venerdì 30 agosto 2019

Circe - Madeline Miller


Titolo: Circe • Autore: Madeline Miller • Editore: Sonzogno • Data di pubblicazione: 14 febbraio 2019 • N.pagine: 411 • Copertina flessibile € 19,00 • Ebook € 4,35

TRAMA
Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull'isola di Eea, non si perde d'animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino - con l'ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l'astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché - non più solo maga, ma anche amante e madre - dovrà armarsi contro le ostilità dell'Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov'è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare.


Ai tempi della scuola (sì, me ne ricordo ancora...non sono ricordi propriamente vividi, ma tant'è) mi appassionavano molto le lezioni sulla mitologia greca, passione che mi sono portata dietro per un po' di anni cercando pubblicazioni o filmati che trattassero i miti greci. Poi con il tempo questa passione è andata scemando e quando ho visto pubblicizzata in ogni dove l'uscita di questo romanzo, confesso di essere stata un po' titubante. Man mano che mi arrivavano feedback, uno più entusiasta dell'altro, da chi lo stava leggendo, la curiosità si è accesa, ma qualcosa mi continuava a frenare. Finché il "consorte Libridinoso" non ha deciso di farmi un regalo (probabilmente per zittire Laura) e il famigerato romanzo è arrivato sulla mia libreria, dove mi ha pazientemente aspettata finora. Ebbene, dopo averlo letto, mi sono data della cretina da sola (non infierite) per non averlo letto prima. 
Madeline Miller ha creato un piccolo gioiellino, riuscendo a far arrivare al lettore una figura, normalmente dipinta in maniera superficiale e negativa, in tutta la sua immortale umanità.
L'autrice è stata in grado di creare un racconto che abbraccia secoli, come se fossero un soffio, e con una narrazione scorrevole e coinvolgente ha saputo ricreare ambientazioni fedeli, raccontare di ire divine addentrandosi nelle dinamiche del mondo degli Dei, il tutto narrato non da una fredda visione esterna,  ma dalla voce carica di sentimento di Circe. 
Ed è proprio questa, a mio avviso, la forza di questo romanzo, e cioè l'aver filtrato ogni accadimento da un sentimento di connotazione compassionevole, il sentimento di una donna che ha subito l'emarginazione in famiglia, l'esilio per aver ceduto ad una passione così umana come la gelosia, che ha amato i mortali più di se stessa, come nessun'altra divinità.
La storia di Circe è segnata dal disprezzo che la sua famiglia nutre per lei, riassumibile nelle parole che la madre usa per descriverla 
"Circe è ottusa come una pietra. Circe possiede meno acume della nuda terra. I capelli di Circe sono arruffati come i peli di un cane. Se solo sento ancora una volta quella sua voce gracile. Di tutti i nostri figli, perché doveva restarci proprio lei? Non la vorrà mai nessuno."
La sua sensibilità la porta a comprendere le ragioni di Prometeo, condannato a torture eterne per aver donato il fuoco ai mortali, e a farle sue, provando un'empatia spesso dolorosa. 
Una volta condannata all'esilio, vive la sua nuova condizione quasi come una liberazione, concentrandosi nello sviluppare la sua magia, che scopre a poco a poco con non poche fatiche
"Lasciate che vi dica cosa non è la magia: non è un potere divino che sgorga con un pensiero e un batter d'occhi. La magia dev'essere creata e plasmata, pianificata e investigata, estratta, essiccata, sminuzzata e macinata, bollita, evocata con parole recitate e cantate. E ancora, può fallire, come agli dèi invece non succede."
Circe è conosciuta come la maga che trasformava gli uomini in porci, ma non ci si interroga mai sulle motivazioni che potrebbero averla spinta ad adottare questa pratica: l'episodio in cui ci viene narrata la prima volta in cui accade è quanto di più tragico e doloroso una donna possa sperimentare.
Anche il tanto narrato incontro con Ulisse è qui rappresentato in un modo completamente nuovo, attraverso gli occhi di una donna che ben poco ha di divino, una donna che si rivela in tutta la sua fragilità e vulnerabilità, nonostante abbia alle spalle esperienze di vita centenarie. Ulisse stesso non viene dipinto come l'eroe epico che conosciamo, ma ci viene mostrato anche il suo lato umano, le sue debolezze e i suoi aspetti meno amabili.
Il racconto non si ferma all'abbandono di Ulisse, ma prosegue rendendoci anche le figure di Penelope e Telemaco non solo per il loro ruolo di moglie e figlio di Ulisse e la loro eroica resistenza, quanto piuttosto attraverso i sentimenti suscitati in loro da tutto ciò che è accaduto e dalle conseguenze che ne sono derivate.
Il lettore percepisce chiaramente il senso di frustrazione di una donna che sente gravare sulle spalle il peso dell'immortalità, di una madre che prova l'impotenza nel sapere di non poter proteggere completamente il proprio figlio, ma anche la grande forza di volontà e il senso di potenza di una donna che lotta sola contro tutti.
Un libro che è ben più di un romanzo epico, ma un libro difficile da catalogare per la ricchezza dei suoi contenuti. Un libro che consiglio a tutti, sia che amiate la mitologia, sia che questa vi lasci indifferenti, perché Circe è prima di tutto la storia di una donna straordinaria.




