lunedì 31 luglio 2017

Quelli che meritano di essere uccisi - Peter Swanson

Trama: Ted Severson ha una vita dorata: è giovane e ricco, proprietario di una società di consulenza plurimilionaria, sposato con una donna capace di fare girare la testa a ogni uomo che incontra. E, soprattutto, è follemente innamorato. Quando però scopre che la moglie lo tradisce secondo il più banale dei cliché, il suo mondo perfetto va in frantumi. L'unica a raccogliere il suo segreto è Lily, eterea sconosciuta seduta accanto a lui su un volo di ritorno dall'Inghilterra. A lei, che custodisce un passato denso di misteri, Ted racconta quello che non osa confessare neppure a sé stesso. È vero che l'omicidio potrebbe non essere la più bruciante delle colpe? È vero che alcuni di noi meritano semplicemente di essere uccisi? A poco a poco, Lily trascina Ted in una spirale alimentata in parti uguali dal desiderio e dalla sete di vendetta, nel cuore di una storia capace di rovesciare tutte le nostre certezze.
 
Titolo: Quelli che meritano di essere uccisi
Autore: Peter Swanson
Editore: Einaudi
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 330
 
Sono arrivata a questo libro seguendo il consiglio di Giovanna, libraia della Libreria Pineta di Lignano Sabbiadoro (qui) e mi sono subito sentita invischiata nella storia come una povera formica ingenua nella tela di un ragno. E' un libro intrigante che penso si possa definire un thriller psicologico: nelle prime pagine la protagonista Lily esibisce un libro di Patricia Highsmith e non penso sia un caso, ma un'attribuzione di identità. La particolarità inquietante è che tutti i protagonisti del libro sembrano delle persone normali e invece sono, a ben vedere, dei mostri e mi si passi il termine, ma non saprei in quale altro modo definire chi per vendetta o cupidigia, passione o avidità progetta a sangue freddo la morte di un'altra persona. L'autore invece riesce quasi a farceli vedere nel loro lato più umano, portando il lettore ad essere solidale e a provare empatia, fino a quando ci si sveglia bruscamente da questa fascinazione e ci si ritrova immersi nel sangue, nel vomito e in altri aspetti non molto poetici della morte.
La bellezza della storia è che cambia costantemente e ti sorprende, anche quando finalmente avevi creduto di aver trovato il bandolo dell'intricata matassa. E più vai avanti più ti senti attonito e dubiti di quanto hai letto e pensi di non aver capito, fino a quando un ulteriore ribaltamento di prospettiva ti porta oltre, verso un finale magistrale per la sua ironia.
Sono 330 pagine che nemmeno ti accorgi di leggere perché sei attento e concentrato a non perdere neanche un passaggio, anche se la nausea un pochino ti attanaglia lo stomaco perché Swanson ti rende complice e ti fa pensare a cose impensabili e le rende quasi possibili.
Come quando la dolce Lily, che legge Nancy Drew come hai fatto anche tu da piccola ed è bella ed eterea come un dipinto preraffaellita, all'improvviso, candidamente ti dice:
 
«Non credo che l'omicidio sia così brutto come lo dipingono. Tutti dobbiamo morire. Cosa cambia se un paio di mele marce cadono dal ramo un po' prima di quanto Dio avesse previsto? Tua moglie, per esempio, ha proprio l'aria di una che meriterebbe di essere ammazzata»
 
Ti ritrovi quasi ad annuire fino a quando inorridita ti rendi conto che no, hai un'altra idea di come si debba concludere la vita di una persona..ma per un momento questo diavolo di un autore ti ha fatto quasi considerare l'eventualità. La potenza dei libri! Un romanzo dalle tematiche altamente disturbanti. Come resistergli?
Ringrazio Giovanna per avermelo consigliato e stempero l'inquietudine immergendomi in letture più rassicuranti.
 
 



 
 

venerdì 28 luglio 2017

Dente per dente - Francesco Muzzopappa

Trama: Se Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d'Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d'Arte Moderna BOIogna) e a Napoli c'è il MADRE (Museo d'Arte contemporanea DonnaREgina), a Varese hanno pensato bene di inaugurare il MU.CO (MUseo d'arte COn-temporanea). Qui, a detta dei critici, sono esposte le peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei. Tra le altre, un orribile Warhol, un Dall terrificante, due drammatici Magritte e un Duchamp inguardabile. Leonardo ci lavora da tre anni. È un'assunzione obbligatoria: ha perso due dita in un incidente e insieme alle dita anche i sogni. Ha solo una grande certezza: si chiama Andrea, una ragazza molto cattolica, osservante e praticante, che rispetta alla lettera i dieci comandamenti, non dice parolacce e, soprattutto, non fa sesso. Non fa sesso con lui, però, perché Leonardo, sul punto di farle la sua proposta di matrimonio a sorpresa, la scopre a letto con un altro. Da quel momento, la sua vita va in pezzi. Alla disperazione più nera, tuttavia, segue la vendetta. Leonardo decide di rifarsi su Andrea e sui suoi preziosi comandamenti. Li infrange tutti, sistematicamente, uno dopo l'altro.
Titolo: Dente per dente
Autore: Francesco Muzzopappa
Casa editrice: Fazi
Anno edizione: 2017
Pagine: 218



Trovare un libro divertente è come cercare il giallo perfetto: una missione quasi impossibile. Far ridere, ma nel giusto modo è molto più difficile che commuovere. La risata deve essere spontanea e liberatoria e per arrivare a rubartela un autore deve avere un tocco lieve e felice.
Queste tre righe di premessa per dirvi che, sì, Muzzopappa mi ha regalato delle ore spensierate e piene di risate. Quel tipo di divertimento che ti porta ad importunare parenti e vicini, costringendoli ad ascoltarti mentre leggi loro ad alta voce le battute! Purtroppo i non lettori fanno molta fatica a darti una qualsiasi soddisfazione, perché non sono dentro il libro. Ma dico: entrateci! Se vi si assicura che ci si diverte non siate così titubanti. Fiato sprecato. Per fortuna la mia amica Roberta della Libreria di Tessa ha invece colto al volo il suggerimento e abbiamo potuto ridere a distanza leggendo questo gioiellino! Tanto che ora vi rifiliamo la doppia recensione. ;-) (qui quella di Tessa)
Intanto vi metto sull'avviso: lasciate ogni pretesa di verosimiglianza voi che vi accingete a leggerlo. Diciamo che in questo romanzo alcune leggi sono "sospese" (soprattutto quelle inerenti la violazione di alcuni articoli del codice civile e penale) per permettere al lettore di godersi appieno e meglio la grande sfiga  sfortuna di Leo. Tradito dalla fidanzata (che con lui era religiosissima e casta) cercherà la vendetta infrangendo addirittura i dieci comandamenti. Con risultati degni di un uomo perseguitato dalla nuvoletta grigia di Fantozzi. O forse no? In questa missione dissacratoria viene affiancato da un personaggio meraviglioso ed anacronistico, il suo amico Ivan, un comunista vecchia maniera che ancora alza il pugno come saluto e che ogni santo giorno lo invita alle riunioni del circolo. Mi pareva di vedere sorridere sullo sfondo Nanni Moretti. Che nostalgia!
Le vendette di Leo sono disastrose e a volte inavvertite dal bersaglio, come un'opera di decorazione certosina di alcune  foto della ex, incluse quelle con i vari Pontefici...una decorazione artigianale, priapesca (mi nascondo dietro i paroloni) che mi ha fatta piegare in due dalle risate, al pari degli impagabili momenti che Leo condivide con il "simpaticissimo" suocero.
L'autore prende in giro una certa borghesia, il mondo dei blog (commentate pure la recensione con una serie di smile), l'arte contemporanea e in generale la nostra società, ma senza cattiveria, ossia con cattiveria sana e divertente, come se il divertimento fosse puro e scevro da invidie o amarezza. Sorridente.
Se leggerete il libro in questo modo, sorridendo, disposti a prendere in giro gli altri quanto voi stessi, arrivati alla fine vi sentirete proprio bene. E il finale ci sta tutto e non potrebbe essere più perfetto.
Io ve lo consiglio, poi fate come volete. E per incuriosirvi ancor di più questa volta non metto nemmeno una citazione (Tiè)
Buona lettura! 

