mercoledì 12 febbraio 2020

Svegliami a mezzanotte - Fuani Marino

Titolo: Svegliami a mezzanotte • Autore: Fuani Marino • Editore: Einaudi • N.pagine: 168 • Data di pubblicazione: 1 ottobre 2019 • Copertina rigida € 17,00 • Ebook € 4,49

TRAMA
Un tardo pomeriggio di luglio in un'anonima località di villeggiatura, dopo una giornata passata al mare, una giovane donna, da poco diventata madre, sale all'ultimo piano di una palazzina. Non guarda giú. Si appoggia al davanzale e si getta nel vuoto. Perché l'ha fatto, perché ha voluto suicidarsi? Non lo sappiamo. E forse, in quel momento, non lo sa nemmeno lei. Ma quel tentativo di suicidio non ha avuto successo e oggi, quella giovane donna, vuole capire. Fuani Marino è sopravvissuta a quel gesto e alle cicatrici che ha lasciato sul suo corpo e nella sua vita. Ma le cicatrici possono anche essere una traccia da ripercorrere, un sentiero per trasformare la memoria in scrittura. Marino decide cosí di usare gli strumenti della letteratura per ricostruire una storia vera, la propria. In parte memoir, in parte racconto della depressione dal di dentro e storia di una guarigione, anamnesi familiare e storia culturale di come la poesia e l'arte hanno raccontato il disturbo bipolare dell'umore, riflessione sulla solitudine in cui vengono lasciate le donne (e le madri in particolare) e ancora studio di come neuroscienze, chimica e psichiatria definiscano quel labile confine tra salute e sofferenza: "Svegliami a mezzanotte" è un testo incandescente nel guardare senza autoindulgenza, anzi a tratti con affilata autoironia, in fondo al buio. Disturbante come a volte è la vita, ma luminoso nella speranza che sa regalare.


"Il disagio e il dolore, quando altrui, diventano difficili da quantificare: si finisce per non comprenderne l'intensità. E come vale forse per ogni esperienza, chi non ci è passato a stento può comprendere. Così il gesto più tragico diventa folle, oppure fonte di chiacchiere, perfino ridicolo."
Fuani Marino afferma che chi non è passato attraverso una determinata esperienza non possa comprenderne a pieno il significato. Ma forse nemmeno chi ci passa riesce a capire pienamente ciò che sta attraversando. Ed è per questo che, dopo un tentato suicidio del quale non riesce a cogliere il fattore scatenante, Fuani Marino prende in mano una penna e inizia a scrivere questo libro, una sorta di autoterapia per cercare nei meandri della propria mente una spiegazione al suo gesto, al suo modo di essere.
"Cosa accade quando ad ammalarsi, a cedere, non è una parte qualsiasi del nostro corpo, con le sue funzioni e la sua anatomia, ma l'organo più complesso che la nostra mente? È possibile, quando questo accade, che sia l'ammalato stesso a fornire prove e argomentazioni? Il mio tentativo è questo libro."
Questo racconto inizia con la descrizione del suo lancio, del suo volo dal quarto piano, a pochi mesi dal parto; un racconto lucido, chirurgico e talmente nitido da togliere il fiato al lettore, che ha quasi la sensazione di vuoto sotto ai piedi, vede avvicinarsi l'asfalto, tremando per la paura del dolore fisico che proverà. Paura che non ha mai attraversato la mente della protagonista. Una volta realizzato di non essere morta, ha dovuto fare i conti con la forza che l'ha guidata a compiere quel gesto e, al pari delle persone che le vivevano accanto, si è chiesta "Perchè?". Solo andando a ritroso nei ricordi, nel prima e nel dopo quel volo, cercando di analizzare segnali mai colti e mancanze mai considerate, vede la possibilità di trovare una risposta. 
Non siamo di fronte ad un romanzo, nonostante in certi punti la forza comunicativa lo potrebbe far pensare, ma piuttosto tra queste pagine troviamo un memoir, arricchito da citazioni letterarie e poetiche balzate all'attenzione  dell'autrice nel tentativo di rispondere alle proprie domande. 
In questo viaggio viene posto l'accento alla scarsa o errata attenzione che la nostra società riserva alla malattia mentale, riducendola quasi ad un "difetto di fabbrica" non riparabile, al quale si possono solo mettere delle pezze nel tentativo di rendere l'individuo fallato il più accettabile possibile.
"Sento di poter affermare in misura abbastanza certa che nessun dolore fisico, nessuna debolezza legata al corpo, nessun cedimento di una parte di noi paragonabile all'avere la testa che non funziona. Perché se la testa non risponde, tutto il resto è inutile."
Un libro che mi auguro sia servito all'autrice, sicuramente utile a tutti noi per comprendere quanto sia difficile vivere una condizione di disagio psichico, quanto sia sottovalutata questa condizione e quanto scarsa sia l'attenzione che viene data a sintomi importanti che potrebbero portare a conseguenze invalidanti.
Fuani Marino porta la sua storia scritta sulla pelle, su quelle cicatrici che le ricordano ogni giorno quanto successo. Quelle cicatrici sono incise, nero su bianco, in questo libro. Facciamone buon uso.

In calce non troverete un voto, in quanto essendo un racconto di vita così particolare non mi sento in grado di darne una valutazione.




2 commenti:

  1. Credo che la mente umana sia un ingranaggio delicato, prezioso e fragile, e che nessuno possa mai essere certo che nulla si inceppi. Per questo motivo e per episodi che ho vissuto da vicino ho un grande rispetto per l'argomento e mi piacerebbe leggere questo libro.

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    1. Ciao Nadia, concordo con le tue parole e sul fatto che questo argomento meriti il massimo rispetto, come anche di essere trattato alla stregua di ogni altra malattia, senza che il malato debba vergognarsene, come invece accade spesso. È una lettura senza dubbio molto arricchente.

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