mercoledì 28 agosto 2019

Dalle 3 ciambelle - L'estate sta finendo



AAAAHHHH! Lo sentite il profumo di gioia e soddisfazione nell'aria? È vero, fa ancora un caldo porco, ma siamo alle ultime battute, finalmente, le giornate si stanno già accorciando e se aguzzate vista e olfatto potrete vedere le prime foglioline che ingialliscono e sentire il profumo delle prime piogge rinfrescanti,  amati messaggeri di una stagione che sta arrivando, LA stagione, il nostro amato autunno! Quindi, commensali carissime, è tempo di lavare e impilare tutte le sedie di plastica, smontare tavoli e gazebo, e chiudere la terrazza estiva. 
Già, il tempo delle chiacchiere fino a notte tarda con sottofondo di cicale è terminato e ognuna di voi ritornerà a giocare individualmente. Come è andata questa esperienza in gruppo? Siete riuscite a consumare abbastanza portate da consentirvi di aggiudicarvi tutti i punti bonus?
Da oggi ha inizio la terza e ultima tappa della challenge, che si concluderà il 27 dicembre prossimo (freddo, copertina, tisana, stufa accesa, laggggggiooooiiaaaaa) e le regole ritorneranno ad essere quelle della prima tappa, MA... con noi mai niente è scontato, ormai dovreste saperlo! 
Come avrete già potuto vedere nel gruppo Facebook il menù è nuovo di zecca: ci sono pizze da due, tre e quattro obiettivi, mentre sono scomparse le pizze da cinque e da sei. 
Nelle pizze da due ingredienti troverete solo obiettivi generici, in almeno la metà di quelle da tre ingredienti (a sorpresa) troverete due obiettivi generici e un titolo imposto (nell'altra metà invece ci saranno tre obiettivi generici), mentre nelle pizze da quattro ingredienti troverete sempre tre obiettivi generici e un titolo imposto. Come sempre, per la scelta della pizza, ogni 28 del mese troverete un modulo nel gruppo Facebook, mentre per l'invio delle recensioni dovrete usare il modulo che trovate alla fine di questo post. 
ATTENZIONE! Vi invitiamo a leggere sempre molto attentamente la mail con la quale vi verranno inviati gli obiettivi da portare a termine, prestando particolare attenzione agli orari di stop per l'invio delle recensioni, perché varieranno di mese in mese. E non scordatevi Asdrubale: è sempre pronto ad aggiungere il suo tocco speciale in caso di bisogno!
Per finire vi riportiamo alcune regole che avevate trovato nel post di apertura:
Quando troverete il modulo nel gruppo Facebook, avrete tempo sino alle ore 20 dello stesso giorno per fare la vostra scelta; se per il mese in corso non avete intenzione di consumare il vostro pasto, potrete comunicarlo commentando il post col sondaggio. Se non riceveremo comunicazioni a riguardo e non sceglierete voi una pizza dal menù, provvederemo noi ad assegnarvene una.
Ogni commensale è libero di scegliere la pizza che preferisce, quindi la stessa pizza potrà essere scelta da più commensali, ma una commensale non potrà scegliere la stessa pizza più di una volta.
Le scelte non potranno essere modificate. Se non terminerete la vostra pizza, sarete costrette a saltare un mese.
ATTENZIONE! Se rimarrete ferme per tre mesi consecutivi sarete automaticamente eliminate dal gioco.
Terminata la pizza, la commensale avrà facoltà di ordinare un dolce o il caffè. Come ordinarli? Semplicemente, rispondendo alla mail che riceverete al momento dell'ordinazione della pizza. ATTENZIONE! Nel momento in cui deciderete di ordinare il dolce o il caffè, dovrete assolutamente portare a termine l'obiettivo entro la scadenza mensile, altrimenti verrete fermate per un mese.
Durante quest'ultima tappa, ogni commensale non potrà scegliere più di 18 obiettivi da portare a termine, COMPRESI dolci o caffè.
Per tutte le altre informazioni e regole vi rimandiamo al primo post; buone letture a tutte e soprattutto non rilassatevi troppo, lo sapete che con noi le sorprese sono sempre dietro l'angolo!
Ma...Lallinaaaaaaaaa!!! Hai tirato fuori la Failla dalla piscina prima di impacchettarla e metterla via? 
Ecco cos'era tutto questo silenzio! Che dite, la lasciamo lì?






lunedì 26 agosto 2019

Il respiro del sangue - Luca D'Andrea

Siete pronti ad avventurarvi nel Sud Tirolo, precisamente a Kreuzwirt, l'unico paese in Italia a non avere una chiesa che protegga le anime dei propri paesani dal leggendario Wanderer?