mercoledì 26 luglio 2017

Penelope Poirot e il male inglese - Becky Sharp

TRAMA
Penelope Poirot è ormai famosa. La sua autobiografia, Una nipote, è in vetta alle classifiche. Le riviste più glamour si contendono i suoi reportage di costume, e Penelope ha deciso di dedicarne uno al male inglese, a quella forma atavica di malinconia che si curava viaggiando, preferibilmente in Italia, e in particolare in Liguria, nei languidi golfi della Riviera di Levante. Accompagnata da Velma Hamilton, paziente segretaria nonché vittima privilegiata dei suoi sfoghi, Penelope si appresta dunque a ripercorrere il Grand Tour. La prima tappa, a Portofino, le riserva una sorpresa: ha riaperto i battenti villa Travers, meta delle più belle estati della sua adolescenza. Da dieci anni la famiglia Travers disertava la villa, dopo la scomparsa del rampollo Samuel, uscito in mare in una notte incresciosa per non fare più ritorno. E adesso invece, tovaglie stese, finestre spalancate sul mare, eccoli di nuovo lì, sulla terrazza dalla vista spettacolare, intorno alla piscina rinnovata, lungo i sentieri del parco inselvatichito: vedova, figli, amici, cognato, patriarca. Penelope e Velma possono sistemarsi nella camera verde, con il suo netto sentore di polvere e di muffa. Ben più mefitici, tuttavia, sono i residui umani, attecchiti ovunque: fumi di vecchi rancori, ceneri di passioni spente, solchi d’invidia tagliente. In un terreno così fertile, il delitto germoglia, e sboccia nell’alba come un fiore splendido e velenoso.
Titolo: Penelope Poirot e il male inglese • Autore: Becky Sharp • Editore: Marcos y Marcos • N.pagine: 300 • Brossura € 18,00 • Anno di pubblicazione: 2017 • ISBN 9788871687872

Buongiorno, amici lettori.
Oggi vi parlo della seconda avventura interpretata dalla ormai famosa nipote del celeberrimo investigatore, il delizioso personaggio scaturito dalla penna di Becky Sharp, pseudonimo di Silvia Arzola.
Nel primo romanzo "Penelope Poirot fa la cosa giusta" (recensione qui ) la nostra protagonista, con l'aiuto della sua assistente personale Velma Hamilton, stava lavorando alla stesura della sua autobiografia "La Nipote".
Nel secondo romanzo apprendiamo che la sua opera ha avuto un gran successo, facendole conquistare la fama e svariati ingaggi in qualità di giornalista tuttologa, tra cui quello di un settimanale glamour italiano che le ha commissionato alcuni pezzi riguardanti il Grand Tour, ossia la consuetudine instauratasi intorno al 1700 tra i giovani aristocratici inglesi che di intraprendere dei viaggi nelle località  più famose d'Europa per consolidare il loro sapere.
Prima tappa per le nostre due protagoniste è la costa ligure, dove Penelope ha trascorso alcune estati della sua giovinezza. Qui incontra un giornalista, sua vecchia conoscenza, che apprende essere ospite di Villa Travers, la stessa che un tempo aveva ospitato anche lei. La villa era stata chiusa in seguito alla misteriosa sparizione di uno dei due discendenti, Samuel Travers, vedovo e padre di due figli, risposatosi con un'assistente alla poltrona, la classica "parvenue" oggetto delle ostilità di tutta la famiglia.
Saputo che la villa ha riaperto i battenti, Penelope coglie la palla al balzo e tramite l'espediente di una visita di cortesia, riesce non solo a far sì di rimanere come ospite, ma addirittura a farsi assegnare la "camera verde" la stessa nella quale aveva trascorso le sue estati passate.
L'atmosfera della villa rivela lo stato d'animo piuttosto turbolento dei suoi occupanti, tra frecciatine più o meno velate, scaramucce e veri e propri battibecchi, si celano segreti di famiglia destinati a rimanere tali per poco tempo: il ritrovamento di un cadavere, come nella migliore tradizione gialla, da il via a piccole e grandi rivelazioni. Ogni occupante la casa ha un movente più o meno valido, ha l'opportunità nonchè un alibi che non può essere rivelato.
Il romanzo riprende la struttura del precendente, con una prima parte affidata alla voce ironica di Velma e alle sue deliziose descrizioni, nella quale vengono presentati personaggi e ambientazioni

"...Penelope Poirot. La quale, graziosamente acciambellata su una poltrona dallo schienale a volute rococò, insaccata in un abito nero cangiante, ricordava un bombo degli orti sopra una gardenia."

e una seconda parte, affidata alla più ciarliera di Penelope che snoda i fili del mistero grazie alle sue immancabili intuizioni e alle sue indagini svolte con la massima nonchalance, sfoggiando il suo personalissimo sorriso parigino.

“Non è facile spiegare ai profani l’essenza del mio sorriso parigino. Basti dire che si regge sul mirabile equilibrio tra cortese freddezza e sarcasmo condiscendente.”

Ad intervallare la narrazione troviamo parti in corsivo nelle quali si svelano i pensieri e gli stati d'animo dei vari personaggi, compresa la casa che li ospita

"Dicono, ma sono loro a dirlo, che noi case invecchiamo, moriamo se non veniamo abitate. E chi sono loro per credersi più vivi dei rampicanti, degli insetti e della polvere? Come se non producessero polvere, loro: sfogliandosi un giorno via l'altro, molto più di quanto io perda intonaco e stinga. Sono convinti che grida e chiacchiere, respiri e sospiri siano più vivi del canto dei grilli e dello scricchiolio di un pavimento. Ignoranti.
Insensibili!"

Il giallo è quasi un pretesto per raccontare l'atmosfera malinconica, il "male inglese" del titolo, che oggi siamo soliti riconoscere con il nome molto meno poetico di "depressione" che riveste il periodo della decadenza nobiliare, senza però immalinconire il lettore, grazie alla verve delle due protagoniste e ai loro divertenti siparietti.
Una narrazione dal ritmo fluido, briosa e decisamente gradevole, perfetta in questo periodo dell'anno.
Una vera e propria lettura d'evasione, nonché una piacevole conferma.
Ringrazio Marcos y Marcos per avermi reso omaggio della copia cartacea.



lunedì 24 luglio 2017

Bancarellablogger a Pontremoli - Due lettrici quasi perfette on the road

Questo post non sappiamo nemmeno da che parte iniziare a scriverlo: impossibile riversarci dentro tutte le emozioni provate, i visi osservati, le esperienze vissute. Possiamo solo tentare un banale resoconto emozionale, molto emozionale. D'altra parte i fatti si trovano sulla pagina della cultura di lunedì 17 luglio dei quotidiani, mentre le nostre giornate sono qui, ora, per chi avrà il piacere di leggerle. Vogliamo un po' confondere le acque parlando al plurale, perchè racconteremo alcune cose, ma non vogliamo svelare esattamente chi le ha pensate; se un po' ci conoscete lo capirete da soli.


L'avventura è iniziata il sabato mattina con il viaggio in treno fino a Parma dove Laura (La Libridinosa) ci ha recuperate con la sua Micra rossa, detta Crozza, siamo arrivate all'Hotel per prime e abbiamo poi accolto la Ropolo, ora Popolo, (Lettrice sulle nuvole), Cristina la Lungagnona (Leggere in Silenzio) che ha gli occhi da gatta ed è tanto aaaaaaaaltaaaaa (Lungagnona, appunto), Debbboracollacca (Scheggia tra le pagine) e il fidanzato Andrea (detto Sherpa). Mancava solo sua Maestà Anna (Appunti di una giovane reader) che era in trasferta con l'intera famiglia in una struttura poco distante. Giusto il tempo di fare quattro chiacchiere che è arrivato un ciclone rosso, rispondente al nome di Amanda (libraia, membro del Direttivo del'Associazione dei Librai Indipendenti nonchè colei che ha fortemente voluto e creato il progetto #bancarellablogger) la quale ci aggiorna sugli impegni della serata. Parteciperemo ad una cena a Montereggio, città dei librai. Una cena particolarissima che si svolge in piazza con degustazione di piatti tipici della Lunigiana (i testaroli con il pesto la fanno da padrone) e che da tradizione si conclude con l'assaggio di gorgonzola con le pesche sciroppate fatte in casa sulla terrazza di casa Lazzarelli, altro membro del Direttivo nonchè impeccabile padrone di casa.

