venerdì 29 gennaio 2016

Pane, cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs - Fannie Flagg

Trama: Dena è una splendida e ambiziosa stella nascente della televisione degli anni Settanta. L'aspetta un futuro più che promettente, ma il suo presente è irto di complicazioni e il passato avvolto nel mistero. Tutti i nodi della sua vita vengono al pettine quando è costretta a lasciare l'amata New York per fare ritorno nella cittadina della sua infanzia, Elmwood Springs, Missouri. Dove rivede una vecchia amica pronta a buttarsi nel fuoco per lei; i parenti chiaccheroni ma saggi; una pioniera delle trasmissioni via etere. E altri personaggi teneri e bizzarri, tutti ammaliati da una donna che, senza sapere dove sia la sua casa e neppure cosa sia l'amore, proprio grazie a loro mette le basi per un futuro nuovo ed inaspettato. 


Titolo: Pane, cose  e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs
Autore: Fannie Flagg
Editore: Bur
Anno di pubblicazione: 2000
Costo: Euro 9,00

Mi preoccupa scrivere questa recensione perchè ci tengo molto: libro dopo libro mi sono affezionata a Fannie Flagg e soprattutto ai personaggi dei suoi libri e ora sento il peso di doverli presentare come meritano. Eppure per entrare nel mondo di Fannie basta fare una cosa semplice e magica: aprire un suo libro e leggere!
Protagonista di questo romanzo è Dena, presentatrice televisiva e giornalista: una donna bellissima, che eccelle senza sforzo in tutto quello che fa, che brilla di luce propria. Pagina dopo pagina la seguiamo nella sua ascesa lavorativa, consapevoli che nella sua vita c'è un vuoto emotivo, un nodo non sciolto legato al suo passato e all'improvvisa morte della madre, avvenuta quando Dena era adolescente. Perchè la madre era sempre così riservata e schiva con tutti? Perchè ha portato via Dena da Elmwood Springs all'improvviso, considerato che eral'unica città in cui aveva trovato un po' di serenità? E soprattutto come è morta veramente questa donna tanto misteriosa?
Dena cerca di pensare a queste cose il meno possibile, forse le ha rimosse: è concentrata solo sulla carriera, vuole emergere in un mondo, quello televisivo degli anni '70, dove sono gli uomini a farla da padroni. Il passato però deve essere svelato, i nodi vanno sciolti. In questo suo percorso di crescita professionale ed umana incontreremo una miriade di personaggi: i parenti di Elmwood Springs (Zia Elner che tornerà in Torta al Caramello in Paradiso e che abbiamo già conosciuto in In piedi sull'arcobaleno), l'amica Sookie (che poi ritornerà in Voli acrobatici e pattini a rotelle), il produttore televisivo, lo psichiatra innamorato, il giornalista della vecchia scuola, l'anima nera del libro e moltissimi altri, tutti ben caratterizzati. Nel suo modo  leggero e sempre un po' scanzonato, ironico, ma mai superficiale la Flagg ci parlerà, attraverso Dena, della sua idea di vero giornalismo, che deve essere al servizio dell'informazione e non puro sensazionalismo senza una morale. Strano ...ci parla degli anni '70 e la tematica resta di scottante attualità. 
La Flagg non è moralista o idealista, non  ci racconta un mondo che non esiste. Semplicemente mette i suoi personaggi davanti ad una scelta, ben delineata dalle parole della saggia e irresistibile Zia Elner:
"Secondo me dobbiamo prendere un'unica decisione importante: se essere buoni o cattivi. Ci ho ragionato, e alla fine sono arrivata a questa conclusione. Magari sbaglio, ma non ho intenzione di sprecare tempo a farmi troppe domande. Intanto che sono qui, mia cara, mi voglio divertire."
Il finale  quindi non sarà consolatorio, ma conseguente a questa scelta. Perchè vivere senza ferire gli altri, ridere di se stessi, accettare quello che si è con serenità non può che portare  i personaggi del libro ad una conclusione che soddisfa il lettore senza essere utopica. L'autrice quasi ci sfida, in positivo, a provarci, a fare le scelte giuste con il sorriso, senza per questo essere dei mollaccioni senza carattere.
Concludendo posso affermare che questo è il libro dell'autrice che mi ha fatta ridere di meno e paradossalmente anche quello che ha consolidato e resa definitiva la mia ammirazione per lei
Voto:4 e 1/2