Titolo: Il respiro del sangue • Autore: Luca D'Andrea • Editore: Einaudi • N.pagine: 384 • Data di pubblicazione: 28 maggio 2019 • Copertina flessibile € 19,00 • Ebook € 9,99

TRAMA
È parecchio tempo, ormai, che Tony Carcano conduce un'esistenza appartata, costruita sulla routine. Le sole emozioni con cui entra in contatto sono quelle che descrive nei suoi romanzi, storie d'amore che gli hanno dato successo e benessere. Questo finché Sibylle, ventenne spericolata e affascinante, non irrompe nella sua vita sbattendogli in faccia una fotografia che lo ritrae piú giovane, sorridente, accanto al cadavere di una donna: la madre della ragazza. A quel punto Tony è costretto a riprendere in mano i fili di una vicenda che avrebbe voluto dimenticare, l'unica inchiesta della sua brevissima carriera di giornalista. E con Sibylle si inoltrerà fra le ombre della piccola, chiusa comunità di Kreuzwirt. Un paese che custodisce un mistero impensabile fatto di menzogne e di violenza, di avidità e di follia.


Ci troviamo nelle valli del Tirolo, dove le tradizioni sono ancora vive e le leggende popolari ben radicate e nello specifico in un paesino che la famiglia Perkman protegge da tempo, e dove, grazie a loro
"...non manca niente, tranne due cose. I poveri e i turisti. Solo aria pulita e gerani alle finestre."
Tanti sono i segreti conservati tra il bosco e la villa dei Perkman e tanta è la cura per tenerli racchiusi, evitando che sorgano domande, ma soprattutto che queste trovino risposta.
Tra gli abitanti di Kreuzwirt c'è Sibylle, ventenne irruente la cui madre, Erika Knapp detta Erika la Stramba, è stata trovata morta sulle rive del lago il 22 marzo di vent'anni prima. Suicidio, viene dichiarato. Sibylle è cresciuta dovendosi far scivolare le dicerie sulla madre e sui motivi della sua morte, sulla sua nascita e su chi potesse essere il padre.
Ormai ci ha fatto l'abitudine, ma il giorno in cui le viene recapitata una foto che ritrae il cadavere della madre con a fianco un giornalista sorridente, capisce che è giunto il momento di cercare risposte. Quel giovane giornalista è Tony Carcano e la sua carriera giornalistica è finita con quel servizio, che non si aspettava di dover scrivere e che lo ha segnato nel profondo. Ora è uno scrittore di romanzi rosa discretamente famoso, uno di quelli che si mette sempre in discussione, bonaccione, spesso goffo ma genuino e soprattutto arguto.
"Mi tranquillizzano ... le cattive recensioni. Significano che non sono un genio. I geni muoiono giovani e poveri, mentre io desidero una vita lunga e comoda."
(Ah, come vorremmo che tutti gli autori fossero così!)
Ed è a lui che Sibylle si rivolge, dopo un incontro non propriamente pacifico, per trovare le sue risposte.
Insieme rimesteranno nel torbido di un paese che custodisce gelosamente la sua storia e la storia dei suoi abitanti, e scopriranno intrecci impensabili, alleanze improbabili e segreti inconfessabili, coperti da credenze popolari che si spingono nel paranormale per creare il giusto grado di terrore capace di tenere alla larga chi è troppo curioso.
Scopriranno anche che negli ultimi vent'anni diverse ragazze giovani e bionde, come Erika, sono sparite nel nulla nelle zone circostanti a Kreuzwirt. Coincidenze? 
"Il respiro del sangue" non è un libro da leggere nei ritagli di tempo, richiede attenzione e concentrazione per potersi districare tra i numerosi personaggi e i loro intrecci e tra le alternanze di vicende passate e presenti, ma è un libro che vi catturerà, vi metterà di fronte alla fragilità umana e vi condurrà nei meandri della follia umana: sono rabbrividita quando ho ricondotto il titolo al suo reale e terrificante significato, che non è specificato espressamente, ma lo capirete, oh se lo capirete! 
Luca D'Andrea non ha nulla da invidiare ai tanto osannati autori di thriller stranieri, anzi, con questo romanzo riesce a ricreare in Tirolo atmosfere degne delle più cupe foreste del Maine.









venerdì 23 agosto 2019

Terra crudele - Ann Weisgarber

Trama: Nelle inospitali terre dello Utah, durante l’inverno del 1888, la trentasettenne Deborah Tyler aspetta che suo marito Samuel, che si guadagna da vivere come carradore, torni a casa da un viaggio di lavoro. È pieno inverno, Samuel ha un ritardo di settimane, e Deborah si sta preoccupando. Deborah vive a Junction, una piccola città di sette famiglie mormone, tutte lontane dalle rigide regole della chiesa, disseminate lungo il fondo di un canyon, e riesce a mettere da parte qualcosa curando frutteti e creando guanti da lavoro. Isolati dalle scogliere di roccia rossa che circondano la città, lei e i suoi vicini vivono separati dal mondo esterno, guardati con sospetto dai fedeli mormoni che mettono in discussione la profondità della loro fede. Quando una notte, uno sconosciuto, inseguito da un maresciallo federale si presenta disperato sulla soglia di casa in cerca di rifugio, Deborah non può fare a meno di accoglierlo, mettendo in moto una catena di eventi che stravolgeranno la sua vita. L’uomo, un devoto mormone, è in fuga dal governo degli Stati Uniti, che ha stabilito che la pratica della poligamia è un reato. Deborah e suo marito, pur non praticando la poligamia, fanno parte di una rete che aiuta coloro che sono perseguitati dalla legge. Gli uomini si presentano nella loro fattoria e, utilizzando un apposito linguaggio in codice, ricevono cibo, riposo notturno e una guida sino al prossimo avamposto. La donna accoglie perciò il fuggiasco, garantendogli rifugio. Eppure, non tutto è ciò che sembra, e quando il maresciallo viene ferito gravemente, Deborah e il migliore amico di suo marito, Nels Anderson, dovranno affrontare scelte difficili che metteranno in discussione la loro fede e il futuro di entrambi.