Partiamo quindi per Montereggio e ci troviamo di fronte ad uno scenario inedito: un paese abbarbicato dove sembra che il tempo si sia fermato, con vista mozzafiato e la sensazione di essere dentro uno di quei libri che leggiamo. Amanda ci presenta famiglie importanti di librai, librai da generazioni come i Tarantola. La sensazione è quella di respirare l'aria di un ambiente particolare e affascinante. A noi interessano i libri e l'editoria e una cena a Cinecittà o a Hollywood non avrebbe avuto la stessa presa.


Alla cena oltre ai librai, agli autori Matteo Strukul e Valeria Benatti (che è una donna che emana eleganza e bellezza ad ogni gesto e sguardo) fa la sua comparsa un importante editore, Raffaello Avanzini, ossia Mister Newton. Alla fine lui avrà pensato che lo snobbavamo, ma in realtà eravamo (parliamo per noi due) un pochino intimidite dalla sua aria seria e da quell'aura di potere che lo circondava. E' vero che non leggiamo molti Newton, ma che possiamo farci se i nostri gusti sono quelli che si deducono dalle recensioni e che non sempre corrispondono alle loro pubblicazioni? Eccezion fatta per qualche titolo tra cui la saga dei Medici, siamo un pochino ritrose, ma... Ma? Beh, Mr. Avanzini resta sicuramente l'uomo del mistero, il candidato ideale per impersonare il protagonista di uno di quei romance che la sua casa editrice pubblica. Ha il potere e sicuramente una vita piena di impegni e di contrattempi che contraddistinguono un uomo di successo. Una cosa però gli manca, o meglio gli mancava sabato sera. Cosa, vi chiederete. Forse solo un sorriso. ;-) O forse noi non l'abbiamo colto, durante quella serata, e tutto ciò infittisce il mistero che aleggia intorno al personaggio. (Qui la Popolo avrà già iniziato a fare paragoni con uno dei millemila romance che lei legge - perché lei li legge i Newton, pure tanti!)
La serata si è conclusa molto tardi, dopo che una di noi due ha aperto una sessione di brainstorming con lo  Sherpa per capire a cosa servissero le forchettine sul tavolo del gorgonzola, visto che andava spalmato sul pane, conclusosi con un "T'oho detto io che nun serviveno a 'n c...!". Siamo rientrate alla base in allegria: l'atmosfera era quella da gita scolastica e si era instaurata una complicità tra di noi fatta di interessi in comune, di risate e di scambio nella quale lo Sherpa, il fidanzato di Deborah che ormai ha perso il nome, si è inserito con naturalezza rappresentando un valore aggiunto, quel tocco maschile che ci mancava e un braccio sempre pronto a sostenerci durante le scarpinate su e giù per le salite di Mulazzo.

Al mattino è stato bello ritrovarci per la colazione e riprendere a parlare di libri e libri, davanti a tazze di caffè che alla Popolo non bastava mai, succo di arancia che sempre lei, la Popolo, non ha saputo dividere in parti eque constringendo il povero albergatore a portarcene una caraffa aggiuntiva e croissant grondanti burro. La meta è stata subito decisa: tutte a Pontremoli!  A qualcuna di noi non pareva vero: Pontremoli figura infatti in uno dei libri più belli degli ultimi anni, "Chi manda le onde" di Fabio Genovesi! Una delle protagoniste del romanzo, Luna, vi ci si fa accompagnare dalla madre insieme ad una sgangherata compagnia (quasi uguale alla nostra!) per vedere il Museo delle statue stele. Sempre la blogger succitata (ma chissà mai chi di noi due sarà? Questo è un mistero ancor più fitto del sorriso di Mr.Newton) si è molto stupita che non tutti i pontremolesi sapessero di essere stati omaggiati in tal modo da Genovesi e ha pubblicizzato detto libro nell'ordine: in edicola, al museo, in pasticceria, in cartoleria fino a quando l'altra blogger non le ha intimato di stare zitta, prima che arrivassero dei gentil signori di verde abbigliati, scesi da una carrozza bianca con delle lucine lampeggianti sul tettuccio a caricarla immantinente per un TSO d'urgenza. Allora la blogger in questione è tornata al tempo presente, mentre l'altra ha avuto un attacco di panico quando ha visto un palco in piazza e ha realizzato che ci sarebbe dovuta salire la sera stessa, iniziando a progettare un piano di fuga, prontamente sventato dalla blogger capa, Laura che con un dolcissimo ringhio l'ha spedita a cuccia al suono di "Qua la faccia ce la metto io, respira e cammina, op op!". Quando si è felici il tempo passa in fretta e si era già fatta l'ora di pranzo.

Nel pomeriggio ci siamo ritrovate tutte in una delle camere per un confronto, per sostenerci a vicenda, asciugarci il sudore che ci imperlava la fronte e leggere le une davanti alle altre i brevi pezzi preparati con il pensiero ansioso rivolto al presentatore della serata: Dario Vergassola! La sfida era particolarmente difficile, conoscendo la sua implacabile ironia. Dove avrebbe colpito? L'altezza di Cristina? Il nome del blog di Laura? La  devozione di Lea verso il libro dell'autore coreano? L'accento romano di Debbbbbborah? La verde età della Bacci? Un'enorme incongnita alla quale non sapevamo come prepararci, ma per noi era importante far passare il nostro amore per i libri, il nostro entusiasmo e rendere fiera Amanda che tanto aveva investito su questo progetto e quindi su di noi. Il pensiero che ci univa tutte era "Amanda, faremo del nostro meglio per renderti fiera" anche perché ci sembrava il modo migliore per ripagarla dell'enorme fiducia che ci aveva concesso. Dopo varie sessioni di trucco e parrucco, varie perché alcune di noi necessitavano solo di un lieve tocco, altre di un restauro in piena regola (il primo che azzarda un nome si guardi le spalle), condite da un "friccicore" allo stomaco in veloce aumento (forse non era solo emozione, forse erano i testaroli mangiati per la seconda volta a pranzo che cercavano di impossessarsi di noi), il momento era giunto: tutte svettanti sui nostri tacchi (a quel punto di Cristina abbiamo potuto ammirare solo la cintura del vestitino che cadeva giusta ad altezza occhi) e ci siamo dirette alla presentazione facendo gli scongiuri, con diversi gradi di panico, dissimulato nel sorriso.


A Pontremoli ci attendevano il nostro capitano Amanda, la piazza, la confusione, Vergassola che ci comunicava la scaletta e accanto a lui una presentatrice bella ed eterea, Manuela Arrighi. E gli autori! Lorenzo Marone che abbiamo rivisto con piacere, Cristina Caboni sempre gentile e sorridente, Valeria Benatti piena di verve, Alessandro Barbaglia giovane e mai a corto di parole (con due occhi che paiono due acquamarine), Matteo Strukul evidentemente emozionato e Jung-Myung Lee con l'aria mite di un uomo che cela grandi pensieri insieme a Benedetta Merlini, la sua interprete nonché traduttrice del libro.  E poco prima di iniziare cosa succede? Tra il pubblico compare Fabio Genovesi. Una di noi è rimasta stecchita e convinta del potere magico delle statue stele....ma non c'era tempo e la serata doveva iniziare. Ognuna di noi doveva presentare un libro e poi chiamare l'autore sul palco e a quel punto Vergassola l'avrebbe intervistato. Stefania ha presentato "Magari domani resto" di Lorenzo Marone e Lea "La guardia, il poeta e l'investigatore di Jung-Myung Lee. Non avremmo potuto essere più fortunate perché ad ognuna è toccato in sorte il proprio libro bancarella del cuore e si sa che per far passare una suggestione alla base deve esserci una grande, vera, intensa emozione.
Ognuna di noi aveva un autore assegnato: la Popolo con Cristina Caboni, Anna Rita con Valeria Benatti, Scheggia con Alessandro Barbaglia e Cristina con Matteo Strukul, a Laura invece il compito di aprire le nostre, per così dire, performances spiegando come è nato e si è articolato il progetto; dopodiché  ci siamo potute godere la serata in relax.


