Sangue inquieto - Robert Galbraith

 

Trama: Il nuovo caso arriva nelle mani di Cormoran Strike in una buia serata d'agosto, davanti al mare della Cornovaglia, mentre è fuori servizio e sta cercando una scusa per telefonare a Robin, la sua socia. In quel momento tutto desidera tranne che parlare con una sconosciuta che gli chiede di indagare sulla scomparsa della madre, Margot Bamborough, avvenuta per giunta quarant'anni prima. Un cold case più complesso del previsto, con un serial killer tra i piedi e un'indagine della polizia a suo tempo molto controversa, fra predizioni dei tarocchi, testimoni sfuggenti e piste scuramente intrecciate.

Trama: Sangue inquieto
Autore: Robert Galbraith
Editore: Salani
Anno pubblicazione: 2021
Pagine: 1104







Ho iniziato a scrivere questa recensione per ben tre volte, ma ogni volta non ero soddisfatta perché cercavo qualcosa che potesse condurvi nel centro esatto del mio entusiasmo. Per arrivare qui, dove io vi aspetto, dovete partire da lontano, dal primo romanzo che vede protagonista la coppia investigativa composta da Robin e Cormoran. Dovete imparare a conoscerli ed amarli errore dopo errore, litigata dopo litigata, con la lenta crescita del sentimento che li lega. Sì, perché le indagini dei due sono fortemente connesse alle loro vicende private e i libri della serie sono più o meno belli a seconda di quanto siano equilibrati i due ingredienti. Non a caso non ho scritto la recensione del precedente libro Bianco Letale. Era troppo sbilanciato a favore del loro rapporto e questo aspetto mi ha fatto perdere di vista l'indagine e alla fin fine mi ha destabilizzata, non perché il romanzo non fosse avvincente, ma proprio per il motivo opposto: mi sentivo addirittura troppo coinvolta e la mia parte razionale non voleva cedere a certi tremori emozionali. Poche storie: la Rowling (o Galbraith chiamatel* come vi pare) sa sempre come toccare le giuste corde e farti sentire nel bel mezzo di una lotta titanica tra il bene e il male, l'odio e l'amore. Non lascia mai indifferenti, ti trascina dove vuole e tu ti ritrovi a leggere ancora e ancora, con il cuore di gelatina. E' una narratrice di grande mestiere e talento, ma per quanto riguarda i gialli ho i miei canoni e le mie esigenze. Mi oppongo fin dove posso agli incantamenti: i gialli li voglio proprio come li voglio, il più possibile aderenti ai modelli dei grandi del passato. In questo quinto romanzo ho trovato tutto ripartito al millimetro e al tempo stesso amalgamato come meglio non si poteva. L'indagine parte dalla sparizione di una donna avvenuta 40 anni prima, un cold case, che i due investigatori hanno un anno di tempo per risolvere. Margot è' stata forse assassinata da un noto serial killer che non ha mail voluto dichiarate l'identità di tutte le proprie vittime per il piacere perverso di far soffrire oltre il possibile i loro parenti? Oppure il responsabile è da ricercare tra i conoscenti, i colleghi, gli amici o gli affetti più cari? Thriller e giallo si mescolano, con i canonici interrogatori, le varie dichiarazioni confrontate e riviste. Il lettore si sente sollecitato ad entrare nel gioco per provare a risolvere il puzzle. In tutto questo la vicenda personale dei due arriva quasi ad un punto di svolta. Sono due anime "dannate"(soprattutto Cormoran, ma a livello di sfortuna non scherza nemmeno Robin), ma l'autrice sa giocare con il lettore, si diverte a farlo sperare, ad allontanarli per riavvicinarli. Indagine dopo indagine li sta facendo crescere, come persone, ma anche come investigatori e Robin sempre più acquista una sua dimensione, non semplice spalla, ma  cooprotagonista con pari forza e dignità. Grazie a lei nel libro si parla anche di maschilismo tossico, di pregiudizi e di stereotipi.
Quello che invece non ho trovato nel romanzo è stato  qualche indizio che potesse dare concretezza all'accusa di transfobia mossa all'autrice. Non so cosa abbia scritto sui social e francamente non mi interessa: per me un libro una volta uscito nel mondo è del lettore quanto dello scrittore e io ci ho trovato un'indagine avvincente e ben orchestrata. Tra i giallisti contemporanei per me nessuno ruba il podio a Nesser, ma un libro di Galbraith è sempre un evento, una febbre che ti divora in pochi giorni e poi ti lascia a desiderare di poter leggere il prossimo romanzo. E leggerlo domani sarebbe già troppo tardi. Purtroppo o per fortuna ci vorranno invece altri due anni di attesa, perché la Rowling intesse la sua scrittura con la giusta dose di cura, attenzione e...magia. 
Vi consiglio molto caldamente di leggere questa serie. Crea fortissima dipendenza.








Commenti

  1. Devo ancora recuperare il precedente, ma felice di sapere che ho tanto di bello da recuperare. Un abbraccio Lea!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Michele! Forse ti conviene passare direttamente a questo ;-) Scherzo, non si può... ma è decisamente più riuscito.

      Elimina
  2. Concordo in tutto. Il libro precedente è meno coinvolgente sul piano dell'investigazione, forse, ma coinvolgentissimo sul piano della vita privata di Robin che finalmente esce dalle secche del maschilismo tossico. Io adoro la Rawlings e le accuse che le hanno fatto sono semplicemente RI-DI-CO-LE! Chi scrive certe cose semplicemente NON ha letto il libro. Punto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E questo si chiama parlare chiaro! Accuse ridicole come scrivi tu. Ma quando esce il prossimo libro? Ho fatto partire il contro alla rovescia. :-)

      Elimina

Posta un commento