lunedì 31 dicembre 2018

Ellie all'improvviso - Lisa Jewell

Chiudiamo l'anno in bellezza con la recensione di un libro che mi ha letteralmente tenuta incollata alle sue pagine, tanto da leggerlo in solo un giorno e mezzo, sfruttando ogni momento possibile per continuare la lettura.

Titolo: Ellie all'improvviso • Autore: Lisa Jewell • Editore: Neri Pozza • N. pagine 300 • Anno di pubblicazione 2018 • Copertina flessibile € 18,00 • Ebook € 9,99

TRAMA
Laurel Mack ricorda bene com'era la sua vita dieci anni prima, quando aveva tre figli anziché due: un accumulo di faccende da sbrigare, crucci e bollette scadute. Una vita che, con il senno di poi, le appare assolutamente perfetta. Perché una mattina, sua figlia Ellie, la figlia prediletta, quella con cui andava maggiormente d'accordo e di cui era più orgogliosa, era uscita di casa e non era più tornata. Da quel giorno di maggio del 2005 in cui Ellie è svanita nel nulla, non ci sono stati sostanziali sviluppi nelle indagini sulla sua scomparsa. Felpa nera con il cappuccio, jeans sbiaditi e scarpe da ginnastica bianche, Ellie era una qualsiasi adolescente con uno zainetto in spalla quando è stata avvistata l'ultima volta in Stroud Green Road, alle dieci e quarantatré del mattino: da quel momento le sue tracce si sono perse nel nulla, al punto che persino la polizia si è rassegnata e ha liquidato il caso come la fuga da casa di una ragazzina ribelle. Dieci anni dopo, Laurel sta provando a fare i conti con questa incomprensibile verità. Paul, il suo ex marito, ha una nuova compagna e i suoi due figli, Hanna e Jake, sono andati a vivere altrove. Tutti sembrano andare avanti, tutti sembrano essersi fatti una ragione della scomparsa di Ellie, tranne lei. Finché un giorno, in un bar, la sua attenzione viene catturata da un affascinante sconosciuto. Occhi grigi, capelli brizzolati e scarpe eleganti, l'uomo ordina una fetta di torta, prende posto nel tavolo accanto al suo e le rivolge un ammaliante sorriso. Inaspettatamente, Laurel sente qualcosa che si scioglie dentro di lei, un barlume di speranza. Che questo incontro rappresenti una seconda occasione di felicità? Floyd, questo il nome dello sconosciuto, non esita a invitarla a cena e, poco dopo, a presentare a Laurel le sue due figlie, avute da due diverse relazioni. Ma dinnanzi alla più piccola, Poppy, di nove anni, Laurel resta senza fiato: la bambina è infatti il ritratto di Ellie. La stessa fronte spaziosa, le palpebre pesanti, la fossetta sulla guancia sinistra quando sorride. All'improvviso, tutte le domande rimaste senza risposta che hanno tormentato Laurel per anni tornano a galla. Perché guardare quella strana bambina è come guardare sua figlia? Cosa è successo veramente a Ellie? È davvero scappata di casa, oppure c'è una ragione più sinistra per la sua scomparsa? Ma soprattutto, chi è Floyd davvero? Una storia dove niente è quello che sembra e tutte le certezze della vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.
Laurel ha una famiglia normale, tre figli, un marito, un gatto, una casa e mille cose da dover sbrigare durante la giornata. Una famiglia come tante.
Quella famiglia, in un giorno normale, viene sconvolta da un fatto inimmaginabile, un evento che non è normale prevedere: la scomparsa di una delle figlie. La "preferita" di Laurel, quella con la quale aveva un rapporto perfetto. Le indagini vertono su un allontanamento volontario, ma Laurel sa che Ellie non sarebbe scappata senza una parola, non ne aveva motivo, non Ellie. Per dieci anni Laurel si consuma nel dubbio più atroce, sapere se la figlia è morta o ancora viva da qualche parte; mese dopo mese la sua voglia di vivere si consuma insieme al suo essere madre e moglie, riducendosi ad un involucro vuoto, allontanando chiunque le graviti intorno. Fino alla svolta che pacificherà i suoi tormenti, solo per catapultarla in un nuovo abisso.
Ellie all'improvviso non è un thriller in senso stretto, perché già prima della metà è intuibile quanto possa esserle capitato, chi l'abbia allontanata dalla sua famiglia e forse anche il perché, ma la tensione non cala mai, neppure per un momento. Immaginare gli accadimenti ben prima che Laurel possa conoscerli non ha tolto gusto alla lettura, anzi, l'urgenza di conoscere i particolari, accompagnato al terrore di sapere hanno fatto di questa lettura una delle più coinvolgenti degli ultimi tempi. La narrazione dal punto di vista dei vari personaggi è un punto di forza di questo romanzo, dando al lettore la possibilità di entrare a fondo nella psicologia di ognuno dei narranti. Ogni personaggio mi ha regalato sensazioni che sono rimaste anche a lettura terminata: Paul e la sua calma ragionevolezza, Sarah Jade e la sua fragilità di figlia insoluta, Poppy e la sua finta perfezione, Hanna e la sua remissività, e infine Floyd...uno dei personaggi più complessi e difficili da inquadrare. C'è poi un altro personaggio, del quale non farò il nome, lascerò che lo scopriate leggendo, che mi ha creato un senso di repulsione e di disgusto, uno dei personaggi più raccapriccianti che io abbia mai incontrato, sua è una delle frasi più agghiaccianti mai lette, una frase che mi ha lasciata letteralmente senza fiato.
La struttura a capitoli brevissimi è un altro aspetto che rende scorrevole la lettura e aumenta il desiderio di capire, di conoscere, di macinare pagine su pagine, fino ad un epilogo forse scontato, ma direi meritato.
Un'autrice che vorrei conoscere meglio, un libro che non dimenticherò facilmente. 