Cosa curiosa di questo premio è che a finalisti e pubblico venga consegnata una scheda sulla quale poter segnare il conteggio dei voti ed è veramente fantastico vedere salire la tensione, scandita titolo dopo titolo, direttamente sui volti dei finalisti. C'era chi sorrideva, chi era teso, chi come Lee offriva la propria giacca ad una infreddolita Caboni, chi aveva il fan club al seguito e infine chi stava vincendo che con grande controllo e compostezza non ha mai lasciato intuire la propria meritata soddisfazione per rispetto degli altri. Ve lo diciamo: ha vinto Matteo Strukul con I Medici: una dinastia al potere! Mr Newton ha avuto un altro successo da annoverare nel suo carnet già ricco! E qui il sorriso è finalmente spuntato sul suo volto a beneficio di tutti i presenti.
E noi? Tutte felici e pronte ad andare al buffet di gala che segue la proclamazione e che per tradizione viene offerto sempre dal vincitore. E finalmente è stato il momento delle chiacchiere rilassate, delle risate (di nuovo), del bicchiere di prosecco, del dolce e del giro di presentazioni. In un girotondo di visi alle due lettrici si sono impresse nella retina fotogrammi: Lee che faceva un regalo a tutti i finalisti e al sindaco (clic), Barbaglia ugualmente scintillante di eccitazione (clic), la Benatti ironica e bellissima (clic), un Vergassola appassionato di libri più di noi che ci fa promettere di leggere "La città dei ladri" (una promessa è una promessa Dario) e Amanda con la sua capigliatura di fuoco che, finalmente tranquilla, ci presenta ad altri librai e addetti stampa. Era il paradiso? Non lo sappiamo, ma è stata sicuramente una delle esperienze più emozionanti vissute finora.
Poi la mattina abbiamo ritrovato sui volti assonnati le une delle altre la stessa meraviglia, ma era già il tempo dei saluti, non prima di un nuovo giro di brioche, succo (già presente in doppia brocca sul tavolo) e giri di caffé e cappuccini (la Popolo ha vinto a mani basse di nuovo).
 
Cosa resta? Una grande nostalgia ed un'intima soddisfazione. La conferma che i libri instaurino legami e li cementino. Resta il ricordo degli occhi teneri con i quali Andrea guardava Deborah, ricambiato, la forza di Laura che non ha perso un colpo nel tenerci tutte al giusto grado di tensione, la paresi che coglie Chiara Popolo, la semplicità innata e la simpatia di Cristina, la regalità di Anna Rita. Resta il piacere di sentire i brividi di freddo, quello vero, quando cala la sera, mentre a casa ci sciogliamo anche a notte fonda, e la magia di Pontremoli che quando ti entra sottopelle non ti abbandona più. Citando la nostra Scheggia con quello che ormai è diventato a pieno titolo il nostro motto, a Pontremoli "Se sta 'na crema!". Ci siamo sentite parte di una famiglia e abbiamo avuto  la conferma che la vita disegna meglio di chiunque (cit.). Forse ci saranno altre occasioni, nuovi progetti, ma quello che abbiamo vissuto in questi giorni rimarrà unico e indelebile nei nostri cuori.
Un'ultima cosa: tra noi #bancarellablogger c'è stata una votazione pre-finale, per eleggere il romanzo che più ci ha emozionati tra quelli in gara. Il nostro premio S-Bancarella, se lo aggiudica quindi
 "Magari domani resto" di Lorenzo Marone edito da Feltrinelli
con una menzione d'onore al romanzo che rimarrà fra i caposaldi della letteratura, "La guardia il poeta e l'investigatore" di Jung-Myung Lee edito da Sellerio.

Prima di concludere con questi vaneggiamenti, ci teniamo ad esprimere la nostra riconoscenza alle persone che ci hanno dato fiducia e ci hanno permesso di vivere questa esperienza: la Fondazione Città del Libro, l'Unione dei Librai del Bancarella e l'Unione dei Librai Pontremolesi.
Un abbraccio e un ringraziamento per tutto il lavoro svolto insieme a noi a chi non è potuto essere fisicamente presente in quel di Pontremoli pur essendo nella squadra dei #bancarellablogger: Laura  de La biblioteca di Eliza , Grazia de La spacciatrice di Libri e Michele di Mr.Ink - Diario di una dipendenza .
Se avete piacere di vedere il reportage completo della serata, ad opera del bravo fotografo Lorenzo Barsotti, trovate tutte le foto a questo link
Concludiamo qui perché vi abbiamo tediati oltre ogni limite, tanto da pensare di creare dei capitoli con annesso indice, e vi diamo appuntamento a presto, con recensioni e novità varie.




venerdì 21 luglio 2017

Crepapelle - Paola Rondini

TRAMA
Un foglio di carta (carta buona e spessa) pieno di frasi all’apparenza senza senso e firmato Crepapelle è ciò che Edo, anziano dalla pelle ambrata e dalle spalle resistenti, maestro nel fare il nodo alla cravatta, distribuisce una volta al mese agli automobilisti fermi al semaforo, distogliendoli dalla frenesia di un'altra giornata frettolosa.
Per Giacomo, chirurgo plastico dal successo programmato con cura maniacale, quel foglio e quella firma diventano un elemento di disturbo che offusca l'occhio millimetrico e rende insicuro il bisturi. La sua routine trionfale salta e, nell'esplosione, si frantuma anche la vita di una sua paziente, già sedata e pronta a ricevere la sua dose di futuro. Lei è Greta, una ragazza di cinquant'anni, fresca di divorzio e in corsa per la sua seconda chance. Da quel momento, per i due protagonisti niente sarà più come prima e niente tornerà al suo posto.
Rondini esplora il caos che, ingovernabile, inceppa gli ingranaggi, li devia, e lo fa muovendosi tra solitudini eroiche e smania di perfezione, e suggestive incursioni nel passato dove l'amore (o la follia) ha vinto tutto, anche la morte, forse.

Una nota particolare va dedicata alla copertina, omaggio dell’artista americano Zio Ziegler al romanzo, all’autrice e all’editore, e che riassume alla perfezione Edo, il suo sguardo sul mondo e le imperscrutabili intersezioni che legano i vari protagonisti e, di riflesso, i lettori.
Titolo: Crepapelle • Autrice: Paola Rondini • Editore: Intrecci Edizioni • Pagine: 172 • Prezzo: € 14,00 • 
ISBN: 9788899550301 
La definizione che dà il dizionaro di ridere o mangiare a crepapelle è "fino a scoppiare, a non poterne più". Ed é proprio questa la sensazione che provano i protagonisti di questo romanzo, messi alla prova da eventi casuali che li portano a cercare una via di fuga.
Giacomo Selvi è un chirurgo estetico che si è fatto un nome, conosciuto per i suoi "lavori" impeccabili, che ha avuto un'infanzia dorata agli occhi dei più, ma impegnativa e difficoltosa. Cresciuto con un padre donnaiolo e  una madre che riversava tutte le sue frustrazioni nell'alcol e nel rendere Giacomo il figlio perfetto, quello bello e bravo, da adulto Giacomo continua a ricercare la perfezione, tentando di ricrearla nei volti che modella e plasma secondo i desideri di donne frustrate e insoddisfatte.
Greta Lensi è una donna divorziata, ha trascorso la vita a crescere un figlio che ormai ha già spiccato il volo e l'aver soffiato sulla cinquantesima candelina per lei è come aver chiuso un ciclo senza aver validi motivi per intraprenderne uno nuovo. Almeno non con la sua pelle. Un volto nuovo, senza i segni del tempo, potrebbe essere la soluzione per voltare pagina. La mano che dovrà operare la magia sarà quella di Giacomo, il migliore in fatto di magie.

"Quel giorno, quella clinica, quel chirurgo."

Quel giorno Greta sale su un taxi pronta a cambiare aspetto e vita.
Anche Giacomo sale in auto, ma senza grosse emozioni, pronto per affrontare una giornata in cui farà ciò che gli riesce meglio, per cui è ben pagato.
La sua strada incrocia quella di un anziano signore, distinto, ben vestito, che al semaforo fa scivolare nella sua macchina, attraverso il finestrino, un foglio di carta bianca, spessa, resistente, con su scritti dei versi criptici a firma "Crepapelle" e con il simbolo della lemniscata (l'otto rovesciato che simboleggia l'infinito) tracciato al centro: 

"Due espressioni / Vedi l'occhio diverso? / Vibrazioni, spostamenti / La porta è sempre aperta"
Coincidenze
Quando varca le porte della sala operatoria, Giacomo non è più lo stesso uomo sicuro e baldanzoso uscito di casa, quelle parole hanno smosso qualcosa dentro di lui e quando trova Greta stesa sul tavolo operatorio, già sotto l'effetto dell'anestetico, e nota il simbolo della lemniscata tatuato sul suo polso, quel piccolo movimento diventa un'onda che lo travolge e gli fa abbandonare quella donna, che ha affrontato un percorso di dubbi e paure, senza la ricompensa di una nuova giovinezza.
Coincidenze

Il racconto del peregrinare emotivo dei due protagonisti, narrato in terza persona è intervallato dal racconto in prima persona, scritto in corsivo, delle vicende di Edo e Giselda, due bambini che nella primavera del 1944 cercano di fuggire agli orrori della guerra. Negli andirivieni da e per il rifugio sotterraneo nella Chiesa del paese, si aggrappano l'un l'altra e insieme trovano un mondo dove le brutture non esistono, regna la tranquillità  e la gioia di ritrovarsi e viversi.
Questa parte, che è anche quella che ho più amato (ho proprio voluto bene a Edo e Giselda come fossero quasi figli miei) sembra non aver collegamento con le vicende di Giacomo e Greta. Come spesso accade, ciò che sembra non è, e alla fine del romanzo l'intreccio appare chiaro al lettore.

