Il Calamity Club di Kathryn Stockett
TITOLO: Il Calamity Club • AUTRICE: Kathryn Stockett • TRADUTTRICE: Isabella Polli • EDITORE: Mondadori • N.PAGINE: 744 • DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 maggio 2026 • Copertina Flessibile € 24,00 • Ebook € 13,99 (in offerta € 4,99)
TRAMA
Oxford, Mississippi, 1933. A soli undici anni, Margot "Meg" Lefleur ha imparato a sue spese che non può fidarsi di nessuno. Dal giorno in cui improvvisamente la sua adorata madre, Charlie, non è tornata a casa, Meg è diventata una delle bambine "non adottabili" dell'orfanotrofio della città, dove lotta ogni giorno per non perdere la speranza e mantenere vivo il suo spirito indomito. "È la speranza una creatura alata" recita una meravigliosa poesia che ha imparato a memoria. E quella poesia le ricorda la sua mamma. Quando incontra Birdie, Meg ha finalmente la sensazione che qualcuno si preoccupi davvero del suo futuro. È stata la disperazione a portare Birdie lì a Oxford: la Grande Depressione stringe la sua morsa e, se non paga le rate arretrate del mutuo, rischia di finire in mezzo alla strada. La giovane intende chiedere un prestito alla sorella, che ha sposato l'erede dei Tartt, una famiglia ricca e ben introdotta nei salotti dell'alta società. Molto presto, però, si rende conto che il loro benessere non è altro che una facciata sostenuta da un'impalcatura di bugie. Ma un giorno il caso conduce Charlie davanti alla porta di Birdie. Vittima di un sistema che l'ha ridotta sul lastrico per poi portarle via la figlia, Charlie non ha più nulla, tranne la sua intraprendenza. E propone a Birdie un piano audace ed estremamente rischioso, che potrebbe però risolvere i problemi di entrambe. È un'alleanza insolita, quella che si crea in casa Tartt, eppure fortissima, come accade tra persone che possono contare solo su ciò che hanno da darsi reciprocamente, sfidando ipocrisie e convenzioni. E, in un momento in cui alle donne viene negato ogni diritto, il loro piccolo atto di ribellione porterà conseguenze che non avrebbero mai immaginato...
Un ritorno molto atteso
Dopo 17 anni Kathryn Stockett torna in libreria con un’altra storia tutta al femminile, una storia di amicizia, resilienza e denuncia sociale
Siamo nell’America negli anni 30 del secolo scorso, gli anni della Grande Depressione (e della grande repressione), quando anche le famiglie più facoltose si sono ritrovate a dover fare i conti con investimenti sbagliati, perdita dei posti di lavoro con conseguente perdita di privilegi, tasse sempre più pressanti e la difficoltà di mettere insieme il pranzo con la cena (oltre a doverseli preparare da soli perché non potevano più permettersi la servitù).
In questo quadro Stockett inserisce le vicende di due donne e una ragazzina undicenne: Birdie, Charlie e Meg.
La prima che conosciamo è Birdie Calhoun, zitella (non troppo disperata) che vive in campagna con i genitori e deve trovare un modo per saldare le tasse sulla loro casa per evitarne l’esproprio, vedendosi così costretta a chiedere la cifra necessaria alla sorella, sposata all’erede di una famiglia di banchieri.
L'esperienza che non ti aspetti
Il viaggio che Birdie compirà sarà un’esperienza ben diversa da quella preventivata, che la porterà a mettere in discussione i propri valori e convinzioni.
Una delle figure chiave che la porteranno a rivoluzionare la propria vita è quella di Meg Lefleur, undicenne orfana, ospitata nell’istituto dove la sorella fa volontariato, diretto da una delle figure più odiose che possiate immaginare: Garnett Pittman, una donna arida, rancorosa e acida, che costringe Meg a vivere in condizioni deplorevoli senza nessuna possibilità di riscatto. Il suo modo di essere troverà poi una spiegazione, ma non sufficiente a farmela rivalutare (dalle vicende che ci attraversano si può imparare e uscirne anche in un certo modo compassionevoli; non è questo il suo caso).
Meg ha un’unica colpa: essere figlia di Charlie, ragazza madre che fa di tutto per poter mantenere dignitosamente la bambina.
Ma sarà l’incontro tra Birdie e Charlie a innescare la scintilla della ribellione a un sistema che sociale che guarda ai più deboli come vittime sacrificabili.
“Non importa quanti colori strani hai da scegliere: se togli i più belli, quelli che servono davvero, non ti resta altro che una grande scatola elegante di pastelli assurdi con cui non ci puoi fare niente.”
Charlie porterà Birdie a prendere una decisione audace in barba alle convenzioni sociali e a mettere a nudo il suo animo intraprendente e combattivo.
Tutte le figure femminili di questo romanzo sono figure forti, sia nel bene che nel male, mentre le figure maschili, anche le più positive, non ne escono benissimo.
L'unione fa la forza
Un romanzo che ci parla di complicità, di sorellanza e di equilibri fragili che reggono quando c’è un obiettivo comune.
Le atmosfere e il tono del racconto mi hanno ricordato il precedente romanzo di Stockett, dove l’ironia e la delicatezza sono i filtri attraverso cui raccontare situazioni anche molto pesanti, anche se ritengo non arrivi allo stesso livello.
Qui il “mostro” da combattere non è (solo) il razzismo, ma le convenzioni sociali e la spada del giudizio che incombono sulle scelte delle protagoniste e, come in “The help”, la disperazione è il collante che tiene insieme le protagoniste nella lotta verso la salvezza.
Il Calamity Club mi ha fatta riflettere su come gli errori del passato non insegnino molto alle generazioni future: viviamo un’epoca in cui le disparità sociali sono sempre più marcate, dove anni di lotte per l’emancipazione femminile e razziale possono venire facilmente cancellate, nonostante siano sotto gli occhi di tutti le conseguenze che ne deriverebbero.
Non cercate la perfezione
Non è un romanzo privo di difetti (ma quale lo è?), ho trovato un po' forzata l'accettazione repentina di una situazione sconveniente da parte di Mrs. Tartt (non dico altro per evitare spoiler, ma chi lo ha letto capirà) - ma Mrs. Tartt rimane un bellissimo personaggio - così come ho trovato un po' troppo frettoloso il finale, che dopo settecento e passa pagine meritava un respiro più ampio.
Nel complesso l'ho trovata una lettura molto piacevole e scorrevole. Speriamo che Stockett non si faccia attendere altri 17 anni!





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