La chiacchiera: "Ciao ciao Instagram?"



Dal momento in cui siamo approdate su Instagram per condividere la nostra passione per la lettura, molta acqua è passata sotto i ponti (gli stessi che ci daranno ospitalità se continuiamo a comprare props per le foto - termine forbito per quelli che io chiamo cacaturi - ); arrivate con tanto entusiasmo, convinte che la passione e la capacità comunicativa che usiamo nei blog fossero sufficienti, ci siamo pian piano sgonfiate (solo metaforicamente, purtroppo) di fronte ai meccanismi contorti che si sono sviluppati nel tempo per poter crescere e raggiungere determinati obiettivi, che si concretizzano nel ricevere prodotti di vario genere per sponsorizzarli, alla pari di quei negozietti anni '60 dove si trovava dalla carta igienica allo zucchero sfuso, ai francobolli, stile emporio di Walnut Grove (o, come si diceva dalle mie parti "el casoin")

Più volte io e Laura  ci siamo confrontate su questo argomento e qui sotto trovate una sintesi di questi scambi di opinioni.

Se vi va, lasciatemi la vostra nei commenti.


Laura: Bacci, scrivi… stai scrivendo?

Bacci: Che ricetta mi dai stavolta?

Laura: Quella su come cuocere Instagram. Magari siamo fortunate e prende la strada del plumcake di Lallina!

Bacci: Boooooom!

Laura: Dunque, vediamo… prima cosa: devi postare almeno 4 volte a settimana.

Bacci: ‘nchezenzo? Ci metto dieci giorni a finire un libro, che posto? L’indice? I titoli dei capitoli? Quante volte mi è salito l’istinto omicida verso chi continua a dire “devi fare post di qualità”, manco parlassimo di latte?

Laura: Il tuo feed deve essere armonico. Come i chakra, hai presente? Tu li hai i chakra, Bacci?

Bacci: Oddio, mi pare di averli presi col Black Friday lo scorso anno, a ricordare dove li ho messi…

Laura: Devi fare le stories, possibilmente parlate, facendoti vedere spesso, perché la gente deve sapere che faccia si nasconde dietro il tuo profilo. Perché hai tirato fuori il mascara, Bacci?

Bacci: Vorrai mica che mi faccia vedere struccata! Ci tengo alle coronarie dei miei folloVers!

Laura: Devi spacchettare? Stai spacchettando? No di più… di più… almeno 5 o 6 libri a settimana se vuoi rientrare nella categoria “wuips”.

Bacci: Vale anche spacchettare lo stesso per 5 volte? Quello forse riesco a farlo

Laura: Ora prendi quei libri che hai spacchettato e mettili su Libraccio. Ah questo non si può dire? Vabbè, fai una storia in cui li riponi nella tua libreria e scrivi: “In attesa che mi chiami per essere letto”. Tanto lo sappiamo tutti che sei sorda, quindi parti già avvantaggiata!

Bacci: Zitta! Che ormai si sono evoluti: allungano le alette quando passo davanti alla libreria. Prima o poi mi schiaffeggiano, me lo sento

Laura: Mi raccomando, Baccina, quando fai gli unboxing, scordati di usare gli hashtag e, se te lo fanno notare, dì che è stata una dimenticanza e che siamo tutti maligni a pensar male!

Bacci: Che sono demente lo sanno anche i sassi, ormai. Però, finora sono riuscita a scordarmi la figlia a scuola, ma non gli hashtag (sarà felice mia figlia…)

Laura: Che altro? Ah sì! Sfoglia! No, che hai capito? Rimetti in frigo il burro, cretina! 

Bacci: Adesso si è ammorbidito, mi tocca fare una torta. Ma di che sfoglia parli?  

