giovedì 28 maggio 2020

L'età dei sogni - Annelise Heurtier

Trama: Settembre 1957, Grace e Molly hanno 15 anni e sono alla vigilia di un anno scolastico importante. La prima è la reginetta della scuola, con una famiglia benestante alle spalle e gli amici che l'adorano; la seconda è tra i nove studenti neri ammessi per la prima volta nella storia degli Stati Uniti a frequentare un liceo di bianchi. Entrambe hanno qualcosa da imparare l'una dall'altra: Grace dovrà superare le barriere del conformismo e cominciare a pensare con la propria testa, Molly dovrà accettare la mano tesa da parte di chi pensava provasse solo odio nei suoi confronti. 
Titolo: L'età dei sogni
Autore: Annelise Heurtier
Casa editrice: Gallucci
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 157

Per questo nuovo appuntamento della rubrica  "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose dovevo scegliere un libro comprato in quarantena. Ho avuto solo l'imbarazzo della scelta perché tra marzo ed aprile ho fatto ricorso più di una volta al servizio di consegna a domicilio delle mie due librerie del cuore. Ho però fatto uno scherzetto involontario alla Stefi perché le avevo anticipato che non sapevo decidermi tra Mara: una donna del Novecento e La ragazza con la pistola e invece ora che ho acceso il pc ho deciso, a sorpresa pure per me stessa, di scrivere la recensione di un libro del quale non le ho mai parlato, ma che ho trovato necessario. Ed essere necessari è sempre una grande cosa.
Non so come funzioni per voi, ma a me le recensioni iniziano a formarsi in testa dopo un po' che ho terminato il libro, lavorano silenziosamente, come una presa di coscienza. Cerco di non essere troppo emotiva, di prendere la giusta distanza, ma a volte è difficile, soprattutto quando bisogna ripercorrere certi fatti storici che vanno oltre la mia comprensione ed accettazione. Ammetto che la mia idea di lettura è spesso slegata dal semplice piacere, un libro deve darmi altro, deve fornirmi un appiglio "etico", la famosa luce nell'oscurità. Il piacere arriva dopo e non è effimero, ma duraturo e per questo tanto più appagante. Ora sto ascoltando in loop "A change is gonna come" di Sam Cook cercando la giusta ispirazione per parlarvi questo romanzo. E' importante, perché se riuscirò a convincere solo una/o di voi a leggerlo, avrò raggiunto il mio obiettivo, avrò passato il testimone.
Avete mai sentito parlare dei "nove di Little Rock"? Si tratta di nove ragazzi che nel 1957 in Arkansas vennero ammessi a frequentare un liceo per bianchi, in pieno segregazionismo. E' un pezzo di storia, piuttosto buia. Il Presidente Eisenhower dovette mandare l'esercito per permettere a questi studenti di entrare e di frequentare le lezioni. Soffermatevi sulla copertina del romanzo: la vedete quella ragazza in secondo piano che urla? Chissà se è ancora viva e se ricorda le frasi sicuramente  di odio che vomitava contro la ragazza di colore in primo piano? Solo a partire da questa foto si può intuire cosa possano aver vissuto quei nove ragazzi.
Questo libro è costruito proprio su questa vicenda e in particolare una delle protagoniste, Mary Costello, è ispirata alla figura di Melba Pattillo. Mary si trova ad  accettare quell'anno in un liceo di bianchi senza stare troppo a rifletterci, ma  quella decisione stravolgerà per sempre la sua vita.  Pagherà il prezzo che viene richiesto a tutti quelli che hanno il coraggio di aprire la pista e spianare la strada agli altri. E' un cammino di solitudine, senza vera  riconoscenza da parte di nessuno. Alla fine è così che funziona: c'è chi sacrifica e quello che ne riceve in cambio, nel caso più fortunato, è l' indifferenza. Mary lo comprenderà molto presto e avrà il sostegno solo della sua famiglia e dell'attivista politica Maxene.
Contrapposta a Mary, in quanto le loro voci si alternano nei vari capitoli, faremo la conoscenza di Grace, la classica reginetta della scuola. A lei interessano i vestiti e i ragazzi (uno in particolare) e per nulla le questioni inerenti la razza, tanto più che la sua tata,  Minnie, è una donna di colore che lei ama. I bianchi dell'epoca vivevano questa grandissima contraddizione: trovavano assurdo poter usare gli stessi servizi igienici delle proprie domestiche di colore, ma sostanzialmente affidavano a loro la cura di tutta la casa e soprattutto dei proprio figli (vi suggerisco se non lo avete fatto, sul medesimo argomento, di leggere anche The help di Kathryn Stockett).
Assistere a tutte le umiliazioni a cui è soggetta giornalmente Mary, porta Grace a farsi delle domande, a chiedersi perché le cose debbano andare in  quel modo. All'inizio è solo un interrogarsi, un fastidio indistinto che a poco a poco la porta ad una presa di posizione. Le conseguenze non tarderanno ad arrivare. Il libro non ci risparmia la sofferenza che nasce dall'assistere a queste gravi ingiustizie e infligge al lettore una grande, grandissima amarezza, appena mitigata dalla speranza. L'autrice è riuscita a scrivere un romanzo potente, senza sbavature, mai moralista o didascalico. Il mio pensiero corre alle Mary e alle Grace che insieme, con fatica e dolore, hanno tracciato un percorso diverso della storia, impervio, difficile e non ancora completato. Non ancora completato.
Mi consola parzialmente che i nove di Little Rock nel 2008 siano stati invitati a partecipare all'insediamento di Obama come primo presidente afro-americano... perché quel che è avvenuto dopo ed è ancora in essere, lo vediamo ogni giorno.
Restano le parole di Sam Cook e la convinzione che tutte le battaglie di civiltà vadano sempre combattute, ad ogni costo.


It’s been a long time, but I know
a change is gonna come, oh yes it will
 

Qui un riepilogo delle altre recensione del mese di questa rubrica:
 






13 commenti:

  1. Io non so se riuscirei a leggere questo libro. Sto male anche a leggere solo la tua recensione figurarsi un libro intero. So che queste cose vanno raccontate ma che colpo al cuore.

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    1. D'altra parte basta guardare un TG e la situazione nn è molto cambiata. Che amarezza.

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  2. Mi piace, ogni tanto, fare letture più impegnate e questo sembra perfetto

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  3. Puoi essere contenta: mi hai passato il testimone. Queste letture sono quelle che stritolano la coscienza ma vanno fatte! Grazie Lea!

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    1. Allora ha avuto senso scriverne la recensione. Grazie Ludovica

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  4. Già piango, sai? Ho la lacrima facile, purtroppo XD Comunque, mi piacerebbe tantissimo leggere una storia del genere, ma non so dove raccogliere il coraggio sufficiente a non frignare come una bambina piccola :( Me lo segno, però, perché bisogna aprire gli occhi su certe dinamiche!

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    1. Purtroppo, come scrivevo anche a Chicca, le dinamiche sono sempre le stesse.

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  5. Anche io adesso voglio leggerlo, hai passato il testimone anche a me!

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  6. Interessante lettura, sicuramente da leggere in periodi giusti. Bella la tua recensione

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  7. Non conoscevo questa storia e mi segno il libro perché mi piacerebbe leggerlo anche se so già non sarà una lettura facile

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  8. Ho aggiunto questo libro in tbr giusto l'altro giorno. Dovrò armarmi di molta calma quando mi deciderò a leggerlo!

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