venerdì 13 marzo 2020

Carlo è uscito da solo - Enzo Gianmaria Napolillo

Titolo: Carlo è uscito da solo • Autore: Enzo Gianmaria Napolillo • Editore: Feltrinelli • N.pagine: 248 • Data di pubblicazione: 5 marzo 2020 • Copertina flessibile € 15,00 • Ebook € 9,99



TRAMA
Carlo ha trentatré anni e non esce mai da solo. Non rivolge la parola agli sconosciuti e conta tutto ciò che lo circonda: le briciole sul tavolo, le gocce di pioggia sulla finestra, le stelle in cielo. "Una linea retta è una serie infinita di punti", così gli ha detto anni prima la professoressa delle medie, ma non l'ha avvisato che alcune rette possono essere interrotte. Come la linea rassicurante della sua vita, che un giorno è andata in pezzi e da allora non è più stato possibile aggiustarla. Per questo ora Carlo si circonda di abitudini e di persone fidate, come i suoi genitori e sua sorella Giada: ha costruito un muro tra lui e il mondo esterno. Finché una mattina incontra Leda, la nuova ragazza del bar dove fa sempre colazione con il padre, ed è lei a creare una crepa nel muro, a ridargli un raggio di speranza. Nelle loro durezze, nei loro spigoli, riconoscono il reciproco dolore, stringono una tacita alleanza e cercano la forza per affrontare i ricordi e camminare liberi verso il futuro. Il racconto di un ragazzo e una ragazza danneggiati dalla vita, la storia tenace di un uomo che non si arrende e di una donna che potrebbe aiutarlo a rinascere, a darsi una possibilità. A uscire da solo, per non essere più solo.



"Le storie creano legami, sciolgono nodi. Sono fiumi, che dopo la piena, trovano il conforto del mare."
Questa citazione è perfetta per descrivere i romanzi di Enzo Gianmaria Napolillo. Le sue parole sono proprio come fiumi in piena che si riversano sul lettore e lo inondano di emozioni.

Mi era già successo con "Le tartarughe tornano sempre", romanzo che a distanza di cinque anni è ancora impresso nella mia mente, insieme alle sensazioni suscitatemi. In tutta onestà temevo di non ritrovarle in questo nuovo lavoro, e invece... Invece Carlo mi è entrato nel cuore, piano, in punta di piedi, con il suo modo di muoversi discreto, il suo distogliere lo sguardo, il suo timore di essere visto.

Carlo, trentatré anni, è un personaggio enigmatico, i suoi strani comportamenti stimolano curiosità, non si riesce a comprendere perché le sue giornate debbano essere scandite da rituali sempre uguali, perché non possa essere lasciato solo, cosa lo renda così fragile.
"La vita sembrava scorrere al suo fianco e non comprenderlo."
Pagina dopo pagina entreremo nella vita di Carlo, in un alternarsi di racconti della sua quotidianità e di ricordi della sua infanzia prima e adolescenza poi.

Nel nostro viaggio alla ricerca di risposte Carlo ci verrà svelato, pezzo dopo pezzo, e nel percorso sentiremo il nostro stomaco contorcersi sempre di più fino a quando capiremo. E quelli a pezzi saremo noi.

Ad accompagnarci in questo viaggio ci saranno Rita e Anselmo, la madre e il padre di Carlo, accomunati da un sentimento impastato di paura e immenso amore per questo figlio strano. Mentre quella di Rita è una paura che frena, quella di Anselmo è una paura che incoraggia col cuore che trema.
"Se è sempre troppo presto, prima o poi diventerà tardi."
Presto e tardi per togliere i sostegni, per provare a guardarlo da lontano, anche se Carlo è ormai cresciuto. Per quanto un genitore possa fare per proteggere e accompagnare un figlio, ad un certo punto si dovrà scontrare con la realtà che "un figlio appartiene solo a se stesso." 

E quando un figlio è fragile come lo è Carlo accettare questa verità diventa un'impresa titanica. 

Poi c'è Giada, la sorella di Carlo, che a un certo punto della sua vita ha imparato a bastare a se stessa, a farsi da parte in favore di Carlo, a prendere le sue decisioni in considerazione delle reazioni che avranno su Carlo, a farsi bastare le briciole di attenzione lasciate da Carlo. 

E infine c'è Leda, la scintilla che smuove qualcosa in Carlo, colei che negli occhi di lui riconosce una parte di se stessa, che lo obbliga a guardarla e riconoscersi in lei.
"I loro passati hanno muri spessi, non ci sono finestre. Ma si sono muniti di martelli, devono solo darsi il via, e cominciare a sgretolarli."
Questo è un romanzo prezioso, perché attraverso le sue pagine, spesso dolorose, ci si ritrova a riflettere su quanto male possiamo farci l'un l'altro, quanto male possiamo fare a noi stessi, e quanto devastanti siano certe situazioni se non le riusciamo a riconoscere, e letto con cuore di mamma mi ha fatta piangere come pochi altri libri. 

Mi rendo conto di essere stata molto criptica nel parlarvi di questo libro, ma non posso dirvi più di quanto l'autore abbia scelto di dire attraverso la sinossi, perché la vera meraviglia risiede nello scoprire Carlo poco a poco e nel conoscere i suoi sentimenti mentre li sta provando lui. Posso sicuramente dirvi che è un romanzo che va letto, il più possibile, per comprendere; un seme che va piantato per provare ad essere migliori e crescere figli migliori. E per emozionarsi.



2 commenti:

  1. Mi ispira molto anche se mai titolo fu più sbagliato di questi tempi. Carlo, a casa! Ahahahahah :)

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    1. Almeno è stato bravo ad uscire da solo, mantenendo le distanze di sicurezza!
      Credo che tu apprezzeresti molto questa lettura ;)

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