Laura: Sfoglia i libri! Fai i reel o le storie in cui sfogli, sfogli, sfooooogli come se non ci fosse un domani. Magari scegli anche dei libri belli cicciotti così le palle le sfrantechi meglio, eh! E poi, mi raccomando, cosa importantissima: quando stai per arrivare alla copertina, NO, quella non devi farcela vedere! Scrivi: prossimamente su questo profilo. Baccina, ti sento urlare o hai un ictus?

Bacci: QUELLI CHE FANNO COSì LI ODIOOOOOOO!

Laura: Parliamo di aggiornamenti di lettura, sei pronta? A pagina 30 di un libro puoi già dare un parere. Mi raccomando, che sia esaustivo. A pagina 50 sei già in grado di scriverne la recensione. Vedi come si fa a leggere 30 libri al mese?!

Bacci: E non potevi dirmelo prima? Sto sotto di nove libri su Goodreads, magari così riesco a mettermi in pari prima di fine anno

Laura: Bacci, quanti follower hai?

Bacci: Dipende: la mattina sono 2420, il primo pomeriggio 2415, tardo pomeriggio 2419…

Laura: Sono pochi. O li compri o ti infili in qualche gruppo di scambio. Veloce!

Bacci: Petta che controllo se ho spicci!

Laura: Benissimo, adesso che hai appreso i fondamentali, passiamo alla seconda parte. Tu scrivi, eh!

Bacci: Scrivo!

Laura: Che rapporto hai tu con lo sport?

Bacci: Nnnhocapito. Parli una lingua strana…

Laura: Bacci, il tapicoso, hai presente? Quell’oggetto nascosto sotto la pila di lenzuola pulite. Lo vedi?

Bacci: Ah, non è la cesta della biancheria? Sicura?

Laura: Sicurissima! Ecco, ora tu sali sulla cesta della biancheria con la tua bella tutina tuuuutta attillata (di cui non facciamo il nome perché qua non ci pagano!) e sponsorizzi. Bacci… le lasagne mettile giù.

Bacci: Lauré…qua mi pagano se prometto di non pubblicare foto con tutine attillate. Rischio che mi mettano il bollino per contenuti sensibili

Laura: allora datti alla biuti rutine (sì, lo so che non si scrive così), ma mi raccomando, che sia quella coreana, altrimenti non fa figo.

Bacci: Io di rutin conosco quello che si fa dopo una buona porzione di lasagna, ma non so come lo facciano i coreani

Laura: Bacci, mi sa che noi su Instagram non cresceremo mai, però una lasagna non ce la toglie nessuno! Direi che potremmo anche farcene una ragione, tu che dici?

Bacci: Direi che ce la siamo già fatta, altrimenti avremmo già usato uno o più degli strumenti magici di cui sopra. Vado, che la lasagna va mangiata calda!







Commenti

  1. Quanto è bello fare ciò che si vuole senza dipendere da regole, algoritmi, numeri che crescono, ma nel pieno rispetto dell'intelligenza altrui? Ecco. Forse il problema è proprio quello. Pensare di avere a che fare con ebeti. Io sto scoprendo, per esempio il piacere della fotografia, della sua costruzione, della sua lavorazione, ma senza alcuna pretesa. Piace a me. Punto (casomai non si fosse visto). Leggo? Quando e come voglio. Pubblico quando posso. Ho già tante regole da seguire a lavoro. Questo per me deve essere un piacere. Mi piace rivedere i miei post, le mie foto, come un album da sfogliare. Se volete, la porta è aperta, altrimenti resta mio.
    Intanto mi rileggo la vostra chiacchierata che mette tanto buon umore. 😘

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    1. Questo è lo spirito giusto. Alle volte, invece, sembra di stare agli Hunger Games!

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  2. Come detto anche sul blog di Laura, amo le vostre chiacchierate. La penso come voi sul mondo INSTAGRAM e infatti in questi anni è cambiato molto il mio modo di viverlo. Ora è solo un bel gioco.

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    1. E come tale dovrebbe essere preso.
      Grazie per essere sempre presente e carina nei nostri confronti

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