venerdì 28 dicembre 2018

Dalle 3 ciambelle - La pizza è servita!


Il momento è arrivato, commensali carissime!

Il pizzaiolo ha già messo la legna nel forno, la nostra pasticcera sta pesando farina e montando panna, cercando di tenere la cassiera lontana dal forno... Lallììììììì, vai subito al tuo posto!
Tutti i tavoli sono stati apparecchiati e la cameriera ha appena indossato la sua divisa nuova nuova (e c'è ancora da scoprire chi sia la carogna che ha deciso che servivano le scarpe coi tacchi).

Siete pronte? Vi è piaciuto l'aperitivo? Siete affamate al punto giusto?
Noi siamo qui, pronte a sfornare pizze e dolci per voi, sperando di trascorrere un altro anno fatto di letture e divertimento!

In questi giorni abbiamo cercato di risolvere tutti i vostri dubbi e di rispondere a tutte le vostre domande nel gruppo Facebook riservato a voi commensali.
Come sempre, vi ricordiamo che giocando sarà tutto più facile e più comprensibile, ma se aveste ancora delle curiosità da soddisfare potete farlo in gruppo, ricordandovi di taggarci sempre tutte e tre, o inviandoci una mail al seguente indirizzo:

ciambelle.challenge@gmail.com

Presumendo che conosciate già le regole e che le abbiate seguite tutte (occhio, noi controlliamo!), evitiamo di ammorbarvi con i soliti ripassi e, invece, vi lasciamo il modulo che dovrete usare per inviare tutti i link della prima tappa, che si concluderà il 27 maggio 2019. Salvate questo modulo tra i preferiti, così da averlo sempre a portata di mano.
Mi raccomando, fate attenzione quando compilate il modulo: leggete bene le richieste e inserite tutto ciò che serve, altrimenti la vostra recensione verrà respinta. Nel caso in cui doveste accorgervi di averlo compilato male o cliccaste per sbaglio sul tasto INVIO, avvisateci in gruppo e inviate nuovamente tutto.

Se avete bisogno di una ripassata per ciò che riguarda la divisione in tappe, le regole e i premi in palio, trovate tutto nel primo post.

Buon appetito a tutte...

sabato 22 dicembre 2018

[Questa volta leggo...] Isola di Neve - Valentina D'Urbano

Torna l'appuntamento con la rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvoleLe mie ossessioni librose e La Libridinosa. L'argomento scelto per il mese di dicembre è "...un libro con neve in copertina o nel titolo" e la nostra scelta è caduta sull'ultimo romanzo di Valentina d'Urbano che abbiamo letto entrambe contemporaneamente.
Titolo: Isola di neve • Autore: Valentina D'Urbano • Editore: Longanesi • Anno di pubblicazione 2018 • N.pagine 500 • Copertina rigida € 19,90 • Ebook € 9,90

