[Questa volta leggo...] Solo una parola - Matteo Corradini

Trama: Venezia, 1938. Roberto è un bambino normale, o almeno così ha sempre creduto. Finché le persone intorno non cominciano a fargli notare che non è come tutti gli altri, perché lui ha gli occhiali. E forse è meglio che non si facciano vedere in sua compagnia. E forse è meglio che cambi scuola, che vada in una scuola per soli bambini con gli occhiali… Un meccanismo semplice ma disumano, così simile a quello che è stato alla base della persecuzione e dello sterminio degli ebrei, e così simile a molti pregiudizi ancora oggi vivi nella nostra società. Nella parte conclusiva del libro, l’autore racconta ai ragazzi, immaginando le loro domande, che cosa sono state le leggi razziali e quali effetti hanno avuto sull’Italia di ottant’anni fa.


Titolo: Solo una parola
Autore: Matteo Corradini
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 204


Dopo la pausa estiva torna la rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per il mese di settembre è stato scelto un libro comprato/regalato in vacanza. Per quanto riguarda i libri regalati al solito il piatto piange (chi regala libri ad una bibliotecaria? al massimo a Natale o al compleanno ricevo un buono per acquistarli), ma sui libri comprati durante le vacanze...avevo solo l'imbarazzo della scelta. Ne ho comprati diversi, sia al mare che in montagna, che negli intervalli tra mare e montagna. D'altra parte ovunque io mi trovi come prima cosa devo cercare la libreria più vicina e non solo per osservarne la vetrina. Alla fine ho scelto di parlarvi di "Solo una parola" di Matteo Corradini un testo che in biblioteca è sempre in prestito e che quindi ho deciso di comprare, anche per farmelo autografare dall'autore che avrò il piacere di ascoltare durante uno degli incontri programmati a Pordenonelegge. Un romanzo non solo bello, ma  anche "necessario".
 

"Solo una parola" è ambientato a Venezia nel 1938 e ci racconta delle leggi razziali che entrarono in vigore quell'anno da un punto di vista molto originale. Tali leggi infatti nel libro non riguardano gli ebrei, ma gli occhialuti. Con questo semplice, ma ingegnoso espediente il (giovane) lettore si immedesima subito nei protagonisti colpiti da questi provvedimenti. Ma cosa vuol dire venir discriminato perché si portano gli occhiali? E' assurdo, come esserlo per il colore dei capelli o degli occhi! Il lettore segue le vicende di Roberto, Alvise e Lucia, tre ragazzini che frequentano ancora la scuola e di come verrà stravolta la loro vita dopo che gli occhialuti saranno dichiarati non amici della patria. Roberto e Alvise portano gli occhiali, Lucia no, ma è figlia di una mamma che ha gli occhiali e quindi anche il suo destino sarà segnato.
Quanto vuoi che faccia male una parola?
In una Venezia di una bellezza struggente, tra musica e profumi che passano di sestiere in sestiere e lungo i canali o nelle calli, osserviamo la triste parabola discendente dei protagonisti del libro: dalla propaganda che inizia a parlar male degli occhialuti (alla radio e nei giornali) e a metterli alla berlina, fino ad arrivare all'espulsione dalla scuola, all'impossibilità di entrare in parchi o in biblioteche, alla perdita del lavoro per i loro genitori. Corradini ci racconta tutto, ma con un delicatezza malinconica che lascia intravedere l'abisso nel quale stanno per precipitare, fermandosi un passo prima, forse per rispetto alla giovane età dei lettori che non conoscono l'orrore che ne è seguito, mentre all'adulto resta un nodo in gola, addolcito appena del bellissimo finale.
Cosa ci lascia questa lettura? La necessità di condividerla con il maggior numero di giovani lettori. La sua forza è la sua universalità, perché potremmo raccontarla più e più volte ed andrà bene per raccontare le vittime di ogni persecuzione.  E' compito di noi adulti non dimenticare, passare il testimone e mettere in guardia le nuove generazioni rispetto ad alcuni algoritmi che si ripetono periodicamente: viene seminato con cura  l'odio, giorno dopo giorno, attraverso la propaganda, viene individuato un nemico, si lascia intendere che questo nemico è il motivo di ogni male, si creano  delle leggi che rendano legittimo l'odio che è stato coltivato e poi.... Il resto è noto. Leggendo mi sono quasi confusa rispetto agli anni in cui è ambientato il libro e insieme al giovane Roberto sogno un mondo diverso:
Dove persino le persone s'avvicinano tra di loro senza volersi male, dove chi ha gli occhiali viene trattato esattamente come chi non li porta. Dove la radio trasmette buone notizie. Dove il Primo Ministro parla solo per incoraggiare, risolvere, sostenere. E non per spezzare, dividere, impaurire.
Un libro, che come ho scritto all'inizio, ho trovato bello e necessario e che ora è uno strumento prezioso, nelle mie mani, attraverso la mia voce durante i miei prossimi interventi di promozione della lettura. Posso parlare con le parole che mi regala il libro ed esprimere esattamente il mio sentire. Se non è magia quella degli scrittori, di sicuro ci si avvicina moltissimo.
 


Ed ora le altre recensioni del mese:


Commenti

  1. Mamma mia Lea ho i brividi davvero. Per ciò che hai scritto, per il libro e per il tema trattato. Una recensione bellissima per un libro che spero di riuscire a leggere.

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    1. Sei gentilissima Chicca, ma i complimenti li merita il libro. Poi mi dirai.

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  2. Ciao, a me per il momento non ispira. Sono nel periodo "voglio leggere fantasy" senza poi riuscirne a leggere molti in ogni caso...

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  3. Reduce da una lettura che sempre di Venezia, sempre degli anni Quaranta parla, non posso che volerci già tornare!

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    1. E per me sarebbe anche geograficamente vicina! Ci devo tornare a breve. :-)

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  4. Bellissima recensione! Ho da poco “fatto pace” con il tema trattato, nel senso che per un lungo periodo non ero più riuscita a leggere niente che parlasse del periodo, per quanto avessi letto in precedenza. Ma ora che sono anche madre, potrei riavvicinarmi all’argomento in maniera più soft, ma non per questo meno incisiva. Grazie Lea dei tuoi consigli, sempre preziosi!

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  5. Che bella recensione, non conoscevo questo libro, ma lo segno subito, voglio leggerlo

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    1. Chiara,
      non vedo l'ora di ascoltare dal vivo la voce del suo autore.

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  6. Mi piace questo libro e la tua recensione è meravigliosa

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  7. E dopo questa bella recensione, ecco un nuovo libro da aggiungere in lista che voglio proprio leggere

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  8. Bellissimo! Me lo segno così magari, al momento giusto, lo proporrò anche ai miei bambini!

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  9. Che bella recensione. Non conoscevo questo libro, grazie per averne parlato.

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  10. Un libro davvero interessante!

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  11. Recensione davvero stupenda. In effetti l'argomento narrato non è semplice da trattare ma penso che sia un libro molto toccante e stupendo.

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