lunedì 20 luglio 2020

Mi chiamo Nako - Guia Risari, Paolo D'Altan

Trama: Il libro è un piccolo capolavoro dell'arte letteraria e figurativa. Le tavole, curate da un vero e proprio maestro dell'illustrazione, e il testo, poetico, graffiante e delicato insieme, fanno della storia di Nako - un bambino rom - un racconto su cui piccoli e grandi possono confrontarsi su mondi altri rispetto al proprio. Mondi più giudicati che non veramente conosciuti. Quello che Nako racconta mette in luce i sogni e le sofferenze di chi sperimenta ogni giorno le distanze e l'esclusione, ma al contempo apre il sipario su antiche tradizioni, lingue e speranze. Per chi crede nella vita autentica e nel valore delle differenze, il libro è un'avventura sociale e culturale da vivere.
Titolo: Mi chiamo Nako
Autore: Guia Risari
Illustratore: Paolo D'Altan
Casa editrice: Edizioni Paoline
Anno pubblicazione: 2020
1 v. ill.
 
Benedetti gli albi che ci raccontano qualcosa che non conosciamo, che ci svelano una storia e ci mostrano la bellezza e la complessità delle vite degli altri. Attraverso il dialogo e la narrazione ciò che prima spaventava perché esulava dal nostro vissuto, poi diviene  un nuovo aspetto del mondo che incuriosisce e affascina. Basterebbe forse aprirsi agli altri non con sospetto, ma con la voglia di comprendere, perché nella conoscenza c'è anche un riconoscimento.
Bello questo albo che accorcia le distanze e ci racconta del popolo rom, delle loro tradizioni e del perché non hanno una nazione, ma hanno invece una bandiera e un inno.  Il protagonista, Nako, con naturalezza ci racconta della sua vita in cammino, da accampamento ad accampamento, con grande fierezza. A fine lettura penso che un bimbo questa fierezza possa comprenderla benissimo: un popolo che non ha un proprio Paese, ma ha invece una propria lingua e una bandiera "con un rettangolo, verde in basso e azzurro in alto come il cielo. E, in mezzo, c'è una ruota.". Un popolo libero
I nostri nomi sono tanti: zingari, gitani, romanichels, gypsies, manouches, sinti, rom, nomadi, camminanti

A fine libro troviamo una piccola appendice con il loro inno, composto dopo la Seconda Guerra Mondiale (e ricordiamo che anche il popolo rom fu oggetto di persecuzioni razziali) e dei proverbi della tradizione rom, tutti molto significativi, al punto che mi è difficile sceglierne uno a discapito degli altri.
Le illustrazioni di Paolo D'Altan abbracciano il testo di Guia Risari: mentre le sue parole volano lievi evitando qualsiasi didascalismo, i colori e le espressioni dei personaggi, con i loro occhi vividi e penetranti  osservano il lettore e lo invitano ad entrare nella storia. Alla fine comprendiamo la magia di questo popolo che osserveremo con un rispetto nuovo, desiderosi di conoscerlo meglio. Questo albo crea un varco, inizia un dialogo che poi spetterà ad ognuno di noi proseguire. 
Ringrazio l'autrice e la casa editrice per avermi donato la copia cartacea di questo libro, ma ammetto che a mia volta lo regalerò alla biblioteca, perché possano goderne anche i miei piccoli utenti. Motivo questa scelta semplicemente con uno dei proverbi che ho citato sopra
Non sono ricco delle cose che ho accumulato, ma di quelle che ho dato






2 commenti:

  1. Grazie Lea. Mi hai emozionato (come sempre).
    Prenotato!
    (Appena lo avrai catalogato)

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    1. È già in biblio che ti aspetta Ivano! Grazie per le tue belle parole.

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