Recensione "Io sono l'abisso" di Donato Carrisi



Titolo: Io sono l'abisso • Autore: Donato Carrisi • Editore: Longanesi • N.Pagine: 384 • Data di pubblicazione: 23 novembre 2020 • Copertina rigida  22,00 • Ebook € 12,99  

TRAMA

Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti.E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto.

L’uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l’eccezione di rare ma memorabili serate speciali.

Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui, che ha scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente.
Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde.
Ma c’è un'altra cosa che l’uomo che pulisce non può sapere: là fuori c’è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna.
E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.
Quando esce un nuovo romanzo di Donato Carrisi non riesco a resistere, sono come un topo al cospetto del pifferaio di Hamelin, pronta a farmi condurre ovunque lui voglia e ogni volta mi preparo ad affrontare una lettura cervellotica, un intreccio dove tutto è possibile e tutto viene stravolto a due pagine dalla fine.
Anche stavolta non sono riuscita a resistere, e anche stavolta l'ho divorato in pochissimi giorni.
È stata la lettura che mi aspettavo? No.
Mi è piaciuto? Sì.
Ora mi spiego meglio.
"Le storie non sono mai lineari. Invece sono labirinti. E, a volta, ci si imbatte in porte chiuse che immettono in realtà parallele e in altre storie segrete."
La storia che Carrisi ci racconta stavolta, invece, è molto lineare, non si prova la sensazione, familiare, di entrare in un labirinto senza sapere che direzione sceglierà di farci prendere l'autore, tutt'altro: si sa in ogni momento dove ci si trovi, dove si stia andando e perché, ma nonostante questo si entra in storie segrete delle quali sentiamo spesso parlare nella vita di tutti i giorni senza mai voler vedere fino in fondo, fino a dentro l'abisso.

In questo romanzo l'ambientazione, a differenza della maggior parte dei romanzi di Carrisi, è ben definita: il lago di Como, un luogo ambito dai turisti, patito dai residenti, acque che ammaliano e attirano sotto la cui superficie si nasconde il pericolo, vortici invisibili che ingoiano, non sempre restituendo. 
I personaggi, invece, non hanno un nome, pur rimanendo sempre perfettamente riconoscibili nelle loro peculiarità, nell'abisso che nascondono dentro di loro.

La ragazza dal ciuffo viola, figlia di una famiglia agiata, una ragazza alla quale non manca nulla di materiale ma profondamente sola a combattere con un segreto che la consuma dall'interno, senza che nessuno se ne avveda.
La cacciatrice di mosche, una donna dal passato ingombrante, tragico, che dedica tutta sé stessa a salvare le donne vittime di chi ha promesso di amarle e proteggerle, una donna che fa di tutto, riuscendoci, per vedere senza essere vista.
L'uomo che pulisce ha visto l'abisso, se ne è cibato e lotta ogni giorno per non farlo emergere, uscendone non sempre vincitore.

Tre solitudini destinate ad incontrarsi in mezzo a tante altre solitudini, nelle quali ognuno di noi può ritrovare un pezzetto di sé, una sensazione familiare per vissuto o visto. 
Questo Carrisi emoziona più che impaurire, tocca il cuore più che la mente, crea ansia per il destino dei suoi protagonisti più che per gli scenari in cui si muovono. Un Carrisi più malinconico che claustrofobico, al quale la mente del lettore torna con tenerezza e compassione.

A uno di loro è riservato il colpo di scena finale (che io non avevo minimamente intuito a differenza di altri lettori più scaltri di me), a un altro è assegnato un finale affrettato, immeritatemente, e al rimanente  una rivelazione che mi ha intristita oltre ogni aspettativa.

In conclusione non il Carrisi che ci aspetteremmo, pur rimanendo uno dei migliori nell'indagare le origni del male, per un romanzo non esente da pecche (alcuni particolari sono decisamente poco credibili, anche se trattasi di minuscoli nei) ma che mi ha conquistata per l'umanità e l'empatia.

Ringrazio Longanesi per la copia digitale e Azzurra per la copia cartacea, regalo di compleanno in super anticipo.





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