TRAMA
Un'isola che sa proteggere. Ma anche ferire. Un amore indimenticabile sepolto dal tempo. 2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L'unico suo rifugio è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida - l'isoletta del vecchio carcere, abbandonato -, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull'isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant'anni: la storia di Andreas von Berger - violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida - e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L'unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull'isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l'unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell'isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Questo libro, pagina dopo pagina, ci ha avviluppate in due storie contemporaneamente, senza mai lasciarci intendere, fino a 50 pagine dalla fine, quale fosse il vero legame tra la vicenda di Andreas e Neve nel 1952 e quella di Manuel e Edith nel 2004. Eppure il filo rosso era sempre presente, salvo poi nascondersi tra le pieghe del tempo, mentre l'autrice confondeva le carte con destrezza, senza mai mentire. Abbiamo deciso di parlarvene ascoltando il concerto per violino di Vivaldi "La tempesta di mare" perché cosa si legge a fare se non per entrare completamente in una storia? E in questo romanzo la musica ha un'importanza fondamentale perché simboleggia un contatto tra due amanti che non si possono amare e fa da tramite, amplifica e dona voce ad un sentimento.
Indimenticabile la protagonista Neve, chiamata Tempesta da Andreas, perché è un altro di quei personaggi della D'Urbano che ti scorticano l'anima. Neve donna bambina, picchiata costantemente da un padre ignorante e violento, cresciuta senza mai aver nulla per sè, se non le mani già vecchie dal troppo lavoro. Neve indomita, a rischio della sua stessa vita, malvestita, denutrita, affamata di vita e d'amore. Mai vinta.
"Prigioniera di tutto, libera da niente."
Cinquanta anni dopo il giovane Manuel approda sull'isola di Neve, che è la stessa in cui hanno vissuto i suoi nonni, con un bagaglio pesante di questioni irrisolte e il desiderio di sprofondare in se stesso, lontano da tutto. Incontrerà invece Edith, una giovane violinista tedesca, che è arrivata sulla stessa isola per risolvere un mistero, seguendo le tracce di Andreas e Neve. Le due storie a poco a poco si fonderanno per condurre il lettore ad un epilogo per certi versi malinconico e per altri di speranza.
"Ognuno soffre a suo modo, e cerca di nasconderlo come può."
Ognuno dei personaggi che abitano le due storie viene tratteggiato con una perfezione chirurgica, la sua peculiarità viene messa in evidenza tanto da essere perfettamente riconoscibile già dopo poche pagine.
La forza di Neve contrapposta alla debolezza della madre, la brutalità di Santo, il padre di Neve, contrapposta alla delicatezza di Andreas, l'integrità di Libero e la disperazione di Manuel sono gli elementi che incatenano il lettore alle pagine, e mentre ci si appassiona alle loro vicende, gli interrogativi si fanno sempre più pressanti, i nodi del passato sempre più impenetrabili fin quasi alla fine del romanzo.
Quando i misteri del passato verranno svelati, il presente si arricchirà di significati nuovi e si farà denso, pregnante, gravido di nuovi inizi.
Un libro intenso, senza sbavature, tagliato in alcuni punti con l'accetta, ma ugualmente romantico, che nonostante le sue 500 pagine scorre come acqua fresca e allo stesso modo appaga la sete del lettore.
Ci è piaciuto molto, come piacciono i libri che poi si ricordano: pagina dopo pagina, in un crescendo, fino all'inevitabile commozione finale. Che per noi non è sempre scontata.
Un romanzo da leggere e un personaggio da amare, un'autrice che conferma il suo talento.
Visto il periodo ...un buon libro da regalare a Natale, se siete a caccia di consigli. 






Vi lasciamo il calendario con le recensioni di tutto il mese, passate a sbirciare!

giovedì 20 dicembre 2018

[Bookswiffer] - Il metodo del coccodrillo - Maurizio de Giovanni


Torna l'appuntamento con la rubrica Bookswiffer, che con l'aiuto di Laura La Libridinosa e Laura de La Biblioteca di Eliza, mi consente di spolverare la libreria dei libri comprati e non ancora letti (no, non ho smesso di comprarne, non illudetevi) e di sceglierne uno ogni mese. Ognuna di noi propone cinque titoli tra i quali verrà scelta la lettura per questa rubrica. 
Questo mese La Libridinosa ha scelto per me "Il metodo del coccodrillo" di Maurizio de Giovanni.