Titolo: Terra crudele
Autore: Ann Weisgarber
Casa editrice: Neri Pozza
Anno pubblicazione: 2019
Pagine:  302
Quest'estate si sta dimostrando generosa e mi regala una serie di belle letture, tutte diverse e tutte ugualmente intense. Ho avuto la percezione di aver trovato un libro molto valido quando arrivata a pagina 100 l'ho momentaneamente chiuso per riflettere su quanto avevo appena letto. Ho riassaporato le frasi, centellinandole, per poi buttarmi di nuovo a capofitto nelle vicende dei protagonisti con l'ansia di leggerne la conclusione. Ne sono stata coinvolta quasi a livello personale, perché la narrazione pur nella sua sobrietà ed essenzialità, conduce il lettore in un viaggio emotivo di forte impatto. Volendo trovare un sostantivo che rappresenti questo libro sceglierei a colpo sicuro la parola "dignità", seguita a breve da "pudore",  nella loro accezione migliore.
I protagonisti infatti affrontano una situazione complicata, una dura vita da coloni con grande dignità, senza mai lamentarsi e scadere nei comportamenti e nelle parole. Tutto in loro è misurato e contenuto, ma questa loro autodisciplina non riesce ad arginare quei sentimenti forti ed  puliti che li agitano e che vengono solo lasciati trapelare, con grande pudore e senso del decoro. Proprio questa contrapposizione tra dignità e complessità, tra pudore e passione che si cela in fondo agli occhi, regala delle pagine di una bellezza cristallina. Mi hanno emozionata moltissimo gli sguardi, le parole non dette, i pensieri dei protagonisti, l'amore semplice e profondo che allude senza volgarità ad una carnalità che è vera comunione di corpo e anima.
La trama ci porta in una situazione di grande tensione: siamo a fine '800, in quello che potremmo definire "il selvaggio West", all'interno di una comunità mormone dello Utah che forse si è distaccata da quella principale per poter vivere più liberamente, senza Chiesa e Vescovo e pertanto guardata con diffidenza sia dai "gentili", che dagli stessi mormoni osservanti. Capita però che ogni tanto un "fratello" inseguito dai federali, perché reo di praticare il matrimonio plurimo, arrivi dalle loro parti e chieda aiuto a Deborah, al marito di lei Samuel e al fratellastro Nels per mettersi in salvo. Tante volte i fuggitivi sono transitati senza lasciare ricordo, ma questo Braden, che piomba a casa della protagonista in piena notte mentre suo marito è assente, è diverso perché sembra avere una questione personale in sospeso con il maresciallo con lo sta braccando. Deborah è sola, spaventata e anche stanca di aiutare persone che hanno fatto una scelta che personalmente non pratica e non condivide (sua madre in quanto moglie plurima ha sopportato con grande dolore interiorizzato e mai espresso questa condizione). Per lei e il fratellastro del marito, Nels, al fianco di Deborah per aiutarla e sostenerla, si profilano scelte molto difficili, una battaglia tra dovere e desiderio di tranquillità. Molte e profonde le tematiche trattate: non solo l'amore in tutte le sue declinazioni, ma anche la convivenza tra diverse comunità e modi di pensare, la Fede e il libero arbitrio.
Poi, oltre a questo, nel libro troverete tutto quello che non si può rendere in una recensione, ma che bisogna cercare direttamente nella lettura. Ne vale la pena.
Chiudo con una precisazione. Il titolo originale è The Glovermaker poiché la protagonista è un'abile guantaia. Deborah possiede un quaderno nel quale registra la stoffa,  il filo usato e le misure di ogni guanto che ha confezionato. Rileggendo le sue note, accarezzando i campioni delle stoffe usate, lei accarezza, con quel pudore che ribolle di sentimento, tutte le mani delle persone che ha amato.


 
 
 

venerdì 16 agosto 2019

Una volta è abbastanza - Giulia Ciarapica


Titolo: Una volta è abbastanza • Autore: Giulia Ciarapica • Editore: Rizzoli • Data di pubblicazione: 2 aprile 2019 • N.pagine: 365 • Copertina flessibile € 19,00 • Ebook € 9,99

TRAMA
L'Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d'Ete, un borgo sperduto dell'entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell'ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe. Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore - capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l'occasione giusta - quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l'amore che le unisce è viscerale. A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall'esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell'industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco. Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.


