Autunno - Ali Smith

 

Trama: Elisabeth, 32 anni, contratto a progetto presso un’università di Londra, torna nella cittadina di provincia dove abita la madre per stare accanto a un vecchio vicino di casa, Daniel, 101 anni, che sta trascorrendo in uno stato di sonno prolungato quelli che sono forse i suoi ultimi giorni di vita. Attorno ai loro incontri, muti ma carichi di emozione, si agita un paese in crisi, diviso politicamente e minato dall’intolleranza e dalla paura. Primo romanzo di una tetralogia in corso d’opera ispirata alle quattro stagioni, Autunno è costruito come un caleidoscopio di aneddoti, visioni, salti nel tempo: gli episodi quotidiani della vita di Elisabeth si mescolano ai sogni di Daniel e ai ricordi dell’amicizia inconsueta e profonda che lega i due fin dall’infanzia della ragazza – fra i quali campeggia la figura affascinante di Pauline Boty, una delle pochissime esponenti femminili della Pop Art britannica, oggetto dell’amore di Daniel e degli studi di Elisabeth. I reality show sull’antiquariato, le pastoie burocratiche per il rinnovo di un passaporto, le scritte xenofobe sui muri fanno da sfondo a un’appassionata meditazione sull’incontro con il diverso e il potere trasformativo della creatività umana, un romanzo polifonico dalla voce ammaliante, carica di echi letterari (da Dickens a Shakespeare, da Ovidio a Huxley) ma capace di parlare in maniera straordinariamente diretta alla nostra inquieta contemporaneità.

Titolo: Autunno - Autore: Ali Smith - Casa editrice: Big Sur - Anno pubblicazione: 2018 - Pagine: 226
Raccontare Autunno di Ali Smith è complicato, forse si tratta di una sfida persa in partenza però vale lo sforzo perché è un romanzo inconsueto e raro. Solo risulta difficile definire quale possa essere il suo pubblico
Per quanto sia lungo solo 226 pagine la sua bellezza si disvela lentamente, con una tale densità da non permettere distrazioni. Le parole, le frasi si fissano in testa, hanno un loro peso e una loro bellezza.
E' un romanzo che si  deve leggere più di una volta per coglierne i rimandi e le citazioni, ma basta anche una solo lettura per apprezzarne la melodia. Autunno è il primo libro di una tetralogia nella quale l'autrice ci accompagnerà attraverso le stagioni, fino ad una nuova Estate.
Definirne la trama è limitante, ma al contempo è un punto di inizio. Si parla di un'amicizia tra una donna di 32 anni, docente precaria di storia dell'arte, ed un ultracentenario, di legami familiari, di amore, di pop art, di artiste dimenticate colpevolmente dalla storia degli uomini e di Brexit. Riesce ad essere contemporaneamente intimista e sociale.
Il primo capitolo, surreale ed onirico, sembra fatto per allontanare il lettore, quasi a dirgli "questo libro è strano, se non te la senti cambia lettura". Raramente ho trovato un inizio tanto respingente. Come premio nel secondo capitolo irrompe la quotidianità mista ad ironia, ad un umorismo che mi ha ricordato Jonathan Coe. D'altra parte mi è impossibile ragionare su Brexit e Gran Bretagna senza pensare a lui. La scena di Elisabeth all'ufficio postale mi ha riportato ad un brano della famiglia Winshaw. Non può essere un caso, mi piace soprattutto pensare che non lo sia.
Dal secondo capitolo in poi sono entrata completamente dentro al libro e quando arriva la parte onirica che apre la seconda parte mi è sembrato quasi naturale.  Mi sono fatta condurre, seguendo i ragionamenti, cercando di immaginare le opere di Pauline Boty, lo scandalo Profumo e soprattutto, lo scrivo di nuovo, la Brexit. L'autrice ad un certo punto la descrive con la metafora di un muro innalzato a difendere un confine che custodisce il nulla.
In questo libro abbiamo poesia, suggestione e rabbia, ma stemperate da tanta ironia, da una giocosità che non rende mai patetici i personaggi. Nella loro intelligenza risiede la resistenza che non li vede mai sconfitti.
Il mio voto dichiara "assolutamente da leggere" ed in questo caso un simboletto rivela tutta la sua povertà. E' assolutamente da leggere, ma non so se vi piacerà. Dipende se lo incontrerete nel momento giusto, quello che vi renderà in grado di accoglierne l'alterità intesa come diversità.
Non so dove mi condurrà l'autrice con Inverno, la trama parla di un cottage in Cornovaglia alla vigilia di Natale. Ovunque mi voglia portare io sarò felice di andarci. Si accettano compagni di viaggio.







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