"Una fuga inizia sempre con un'accelerazione, una sbandata. Non si pensa a dosarsi, a quanto fiato si avrà, quanto reggeranno i muscoli, i nervi, il cuore. Quando si fugge da se stessi, poi, bisogna essere certi di dare subito lo strappo più energico, altrimenti la carne non si lacera, la pelle non si spacca, la mente non si divincola, mollando ogni presa." 
Le coincidenze generate dal caso, gli incontri casuali, avvengono in modo accidentale e inaspettato, ma spesso sono meno casuali di quanto appaiano (cit.Wikipedia).
Come disse Jung "Nella vita nulla accade per caso".
Questo è un romanzo che non ha un'unica chiave di lettura, ogni lettore può trarre le proprie conclusioni in relazione alle esperienze vissute e al tipo di pelle che sente di indossare.
Un romanzo intimista e, forse, visionario, che dà un significato decisamente ottimista agli imprevisti della vita e che invita a cogliere i messaggi che il destino ci porta.
Ringrazio Anna Ardissone per avermi fornito la copia digitale.



mercoledì 19 luglio 2017

Le graforecensioni di Alberto Zuccalà




Buon pomeriggio, amici lettori.
Vi chiederete come mai un post a quest'ora insolita: ebbene, vogliamo farvi conoscere un ometto che con noi condivide la grande passione per i libri, Alberto Zuccalà. Noi esprimiamo la nostra passione a parole, perché è la forma che ci riesce meglio, quella nella quale riusciamo a far capire ai lettori cosa ci ha emozionato di una storia e quale segno ha lasciato in noi. 
Alberto possiede un talento indiscutibile: con  la matita in mano e pochi tratti sa creare un mondo nel quale perdersi e ritrovare quelle che sono state le emozioni che lui ha provato. E lo fa bene, molto bene. Le sue si chiamano per l'appunto graforecensioni, perché con pochi tratti grafici ci racconta quello che lo ha emozionato di un libro, un brano musicale, un momento della sua vita.
Anche lui ha fatto parte del progetto Bancarella, e ci ha regalato le graforecensioni dei sei romanzi finalisti al Premio. Ci sembra doveroso condividerle con voi e rendervi partecipi di questa magia.

I MEDICI - UNA DINASTIA AL POTERE di MATTEO STRUKUL (NEWTON COMPTON)

IL GIARDINO DEI FIORI SEGRETI di CRISTINA CABONI (GARZANTI)


LA LOCANDA DELL'ULTIMA SOLITUDINE - ALESSANDRO BARBAGLIA (MONDADORI)

GOCCE DI VELENO - VALERIA BENATTI (GIUNTI)

LA GUARDIA IL POETA E L'INVESTIGATORE - JUNG-MYUNG LEE (SELLERIO)

MAGARI DOMANI RESTO - LORENZO MARONE (FELTRINELLI)


Allora, cosa ne pensate? Non è magia pura?
Se volete vedere gli innumerevoli altri suoi lavori, li trovate alla pagina fb Le graforencensioni di Alberto Zuccalà - un disegno per un libro
Noi vi auguriamo un buon pomeriggio e a presto con il resoconto della nostra tre giorni da sogno.



L'orologiaio di Filigree Street

Trama: Londra, 1883. Thaniel Steepleton, giovane, modesto telegrafista al ministero dell'Interno, una sera trova un dono anonimo sul cuscino del suo letto: un orologio d'oro. E' proprio l'orologio, strillando, a salvarlo dall'esplosione di un ordigno che devasta un pub. Thaniel si trasforma in investigatore antiterrorismo e rintraccia l'artigiano che ha creato il prodigioso manufatto: si chiama Keita Mori, viene dal Giappone e nel suo laboratorio in una stradina di vecchie case a Knightsbridge prendono vita straordinari esseri meccanici, prodigi luminosi, uccelli di bronzo, un polpo rubacalzini. L'incontro con Mori - e quello con Grace Carrow, brillante studentessa di fisica che cerca di combattere i pregiudizi per diventare scienziata e scoprire la verità sull'etere luminifero - cambierà la vita di Thaniel.

Titolo: L'orologiaio di Filigree Street
Autore: Natasha Pulley
Casa editrice: Bompiani
Anno edizione: 2017
Pagine: 378






Ma veramente questo libro ha 378 pagine? Non me ne sono accorta. Questo romanzo mi ha attratta dapprima solo come oggetto grazie alla copertina rigida, nera ed oro con un buco al centro dal quale fa capolino un orologio. La foto qui sopra non gli rende giustizia. Leggo la sinossi e vedo che è ambientato nella Londra vittoriana del 1883 e che tra i protagonisti, oltre a Thaniel Steepleton modesto telegrafista al ministero dell'interno, ci sono Grace Carrow studentessa che studia fisica e partecipa alle riunioni delle suffragette e un misterioso orologiaio che si chiama Mori e viene dal lontano Giappone. Non mi serviva altro e mi sono immersa nella storia.
La narrazione parte in modo lento e si concentra soprattutto su Thaniel che entra in possesso di uno strano orologio che lo salva da un attentato terroristico, mettendosi a "strillare" prima dello scoppio di un ordigno. Desideroso di capirci qualcosa in più Thaniel troverà il costruttore dell'orologio, Mori Keita, personaggio misterioso e particolarissimo. Considerato che Mori figura tra i sospettati per la sua abilità nel progettare orologi, Thaniel acconsentirà, spinto dal suo superiore, ad osservarlo da vicino trasferendosi a vivere a casa sua. Lo spaesato telegrafista entrerà in un mondo che la sua grigia routine  non gli faceva neanche ipotizzare, un mondo popolato da strane creature meccaniche (come un polpo  rubacalzini e nascondi cravatte) al centro del quale giganteggia il misterioso orologiaio. Keita Mori è un rebus: il lettore se ne sente attratto. Ha dei poteri magici? dei segreti nascosti ? un passato tempestoso?  una grandezza d'animo o una mentre criminosa?
E Grace Carrow come entra nel quadro d'insieme? Anche lei è fuori dagli schemi: una donna disposta a barattare la propria dote ed indipendenza in cambio di un posto tranquillo per condurre i propri esperimenti. Del tipo "Sposami, diventerai ricco, ma non rompermi le scatole!".
E' tutto diverso da come dovrebbe essere in questo libro o perlomeno da come ci si aspetta. Quali sono i buoni e quali i cattivi? Bisogna arrivare alla fine per capirci qualcosa e forse il finale ancora non ci basta.
Volendo intrappolare il romanzo in un genere o una definizione di comodo, credo di aver avuto il mio primo assaggio dello steampunk! Metà delle cose non le ho capite, a livello scientifico e tecnologico, ma ho compreso al 100% quelle più importanti che riguardano un fragilissimo meccanismo che risponde al nome di cuore!
Un romanzo in grado di dare brividi e provocare stupore, con le giuste dosi di ironia e di romanticismo.
Nota di merito ad un protagonista secondario, Matsumoto, del quale mi sono innamorata, un amico di Grace al quale viene regalata la citazione più bella:

"Povera pedante mia. La tua scienza può salvare una vita, ma è l'immaginazione a far sì che valga la pena di essere vissuta."