 

martedì 26 gennaio 2016

La gemella silenziosa - S.K.Tremayne










TitoloLa gemella silenziosa
Autore S.K.Tremayne
Titolo originale - The ice twins
N° pagine -307
Data pubblicazione 17 settembre 2015
EditoreGarzanti
ISBN -13: 978-8811688051


 

TRAMA
Sono uguali in tutto. Solo la loro madre può distinguerle. O forse no.
A Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l’isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre osserva le sue manine che stringono il cuscino, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sorella gemella Lydia. Niente le distingueva: stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso giocoso. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell’isola spersa nel mare di Scozia. Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l’inverno, Kirstie è sempre più strana.
Diventa silenziosa, riflessiva, improvvisamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa. Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: «Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io». Sarah è devastata e il tarlo dell’errore comincia a torturarle l’anima.
Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

RECENSIONE 
Sarah e Angus, con le loro perfette e biondissime gemelline Kirstie e Lydia, sono l'incarnazione della famiglia perfetta: un buon lavoro, una bella casa e due bellissime figlie, le Gemelle di ghiaccio, nate nel giorno più freddo dell'anno.
Ma, si sa, la perfezione non è di questo mondo.
Infatti, qualcosa travolge le loro vite: una delle due gemelle precipita da un balcone e muore, lasciando tutti nel dolore più profondo.
Ad un anno di distanza da questo fatto tremendo troviamo una situazione drammaticamente cambiata: Angus ha perso il lavoro, Sarah riesce ad ottenere solo qualche piccolo incarico e a causa di questo stravolgimento economico rischiano di perdere la loro casa; Kirstie, la gemella superstite, ha perso l'esuberanza e l'allegria che l'avevano sempre distinta dalla sorella, più tranquilla e sensibile, diventando sempre più simile a lei.
Proprio questo cambiamento insinua nell'animo di Sarah il dubbio di aver commesso il peggiore degli errori possibili: aver creduto morta la gemella sbagliata.
Per cercare di ritrovare un equilibrio e di rimettere in sesto la loro famiglia, decidono quindi di cambiare radicalmente vita e trasferirsi in un'isoletta privata che Angus ha ereditato dalla nonna.
Stiamo parlando di un thriller psicologico, poteva mai trattarsi di un'isoletta soleggiata al largo delle Hawaii? Ovviamente no! Trattasi di poco più di uno scoglio immerso nel gelo e nella nebbia scozzesi, la cui unica dotazione è una "casa" (esageriamo, dai) che sta cadendo a pezzi.
Armati di buona volontà decidono di abbandonare la loro vecchia vita lanciandosi nell'epica impresa di ricostruire casa e famiglia.
I veri protagonisti di questo libro non sono i componenti di questa disastrata famiglia, ma, innanzitutto, l'isoletta sperduta con le sue atmosfere cupe e il faro che si staglia sullo sfondo, l'unica altra presenza "fisica" vicina a loro; poi l'angoscia che pervade ogni pagina: l'angoscia di una madre che non sa più come rapportarsi alla figlia sopravvissuta, l'angoscia di un padre che vede la madre delle proprie figlie annientarsi e perdere progressivamente lucidità e l'angoscia di una bambina che ha perso la propria metà, la compagna di giochi e scherzi, alla quale era legata come solo i gemelli sanno essere.
Ma la protagonista assoluta è la solitudine: ognuno dei componenti la famiglia è sostanzialmente solo ad affrontare i propri spettri.
La storia si snoda in un alternarsi di situazioni, nelle quali Kirstie diventa Lydia, per poi tornare Kirstie e di nuovo Lydia, in un valzer di rivelazioni inaspettate.
Non so decidere se questo libro mi sia piaciuto o no, forse perché ogni volta che leggo un libro che affronta la perdita di un figlio, tendo a chiudere un po' la porta dell'empatia (non voglio nemmeno immaginare cosa possa significare veramente) e quindi non riesco a godermi a pieno la storia.
Detto questo, "La gemella silenziosa" è un libro ben scritto e capace di tenere incollato il lettore alle proprie pagine fino al colpo di scena finale.
Consigliato agli amanti del thriller psicologico e a chi ha bisogno di passare qualche ora sveglio la notte.
Per i miei limiti ad affrontare questo tema il voto che do è

Buona lettura.
Stefania

sabato 23 gennaio 2016

La strana biblioteca - Haruki Murakami

Trama: Un ragazzo viene chiuso nel sotterraneo di una biblioteca da un malvagio vecchietto e un misterioso uomo-pecora lo obbliga a imparare a memoria tre tomi sulla tassazione nell'Impero ottomano: il surreale universo di Murakami Haruki come non lo avete mai visto. (e come speriamo di non vederlo più...aggiungo io)