Oggi vi parlo di un libro che ho acquistato appena uscito e poi riposto in libreria, perché sentivo che quello non sarebbe stato il momento migliore per intrufolarmi tra le vie di Casette d'Ete e passare un po' di tempo tra i suoi abitanti. Per me i libri funzionano così, devono chiamarmi. Ed è successo in questo inizio agosto, con l'afa a mozzarmi il respiro, che Annetta e Giuliana mi chiamassero.
"Una volta è abbastanza" è il primo volume di una trilogia e a differenza di quello che accade solitamente in questi casi, non si percepisce la lentezza tipica della parte introduttiva di personaggi e ambientazioni, anzi, nel giro di un paio di pagine si viene catapultati tra le vie di questo paesino marchigiano a metà del 1945 e si partecipa alla vita dei loro abitanti quasi come se si fosse uno di loro.
La forza di questo romanzo sta proprio nel racconto della quotidianità che, se pur lontana dalla nostra, ha il sapore dei racconti delle nostre madri e delle nostre nonne, di un passato che ci appartiene e ci accomuna.
"Un mondo che ha insegnato agli uomini come si vive morendo un poco alla volta, con discrezione."
Tra queste pagine si incontrano la vita e la morte, l'amore, ma soprattutto la storia: non solo la storia di una famiglia e del suo paese, ma la storia di una nazione che ha pianto le proprie perdite umane e materiali a causa della guerra e che con le sue sole forze si è orgogliosamente rialzata e si è costruita un futuro con il sudore della fronte.
Fonte: web
Tante volte  mi è capitato, sfogliando vecchie foto in bianco e nero, di sentire i racconti di mia mamma delle dure giornate di lavoro nei campi, della meraviglia delle prime trasmissioni televisive, della gioia dei primi giretti su una Fiat 500 su strade non più polverose, ma finalmente asfaltate, e in ognuno di quei racconti la cosa che arrivava dritta al cuore senza mai venire espressa a parole, era l'orgoglio di avercela fatta da soli, per quanto piccole potessero essere state le conquiste. Questo è il mondo che Giulia Ciarapica ci racconta, attraverso la storia di Annetta e Giuliana e del riscatto di Casette d'Ete le cui botteghe di ciabattino pian piano si sono trasformate nel cuore dell'industria
Fonte:web
calzaturiera di qualità. Annetta e Giuliana, due sorelle forti, nel fisico e nello spirito, caparbie nel perseguire i propri obiettivi, fiere nel riconoscere le proprie fragilità e farne il loro punto di forza. Tanto egoista nell'amare per prima se stessa Annetta, quanto generosa nell'accettare i difetti altrui Giuliana, più che per le loro caratteristiche sono accomunate dall'amore per Valentino, un uomo capace di amare in maniera passionale e viscerale la donna che sceglie di avere al suo fianco, il classico uomo al cui fascino si fatica a resistere, ma che a volte si prenderebbe volentieri a schiaffi (io un bel manrovescio glielo avrei tirato in almeno un paio di occasioni).
"Ogni sbaglio dovrà avere un solo nome, il tuo. Dovrà essere tuo e di nessun altro. Solo questi sono gli sbagli giusti."
Annetta, Giuliana e Valentino sono i personaggi principali, ma Giulia Ciarapica è stata in grado di tratteggiare anche tutti i personaggi secondari in modo da renderli riconoscibili e memorabili. La Fefena, Giovanna, Rita, Sandra, Alberto, Filomena, Gigio, Bianca Maria, Gianna, sono tutti nella mia mente, ma più di ogni altro un personaggio mi è rimasto impresso, e non in modo positivo: Laurina, la mamma di Valentino, per la quale ho nutrito speranze di una tragica fine fin da subito!
Insomma, un libro che consiglio a tutti gli amanti delle saghe familiari raccontate in modo semplice e diretto, condite da divertenti espressioni dialettali.
Concedetemi un piccolo messaggio per l'autrice: carissima Giulia, ti sembra il modo di lasciare appesi al palo i tuoi lettori? Che sono finali da scrivere quelli? Lo sai qual è il primo pensiero che ho avuto dopo aver letto l'ultima frase? "Pozza pijatte un ‘ngorbu!"





martedì 13 agosto 2019

Fiume Europa - Andrea Atzori, Andrea Pau Melis

Trama: Erano in sei, sei ragazzi in un mondo stravolto. Un mondo che si è sgretolato sotto i loro occhi, quando i nazionalismi si sono inaspriti, i confini sono diventati muri. E l'Europa intera è finita. Per loro quel Convitto in Svizzera doveva essere un rifugio, ma è diventato una condanna. Quando tutti quanti, i professori e gli altri ragazzi, sono scappati, hanno promesso che qualcuno sarebbe tornato a prenderli. Ma non è tornato nessuno. Quattro lunghi anni. Hanno imparato a sopravvivere con quel che avevano e che riuscivano a procurarsi. Adesso che uno di loro è stato brutalmente ucciso, i cinque sopravvissuti sanno che è il momento di andare via. Ma dove? Un viaggio attraverso un mondo desolato, alla ricerca di una speranza. La speranza che l'Europa possa risorgere dalle proprie ceneri. Età di lettura: da 12 anni.
Titolo: Fiume Europa
Autori: Andrea Atzori e Andrea Pau Melis
Casa editrice: Einaudi Ragazzi
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 219

