri, va alla ricerca di conferme parlando con alcune persone che hanno fatto parte della sua vita, ma il quadro anziché chiarirsi si farà sempre più complicato.
A questo punto vi starete chiedendo se questo romanzo mi sia piaciuto o meno, se valga la pena leggerlo.
Fonte: http://upandhumming.com/2014/08/
not-that-kind-of-squatter-the-other-kind/wait-what/
Fino a pag. 320 me lo sono chiesta spesso anch'io, nonostante la lettura sia scorsa velocemente, perché non riuscivo a capire dove l'autore volesse andare a parare. A pag. 320 LA PERLA! La mascella mi è caduta e sono rimasta a fissare la pagina ripensando a tutto quello che avevo letto fino a quel momento, a rivedere tutto in prospettiva di QUELLA pagina e a realizzare come effettivamente tutto filasse alla perfezione. 
Perciò, tanto di cappello all'autore che è riuscito ad ingannarmi in maniera così eclatante e a farmi rivalutare tutta la lettura. Può anche essere che io sia particolarmente tarda e non ci sia arrivata, in tal caso se qualcuno di voi lo avesse letto vi prego di farmi sapere se ci eravate arrivati o se come me vi siate sentiti presi bellamente per i fondelli dal geniaccio di Alex Michaelides.
Quindi posso tranquillamente affermare che si sia trattato di un thriller degno di questo nome, del quale consiglio la lettura a chi cerca un finale che lasci basiti e contemporaneamente soddisfatti.


lunedì 6 maggio 2019

Morte nelle Highlands - Lucy Foley

Trama: Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l'ultimo dell'anno insieme. Per Emma, l'ultima arrivata, l'unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l'occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell'esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l'ospite viene ritrovato - morto - tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l'ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l'unica single del gruppo. Chi è l'assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima?
 
Titolo: Morte nelle Highlands
Autore: Lucy Foley
Casa Editrice: Giunti
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 364
 
Il mio incontro con il giallo classico, quello di Agatha Christie, risale a molti anni fa. Frequentavo la quinta elementare e durante la ricreazione si svolgeva una lettura di gruppo, anzi di classe: Ginevra che aveva capelli ricci e biondi ed occhi azzurrissimi leggeva a puntate per il suo gruppetto di adepte, del quale facevo parte, "Polvere negli occhi". Ricordo e forse la memoria mistifica, il guanto nero di lana che spiccava in contrasto con la sua mano bianca che reggeva l'edizione Mondadori tascabile del libro. Erano brividi di paura quelli che ci assalivano ed era anche brama di andare avanti. Una sensazione bellissima, scandita dalla filastrocca macabra che tornava alla morte di ogni nuova vittima:
Canta una canzone da sei soldi, una tasca piena di segale. Ventiquattro merli chiusi dentro una focaccia. / Quando la focaccia è stata tagliata i merli si sono messi a cantare. Non era degno di un re un piatto così pregiato? / Il re stava nella stanza del tesoro a contare le sue monete, La regina era in salotto a mangiare pane e miele. / La servetta era in giardino a stendere il bucato, quando è arrivato un uccellino a beccarle via il nasino.
(quando mi aveva colpita all'epoca la cameriera morta con una molletta da bucato sul naso!!! dovrei rileggere il libro per vedere come gioca con me la memoria)


Negli anni successivi non ci sono più state letture condivise, ma io ho trascorso notti in bianco, durante le vacanze estive, a divorare i gialli della Christie che per me da allora è sempre rimasta un modello mai superato, Regina assoluta del genere, forse a tratti vagamente, ma mai completamente raggiunta da Ruth Rendell.
 
Questa lunga premessa per dire che negli anni non ho mai smesso di ricercare quell'identico brivido e quella sensazione di meraviglia unita all'orrore. Una fascinazione lugubre, un tributo al delitto perfetto con rassicurante finale in cui l'ordine viene ristabilito.
La trama del libro della Foley mi ha immediatamente fatto pensare alla Regina, anche se ad altri titoli, Dieci piccoli indiani in primis per l'ambientazione isolata in cui vittima e assassino si trovano in un gruppo ristretto di persone che ci vengono presentate nel dettaglio. La piccola scritta thriller che appare sulla cover del romanzo non mi ha sviata neanche per un momento, perché cercavo un giallo classico e questo prometteva di esserlo.
Si tratta di un libro che sviluppa la traccia in modo veramente originale, in quanto grazie ai continui salti temporali, pre e post delitto, il lettore brancola nel buio non solo sull'identità dell'assassino, ma anche su quella della vittima! Una trovata molto intrigante, anche se con il procedere del libro risulta sempre più evidente chi possa essere.
Un gruppo di amici che si conosce dai tempi della scuola si ritrova per trascorrere Capodanno in un resort isolato sulle rive di un lago. L'isolamento amplifica da subito i legami e le dissonanze presenti nella comitiva. Risultano evidenti antichi rancori, rapporti mai completamente risolti, giochi psicologici di dominio e di seduzione, scherzi pesanti e risentimenti mai sopiti. Nel gruppo ci sono la bella, quella riservata, il bello e vanesio, il simpaticone con la moglie frizzante, la coppia gay, il potenzialmente violento e la sua nuova fidanzata non ancora perfettamente inserita in equilibri consolidati, ma fin troppo desiderosa di compiacere tutti. Dal passato arrivano scorie tossiche e nessun personaggio risulta pienamente simpatico, tutti hanno un lato oscuro e nascondono qualcosa,  tutti sono potenziali assassini e potenziali vittime. A complicare ulteriormente un quadro non positivo si aggiunge una direttrice della struttura con un passato di dolore da dimenticare, un guardiacaccia con una fedina penale di un certo rilievo e due ospiti non previsti, due islandesi, che non sono per nulla rassicuranti (e mi mordo la lingua per non fare spoiler riguardo ad una certa scena "ricreativa" all'aperto che mi ha messo i brividi...veramente non sai mai cosa puoi trovare dietro ad una siepe, in una radura nel bosco).  
Bravissima l'autrice nel far crescere la tensione, nello svelare un po' alla volta i tratti abbastanza detestabili di tutti i personaggi, al punto che, confrontata con la vacanza di questa allegra brigata, l'idea di trascorrere il Capodanno guardando il countdown di Gigi d'Alessio in televisione sembra un'opzione molto tranquillizzante e addirittura consigliabile.
Il romanzo si legge in modo molto fluido e veloce, coinvolge ed incuriosisce. L'unico aspetto che non  mi ha convinta del tutto e mi ha lasciata insoddisfatta è stato il finale frettoloso ed è proprio lì che a mio avviso si è innestato il thriller, con maggior azione rispetto al giallo, senza contare un piccolo risvolto rosa che personalmente avrei sviluppato meglio o eliminato del tutto.
Ad ogni modo una buona lettura d'intrattenimento per gli amanti del genere, cattiva il giusto o quanto ci piace per poi far ritorno alle nostre vite, per contrasto molto più serene, senza dimenticare che forse alcuni rapporti che portiamo avanti da anni hanno  più ombre che luci e vanno trattati con molta attenzione.




