venerdì 12 giugno 2020

La felicità di Emma - Claudia Schreiber


Titolo: La felicità di Emma • Autore: Claudia Schreiber • Traduttore: Angela Lorenzini • Editore: Keller • Data di pubblicazione: 17 settembre 2018 • N.pagine: 240 • Copertina flessibile € 15,50

TRAMA
Emma alleva maiali in un angolo sperduto della campagna tedesca. È libera, forte e quello a una vecchia scrofa, che stringe quando riflette, è l’abbraccio più vigoroso che abbia mai dato. Gli animali sono la sua cura all’assenza di un amore, ai debiti che stanno per farle perdere la fattoria.Una notte, però, il silenzio viene rotto dal fragore di un incidente stradale e nella sua vita arriva Max, giovane impiegato in fuga con il denaro rubato all’azienda per cui lavora e con il sogno di trascorrere gli ultimi mesi di vita che gli restano in Messico. Come d’incanto Emma si ritrova tra le mani tutto ciò che poteva desiderare: una borsa piena di soldi e un uomo da amare. Ma la felicità c’entra qualcosa con i desideri?
Delicato, surreale, commovente, a tratti triste e a tratti rabbiosamente comico questo romanzo ci consegna un’indimenticabile storia d’amore e di incontro tra destini.
Emma, che personaggio!
Una contadina, semplice, con esigenze semplici, che vive nella sua semplice fattoria nella campagna tedesca. La sua casa trabocca sporcizia, il suo giardino, al contrario, risplende di ordine e armonia. I suoi animali sono la sua unica compagnia, l'unica che la appaghi completamente.
"Emma amava ogni singolo maiale alla fattoria. Li chiamava per nome, ogni giorno li accarezzava a lungo e con tenerezza."
In quel microcsomo c'è quasi tutto quello di cui ha bisogno. Quasi tutto, manca infatti un uomo. Poi le servirebbero anche dei soldi, tanti soldi, perché i debiti le stanno facendo perdere la fattoria. E lei non ha nessun altro posto dove andare, nessuno a cui rivolgersi.
Un giorno, però, accade una cosa assolutamente imprevedibile, le sue preghiere vengono esaudite: sul suo giardino piomba un'auto con dentro un uomo privo di sensi e sul sedile a fianco una borsa colma di soldi. Emma sa di meritarsi tutto ciò.
" - Un uomo, dunque. - Ecco che finalmente il cielo gliene mandava uno, ed era già fuori uso; danneggiato durante il trasporto. Comunque, meglio un uomo rotto che niente. Si sarebbe ripreso!"
Quell'uomo è Max. Un perdente, sottomesso al suo datore di lavoro ex compagno di scuola brillante solo con le idee degli altri. 
Max, maniaco del controllo, della pulizia, rassegnato a farsi vivere dalla vita. 
Due mondi agli antipodi, destinati inevitabilmente a scontrarsi. Due mondi all'apparenza semplici, ma che racchiudono un universo celato ai loro stessi occhi, chiuso nel profondo del loro essere.
Inizia così una convivenza imposta, dipinta con tratti surreali che strappano più di qualche risata al lettore, ma via via che il racconto prosegue, Emma e Max iniziano a riflettere su come siano arrivati ad essere quelli che sono.
Emma sulle sue vestaglie logore e informi, dai colori discutibili, le tazze sporche lasciate ad ammuffire in cucina e la sensazione di conforto che prova ad abbracciare i suoi maiali.
Max sulla sua difficoltà a imporsi sugli altri, la sua incapacità di concepire un sentimento che vada un po' più in profondità, il suo rifiuto a vivere la vita e l'inutilità di lasciarsi vivere da essa, ma che nello scontro con Emma si ritrova ad agire con una tenerezza che non avremmo pensato appartenergli. 
La narrazione viaggia sul filo della leggerezza, gioca col lettore nel creare momenti di surreale ilarità,  regalandoci persino la descrizione degli umori del gallo, padrone indiscusso della fattoria e termometro degli stati d'animo di Emma.
"Quel giorno il gallo non importunò una sola gallina. Il suo harem ne fu totalmente irritato che tra le signore scoppiò una lite: chi di loro aveva fatto venire la luna al gallo? Il battibecco le stressò talmente che quel giorno non deposero neppure un uovo."
Sempre con leggerezza, ma mai superficialità, verremo condotti sempre più all'interno dell'animo di questi due protagonisti, fino a svelarne i dettagli più intimi, arrivando a disegnare uno dei personaggi femminili più sfaccettati che mi sia capitato di incontrare,  in grado di provare immensa compassione, che la rende capace di gesti inimmaginabili.
Le ultime venti pagine di questo piccolo librino sono strazianti, non trovo altri aggettivi per descrivervi la sensazione che ho provato leggendole e la malinconia che mi ha assalita nel dover salutare Emma, una donna diversa da quella conosciuta nelle prime pagine, ma sempre con la stessa forza e la stessa fierezza che non l'hanno mai abbandonata e che le hanno permesso di non perdersi, mai.
Io, dal canto mio, posso dirvi che ogni volta che sentirò una moto passare rombando e vibrando, penserò ad Emma, con un sorriso e una lacrima. Perché? Scopritelo, leggendo "La felicità di Emma".



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