Un libro appena pubblicato e che ha destato subito il mio interesse. Sempre più spesso ultimamente mi perdo in pensieri cupi, sera dopo sera, che riguardano non tanto la mia vita privata, ma il futuro del nostro Paese, della mia Europa che purtroppo ho visitato così poco e che mi è sempre stata cara. A prescindere. L'idea della nostra identità comune, le differenze a rimarcare, per contrapposizione, i punti di contatto. Da quando ne ho memoria ho sempre sentito un senso di appartenenza e di orgoglio per il fatto di essere italiana ed europea e non sempre in questo ordine. La Brexit è un colpo dal quale non mi sono ancora ripresa: il mio sogno resta sempre un'Europa unita, forte nel confronto e nelle sue fondamenta democratiche.
In questo libro lo scenario è apocalittico, ma non così fantascientifico: i muri sono stati eretti e poi sono stati fatti saltare in aria. Ci troviamo in un' Europa distrutta, post bellica, ancora nel caos più completo senza che nessuno abbia ricostruito qualcosa. Sei ragazzi ed un cane sono rimasti ad aspettare per ben quattro anni in quello che era il loro collegio in Svizzera che qualche adulto tornasse a prenderli, rivendicando una saggezza superiore, la nascita di qualcosa di nuovo.
A pagina 11 la macabra scoperta: uno dei sei ragazzi è stato brutalmente ucciso. Non è più tempo di attendere un aiuto esterno e i cinque superstiti con il cane Erasmo partono lungo il fiume alla ricerca di una salvezza. Ogni decisione viene presa democraticamente, votando. Si è legittimati a parlare solo quando il cane Erasmo ti sale in braccio. Uno di loro è italiano, una è siriana, una è tedesca e gli altri due? Ma è veramente così importante? Come italiana ho apprezzato molto che il personaggio di Bombo, l'amante dei libri e in un certo senso l'intellettuale, fosse un mio connazionale. I libri, il sapere del passato e la Storia gli stanno a cuore, come se lui fosse il custode di ciò che è stato, per andare avanti senza dimenticare. Bombo l'idealista, Mathias il pragmatico, Fatmeh la coraggiosa, Joséphine come Proserpina, Lotte quella insicura e tutti insieme un gruppo coeso, che si confronta su tutto, litiga a tratti, ma si sostiene anche nella disillusione più totale:

E allora cresci, Vittorio Emanuele, - rispose Mathias, senza perdere il controllo. - Lo abbiamo fatto insieme senza questa merda, accidenti a te; tu e io e noi tutti siamo cresciuti; soltanto che tu ti ostini a considerare quello che succede a te come una questione tra te e la civiltà; tra te e la Storia, il mondo. Be', eccoti servito. Apri gli occhi. La civiltà ce la siamo mangiata, la Storia non frega più niente a nessuno e il mondo è vuoto. Non è che non ci sono i buoni. Non ci sono né loro, né i cattivi. Solo i pazzi. E qualche bambino come noi. E basta. Benvenuto in Europa.

Una storia che procede veloce, piena di azione e di colpi di scena, a tratti desolante nella sua crudezza, come se non fosse rimasto più nulla, nessun ideale e nessun sentimento, a parte l'amicizia che lega i cinque ragazzi e il cane. Procedono a tentoni, in un viaggio della speranza nel quale si imbattono solo nelle macerie del passato e in pericolosi nemici senza volto, senza identità. Una giungla anche emotiva, in cui conta solo la sopravvivenza. Eppure il gruppetto non può che procedere, visto che alle spalle non c'è più nulla. Un libro duro che mi è parso necessario, anche se spero non profetico. Una denuncia nei confronti di ogni tipo di nazionalismo: da soli non si può andare da nessuna parte, soprattutto a discapito gli uni degli altri.
Penso che sia una lettura da consigliare proprio per la sua ruvidezza. Offre interessanti spunti di riflessione e regala anche una forte emozione nel finale. Una parola di speranza, ma non la soluzione. Quella andrà scritta proprio dai giovani lettori, che da noi stanno ricevendo un'eredità tanto scomoda.





venerdì 9 agosto 2019

Il forno è ancora tiepido - Laura Barile


Titolo: Il forno è ancora tiepido • Autore: Laura Barile • Editore: Edizioni Leima • Data di pubblicazione: 6 giugno 2019 • N.pagine. 111 • Copertina flessibile € 18,00
TRAMA
Sandra, Celeste, Nina, Anna, Veronica. Cinque donne diverse, ognuna con le proprie fragilità e paure, i propri sogni e i propri desideri, si raccontano in prima persona in un intreccio sempre più toccante che culminerà in un finale corale.
Le emozioni saranno tangibili, si darà il via a teneri ricordi e a nuovi legami. Insieme troveranno il modo di alleggerire il cuore da pesi enormi e di addolcire il palato.