 

venerdì 3 maggio 2019

Un caso speciale per la ghostwriter - Alice Basso

Titolo: Un caso speciale per la ghostwriter • Autore: Alice Basso • Editore: Garzanti • N.pagine 378 • Data di uscita: 2 maggio 2019 • Copertina rigida €17,90 • Ebook € 9,99

TRAMA
Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell'editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell'uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l'aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all'uomo che l'ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.


Ebbene eccomi qui, oggi dovrei parlarvi dell'ultimo romanzo di Alice Basso, il capitolo conclusivo della storia di Vani Sarca. Dico dovrei perché salutare per sempre un'amica non è mai semplice, la malinconia ti assale già mentre ti stai preparando ad incontrarla, perché sai che poi non la rivedrai mai più, ed è esattamente con questo spirito che ho affrontato la lettura.


Posso dirvi, senza ombra di dubbio, che ho trovato questo romanzo il migliore dei cinque, l'ironia e il sarcasmo riempiono ogni capitolo in maniera intelligente e senza mai risultare ridondanti, lo stile di scrittura che ho tanto amato nei romanzi precedenti qui risulta maturato, perfezionato, come sono maturati i personaggi, adattandosi al cambiamento in maniera assolutamente credibile.
Non voglio parlarvi della trama, che potete leggere qui sopra, perché non voglio togliere il piacere della scoperta a chi ha già letto i precedenti, come non voglio dare anticipazioni a chi fosse ancora in fase di recupero o non li avesse ancora letti del tutto (in questo caso correte a recuperare, prima che vi prenda a male parole: Vani è un personaggio che ogni lettore dovrebbe conoscere), ma una cosa ve la voglio dire, anzi ve la faccio dire da Alice:
"Si può ridere con un fondo di serietà estrema? A quanto pare sì."
e questo è quello che succede leggendo i suoi libri. 
Poi succede anche questo:
"Il tempo non si misura solo in orizzontale, sulla durata, ma anche in verticale , sulla profondità delle esperienze"
perchè il tempo che ho impiegato per leggere i cinque libri su Vani Sarca è riassumibile in una manciata di giorni (quest'ultimo libro divorato in DODICI ORE, grazie al fatto che sia uscito nell'unico mio giorno settimanale libero), ma in orizzontale, in termini di profondità esperienziale, è sensibilmente maggiore, è la storia di un'amicizia con un personaggio che racchiude in sè le caratteristiche che più apprezzo, le doti che vorrei avere e certi tratti che già mi appartengono. La sua crescita come personaggio è andata di pari passo con la mia crescita da lettrice.
"Ha detto che una volta il suo motto era "se solo me ne fregasse qualcosa". Perché una volta? Come mai è cambiato?"
Scuoto la testa. "Ci vorrebbero tre o quattro libri per raccontarlo. E non lo dico per dire: io i libri li scrivo."
In questo passo è racchiusa la genialità, la mente diabolica di Alice Basso che mi ha condotta per mano nella vita e nel mondo di Vani Sarca, seducendomi e poi abbandonandomi seduta sul ciglio del divano con l'ultima pagina davanti a me e la consapevolezza che la mia vita da lettrice che ora mi appare così vuota sia in realtà molto più ricca. Il problema è stato girare quella maledetta ultima pagina e provare a trovare una nuova lettura che potesse distrarmi dal pensiero che la mia amica continuerà la sua vita lontana da me, senza manco la consolazione di un messaggino whatsapp o una videochat Skype!


Concludo questo mio lungo vaneggiamento (perché di recensione non si può proprio parlare) con un messaggio:
Cara la mia Alice Basso, parafrasando una bravissima autrice italiana, in questo momento ti "sviterei la testa a sberle" per avermi tolto la possibilità di passare dell'altro tempo con Vani, non fosse che tu DEVI scrivere ancora per molto, moltissimo tempo, e regalarci qualche altro personaggio da amare alla follia (sì, hai capito bene, ti lascio in pace per mero interesse personale, vedi di non farmene pentire!) E ora vado a consolarmi con le patatine al formaggio!