Non farmi male - Fabrizio Roncone

Titolo: Non farmi male • Autore: Fabrizio Roncone • Editore: Marsilio • N.pagine: 256 • Data di pubblicazione: 13 gennaio 2022  • Copertina flessibile € 16,00 • Ebook € 9,99

TRAMA

Marco Paraldi è un ex giornalista che ha aperto una vineria dietro Campo de’ Fiori, a Roma. Cinquantenne dai modi spicci e con qualche fissazione – fuma il sigaro, non riesce a iniziare il romanzo giallo che ha in mente di scrivere, tifa per la Roma e adora cucinare per i suoi amici –, vive tra l’entusiasmo per la nuova attività e la nostalgia del vecchio mestiere. Un sabato notte, a Capalbio, di ritorno da una festa in compagnia della sorella Caterina, una strana coppia gli chiede un passaggio: Giorgia, una incantevole minorenne, spericolata e sicura di sé, e Nick, un ricco romano con il suv in panne. Pochi giorni dopo, la giovane va a trovarlo in vineria e gli racconta una storia inquietante su una sua amica, Noemi, sparita nel nulla: per Paraldi è l’occasione di tornare a fare il cronista. Ad accompagnarlo c’è Chicca, una principessa che lo corteggia, non troppo ricambiata: insieme attraversano una Roma invisibile in cui il male è trasversale e il bene solo apparente, popolata da broker spregiudicati e ministri corrotti, rapinatori spietati e transessuali romantici, feroci usurai, ex sfortunati attori porno e agenti segreti che bevono champagne. L’indagine si snoda tra i party esclusivi sulle terrazze del centro storico e le struggenti solitudini dei palazzoni multietnici della periferia, tra squallidi locali di lap dance e il lusso decadente dei Parioli. Quando Paraldi scopre la verità, il lettore si accorge che è forse inutile nutrire speranze di redenzione. E che la giustizia è affidata a uomini di cattiva volontà.
Il libro di cui vi parlo oggi è arrivato a sorpresa tra le mie mani, la trama mi è parsa intrigante e dell'autore ho letto pareri positivi, perciò mi ci sono approcciata con le migliori premesse, tra l'altro in un momento in cui ero un po' bloccata con la lettura.
La storia parte con la descrizione di una rapina dagli esiti incerti, dato un problema "intestinale" dell'autista della banda, scivola veloce nell'introduzione dell'ambiente in cui si muove il protagonista, Marco Paraldi, ex giornalista di nera, scrittore in blocco prima ancora di aver realmente scritto nulla, e attualmente gestore della Vineria "Mezzolitro" in Via dei Banchi Vecchi a Roma (sì, proprio la via dove Alberto Sordi ne "Il marchese del Grillo" fa murare la porta di un banco dei pegni).
La scrittura è scorrevole, con la giusta dose di ironia che io apprezzo sempre molto, finché l'autore non mi fa entrare nella suddetta Vineria, dove incappo in questa descrizione:
"C'è una lavagnetta appesa al muro.
Con una scritta: QUELLI CHE ROMPONO DI PIÙ.
I punti sono dieci.
In rigoroso ordine crescente di incazzatura."
Vi suona un campanello? A me è partita la fanfara, con tanto di principio di chiusura della vena!
Scherziamo? Questo è Rocco Schiavone con i suoi dieci gradi di rottura di c....oni!
Da quel momento in poi ho continuato la lettura con un senso di fastidio, pronta a cercare ogni più piccolo accenno di copiatura... MA... mi sono (fortunatamente) ricreduta in breve tempo. 
Già, perché proseguendo la storia prende sempre più un'identità sua, arricchita di numerose citazioni cinematografiche e letterarie, e sono certa che proprio di questo si tratti, di un omaggio a uno dei  - recenti - personaggi letterari (e televisivi)  più rappresentativi della Roma che viene raccontata tra queste pagine.
Roncone in questo romanzo ci fa proprio scoprire i due volti della Città Eterna, quello dorato dei salotti bene e quello sommerso delle borgate dove l'illecito è il pane quotidiano.
Di rientro da una festa in Maremma, in casa di una contessa, Paraldi dà un passaggio a un "ricco e coglione" e alla diciassettenne discinta che lo accompagna, rimasti in panne con l'auto. Quando, qualche giorno dopo, la ragazzina si presenta nel suo locale chiedendogli aiuto per scoprire cosa sia successo a una  coetanea scomparsa nel nulla, Paraldi sente il fuoco dell'indagine accendersi, lo stesso che lo ha accompagnato nelle sue notti da cronista di nera, e il suo fiuto, in passato tante volte messo a disposizione degli inquirenti, percepisce del marcio. 
Rimesta nel torbido, Paraldi, e nella melma intravede sempre lo stesso schifo, uguale dalla notte dei tempi:   il potere usato per soggiogare i deboli, i bisognosi costretti a sottomettersi per sopravvivere.
La narrazione si svolge su più fronti, apparentemente slegati che troveranno, nelle pagine finali, il loro giusto incastro, come in un puzzle ben costruito.
Paraldi è il protagonista, ma questo, a mio avviso, può considerarsi un romanzo corale, dove il ruolo del maestro di coro è ricoperto da Roma, con i suoi contrasti e le sue contraddizioni, i vari personaggi le cui vicende si intrecciano sono ben delineati e caratterizzati, ognuno con il proprio lato oscuro, più o meno celato.
Menzione speciale, per quanto mi riguarda, al personaggio di Giovanna, che ho profondamente amato nelle sue fragilità, nel suo sentirsi fuori luogo e fuori tempo, sempre, costantemente impegnata nel migliorare sé stessa e chi sente vicino, percependo però inutile ogni suo sforzo. Nel pensarla, anche a distanza di tempo, provo una stretta al cuore.
"Non farmi male" non solo è un buon noir, ma anche un inno al buon vino e alla buona cucina, che Paraldi riserva però solo a pochi intimi.
Un romanzo godibile che mi ha piacevolmente intrattenuta, facendomi anche uscire dal famigerato blocco del lettore e anche per questo, sì, a Paraldi voglio pure un po' di bene. 

- Ringrazio la Casa Editrice per avermi inviato la copia -






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