venerdì 19 giugno 2020

Libere e sovrane - Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Volani e Michela Nanut

Insieme, contribuirono con slancio ed energia a scrivere la nostra Costituzione e a renderla anche la Costituzione delle donne.
A oltre settant’anni dall’anniversario del suffragio femminile, il contributo delle donne alla storia della nostra democrazia è ancora poco conosciuto, l'albo raccoglie le biografie delle ventuno Madri costituenti che, assieme ai più celebri «Padri», hanno scritto la Costituzione.
A ciascuna e ciascuna di noi queste donne consegnano un pezzo della loro storia e ci invitano a proseguire il lavoro che hanno iniziato.
 
Titolo: Libere e sovrane
Autrici: Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Volanti e Michela Nanut
Casa editrice: Settenove
Anno pubblicazione: 2020
Pagine: 53
 
Non appena ho intravisto su Instagram la copertina di questo libro mi sono affrettata a scrivere alla casa editrice per richiederne una copia... e che gioia dopo pochi giorni trovarlo nella cassetta della posta. Finalmente un testo che parla delle Madri Costituenti! Quante volte abbiamo sentito parlare della nostra Costituzione, della sua nascita e dei Padri Costituenti che l'hanno scritta? Ebbene facciamo luce: la Costituzione è stata scritta  da 21 donne e 535 uomini, ossia dai membri dell'Assemblea Costituente, eletta democraticamente con il referendum del 2 luglio 1946. Quel famoso referendum in cui il popolo italiano fu chiamato a scegliere tra Repubblica e Monarchia e quello in cui in Italia per la prima volta votarono anche le donne. Direi una data importante e nemmeno troppo lontana.
Mi rigiro questi numeri in testa: 21 donne e 535 uomini. Non stiamo a raccontarci la solita favoletta che ci racconta un'unica storia. Il pericolo di un'unica storia (come scrive Chimamanda Ngozi Adichie) è una versione banalizzata e semplificata della stessa che ti porta a vedere la realtà attraverso un unico punto di vista. Erano 21 donne? Ma quanto ne sappiamo? Personalmente quasi nulla. Le autrici ce le raccontano, una  ad una. Il libro nasce in seguito ad una mostra concepita nel 2016, in Trentino Alto Adige, per celebrare il 70° anniversario del primo voto alle donne in Italia. Il progetto, nato dalle stesse autrici,  poi è cresciuto, si è diffuso ed infine è diventato un libro. Un libro che ci racconta queste 21 donne, di orientamento politico ed estrazione culturale diverse, ma in grado di lavorare insieme per un obiettivo comune. L'art. 3 della Costituzione recita
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Ogni articolo, ogni frase, ogni parola è il frutto di un dibattito e di un confronto e non è certo casuale. Interessante leggere della vita pubblica e in parte privata di queste donne, delle quali dovremmo ricordare i nomi. Tra di loro Rita Montagnana e Nilde Iotti, la prima moglie di Palmiro Togliatti e la seconda sua compagna con una relazione non sancita dal matrimonio. Una, abbandonata dal marito, si ritirerà dalla vita politica per prendersi cura del figlio gravemente malato, mentre l'altra sarà la prima donna a diventare Presidente della Camera. Ci sono anche Teresa Mattei, partigiana a cui si deve l'idea di celebrare l'8 marzo come giornata internazionale della donna e Angelina Merlin che nel 1958 porterà avanti una legge che abolisce lo sfruttamento legale della prostituzione. Maria Agamben Federici invece si è battuta per la tutela delle lavoratrici madri e ha sostenuto il diritto delle donne ad accedere a tutti i pubblici uffici senza distinzioni né limitazioni di sorta. Lascia il segno anche l'amara vicenda di Teresa Noce che dopo aver combattuto in Spagna, aver subito l'internamento e a fine guerra essersi impegnata per la parità di retribuzione tra uomini e donne, nel '53 si trova ad affrontare un'esperienza dolorosa "più del carcere e della deportazione" quando il marito Luigi Longo vuol far annullare il loro matrimonio falsificando la sua firma e nessuno dei colleghi del PC le dimostrerà solidarietà. Come non citare poi Angiola Minella che organizzerà il "Treni della felicità", una catena di solidarietà per bambini e bambini del Sud Italia ospitati presso famiglie del Centro Nord.
Tante storie, tante vite, tutte ugualmente interessanti e intense. 21 nomi da non dimenticare. Non illudiamoci, nessuno ci servirà su un piatto d'argento ciò che ci spetterebbe: per la parità non ancora raggiunta dovremo continuare a lottare e ad impegnarci, prendendoci cura le une delle altre, mantenendo vivo il ricordo di chi ad alto prezzo ha iniziato a percorrere questa lunghissima strada, che sembra non voler finire mai.
Un libro che non deve mancare nella biblioteche civiche e in quelle scolastiche. L'unica storia che ci è stata raccontata ha bisogno di essere ripresa e arricchita, per acquistare una dimensione più ampia e veritiera.
Ringrazio Settenove  per avermi fornito copia cartacea di questo libro. Ne farò buon uso.




 

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