La cartolina - Anne Berest


 

Titolo: La cartolina • Autrice: Anne Berest • Traduttore: Alberto Bracci Testasecca • Editore: E/O • N.pagine: 456 • Data di uscita:18 maggio 2022   • Copertina flessibile: € 19,00 • Ebook: € 12,99

TRAMA

Nel 2003 la madre di Anne Berest riceve una strana cartolina anonima sulla quale sono scritti soltanto quattro nomi, Ephraïm, Emma, Noémie e Jacques, ovvero i nonni e gli zii morti ad Auschwitz. Lì per lì pensa a uno scherzo di cattivo gusto, la mette in un cassetto e se la dimentica. Quasi vent’anni dopo, però, Anne Berest decide di scoprire chi l’abbia mandata. È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo in cui Anne ricostruisce la storia della sua famiglia, ebrei russi approdati a Parigi dopo una rocambolesca fuga di mille chilometri per arrivare in Lettonia, dopo l’attraversamento di Polonia e Romania per andare a Costanza e imbarcarsi per la Palestina, e dopo il viaggio che dalla Palestina li porta in Francia nel 1929. Dieci anni di pace prima che la Francia sia invasa dalla furia nazista e la persecuzione degli ebrei diventi un incubo che avrà per quella famiglia un tragico epilogo. L’unica superstite è Myriam, la nonna di Anne, che ha sposato il figlio del pittore Francis Picabia e affronta gli anni dell’occupazione tedesca nascondendosi, servendosi di documenti falsi, varcando frontiere nel doppio fondo di un’automobile, militando nella Resistenza e rifugiandosi su uno sperduto altopiano della Provenza in cui si trova a convivere con il marito e con quello che sarà il secondo marito, e dove la lotta partigiana è organizzata dallo scrittore René Char. Alla fine, Anne scoprirà chi ha mandato la cartolina, ma la cosa non è importante quanto il risultato delle sue ricerche, che la porterà a capire cosa abbia significato essere ebrei durante il Novecento e cosa significhi oggi.


"Non devo dimenticarli, sennò non ci sarà più nessuno a ricordare che sono esistiti"

"La cartolina" è una di quelle letture che oggi più che mai andrebbero fatte conoscere, perché la memoria dell'uomo è labile, e nonostante tutti sappiamo cosa sia successo durante la Seconda Guerra Mondiale, non tutti ne hanno piena coscienza. 
Ecco che libri come questo, una perfetta fusione tra mémoire e romanzo, possono venire in aiuto, per comprendere che i cambiamenti non accadono dall'oggi al domani, ma sono un insieme di piccole cose che stratificano, pagliuzze che prese individualmente sembrano innocue, ma messe una sull'altra costruiscono muri, recinti, barriere. La scelta del lato in cui trovarsi non spetta sempre a noi ed essere da una parte o dall'altra fa una grossa differenza.

Il romanzo prende il via con l'arrivo a casa di Anne di una misteriosa cartolina, spedita da Parigi e indirizzata alla madre, con su scritti solo quattro nomi: Ephraïm, Emma, Noémie e Jacques.
Lélia, la madre di Anne, spiega a marito e figlie che quelli sono i nomi dei nonni e degli zii materni, tutti morti ad Auschwitz nel 1942. Dopo essersi fatti qualche domanda su chi potesse averla mandata a distanza di sessant'anni, la cartolina finisce in un cassetto, dal quale riemerge dieci anni dopo, quando Anne è costretta a riposo dalla madre per una gravidanza a rischio.

Inizia così un lungo racconto attraverso gli ultimi cento anni, il racconto della famiglia di Lélia, spazzata via dalla pulizia etnica compiuta dai nazisti, della quale è sopravvissuta solo la madre Myriam, per una fortuita coincidenza. Questa è la scintilla che porterà Anne più tardi a ripercorrere la strada fatta dai suoi nonni e zii, ricostruendo pezzo per pezzo la loro storia.

Seguiamo così il peregrinare della famiglia Rabinovitch dalla Russia alla Lettonia, dalla Palestina alla Francia, cercando di sfuggire a un futuro che si preannuncia per nulla semplice per gli ebrei di tutto il mondo. 

Ephraim ed Emma, insieme ai loro figli Miriam, Noémi e Jacques in ogni nuovo luogo in cui si rifugiano, iniziano tutto da capo, Emma con il pensiero di salvaguardare i figli e Ephraim con il desiderio di affermarsi per potersi dire al sicuro da tutti i punti di vista.

Assisteremo al precipitare degli eventi, fino a quando, in una Francia sempre più chiusa allo straniero, sempre più antisemita, la famiglia Rabinovitch verrà fatta salire su un treno verso una destinazione senza ritorno. Colpisce particolarmente la totale inconsapevolezza di quanto sta per succedere, nel racconto di Noémie che prepara la sua valigia in fretta e furia, mettendoci dentro la lozione per capelli e rammaricandosi di aver scordato la pomata per le labbra screpolate. Momenti normali che proprio per questo al lettore fanno correre un brivido lungo la schiena.

Come ribadisce sempre Liliana Segre, anche in questo romanzo emerge prepotentemente quale sia la causa principale del precipitare degli eventi: l'indifferenza.

"L'indifferenza riguarda tutti. Verso chi sei indifferente oggi? Poniti la domanda. Quali vittime che vivono nelle tende o sotto i ponti dell'autostrada o relegati lontano dalle città sono i tuoi invisibili? ... "

Un romanzo che nella parte centrale ho trovato forse un po' lento, a causa del racconto puntuale dei vari passaggi nella storia della famiglia, ma che trova il perfetto compimento nell'ultima parte, quella riguardante la storia di Myriam, l'unica sopravvissuta, che si ritrova a fare i conti con il senso di colpa e che per esorcizzarlo si unisce alla Resistenza; una donna dall'animo complesso che ho trovato tanto difficile comprendere quanto semplice amare.

Se amate le ricostruzioni storiche del periodo più buio della nostra storia recente, questa è sicuramente una lettura per voi. 
Un libro che entra di dirtitto tra la letteratura indispensabile alla memoria storica, nella speranza che possa fungere da monito per le generazioni presenti e future.








Commenti

  1. Bellissima recensione! E che coincidenza, due settimane fa sono andata ad un incontro con Anne Berest (ci doveva anche essere la madre, Lélia Picabia, ma non è potuta essere presente per ragioni di salute) ed è stato un momento bellissimo, commovente e molto interessante. Anne di persona è veramente una persona dolce e si sente che porta nel suo cuore la storia della sua famiglia. Prima di "la cartolina" ha scritto con la sorella Claire la storia della sua bisnonna, Gabriële Buffet, che devo ancora leggere ma che si preannuncia già entusiasmante per me che amo veramente tanto le sorelle Berest, sono bravissime! È uscito quest'anno in italiano, edito Neri Pozza.

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