Natasha Pulley è una scrittrice da tenere d'occhio e per me ha rappresentato una bella sorpresa. Attendo con curiosità il suo prossimo romanzo.












lunedì 17 luglio 2017

Libri per tutti i gusti: consigli per giovani lettori

In questo periodo più del solito ho la voglia e la necessità di leggere libri rivolti ad un pubblico giovane: li sto divorando a tempo di record e mi regalano grandissime soddisfazioni. D'altra parte questa mia passione è nota e, unendo l'utile al dilettevole, ne approfitto per stilare una bibliografia da proporre a settembre agli studenti della scuola secondaria di primo grado e chissà, anche ai loro insegnanti. Non riesco a fare un post per ogni libro perché ne sto leggendo troppi e il tempo è tiranno, pertanto li raggruppo e ve ne parlo velocemente, sottolineando cosa mi è piaciuto. Oggi vi presento quattro libri diversissimi tra loro: libri per tutti i gusti! Provate a vedere se trovate quello giusto per voi o magari quello da proporre ai vostri riluttanti figlioli alle prese con le letture estive (se avete dei figli riluttanti, in caso contrario ancora meglio).
Partiamo?

Il rinomato catalogo Walker & Dawn di Davide Morosinotto, Mondadori
Trama: Louisiana, 1904 Te Trois, Eddie, Tit e Julie non potrebbero essere più diversi, e neppure più amici. In comune hanno un catalogo di vendita per corrispondenza, tre dollari da spendere e una gran voglia di scoprire il mondo. E quando, anziché la rivoltella che hanno ordinato, arriva un vecchio orologio che nemmeno funziona, i quattro non ci pensano due volte e partono verso Chicago, per farselo cambiare. Fra un treno merci e un battello a vapore sul Mississippi, si troveranno alle prese con un cadavere nelle sabbie mobili, imbroglioni e bari di professione, poliziotti corrotti, cattivi che sembrano buoni e buoni che non lo sono affatto... per non parlare di un delitto irrisolto e di molti, molti soldi! Vincitore Premio Andersen 2017 - Miglior libro oltre i 12 anni.

Questo libro sembra un classico, una storia alla Twain per intenderci. La giusta dose di avventura (molta avventura), il viaggio, l'amicizia e anche il mistero. Quattro ragazzini, ad inizio '900, che scappano lasciandosi tutto alle spalle, cercando una vita migliore e un colpo di fortuna. Vivranno grandissime esperienze. Adatto veramente a tutti, coinvolgente ed appassionante.





Il mondo da quaggiù di Holly Goldberg Sloan,  Mondadori
Trama:Julia è molto bassa per la sua età e ha sempre l’impressione di vedere il mondo da sotto in su. Ma è curiosa e intraprendente e ha molti progetti per l’estate in arrivo. Sua madre però scombussola tutto quando la costringe a partecipare ai provini per uno spettacolo teatrale. Lei e il fratello minore vengono scelti per fare i Mastichini nel Mago di Oz, e benché Julia pensi di non saper né ballare né cantare, la sua vita sarà rivoluzionata. Il regista, Shawn Barr, ha un carisma quasi magico. E poi c’è Olive, un’attrice affetta da nanismo che per Julia diventa un’amica davvero speciale. Per non parlare della signora Chang, la sua vicina di casa, una vecchietta dalle insospettabili doti artistiche… Insieme a tutti loro, nel corso dell’estate più bella della sua vita, tra una prova e un costume, Julia arriverà a vedere il mondo dall’alto, e scoprirà che la vera grandezza è quella che hai dentro.

Amo questa scrittrice! Riesce sempre a condire le sue storie con ironia ed intelligenza, ribaltando i luoghi comuni. Questo è il racconto di un'estate magica che farà maturare la piccola protagonista. Il fulcro della storia è la messa in scena di una rappresentazione teatrale del mago di Oz. Viene voglia di farci un tuffo dentro. Merita la citazione: "Sono cresciuta questa estate. Non fuori, ma dentro. Ed è l'unico posto in cui crescere conta davvero." Delizioso a dir poco.


Voce di lupo di Laura Bonalumi, Piemme
Trama: e il bosco potesse parlare, racconterebbe di due ragazzi che amavano respirare il profumo della resina. Se le montagne e i sassi avessero voce, direbbero che lassù, dove le cime graffiano il cielo, a volte il respiro si ferma. Come quello di Giacomo, bloccato dalla terra che all'improvviso frana; come quello del suo più caro amico, che preferisce non ricordare il proprio nome, perché da quando la montagna si è sgretolata niente ha più senso. E parlerebbero anche del respiro di Chiara, amica preziosa che ama i boschi solo in cartolina. Non bastano le parole di genitori, professori o amici per riempire un vuoto che sembra incolmabile: Giacomo se n'è andato e ha portato via il sole. Vivere ancora sembra impossibile, se non passando attraverso ciò che è accaduto. Passando di nuovo attraverso il bosco.

Amicizia, amore e senso di colpa. Un libro per un lettore che ha già acquisito un certo grado di maturità e che si sta dibattendo tra le problematiche dell'adolescenza. Una lettura "adulta", ma che lascia spazio anche alla magia delle cose inaspettate. Una fuga, la montagna, un bosco e l'amicizia con un lupo vero. Si cresce attraverso il confronto e la sofferenza, rivendicando il proprio io agli occhi un po' velati degli adulti. Un messaggio per i giovani e anche per i genitori. Psicologico, delicato e allo stesso tempo di ampio respiro.


Il maestro nuovo di Rob Buyea, Rizzoli
 Trama: È l'inizio della quinta elementare per sette bambini della scuola di Snow Hill. C'è Jessica, la nuova arrivata, che fatica ad ambientarsi e si rifugia nei libri; Alexia, la bulla, che ti è amica un momento e nemica quello dopo; Peter, il mattacchione della classe; Luke, l'asso della matematica; Danielle, che non sa farsi valere; la timida Anna; e Jeffrey, che odia la scuola. Mr. Terupt, il loro nuovo maestro, è l'insegnante che tutti vorrebbero avere. Brillante e sensibile, sa trasformare la scuola in un posto entusiasmante... Finché un giorno ammantato di neve accade un incidente che cambierà tutto. E tutti.

Un libro commovente, raccontato a più voci a turno da tutti gli studenti del maestro nuovo. L'alternanza di voci regala al libro varietà e una bellissima visione di insieme che permette di entrare in empatia con tutti i personaggi. Il maestro viene raccontato dai suoi studenti che grazie alle sue lezioni e al suo modo di essere non potranno che cambiare e maturare. L'insensatezza di alcune situazioni è però dietro l'angolo e si sfiora la tragedia. Non sono riuscita a non piangere e poi ho sorriso sollevata. Un lieto fine dopo tanta tensione era d'obbligo e non mi ha disturbata. Superconsigliato.

Quale ho amato maggiormente di questi libri? Direi che tra Il maestro nuovo e Il mondo da quaggiù è una bella lotta. ;-)
Sono già ripartita con le letture, facendo una piccola deviazione verso i fumetti, il tutto mentre attendo impaziente che due libri rientrino dal prestito (Wolf e Il mistero del London Eye).
E voi? Avete qualche lettura di questo tipo da consigliarmi? Ogni suggerimento e ogni non moderato entusiasmo saranno graditi: sparate i titoli e io mi metto alla ricerca.
A presto.




venerdì 14 luglio 2017

Premio Bancarella...la parola ai librai. La libreria Al Segno di Pordenone



"In qualità di #bancarellablogger oggi ho il piacere di proporvi un'intervista a Mauro Danelli libraio della Libreria Al Segno di Pordenone. In questo caso non è solo un piacere, ma un onore perchè La libreria Al Segno è la mia libreria d'elezione da sempre. E' da più di vent'anni che mi reco da Mauro, che è l'anima di questo magico posto, a cercare libri e consigli: ho avuto il periodo vittoriano, femminista, minimalista, post minimalista, classico, chick-lit, giallo e la meta è sempre stata la stessa. Per me non è una libreria, ma un pezzo del mio vissuto, un porto sicuro, un appuntamento imprescindibile. Non potranno mai esserci siti online che possano farmi rinunciare al piacere di andare in libreria e in questa libreria in particolare. E il rituale da oltre vent'anni è sempre il medesimo, ossia "Ciao Mauro, che ne dici dell'ultimo libro di...?". Leggendo l'intervista capirete che Mauro è un libraio della vecchia scuola per il quale la "vera libreria è ancora un posto dove si lavora con i libri in quanto portatori di contenuti culturali e dove il libraio si sforza di portare avanti un discorso civile con i suoi interlocutori". Io sottoscrivo in pieno il suo pensiero e lo metto in pratica, allo stesso modo, anche in biblioteca.
Non proseguo oltre nella mia dichiarazione d'amore, per non risultare stucchevole, e passo direttamente alle domande e soprattutto alle risposte.