Titolo: Il metodo del coccodrillo • Autore: Maurizio de Giovanni • Editore: Einaudi • N.pagine 300 • Anno di pubblicazione 2016 • Copertina flessibile € 14,00 • Ebook € 7,99

TRAMA
Un killer freddo e metodico sta seminando il panico in città. Lo chiamano il Coccodrillo. Come il rettile sa aspettare la preda e colpirla al momento giusto, e dopo aver ucciso piange, o almeno cosí sembra. Delle indagini finirà con l'occuparsi, quasi per caso e con disappunto dei superiori, un ispettore siciliano trasferito da Agrigento per punizione. Un pentito lo ha accusato di collaborare con la mafia e lui ha perso ogni cosa: il lavoro, la moglie, la figlia. Il suo nome è Giuseppe Lojacono e sorprenderà tutti, tranne il giovane magistrato Laura Piras, donna brusca e appassionata che crede in lui da subito. I due avranno modo di incontrarsi di nuovo: a Pizzofalcone


Quando ho sottoposto a Laura i cinque titoli per la scelta, ho fortemente sperato che scegliesse lui, perché da un po' di tempo avevo voglia di fare la conoscenza di Lojacono, senza riuscire a creare l'occasione. Quindi ho piazzato questa bella costa gialla (giaaaaaaalllaaaa) al centro, tra coste di colori scuri in modo che spiccasse e ho incrociato le dita. La mia strategia ha funzionato, perciò oggi posso parlarvi della genesi della serie de I bastardi di Pizzofalcone.
Di de Giovanni ho letto il primo Ricciardi e Sara al tramonto, facendomi affascinare dal suo stile di scrittura, scorrevole, coinvolgente, ammaliante, e devo dire che in questo romanzo tutte queste sensazioni sono state amplificate. Il metodo del coccodrillo è un libro che una volta iniziato si insinua nella mente del lettore e lo invita a restare incollato alle sue pagine. 
De Giovanni ha creato dei personaggi complessi, sfaccettati, e li ha inseriti in un contesto di normalità quotidiana ammantata di grigio e tristezza, nel quale il dolore che risiede nei loro animi prende forza, esce dalle pagine e raggiunge il lettore quasi con violenza. 
Il "cattivo" di questa storia non è il classico assassino per il quale provare rabbia, ma è un uomo con un passato pesante alle spalle con il quale non è ancora riuscito a chiudere i conti, e questa pesantezza l'ho sentita gravare anche sulle mie spalle che alle volte si piegavano sotto la cappa di tristezza che traspare dalle sue parole. Le sue motivazioni ci vengono svelate poco alla volta, creando curiosità e al contempo paura di sapere e giunti alla fine il suo dolore è anche un po' nostro, pur non condividendo le sue scelte sono arrivata a capirle e a provare un grande senso di pena per un uomo sopraffatto dagli eventi.
Il commissario Lojacono viene tratteggiato con precisione, il suo esilio lavorativo corrisponde al suo esilio emotivo e sarà la sua malinconia mista a rabbia a dargli la motivazione per capire fino in fondo la psicologia del Coccodrillo
"Il Coccodrillo è una perfetta macchina di morte"
perchè le sue scelte hanno una radice profonda e precisa e nulla può distoglierlo dal suo obiettivo e solo Lojacono pare averlo compreso.
Il finale di questo romanzo mi ha creato un senso di angoscia crescente, un bisogno impellente di sapere cosa sarebbe successo, mi sono ritrovata a correre con Lojacono e alla fine della corsa un pugno allo stomaco mi ha lasciato senza fiato, uno dei finali più duri e dolorosi letti finora, ma forse è l'unico finale degno dell'atmosfera che permea tutta la narrazione.
Un libro che vi consiglio vivamente di leggere anche se non siete amanti dei libri in serie, essendo in sé un romanzo autoconclusivo, ma se devo essere onesta devo dire che mi ha lasciata con la curiosità di conoscere meglio Lojacono.
Ora passate a scoprire che libro ha spolverato ieri La Libridinosa e appuntamento a domani con La biblioteca di Eliza.