Titolo: La strana biblioteca
Autore: Murakami Haruki
Anno pubblicazione: 2015
Collana: Supercoralli
pp. 88
Costo: € 15,00
ISBN 9788806225889

Innanzitutto, prima di scrivere altro, ringrazio Cristina per avermi regalato questo libro. Nessuno mi regala mai libri, perchè tutti temono che io li abbia già letti. Io invece ADORO RICERVERE LIBRI IN REGALO! Quindi "Grazie Cristina! sei stata veramente gentile e anche temeraria."
Come spesso accade a chi lavora nel settore libri, ho questo vezzo di comprare tutto quello che nel titolo abbia le parole libro, libreria, biblioteca e simili. Un vezzo che spesso mi fa prendere grandissime cantonate e più volte mi sono ripromessa di essere meno impulsiva e di ponderare meglio gli acquisti. Purtroppo questo racconto di Murakami si può, a mio avviso, inserire nella serie dei libri che dal titolo "evocano" e poi ti lasciano un po' frastornata a chiederti se è un capolavore che tu, nella tua beata ignoranza, non hai capito o se, come disse Fantozzi, "è una boiata pazzesca". Il re è nudo???? Murakami è uno scrittore di tutto rispetto, uno scrittore difficile e amato...e allora fa un po' paura esporsi e dire "non ci ho capito niente". Forse dovrei mettermi a computer e cercare il significato di storno, di uomo-pecora, soprattutto nei paesi orientali, particolarmente in Giappone. Forse dovrei fare delle ricerche sull'universo surreale di Murakami, forse dovrei rileggere "L'uccello che girava le viti del mondo" (che mi era pure piaciuto) e rifletterci sopra. No, un attimo. Mi ero dimenticata di avere da sempre questa strana convinzione, ossia che un libro deve poterti dire tutto il dicibile da solo, senza rimandare ad altro, senza richiedere conoscenze aggiuntive. Potranno poi esserci differenti livelli di lettura e di comprensione, le metafore ecc, ma un libro è un libro. Un vero libro è democratico nella sua essenza: è per tutti, parla a tutti. Questo libro mi ha parlato e mi ha detto  solo che sarebbe bello poter bere le spremute di cervello, per acquisire conoscenza. Ho sempre sognato di bere invece le spremute di libro, da quando sono piccola. Ci sono delle controindicazioni e a questo proposito l'albo illustrato di Oliver Jeffers "L'incredibile bimbo mangia libri" mi ha insegnato molto di più.

Di questo racconto tengo per me le illustrazioni di Lorenzo Ceccoti e  questo dialogo: 
"Volevo solo prendere in prestito un libro, ma se ora ha da fare, posso tornare..."
"No, no, no, non ho assolutamente da fare. Questo è il mio lavoro, ti cerco qualunque libro di cui tu abbia bisogno."

Comunque è un bottino interessante, comunque è stato tempo speso bene. E Cristina non si è offesa spero, tanto più che mi ha confessato che questo libro non l'ha capito neppure lei! Voto: 2






E ora sul comodino mi attende un libro di Sarah Waters. Vedremo.
Buon fine settimana lettori.

Lea



giovedì 21 gennaio 2016

20 (e più) buone ragioni



E’arrivato il momento di inaugurare una nuova rubrica del nostro blog, una rubrica che abbiamo deciso di chiamare Topi di biblioteca.  Con questa definizione io e Stefania vorremmo condensare tutti i post che parleranno di libri senza essere delle recensioni: le manie da lettrici compulsive, lo shopping, i pellegrinaggi di fronte alle vetrine delle librerie di domenica quando sono chiuse, la vita di biblioteca (con gli occhi della bibliotecaria, dell'utente e con quelli della lettrice volontaria) e i mille entusiasmi suscitati dai libri e dai personaggi che li popolano (Mr. Darcy mi fai battere il cuore, Piton sei il mio eroe della notte). 
Topi di biblioteca insomma sarà il mondo libroso e pieno di suggestioni libresche che contraddistingue ogni istante della nostra vita. Perché i topi di biblioteca usciti dalla biblioteca sapete di solito cosa fanno? Naturalmente vanno in un’altra biblioteca oppure in libreria (con pausa in pasticceria…vero Stefi?).
Oggi, ad esempio, io e la mia socia siamo andate dalla nostra libraia preferita e abbiamo comprato questo stimolante libro fatto a schede, della casa editrice Topipittori il cui titolo recita
20 buone ragioni per regalare un libro ad un bambino
Io già me le vedo, queste bellissime schede, penzolare attaccate a delle mollette di legno su fili che tirerò da uno scaffale all’altro della biblioteca. Sarà la mia dichiarazione d'amore e il mio grido di battaglia. Io vivo con scanzonata serietà la mia missione: la promozione della lettura, in ogni dove e in ogni modo possibile, anche scorretto.
Stefania, che ha la stessa missione, regalerà invece questo libro alla scuola e magari i fili da bucato verranno tirati tra gli scaffali della biblioteca scolastica.
Venti ragioni sono poche per regalare un libro ad un bambino? Ve ne vegnono in mente mille?
Intanto gustiamoci, a rate, queste venti. Questa ci ha fatte ridere (con un sottile filo di polemica)


