lunedì 29 giugno 2020

[Questa volta leggo...] Falce - Neal Shusterman

Trama: Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l'umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un'immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.
Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l'efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere "spigolato". In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.
Titolo: Falce
Autore: Neal Shusterman
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2020
Pagine: 360
In un nanosecondo siamo tornati all'appuntamento con la rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per il mese di giugno bisognava parlare di un libro fantasy. La scelta ha rappresentato una bella sfida per la sottoscritta: non ho un problema con i fantasy, ma sicuramente non le leggo molti e di questi, pochissimi mi piacciono. Ad esempio in inverno avevo iniziato "Sei di corvi", consigliatissimo nella blogsfera, per poi comprendere...che avevo superato l'età massima per amare questo tipo di storie (e infatti non l'ho neppure terminato). Sempre seguendo il tam tam mediatico ho sentito parlare di Falce di Neal  Shusterman e quando ho scoperto che forse era meglio definirlo distopico ...il libro era già terminato. Una lettura di sicuro molto interessante ed avvincente, ma...
La trama è davvero intrigante e ti porta a riflettere su moltissime cose. Ci troviamo in un mondo senza guerra, senza morte, senza dolore e senza fine regolamentato da un'intelligenza artificiale che tutto sa e prevede. E' il Paradiso? Immagino che ciò che dia valore e intensità ad ogni attimo che viviamo sia la sua unicità e il fatto che il nostro tempo sulla terra sia limitato. Ma se così non fosse, se avessimo a disposizione l'eternità non tenderemmo forse ad annoiarci? Un mondo nel quale appena invecchi puoi ringiovanire più che sembrare desiderabile, mi fa rabbrividire. In questo universo perfetto da subito qualcosa sembra essere tremendamente sbagliato, anestetizzato, un po' come i suoi abitanti che non possono neppure provare dolore. Qualcosa che fa paura però esiste e sono loro, le Falci, individui prescelti per selezionare l'eccedenza, perché anche nella perfezione le risorse alimentari sono limitate e quindi non c'è spazio per tutti. In tanta modernità verrebbe da pensare che esista un criterio particolare per eliminare questo surplus...e invece no. Le Falci uccidono un po' come pare a loro, con veleno, arma bianca e altri piacevoli mezzi. Ora io mi sono chiesta, con il mio spirito un pochino socialista, PERCHE'? In una società tanto evoluta non poteva esserci un modo più equo per mantenere la popolazione in numero accettabile? Del tipo che vivi 150 anni di vita ben vissuta e poi cedi il posto ad altri. No. Questo per me il punto dolente di tutta la storia, il particolare che non mi ha assolutamente convinta, anche se poi alla fine vi darò la mia interpretazione.
A parte queste mie (legittime) perplessità la storia si sviluppa raccontando di due giovani ragazzi, Citra e Rowan, che vengono ambedue scelti dal Venerando Maestro Faraday, un giustiziere alla vecchia maniera, quali apprendisti  e solo uno di loro alla fine diventerà Falce. Bella la rivalità, la contrapposizione tra le caratteristiche di entrambi e soprattutto di grande carisma il maestro che ancora "spigola" in un certo modo, ossia senza trarne alcun piacere e applicando un grande rigore nella scelta delle sue vittime. Di altro tipo sono le Falci giovani, di una nuova corrente, che si dilettano con "spigolature" di massa. Nella realtà non cadono forse gli aerei provocando decine di vittime? Queste parti crudeli mi hanno veramente attratta in modo malato, con brividi lungo la schiena. Senza stare a raccontare troppo della trama Rowan e Citra si troveranno in un posizione impossibile, contrapposti e nemici, nonostante inizino a sentire qualcosa l'uno per l'altro. Perché questi due dovrebbero sentirsi attratti resta un po' un mistero, ma non voglio chiedere troppo a quello che è il primo volume di una trilogia. Forse alcune cose ci verranno svelate in un secondo momento. Non credo comunque andrei a mangiare la pizza con nessuno dei due, se devo essere sincera.
Il romanzo si legge voracemente, senza quasi assaporarne i particolari. La scrittura ci avviluppa e ci porta avanti, di scena in scena, di spigolatura (verbo ripetuto ossessivamente) in spigolatura.
Mi è piaciuto, ma più passano i giorni che mi separano dalla fine della lettura più mi rendo conto che non resterà tra i libri della mia vita. Avvolgente e affascinante, ma non indimenticabile. Di grande effetto, ma passato il momento di meraviglia emergono le contraddizioni.
Perché in un mondo perfetto si continua ad uccidere-spigolare senza un giusto criterio? Mi sono data questa risposta: non esiste perfezione che non venga corrotta dall'uomo. Come non esiste vera meraviglia che non dipenda dal fatto che l'uomo è imperfetto e fallibile, meravigliosamente vero.
Leggerò di sicuro i prossimi volumi e dell'autore a partire da Unwind del quale ho sentito meraviglie. Per quanto riguarda questo libro attendo lo sviluppo della storia per un giudizio più esauriente perché è come un puzzle al quale mancano delle tessere.



Qui di seguito le altre recensioni del mese:
 

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