lunedì 17 dicembre 2018

Il silenzio di Veronika - Mariapia De Conto

Trama: Cade il Muro nel 1989 e Veronika si allontana da Berlino e sparisce, abbandonando il marito e la figlia. Petra, ormai adulta, investiga con una mirabile caparbietà la scomparsa della madre, la cerca per la Germania seguendo deboli tracce, ferita profondamente, spinta da una fortissima rabbia e insieme da una tenerezza filiale, mai affievolita.
Titolo: Il silenzio di Veronika
Autore: Mariapia De Conto
Casa editrice: Santi Quaranta
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 193
Il silenzio del titolo aleggia in tutto il libro, anche ora che ne scriviamo pare ci sia rimasto addosso. Ci sono diversi tipi di silenzio, non tutti negativi, anzi il silenzio è uno stato di quiete, di intima condivisione con se stessi che può risultare rivelatore di importanti verità. Poi ci sono silenzi, come quelli di Veronika, che sono portatori di incomprensioni e di travisamenti. Ad inizio libro troviamo una figlia abbandonata, Petra, che cerca di ricomporre i pezzi di quel rompicapo che è la sua vita, un'esistenza che è rimasta come sospesa la notte della caduta del Muro di Berlino, una nottata maledetta che le ha portato via la madre. Prima Veronika era con lei e con il padre Gunter e all'improvviso non c'era più e quel ricordo nella piccola, ora divenuta grande, è insopportabilmente doloroso. Da adulta Petra vuol far luce su quella scomparsa e andando a ritroso, ricostruendo la vita della madre attraverso i parenti e gli amici, si trova di fronte ad una verità che forse non può accettare. Anche se tutto si deve superare, per continuare ad andare avanti. Intorno a lei il padre Gunter, uomo mite e gentile che ha idealizzato la figura della moglie e un'amica solare, Frau Blumen, che forse è l'unico raggio di sole nel grigiore dell'esistenza emotivamente bloccata di Petra. Un personaggio veramente incantevole che è portatrice di un diverso punto di vista. Forse le cose le vediamo nere o colorate grazie allo sguardo che rivolgiamo loro... a volte basta poco e non  è un palazzone grigio, residuato del periodo comunista, a poter contenere un destino, ma quanto noi siamo disposti a cambiare prospettiva.
Altro personaggio è la città di Berlino (Berlino Est, come cantava Milva): così vicina, ma scenario insolito sul quale non abbiamo mai ragionato. La Berlino del Comunismo, delle spie, dei delatori, dei buoni amici dello Stato e dei traditori. L'autrice la indaga con sottigliezza, ce ne regala uno spaccato che ci ricorda quanto potesse essere diversa la vita, oltre un muro che tagliava in due una città.
Un romanzo del ritmo lento, ma inesorabile: il lettore attende di conoscere dalle labbra di Veronika la verità e verrà esaudito; sarà diversa da come ce la aspettavamo e allo stesso tempo semplice.
La banalità del male, verrebbe da dire. Una storia che indaga come nel ricordo si deformino le immagini delle persone che abbiamo amato, forse idealizzandole e di come il rapporto madre figlia sia complesso e diversissimo, a seconda delle esperienze che ci si ritrova a vivere.
La De Conto usa uno stile narrativo molto particolare, fatto di frasi brevissime, spezzettate, dove a volte non è specificata l'origine dei pensieri e delle parole, anche se non si fatica ad attribuirne la paternità, essendo chiari i sentimenti che esprimono, quasi a volerci ricondurre dentro il groviglio di pensieri e sensazioni che abitano Petra e Veronika, alternati alla pacatezza di Gunter, un uomo deciso a rispettare la scelta della sua amata, ad occhi chiusi, e alla gioiosa positività di Frau Blumen.
La scrittura è molto curata e raffinata, oltre ad essere evocativa del clima di cupezza e grigiore che si respirava sia prima che immediatamente dopo la caduta del famigerato muro. Chi ha avuto modo di fare una passeggiata tra le strade di Berlino est nei mesi successivi alla caduta potrà certamente testimoniare la terribile percezione quasi fisica della situazione vissuta da famiglie smembrate in una notte, del terrore di non riuscire a ritrovarsi in una città che era la loro ma che nel frattempo era totalmente cambiata, così come lo erano loro. Un argomento, questo, decisamente poco considerato nella letteratura di questi anni, una scelta che abbiamo apprezzato, per poter approfondire questa parte della storia recente.




mercoledì 12 dicembre 2018

Il gioco del Suggeritore - Donato Carrisi

Buon mercoledì, amici lettori! 
In questo periodo sono sopraffatta da impegni familiari straordinari e le mie energie sono ridotte al minimo, ma i libri continuano a tenermi compagnia anche se solo per pochi minuti rubati tra un'incombenza e l'altra, e finalmente torno con la recensione dell'ultimo romanzo di Donato Carrisi, un autore le cui uscite attendo sempre con ansia, perché sa spiazzare il lettore tenendolo col fiato sospeso. E anche stavolta non si è smentito.