Questa invece, senza filtri dettati dal pudore, riassume benissimo il nostro amore per i libri e per la lettura 


E voi? Siete Topi di biblioteca?

A prestissimo.

Lea

lunedì 18 gennaio 2016

Il richiamo del cuculo




TRAMA
Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.

RECENSIONE
Questo libro giaceva nel mio e-reader da quest’estate, da quando Lea, la mia socia, di “lui” aveva detto. “Sto leggendo un libro bellissimo, lo adoro, DEVI LEGGERLO!!!”.
Da allora c’era sempre qualche altro libro che mi intrigava di più e periodicamente Lea mi chiedeva “Allora, l’hai letto? Ancora no? Cosa aspetti?!?!?!”; ma, per un motivo o per un altro, aspettavo (cosa non lo so…).
Poi è arrivata la “famigerata” challenge, che tra gli obiettivi da raggiungere contemplava un libro di almeno 400 pagine…Ta-daaaaaan! E finalmente l’ho letto.
Mentre lo leggevo scrivevo a Lea: “E’ bellissimo!” E lei: “Lo so…” – “Adoro Cormoran!” “Eh…lo so” –  “E’ scritto benissimo!” “Lo so…” – ma essendo lei una personcina a modo e sempre gentile, mi ha risparmiato il famigerato “Te l’avevo detto!” (io non sarei stata altrettanto carina e diplomatica, sappilo Lea).
Ancora una volta aveva ragione lei, e ancora una volta le LGS mi hanno dato l’opportunità di leggere un gran bel libro.
Veniamo al libro, che inizia con la morte di una modella famosa, Lula Landry, archiviata dalle autorità come suicidio. Il fratellastro della modella, però, non accetta un verdetto che ritiene espresso frettolosamente, oltre che errato. Quindi incarica un investigatore privato, Cormoran Strike, che era stato grande amico di un terzo fratello, morto quando era ancora bambino. Strike è un veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, sull’orlo del fallimento e in piena crisi sentimentale: è stato infatti appena lasciato dalla sua fidanzata storica con la quale ha intrattenuto una lunga relazione tormentata, quasi malata. La stessa mattina in cui riceve la visita di John Bristow, il fratello di Lula, arriva nel suo studio Robin Ellacott, una segretaria interinale che Cormoran sta per congedare perché non sa come pagarla. Ma l’arrivo di questo nuovo incarico, tra l’altro ben remunerato, lo porta a temporeggiare e ad avvalersi della sua collaborazione. Mai decisione fu meglio presa perché Robin si rivela una valida collaboratrice, arguta e fantasiosa, affascinata dall’investigazione, oltre che una persona dotata di grande tatto e discrezione. Il tutto si svolge in una Londra magnificamente delineata, altra grande protagonista del romanzo.
Da questo momento prende il via l’indagine per accertare se la prematura dipartita della modella sia stata una decisione da lei presa o “imposta” da qualcuno. La narrazione scorre molto fluidamente e nonostante non sia pregna di colpi di scena invoglia ad andare avanti senza sosta. L’indagine è minuziosa, ricca di particolari e dialoghi, e si inoltra nel mondo dorato della notorietà e del lusso sfrenato, ponendo l’accento sulla povertà di sentimenti che si contrappone alla ricchezza materiale; tutti i personaggi che gravitano intorno a questo mondo sono profondamente soli.
In questo libro, molto “british style”, ho ritrovato lo stile che ha contraddistinto tutti i libri di Harry Potter, una scrittura capace di pormi immediatamente in empatia con i personaggi, di farmeli amare in modo incondizionato e soffrire per le loro disavventure. In particolare ho amato il personaggio di Cormoran Strike, grande osservatore del linguaggio corporeo,  e soprattutto un uomo dalla grandissima dignità ed integrità. Quando ho chiuso il libro ho provato la stessa malinconia di quando ci si trova in stazione e si saluta un caro amico che sta tornando a casa dopo aver passato delle belle giornate insieme. E mentre sventolo il fazzoletto bianco, sorrido perché è già pronto il biglietto per la prossima rimpatriata, “Il baco da seta” che sicuramente leggerò a breve.
Consiglio questo libro a tutti gli amanti del giallo puro, che amano le indagini particolareggiate a scapito degli effetti speciali, in stile “Tenente Colombo”.
 Stefania



