venerdì 21 febbraio 2020

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te - Lorenza Stroppa

Trama: Diego non è un tipo da traguardi convenzionali, non cerca certezze, tantomeno relazioni stabili. Vicino ai quarant'anni, vive insieme alla gatta Mercedes in una mansarda vista laguna a Venezia e colleziona avventure senza troppi pensieri. La sua grande passione da sempre sono i libri e le parole, e ne ha anche fatto una professione: lavora come editor in una casa editrice. Per questo quando un giorno, mentre sta facendo la spesa al supermercato, trova per terra un'agenda, non può che rimanere colpito da ciò che vi è scritto. L'agenda appartiene a una certa Giulia Moro, che vi ha appuntato una singolare "to do list", una lista di cose da fare che a un certo punto si interrompe misteriosamente. Incuriosito, Diego si mette sulle tracce di Giulia, pittrice di talento ma tormentata da un dolore che le impedisce di utilizzare il rosso - il colore del sangue, del fuoco, del cuore - nei suoi quadri. Diego si fa trovare, apparentemente per caso, nei luoghi indicati nell'agenda di Giulia: quando i due si parlano per la prima volta, tra loro scatta un'immediata attrazione. Ma Diego pensa di essere troppo inaffidabile per riuscire ad amare, e per Giulia l'amore non rientra affatto nella sua "to do list"... Lorenza Stroppa attraverso le voci alternate dei due personaggi ci conduce nei vicoli e nelle strade fatte d'acqua di una Venezia intrigante e luminosa, lontanissima dai cliché turistici, e delinea una mappa non solo geografica ma sentimentale.
Titolo: Da qualche parte starò fermo ad aspettare te
Autore: Lorenza Stroppa
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2020
Pagine: 288

Colpo di fulmine immediato per questo libro. Cosa lo ha scatenato? L'ambientazione a Venezia, la storia dell'agenda smarrita che lui trova con tutti gli appunti di lei sulle cose da fare e il fatto, per niente secondario, che l'autrice  sia pordenonese, come me. Lo volevo e l'ho avuto e poi l'ho letto con voracità. E mi è piaciuto, cavolo se mi è piaciuto. In virtù della storia che racconta e per come la racconta, nonostante la mia allergia alle storie romantiche. Questo però non è solo un romanzo d'amore, sarebbe riduttivo definirlo in questo  modo. E' un libro che  descrive la bellezza e l'amarezza, il dolore della vita e anche l'amore vi trova posto, come è naturale che sia, ma stretto stretto, aggrovigliato con l'amicizia e tanti altri sentimenti. Ora che la lettura è terminata, con calma, voglio riguardalo, assaporarne alcuni brani. A Venezia  ci ho studiato e per diversi anni l'ho percorsa instancabilmente, ma a ripensarci mi picchierei perché l'ho sempre fatto in modo automatico e meccanico, senza giocare a perdermici, senza la curiosità che ora invece mi anima. Dopo molti anni torno in quella città grazie ad un libro, ad una storia intrigante. Due voci si alternano tra le pagine e ci raccontano due diversi punti di vista, forse due modi di intendere il mondo. Diego è il solito Peter Pan sciupafemmine che abbiamo trovato in tante storie e del quale non ci stanchiamo mai, almeno noi donne, perché è il tipo d'uomo che rappresenta una sfida. A Giulia invece forse lui non interessa, perché lei è una donna segnata, con diversi lati oscuri e non ha tempo da perdere in certi giochi. I misteri di Giulia li scopriamo poco a poco, con l'agenda smarrita alla mano. Diego infatti la utilizza come una mappa, per seguire Giulia, facendo finta di incontrarla per caso, fino a rimanerne affascinato, avvinto come una mosca nella tela di un ragno. Il lettore segue i due protagonisti in luoghi non (troppo) turistici di una Venezia afosa, di un'estate che declina. Venezia così bella, vitale e allo stesso tempo decadente, antica e perfetta per questa trama. Vi avverto: se il libro lo prenderete in prestito munitevi di un quadernetto per prendere nota dei posti citati, perchè poi sarà bellissimo  programmare una gita e accompagnare i protagonisti nel loro vagare. Andremo a scegliere un libro nella libreria Acqua alta, ci perderemo in un labirinto alla Fondazione Cini, mangeremo un gianduiotto con la panna da Nico alle Zattere e toccheremo il cuore di argilla di Orio e Melusina nel sotoportego dei Preti. Questo per citare solo alcune delle cose che potremo fare. Vorrei già avere il biglietto del treno in mano e una giornata di ferie da segnare sul calendario.
Riprendendo le fila della storia, il gioco a rimpiattino tra Giulia e Diego ha un esito forse scontato, ma non rappresenta per nulla l'epilogo del romanzo che invece prosegue oltre quello che ci aspettavamo, scardinando i cliché, superando gli stereotipi e illuminando a ritroso tutto il percorso fatto. Perché, e non servirebbe dirlo, ma a volte lo dimentichiamo, per amare qualcuno bisogna sempre partire da se stessi. Non troppo e non in maniera egocentrica, ma quel tanto che basta per avere qualcosa da donare agli altri.
Non voglio dire di più, vi invito piuttosto ad immergevi nella lettura del libro e a fare la conoscenza dei molto personaggi che lo animano. 
Ringrazio Mondadori per avermi fornito la copia digitale del  romanzo. ma a questo punto non posso che acquistare anche quella cartacea!




6 commenti:

  1. Sono molto affezionato a Lorenza per la saga di Dark Heaven, scritta con un nome de plume insieme a una collega. Sicuramente la leggerò anche in questa nuova veste, più sé stessa. :)

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  2. Sei riuscita a incuriosirmi verso un libro che, da titolo e copertina, non avrei minimamente considerato. Adesso invece voglio leggerlo e partire per Venezia... Ogni scusa è buona per me!

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    1. Tra l'altro me l'ha consigliato anche il mio libraio di fiducia che non è proprio di "manica larga". Per Venezia, visto il brutto periodo, temo a questo punto dovremo aspettare un po'....

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  3. Non lo conoscevo, sai che quasi quasi ci faccio un pensiero!? Baci :)

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