Titolo: Il gioco del Suggeritore • Autore: Donato Carrisi • Editore: Longanesi • N. pagine 398 • Anno di pubblicazione 2018 • Copertina rigida € 22,00 • Ebook € 12,99
TRAMA
La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile - soltanto un enigma. C'è un'unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, ma quella persona non è più una poliziotta. Ha lasciato il suo lavoro di cacciatrice di persone scomparse e si è ritirata a vivere un'esistenza isolata in riva a un lago. Tuttavia, quando viene chiamata direttamente in causa Mila Vasquez non può sottrarsi. Perché questa indagine la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. È un gioco, ed è soltanto iniziato. Perché lui è sempre un passo avanti.


Inizio con il dire che recensioni come queste sono ansiogene da scrivere, tanto quanto lo sono i libri da leggere, perché lo spoiler  (che detesto) è dietro l'angolo e provare a parlare di quanto succede senza dire troppo è difficilissimo, quindi per quanto riguarda la trama racconterò il minimo indispensabile.
Donato Carrisi a distanza di dieci anni dall'uscita del suo Suggeritore, lo riporta nelle nostre case insieme a Mila Vasquez, colei che dieci anni prima aveva tentato di entrare nella sua testa per sconfiggerlo. Dopo le vicende occorse nel romanzo precedente, Mila ha deciso di uscire del tutto da quell'ambiente lavorativo, di sparire per vivere un'esistenza isolata dal male che abita il mondo. Ma il male sa insinuarsi ovunque e sa come andarla a cercare.
"È dal buio che vengo. Ed è al buio che ogni tanto devo ritornare."
Il buio torna a ricoprire le giornate di Mila, che stavolta si ritrova a combattere non solo per se stessa, ed è proprio per questo motivo che la ritroveremo diversa da come l'abbiamo conosciuta, in trasformazione, lei stessa stenterà a riconoscersi in determinate sensazioni. Stavolta il terreno di caccia è particolarmente ostico, si tratta di una realtà parallela, un mondo virtuale conosciuto solo da un'élite scelta personalmente dal Suggeritore, un mondo nel quale le peggiori fantasie umane possono prendere forma regalando all'utilizzatore tutte le emozioni delle azioni reali.
Non vi dà la sensazione di qualcosa di conosciuto? Carrisi in questo romanzo si occupa di un fenomeno che ci riguarda da vicino, la possibilità di riversare sugli altri tutte le frustrazioni, la rabbia sopita, facendolo però nel mondo virtuale, pensando che tutto rimanga racchiuso lì dentro. Quante volte ci troviamo ad assistere ad attacchi sui social da parte dei cosiddetti "leoni da tastiera" e quante volte ne osserviamo le conseguenze? Troppo spesso vanno oltre al virtuale, toccano realmente la pelle delle vittime. E Carrisi in questo romanzo ci mostra una realtà molto simile.
Inutile dirvi che nei libri di Carrisi niente è come sembra e ciò che fino ad un certo capitolo ci pareva una verità assodata, all'inizio del successivo diventa l'esatto contrario, salvo cambiare ancora nel capitolo dopo. 
Chi è il vero Suggeritore che dà il titolo al libro? Lascio a voi scoprirlo e considerando il fatto che con Carrisi non si può mai dire di aver capito qualcosa, io una credo di averla capita: il vero ed unico Suggeritore è Donato Carrisi,
che bisbiglia alle nostre menti facendoci provare la paura che il personaggio di turno sta provando, facendoci stare in ansia ad ogni inizio capitolo, facendoci leggere con il timore che il male stia uscendo dalle pagine e ci stia per aggredire fisicamente, per farci credere ciò che a lui aggrada, giocando con le nostre paure più recondite e rendendole reali. E facendoci arrivare all'ultima pagina senza più un briciolo di ossigeno.