Titolo – Il richiamo del cuculo
Autore – Robert Galbraith
 N° pagine - 547
Data pubblicazione – 19 giugno 2014
Editore – Salani 
ISBN -13: 978-8867158584

P.S. Leaaaaaaaa! Hai visto che finalmente sono arrivati i Nerini? Avanzo un caffè! La brioche al pistacchio me la pago io però, perchè i vizi vanno autofinanziati...ovviamente il caffè è un bene di primaria necessità, quindi paghi tu. Cheeeeeeese!

sabato 16 gennaio 2016

Con un poco di zucchero - Chiara Parenti



TRAMA: A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 “Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)” una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.
Titolo: Con un poco di zucchero
Autore: Chiara Parenti
Editore: Rizzoli
Collana: YouFeel
Pagine: 144
Ebook: € 2,49
Data di pubblicazione: 30 ottobre 2014


Questo romanzo, per i primi quattro capitoli, mi ha fatto ridere da sola fino alle lacrime: ironico, folle, sarcastico, per nulla romantico. E poi l’io narrante è maschio…ma quando mai? Insomma l’inizio è proprio travolgente: Matteo scrittore in crisi, perde il lavoro e si riduce a vivere con la sorella separata con due figli a carico. Per un single la morte dell’anima e dell’indipendenza. Poi, lui, i bimbi proprio non li sopporta. Diciamo che Matteo è il prototipo perfetto dell’eterno Peter Pan, dell’uomo che non vuole impegni e responsabilità.
L’arrivo della nuova tata Katie lo destabilizza: ma quanto è strana, eccessiva, allegra e svampita? Sta zitta solo mentre sale le scale, perché deve contare gli scalini, canta stonata da spaccare i timpani e ha un blog folle dal quale augura buona vita e cincillà a tutti i lettori.



(A questo punto mi sono detta: ma che animali sono i cincillà? Ah..ecco. Infatti mi pareva. Scelta arguta: buona vita e cricetini non avrebbe avuto la stessa presa.)

Leggendo questo libro, che credo si possa ricondurre al genere chick lit, mi è sembrato evidente che Chiara Parenti sa scrivere in modo fluido: non ha incertezze e conosce le tematiche. Chissà.. forse è stata una buona lettrice di Stefania Bertola, per me regina indiscussa, almeno in Italia, di questo tipo di romanzi.
Solo che c’è un ma. A metà romanzo è come se all’autrice venisse in mentre di dover soddisfare anche le lettrici più romantiche e aggiunge precipitosamente alla storia un po’ di zucchero, forse un po’ troppo di zucchero. Matteo si perde in pensieri  degni di un Harmony, Katie è tanto strana perché ha alle spalle un passato drammatico. Nooooo.
Non perdiamo l’ironia: Matteo torna in te e non andare in brodo di giuggiole di fronte ad una strisciolina di pelle di Katie. E tu Katie? Non puoi essere deliziosamente fulminata solo perché lo sei? perché è un modo per fare la guerra agli stereotipi della vita?
Ad ogni modo si tratta solo di un lieve appunto: la mia impressione è stata quella di trovarmi di fronte all'opera di una scrittrice già molto consapevole dei propri mezzi, ma che è ancora alla ricerca dell'identità definitiva da dare ai propri libri. Ironia o romanticismo? L’ideale sarebbe trovare il giusto mezzo, ma anche no…perché raramente ho trovato degli spunti tanto simpaticamente deliranti e ho idea che questa sia l’aspetto da potenziare.
Quindi le auguro di trovare la giusta quantità di zucchero per fare una perfetta limonata: aspra quanto basta da essere dissetante.
Darei un punteggio di tre al libro e sicuramente un cinque alla simpatia.
Credo che di Chiara Parenti sentiremo ancora parlare: essere in grado di far ridere (ribadisco ridere e non sorridere) un lettore non è una cosa da poco e  pertanto
Buona lettura e cincillà a tutti!

Lea