- Nel libro, oltre alle storie delle nostre protagoniste, anche le ricette dei dolci che amano preparare, corredate da fotografie a colori -


Forse già saprete che tra le mie passioni c'è la cucina, in particolar modo la preparazione di dolci (sì, ok, con i biscotti devo ancora prendere confidenza, ma prima o poi supererò questo limite).
Questa mia passione mi porta a girovagare per la rete alla ricerca di ricette da sperimentare, e uno dei blog che seguo con piacere è Alchimiablog per due motivi: primo per le ricette che propone, alla portata di tutti e sempre garanzia di successo, secondo perché il garbo e la dolcezza di Laura sono gli ingredienti speciali delle sue ricette.
Quando ho saputo che proprio lei aveva scritto un libro, per di più edito dalla CE di un amico, non vedevo l'ora di averlo tra le mani.
Renato e Azzurra della Edizioni Leima me ne hanno carinamente spedito una copia e per un paio di pomeriggi mi ci sono immersa e l'ho "assaporato" trovandoci ciò che mi ero immaginata: una lettura che profuma di burro, di amicizia e di maternità, di buoni sentimenti, semplici ma profondi, un libro piacevole da gustare come una fetta di plumcake appena sfornato.
Tra le sue pagine scoprirete cinque storie tutte al femminile, fatte di quotidianità, di gesti ripetuti e ricordati, di accadimenti ordinari che solo la sensibilità di una penna delicata come quella di Laura fa diventare straordinari, esaltando la bellezza dei piccoli gesti.  Ognuna di queste donne è la somma delle esperienze vissute, dei  piccoli fallimenti e degli sforzi fatti per superarli e i loro racconti sono la conferma del potere salvifico dell'amicizia, della potenza di una parola detta nel momento giusto e della forza di una mano tesa quando la terra vacilla sotto ai piedi.  

"Sandra non aveva quel coraggio. Non sapeva neanche dire se ci volesse davvero coraggio per salire su una treno all'improvviso. Semplicemente non era da lei. Lei aveva desideri mansueti e molto semplici. Eppure, sembravano irrealizzabili."

Sandra, Celeste, Nina, Anna, Veronica riuniranno le loro voci alla fine del racconto, quando si ritroveranno tutte insieme in un luogo che racchiude la magia dei libri e il profumo dei dolci fatti con amore, una sorta di club del libro, dove prima di tutto ci sono le storie di chi ne fa parte, unite dall'amore per i libri e la buona cucina. L'unica cosa che ho sentito lontana dal dal mio modo di essere è stata la scelta fatta da Sandra in un particolare frangente della sua vita, inoltre, se posso muovere un appunto a questo libro, mi sento di dire che è troppo breve: avrei infatti voluto sapere molto di più sulle vite di queste cinque donne, entrare di più nel loro vissuto e nei loro cuori, e confido che l'autrice vorrà regalarci altre storie come queste, magari con qualche pagina in più.
Alla fine del libro c'è un regalo che Laura ha fatto a tutti i suoi lettori: una raccolta delle ricette che si incontrano durante la narrazione, corredata da piccoli estratti che rimandano a parti del libro (questa a mio avviso è una piccola chicca) ed è a una di queste ricette che mi sono ispirata per la realizzazione del dolce che vedete in foto. Ora non mi resta che provare tutte le altre, nell'attesa che Laura scriva la prossima storia. 


lunedì 5 agosto 2019

Il destino dell'orso - Dario Correnti


Titolo: Il destino dell'orso • Autore: Dario Correnti • Editore: Mondadori • Data di pubblicazione: 2 luglio 2019 • N.pagine 403 • Copertina rigida € 19,50 • Ebook € 10,99
TRAMA
In una valle svizzera, un giorno di luglio, un industriale milanese viene sbranato vivo da un orso. Marco Besana, giornalista di nera con troppi anni di lavoro alle spalle e altrettanta disillusione addosso, è costretto controvoglia a occuparsi di quella strana morte. Sarebbe facile archiviare il caso come un incidente di montagna se Ilaria Piatti, giovanissima reporter, perennemente precaria, non fosse convinta di avere davanti un serial killer. Molto più feroce di qualunque animale. Ilaria e Marco, accompagnati dal cane Beck's, lasciano Milano e partono per l'Engadina. E lì scoprono una catena di morti orribili e misteriose, tutte apparentemente accidentali: un uomo caduto in un crepaccio, uno carbonizzato nel suo aereo privato, un altro mummificato in un bosco. La sequenza non può essere casuale. Anche se la polizia locale non collabora e in redazione nessuno crede in loro, i due cronisti non si danno per vinti. Sono sicuri di avere di fronte un soggetto molto pericoloso, che uccide le sue vittime con armi non convenzionali, in modi originali e sofisticati. E sembra ispirarsi alla più famosa avvelenatrice seriale del Settecento, Giovanna Bonanno, conosciuta come la Vecchia dell'Aceto.