I lettori che frequentano la sua libreria, arrivano con delle idee ben precise su cosa acquistare o tendono a farsi consigliare?
Per quanto riguarda le novità da scegliere o i regali da fare c'è molta propensione a farsi consigliare. La nostra rimane comunque anche libreria di servizio, pronta a fornire o procurare in tempi brevi quanto necessario al cliente, che, in questi casi, generalmente sa già cosa vuole.
Con quale criterio scegliete i libri da esporre in vetrina?
In vetrina esponiamo le novità che arrivano settimanalmente: visto il ritmo incessante con cui escono il ricambio è abbastanza continuo e lo spazio viene dedicato tanto alla narrativa quanto alla saggistica. Abbiamo in previsione l'allestimento di una vetrina a tema, dedicata di volta in volta ad un editore oppure ad un argomento specifico.

Come combattete la crisi delle vendite, la concorrenza della grandi catene e dei siti di vendita on-line? Quali iniziative propone la sua libreria per fidelizzare i clienti? (ad es.: tessere punti, sconti, incontri con gli autori, club lettura, ecc.)
La crisi sembra essersi momentaneamente calmata: questo non vuol dire che ci sia una reale ripresa (probabilmente non è neppure prevedibile in tempi brevi e forse neppure medi o lunghi, sic!) e soprattutto si fa sempre più inesorabile la concorrenza dell'e-commerce (naturalmente con in testa amazon che sta diventando pressochè per tutti gli editori il primo cliente, sic!) e poi delle librerie di catena, il tutto naturalmente sottoponendoci ad una concorrenza ''sleale'' nel senso che si tratta di mettere a confronto diretto i proletari (librerie indipendenti) con i capitalisti (grandi editori) con mezzi evidentemente ben diversi (sic!).

(la libreria Al Segno ha anche un bellissima sezione ragazzi, la cui fata madrina è la libraia Elisa)

Cosa spinge un lettore a scegliere, oggi, una libreria indipendente?
La fidelizzazione dei nostri clienti viene affidata prima di tutto alla qualità del servizio e della consulenza, cercando di salvare il più possibile il livello di professionalità di un mestiere che tenderebbe a scomparire o comunque a non godere, anche da parte degli operatori editoriali, l'importanza di altri tempi (ad esempio quelli, i primi anni, in cui io ho cominciato a lavorare nel settore); poi applichiamo una politica di sconti abbastanza importante, prevedendo uno sconto di base a favore di tutti e una scheda sconto che va a premiare i clienti più generosi; abbiamo in previsione la formazione di un club di lettura; non prestiamo particolare attenzione agli incontri con gli autori, in quanto la nostra città è già fin troppo piena di istituzioni e gruppi che se ne occupano.
La scelta di una libreria indipendente rimane legata certamente a un rapporto amichevole con il luogo e le persone che vi operano, in contrasto con la diffusione di spazi caratterizzati da omologazione e anonimato; naturalmente conta poi tutto quello che abbiamo sottolineato in precedenza (servizio, professionalità, serietà, scelte e politiche di vendita…).

Qual è il “libro Bancarella” che le è rimasto nel cuore (vincitore o partecipante)? 
Paco Ignacio Taibo, Senza perdere la tenerezza (Vincitore del premio nel 1998)


Cosa pensa dei blog letterari? Li segue?
I blog letterari sono senz'altro strumenti democratici, utili e interessanti, per parlare di libri: bisogna però fare attenzione alla presenza di figure preposte a pilotarli, con possibili strumentalizzazioni; in futuro, se i librai non ci saranno più (sic!), i blog potrebbero sostituirli in quella funzione di consulenza che ancora rimane loro prerogativa: sta e starà ai lettori stabilire la cosa più giusta.
Personalmente non seguo alcun blog letterario per ''semplice mancanza di tempo'' (devo dire che mi preoccupa anche il fatto che questo strumento democratico possa diventare, se già non lo è, iperdemocratico, nel senso di lasciare libero spazio e sfogo a tutti e a tutto, a volte anche oltrepassando i limiti dell'umano rispetto).

Ci consigli un libro, quello che a suo parere è il libro del 2017 e poi ci sveli invece quale libro hanno eletto i frequentatori della sua libreria.
Con tutti i libri usciti anche quest'anno è un po' difficile sceglierne uno in particolare: comunque, possiamo citare ''Sotto una stella crudele'' di Heda Margolius Kovaly pubblicato da Adelphi (ma ce ne sarebbero anche altri!).
Per quanto riguarda il libro di elezione direi senz'altro ''Io non mi chiamo Miriam'' di Majgull Axelsson pubblicato da Iperborea.

Ringrazio Mauro per la disponibilità e saluto tutto lo staff della Libreria Al Segno.
Questa è l'ultimo post riguardante il premio Bancarella che io e Stefi pubblichiamo prima della proclamazione del vincitore 2017. Domani partiremo alla volta di Pontremoli, dove assisteremo all'emozionante fase finale e dire che non stiamo nella pelle è riduttivo!
Se voi aveste in programma una visita a Pordenone (magari in occasione del prossimo festival PordenoneLegge) non occorre che vi ripeta dove potete trovare una libreria speciale!
Per quanto riguarda noi e la nostra avventura da #bancarellablogger vi diamo appuntamento alla prossima settimana, quando vi racconteremo come si sarà conclusa la nostra fantastica esperienza (sempre che riusciremo a sopravvivere ad una dose massiccia di adrenalina!)



















mercoledì 12 luglio 2017

Come costruire un percorso di lettura tra biblioteca e scuola - Caterina Ramonda

Come si organizza un percorso di lettura per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni? Quali libri si possono scegliere?
Come districarsi tra i diversi generi? A queste e a tante altre domande risponde questo prezioso libretto, frutto dell’esperienza diretta dell’autrice e completo di stimolanti proposte bibliografiche


Caterina Ramonda - Come costruire un percorso di lettura tra biblioteca e scuola - Editrice Bibliografica - Anno pubblicazione 2014 - 71 pagine


Questo post non contiene una recensione, ma non è neppure una semplice segnalazione, diciamo che rappresenta una SCOPERTA. Ho conosciuto l'autrice ad un corso di formazione rivolto a bibliotecari ed insegnanti lo scorso 8 giugno e mai (ripeto MAI) un corso mi aveva avvinta e coinvolta a tal punto. Caterina Ramonda è una bibliotecaria ed una formatrice e soprattutto un'appassionata  lettrice. Scrive su Andersen e su Biblioteche oggi e pubblica meravigliose recensioni sul blog Le letture di Biblioragazzi . Andate a dare un'occhiata e ne resterete incantati: tutte le sue recensioni sono brevi, essenziali e vanno dritte al punto. In pochissime righe Caterina centra sempre il fulcro del libro e chi legge capisce senza possibilità di dubbio se la lettura potrà essere o meno quello che cerca.
E questo libricino invece? Questo è un libricino solo per il costo (8 euro!!!!) e le dimensioni, ma rappresenta uno strumento utilissimo per insegnanti e bibliotecari che vogliono costruire percorsi di lettura per gli studenti delle vecchie scuole medie (oggi Scuola Secondaria di primo grado).
Nella prima parte l'autrice offre indicazioni e spunti su come organizzare gli incontri (durata, luogo, accorgimenti e trucchi del mestiere) e poi già da pagina 22 parte con qualche proposta di percorsi.
Ve li elenco: Classici (per modo di dire), Mistery, In viaggio, Un tuffo nella storia, A suon di musica, Un libro tira l'altro, Ragazzi contro e Figurati un libro (fumetti e graphic novel). Ci sono decine e decine di titoli. Sono stata presa dal fuoco sacro delle conoscenza: spunto quelli che ho letto e cerco quelli che non conosco. Mi è venuta voglia di leggerli tutti e non vedo (quasi) l'ora che arrivi settembre per testarli sulle mie cavie. Ovvio che i percorsi me li predisponevo già prima, ma questo libro mi ha dato qualcosa in più: la gioia di ritrovare tra le pagine un'anima gemella e una passione simile alla mia, ma con le idee molto più chiare e una conoscenza moooooooolto più ampia.
Io non mi formalizzo: quando c'è da imparare, a testa bassa procedo, non per niente sono del segno del toro.
Secondo me questo libro può essere interessante anche per un genitore che vuol proporre ai figli dei libri validi oppure per un semplice appassionato di letteratura per ragazzi. Io ve lo consiglio.
Ho detto che non era una recensione? Ho mentito! Questo è un libro da 5 ed è in parte responsabile dei post che d'ora in poi saranno presenti sul blog. Letteratura ragazzi avanti tutta.






lunedì 10 luglio 2017

Le coincidenze dell'estate - Massimo Canuti

TRAMA
Una Milano diversa.
Un’amicizia inaspettata.
Un’adolescenza alla scoperta della propria identità sessuale.