Se posso fare un paragone culinario (cosa che mi viene sempre benissimo) i libri di Carrisi per me sono come una gustosa pizza con doppia mozzarella che ad ogni fetta può nascondere un pezzettino di salame piccante da togliere il fiato, da mangiare senza sosta e senza il ristoro di un bel bicchiere di Coca gelata, se non arrivati alla fine.
Un appunto però lo devo fare: questa volta il finale non è un finale "alla Carrisi": non che sia deludente o che non mi sia piaciuto, ma mi è mancata la bestemmia finale che ormai correda tutte le ultime righe dei suoi romanzi.
Ringrazio di cuore Longanesi per avermi dato la possibilità di leggere in digitale l'ultima uscita di uno dei miei autori preferiti.


lunedì 10 dicembre 2018

Il pacchetto rosso - Linda Wolfsgruber, Gino Alberti


Trama: In  un paese di montagna, un misterioso pacchetto rosso, di cui nessuno conosce il contenuto, gira come dono di Natale di mano in mano, e a poco a poco cambia la vita dei suoi abitanti. Con questo racconto, Linda Wolfsgruber e Gino Alberti ci fanno anche vivere l'atmosfera incantata della montagna sotto la neve. Età di lettura: da 5 anni.

Titolo: Il pacchetto rosso
Autori: Linda Wolfsgruber e Gino Alberti
Casa editrice: Arka
Anno pubblicazione: 2018

 
Questo albo illustrato merita un post dedicato perché a mio parere è uno dei più belli attualmento in commercio da leggere nel periodo natalizio. Ogni pagina sprigiona una particolare magia che nasce  del messaggio di gentilezza e di fraternità che vi è contenuto all'interno. Ripensandoci lo conoscevo da tempo, ne ho in biblioteca una copia del 1995,  ma l'ho  riscoperto grazie alla nuova edizione che la casa editrice Arka gli ha regalato, con un formato più grande che rende meglio, rispetto a quella tascabile del passato, anche la bellezza delle illustrazioni dal gusto un po' retrò. Illustrazioni che conferiscono quel tocco senza tempo alla storia, che a leggerla davanti all'albero di Natale, viene da chiedersi in quale secolo ci si trovi. Una storia, che mi sono resa conto, è un ulteriore libro prezioso da aggiungere a quelli che per tutta l'estate mi hanno ispirata a lasciare in giro sassi decorati e messaggi positivi (*). In questo albo illustrato si parla proprio del contagio positivo della gentilezza. Fai una buona azione e innescherai un processo a catena che porterà solo cose belle. D'altra parte è assodato: prova a sorridere ad una persona tutta seria, non potrà che risponderti a sua volta con un sorriso.

La storia del pacchetto rosso è questa: in un paesino di montagna una bimba trascorre le vacanze natalizie con la propria nonna, ma tutte e due restano deluse dall'aria annoiata che aleggia in paese, dalla poca disponibilità delle persone ad instaurare rapporti e dalla noia dei bimbi, che non hanno voglia di giocare. La nonna risolverà la situazione con un colpo di genio: la sera confezionerà un bel pacchetto rosso che poi al mattino donerà alla prima persona che incontra, dicendo che il regalo  porta fortuna, ma che non deve essere aperto. Il pacchetto passerà di mano in mano portando gioia e sorrisi sui volti di tutti quelli che lo riceveranno e lo doneranno e alla fine tornerà alla nonna, per consolarla delle partenza della nipotina a fine vacanza . Lo ripeto, una storia magica, che si presta anche ad una lettura animata con un pacchetto che passa da bimbo a bimbo (in realtà questa lettura si terrà veramente il 12 dicembre in biblioteca, vedremo con quali risultati).
Proviamo a leggere questo libro ai nostri bambini e diamo loro qualche spunto positivo per far passare il pacchetto rosso di mano in mano. A volte basta poco e di questi tempi ne abbiamo veramente bisogno.

(*) i libri magici ai quali mi riferisco sono stati sicuramente "Risveglia la città" di Keri Smith e "Al mattino stringi forte i desideri" di Natascha Lusenti.