Secondo romanzo a firma Dario Correnti (pseudonimo dietro il quale si nascondono due misteriosi autori) con protagonisti Marco Besana e Ilaria Piatti, due giornalisti "drogati" di cronaca nera; in pensione lui, alle prime battute lei (e con difficoltà ad avere un incarico stabile), entrambi con la nera nel sangue. Nonostante i pochi fondi messi a disposizione dal giornale, nonostante la crisi dell'editoria che porta ad investire più sul glamour che sulla cronaca, quando la Piatti sente puzza di serial killer l'unica cosa che Besana può fare è assecondarla e accompagnarla tra le montagne svizzere.
Fonte: web
È proprio questo lo scenario della nuova indagine che i due cronisti si ritrovano a seguire, dove la Milano "bene" e snob passa le vacanze, tra cene e cocktail dove tutti conoscono tutti e si stringono alleanze d'affari e dove non è tutto oro quel che luccica. Una serie di morti archiviate come accidentali e apparentemente non collegate tra loro risvegliano il sesto senso di Piatti, che non riesce a convincersi che quelle morti siano slegate e che non troverà pace finché non individuerà il particolare stonato, quello che farà luce su alcune incongruenze sospette.
Se nel romanzo precedente "Nostalgia del sangue" le vicende narrate si alternavano a quelle di Vincenzo Verzeni, il primo serial killer della storia italiana, in questo romanzo sarà il racconto del processo a Giovanna Bonanno,
Fonte: web
un'avvelenatrice seriale vissuta nel 1700, a fare incursione nelle vicende odierne, dando modo alla storia di prendere corpo e direzione. Attraverso capitoli brevissimi la narrazione diventa più appassionante via via che l'indagine procede rendendo difficile interrompere la lettura anche per una breve pausa.  Molto ben delineata è anche l'evoluzione dei personaggi di Besana e Piatti e il modo in cui il loro rapporto si consolida rimanendo sempre sul piano dell'amicizia quasi fraterna. Per Ilaria c'è un passato tragico e pesante che rivendica attenzioni, mentre per Marco prende il sopravvento il ruolo di padre alternato a quello dell'uomo che avverte la necessità di sentirsi di nuovo importante per una donna, con tutti i rischi che l'avventurarsi in un nuovo rapporto comporta.
Un romanzo avvincente che pagina dopo pagina conduce il lettore ad un finale inaspettato e sorprendente, un thriller degno di questo nome, una seconda prova superata in modo brillante.
Ora non mi resta che attendere una nuova avventura del duo Besana-Piatti, nella speranza che vengano soddisfatte alcune curiosità sul passato di Ilaria, un personaggio che merita di essere approfondito e al quale mi sono affezionata senza quasi rendermene conto.
Ringrazio Mondadori per la copia cartacea.




giovedì 1 agosto 2019

Cambiare l'acqua ai fiori - Valérie Perrin

Trama: Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.

Titolo: Cambiare l'acqua ai fiori
Autore: Valèrie Perrin
Casa editrice: edizioni e/o
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 476


I romanzi destinati a sorprenderci e a regalarci un brivido si incontrano raramente e spesso per caso, cercando tra le novità in libreria, senza che nessuno ce li abbia consigliati. Sono doni preziosi, che ci sembrano più intimamente nostri perché li abbiamo scoperti in mezzo ad una moltitudine di cover sgargianti o di titoli ammiccanti. Abbiamo trovato il nostro diamante grezzo ed è venuto a noi come obbedendo ad un richiamo: il libro ci stava cercando e noi senza saperlo eravamo pronti ad accoglierlo.
Leggendo "Cambiare l'acqua ai fiori" ho letto più storie nella stessa e l'autrice è riuscita a sorprendermi e non una sola volta, all'improvviso. Ha reso la bellezza e il dramma di una vita per alcuni aspetti normale, ma non ordinaria un vero giallo, dove di giallo c'era solo l'ineluttabilità della morte, che arriva per alcuni troppo presto e per altri nei tempi più prevedibili. Per natura diffido delle storie troppo drammatiche, ma qui l'autrice mi ha condotta alle lacrime senza lasciarmi il tempo di metabolizzare i fatti e di fare marcia indietro. Mi ha travolta e mi ha fatta singhiozzare come non mi capitava da tempo e il mattino dopo mi sono svegliata impregnata di tristezza. Valérie Perrin però ha saputo anche inondarmi di poesia e di desiderio di vita: mi ha regalato un bouquet di sentimenti nel quale non mancava nulla.
Mirabile la costruzione della storia che si dipana su più livelli temporali, svelando lentamente cosa ha portato Violette a decidere di diventare "la signora del cimitero". Un passato difficile, un vissuto quasi inaccettabile da un certo punto in poi, un futuro incerto ed un presente malinconico, ma ugualmente affascinante. C'è molta grazia tra queste pagine, c'è poesia, c'è bellezza e anche tanta incomunicabilità che rende i rende i comportamenti di chi ci sta vicino un vero enigma impossibile da decifrare. Ci sono anche amici che risanano le ferite, vita che si sostituisce alla morte.
Non voglio svelare nulla di più perché se lo facessi rovinerei quel perfetto meccanismo ad incastro costruito dall'autrice, indicherei la strada per uscire da quel complesso labirinto nel quale a nostra insaputa ci ha portati. Bisognerà avere pazienza, adeguare il nostro passo al suo, godendoci ogni pausa, ogni indizio, ogni particolare stridente che si contrapporrà con violenza alla delicatezza di molte situazioni.
Non dico che questo sia un romanzo indicato per ogni tipo di lettore, ma non temo di venir smentita se affermo che è un romanzo unico, intenso e suggestivo. Struggente.
A fine lettura non potrete che concordare, prima di correre in libreria ad acquistare Le regole della casa del sidro di John Irvin, nel tentativo di restare con Violette ancora per un po'.
 
(P.S. Per capire se è il libro che fa per voi andate in libreria, apritelo a p. 204 e leggete l'elogio funebre di Marcel Gambini.)