Milano, estate. Vincenzo è un adolescente particolare: ha pochi amici, è amante della musica metal e degli skate, e non sa ancora bene se è attratto dai ragazzi o dalle ragazze. Italo è un uomo di circa cinquant’anni che un giorno si sveglia su un marciapiede e non ricorda nulla del suo passato. Comincia a vivere come un barbone cercando di ricostruire la sua identità finché non finisce per caso nell’androne del palazzo di Vincenzo. Il ragazzo ha un lampo, sembra riconoscerlo, ma fa finta di non averlo mai visto prima. Dove ha incontrato quell’uomo? E come ha fatto Italo a perdere la memoria? Ma ecco che in loro soccorso arriva Evelina, anziana inquilina del palazzo ed ex parrucchiera dei divi di Cinecittà. Sarà proprio lei, con la sua eccentrica vitalità e tenera presenza a riannodare i fili di un passato fatto di bugie e risentimenti. 

Titolo: Le coincidenze dell'estate • Autore:  Massimo Canuti • Editore: Edizioni E/O • N.pagine: 240 • Anno di pubblicazione: 2017 • ISBN: 9788866328377



Ho voluto leggere questo libro spinta dalle recensioni entusiastiche di Mr.Ink e de La Libridinosa, entusiasmo più che giustificato.
Io non sono una lettrice vorace, in media ci metto circa sette giorni per leggere un libro, ma questo l'ho letto in ventiquattr'ore. Perché questa è una di quelle storie che non puoi abbandonare, i suoi protagonisti escono dalle pagine e diventano amici tuoi e non te la senti di lasciarli soli, vuoi sapere come stanno, cosa sta succedendo loro.
Vincenzo, un quindicenne costretto a crescere solo e a fare i conti con il tormento nel riconoscere la sua omosessualità, con la paura del rifiuto e con la difficoltà di affrontare la vita senza che nessuno lo prenda per mano e lo accompagni. Figlio di genitori separati, entrambi impegnati a consolidare le loro carriere: il padre, avvocato "tagliatore di teste", sulla pelle di lavoratori in esubero nelle aziende in crisi, la madre, direttore editoriale di un canale televisivo, sulla pelle di suo figlio, considerato un ingombro da piazzare durante le sue nottate in ufficio o i suoi viaggi di lavoro all'estero.
Vincenzo ha anche una sorellastra più grande, Serena, unico affetto che lui senta vivo e vero, scappata di casa un paio di anni prima lasciandolo solo.
Parallelamente al racconto della vita di Vincenzo seguiamo le vicende di Italo, uomo di mezza età, risvegliatosi improvvisamente in un luogo sconosciuto ma in qualche modo familiare, con la mente completamente vuota: un colpo di spugna ha cancellato tutto facendogli scordare chi era, cosa faceva, da dove veniva, come si fa a vivere, togliendogli persino la memoria dei gesti più elementari.
Le vite di queste due anime perse si sono sfiorate ma non ci è dato di sapere dove e come, o meglio, Vincenzo lo sa ma non lo dice. Finché un giorno, complici il gran caldo e un portone difettoso, Italo cerca riparo nell'androne del palazzo in cui vive Vincenzo, al momento abitato solo da lui e dalla signora Evelina, un'anziana donna che vive sola ed esce raramente di casa.
Le "coincidenze dell'estate" faranno incontrare queste tre anime alla deriva, fino ad allora impegnate a trovare un motivo per affrontare l'ennesima giornata, portandoli a condividere delle improbabili giornate fatte di cene improvvisate nell'ingresso del palazzo, gite fuori porta, giri di ballo liscio, in un crescendo di emozioni che li aiuteranno a dare un senso alle loro esistenze e a ritrovare il calore degli affetti veri, quelli che danno senza nulla pretendere.
Una storia delicata che tocca nel profondo in modo lieve ma incisivo e un autore che spero di ritrovare presto.
Una lettura che consiglio a chi ama le belle storie sul potere salvifico dell'amicizia, a tutte le età.
Ringrazio le Edizioni E/O per avermi inviato in tempi brevissimi una copia di questo bel romanzo. 

 

venerdì 7 luglio 2017

Maison Rouge - Pasquale Capraro

TRAMA

Nella Parigi di fine Ottocento, in pieno clima bohémien, Amélie, una ragazza di campagna, giunge in città dopo essere stata notata da Madame Claire, durante una permanenza in Provenza.
Colpita dalla sua avvenenza, la donna le propone di trasferirsi a Parigi come domestica. Lì la giovane scopre che la signora è anche tenutaria della “Maison Rouge”, un bordello di lusso. Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, la maîtresse Madame Claire la introduce nella maison e la fanciulla conosce Gilbert, un affascinante borghese. Tra i due nasce l’amore, ma le convenzioni sociali del tempo e la differenza di ceto impediscono agli innamorati di vivere la loro storia. Il destino da cortigiana di Amélie l’attende…

Titolo: Maison Rouge • Autore: Pasquale Capraro • Astro Edizioni, collana E-sordisco • Ebook  € 1,99€

Maison Rouge è un romanzo diviso in due parti le quali hanno una connotazione ben precisa e diversa tra loro, mantenendo come filo conduttore la vita e le vicissitudini di Amélie Lambert.
Nella prima parte conosciamo una giovanissima Amélie, cresciuta fra la lavanda della Provenza, finché una madame parigina, Madame Claire, non le offre un lavoro come domestica a casa sua.
Amélie, desiderosa di cambiare la propria vita ed entusiasta di poter respirare l'aria parigina, accetta di buon grado. Una volta giunta a Parigi Amélie scopre che Madame Claire ha ben altri progetti per lei: si tratta infatti della maitresse di un bordello ben frequentato, la Maison Rouge che notata l'avvenenenza e la purezza di Amélie ha fiutato l'affare. Il destino però ha altri piani per tutti loro e la prima sera di Amélie, ora Jasmine, nel bordello segnerà la data dell'incontro con l'amore della sua vita. Accompagnato da un gruppo di amici, fa infatti il suo ingresso Gilbert, avvenente giovane borghese che si innamora perdutamente di lei, ricambiato. Il loro amore viene però contrastato dai piani di Madame Claire e dalla bramosìa di un facoltoso banchiere di mezza età, invaghitosi di Jasmine e deciso ad averla ad ogni costo.
Nonostante l'ambientazione possa portare a pensarlo, non aspettatevi descrizioni di scene lascive: la vita del bordello è raccontata dal punto di vista emotivo delle sue residenti e fa parte dello scenario di un momento storico calato in un determinato contesto.
La vera protagonista di questa prima parte del romanzo è infatti la Parigi di fine '800, con la sua atmosfera bohémienne, le sue strade, i suoi cafè, i suoi ateliér, i suoi locali, brulicanti di arte e artisti desiderosi di riempire il mondo di bellezza. Tra queste pagine assistiamo alla nascita di quel fermento che tanto ha donato in termini di opere d'arte al nostro mondo.
Nella seconda parte del romanzo il ritmo diventa più serrato, Amélie diventa un personaggio più complesso e tormentato e la narrazione si fa più coinvolgente ed intrigante, fino all'epilogo che si ricollega al capitolo con il quale si apre il romanzo.
Confesso che avrei apprezzato un più ampio respiro alla seconda parte del libro, che ho decisamente goduto di più rispetto alla prima e che mi ha fatto rivalutare l'intero romanzo. In merito alla prima parte devo però fare i miei complimenti all'autore per la perfetta ricostruzione di luoghi ed atmosfere, frutto di un minuzioso lavoro di studio e ricerca sulle consuetudini e la vita degli artisti che hanno riempito le strade di Parigi alla fine del 1800, tanto che in determinati passaggi ho avuto la sensazione di essere seduta al tavolino di un cafè ad osservare la vita che mi scorreva attorno.
Una lettura molto piacevole, scorrevole e garbata, che consiglio a tutti gli estimatori della vita bohémienne e agli amanti delle storie d'amore tormentate.
Ringrazio Elisa dell'agenzia Saper Scrivere per avermi fornito la copia digitale.