 
 
 

martedì 4 dicembre 2018

Sal - Mick Kitson

Trama: Nell'ultimo anno, Sal ha imparato molte cose. Sa come accendere un fuoco, scuoiare un coniglio, costruire un arco. Sa come proteggere la sorellina Pepa da quello che il mondo ha fatto a lei. Sal ha pensato a tutto. Il coltello da caccia e gli scarponcini li ha comprati su Amazon con le carte di credito rubate. Ha preparato il kit del pronto soccorso, studiato le mappe delle foreste scozzesi e passato ore a guardare corsi di sopravvivenza su YouTube. Adesso è pronta. Sal ha tredici anni, sua sorella Pepa solo dieci: due bambine che del mondo sanno già troppo. La mattina in cui scappano di casa si lasciano alle spalle una madre alcolizzata, un patrigno violento e un omicidio. Fuggono dalla brutalità quotidiana per trovare quiete e rifugio nei boschi, dove vivono in una capanna e si nutrono di tutto quello che riescono a cacciare. Premere il grilletto non è quasi mai un problema: in natura la violenza è all'ordine del giorno, una questione di vita o di morte. Quando si è soli nella foresta, il pragmatismo è l'unico antidoto alle crisi di panico, mette a tacere i fantasmi del passato, impedisce al terrore di avere la meglio. Perché Sal è in grado di sopravvivere in condizioni estreme, ma non ha idea di come vivere una vita normale.
Titolo: Sal
Autore: Mick Kitson
Casa editrice: Einaudi
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 233

Mentre leggevo questo libro, ho cercato, senza grande successo, di prendere le distanze da quanto veniva raccontato da Sal, la protagonista della storia. Ad ogni pagina mi svelava una vita di incredibile squallore e tristezza, una vita alla quale non si è mai arresa. Sal, Salmarina, è una guerriera moderna che dopo aver avuto in sorte le peggiori carte che si potessero desiderare, come una madre debole e alcolizzata e un patrigno pedofilo, violento, viscido manipolatore, non ha smesso un giorno di pensare a come uscirne. E' cresciuta prendendosi cura della sorella minore Pepa e della madre, senza di fatto aver mai avuto un'infanzia. L'avvicinarsi per Pepa del momento che è toccato anche a lei, ossia quello in cui Robert il patrigno inizierà a molestarla,  la spinge a ideare un piano di fuga fuori da ogni schema e improbabile, per quanto selvaggio. La violenza viene raccontata dalla coraggiosa Sal con grande freddezza e lucidità, ma questo la protegge dall'orrore. Sal e Pepa fuggono nei boschi, lontane da tutto, alla ricerca di una realtà non contaminata dalla brutalità nella quale sono cresciute. Il suo manuale di sopravvivenza Sal lo ha studiato su youtube,  tutti gli acquisti li ha fatti tramite Amazon, con la carta di credito sottratta al patrigno quando era troppo fatto per accorgersene. I social e internet in questo libro hanno una valenza diversa da quella che di solito attribuiamo loro: per una persona sola e solitaria come la protagonista sono un conforto ed una scuola, un canale di conoscenza, un modo per apprendere rimanendo nell'ombra.
Cosa accadrà alle due ragazzine nei selvaggi boschi del Galles ad autunno inoltrato? Come se la caveranno una bimba di 10 anni e una piccola adulta di 13? Provvidenziale arriverà un aiuto ed entrerà in scena un altro personaggio. Un'anziana signora, che sembra un po' pazza e un po' sciamana. La vicenda che Ingrid (questo il suo nome) racconterà alle due bimbe, pur essendo ambientata lontana nel tempo e nello spazio, ossia nel primo dopoguerra a Berlino est, ha molti punti di contatto con quella delle due ragazze, soprattutto con quella di Sal. Personaggio incredibile quello di Ingrid. L'incontro darà una svolta inaspettata alla vicenda, per una volta non sarà il sale a cadere sulle ferite, ma qualcosa che lenisce e che forse dona un po' di speranza.
Per tutta la durata della lettura non sono riuscita mai a perdonare la madre delle due ragazze, la debole Maw. Tutto il mio disprezzo era per lei, perché nella vita può capitare di incontrare degli uomini veramente bastardi e disgustosi, ma una madre deve proteggere i propri figli e invece la sua inerzia, la sua debolezza me l'hanno resa odiosa, insopportabile. Sotto questo aspetto Sal e Pepa invece mi hanno dato una bella lezione, che si chiama perdono e nasce dall'amore.
Un libro difficile e non perché non sia scorrevole, ma perché ogni immersione nella vita di Sal è una rasoiata al cuore e ogni cosa che lei ha fatto è una dimostrazione d'amore per la sorella Pepa.
Un romanzo che non si può dimenticare, che risuona a lungo, con punte di vero dolore.