venerdì 31 gennaio 2020

[Questa volta leggo...] Destinatario sconosciuto - Kressmann Taylor

Trama: Novembre 1932. L'ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse, soci in affari a San Francisco e amici fraterni, si separano. Martin torna in Germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l'ombra nera della storia: nel 1933 Hitler prende il potere e Martin si lascia sedurre dall'ideologia nazista. Martin non cambia atteggiamento nemmeno quando Max, disperato, gli raccomanda di vegliare sulla sorella Griselle, un'attrice austriaca che è stata amante di Martin e che, nonostante gli avvertimenti ricevuti, ha voluto ugualmente recitare a Berlino. E proprio questo comportamento porterà a un simbolico rovesciamento dei ruoli e ad una raffinata vendetta.
Titolo: Destinatario sconosciuto
Autore: Kressmann Taylor
Casa editrice: BUR
Anno: prima edizione 2000 (edizione letta Bur contemporanea 2019)
Pagine: 74

Arriva proprio nell'ultimo giorno dell'odiato mese di gennaio (#teamestate tutta la vita) la mia recensione per la rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvole  e  Le mie ossessioni librose. Per questo appuntamento bisognava parlare di  un libro ricevuto a Natale e tanto desiderato!  Chiarisco subito che l'ho ricevuto perchè me lo sono autoregalato, visto che a noi lettori compulsivi di solito regalano di tutto tranne che quello che amiamo maggiormente, ossia i libri. Troppo il timore di non azzeccare la scelta o peggio di scegliere dei romanzi che già abbiamo letto. Amici, parenti e conoscenti tutti vi voglio rassicurare: esistono le wish list o i buoni acquisto quindi non siate timorosi. Un libro è sempre il regalo più bello.
Ho desiderato questo libro ancora prima di conoscerne la trama, forse per averlo visto in una delle mille stories instragram che seguo. Le stories a volte ti girano nella testa lasciandoti un nuovo, indistinto, desiderio: in questo caso il richiamo di un fascio di lettere in copertina, i commenti sul finale a sorpresa e la promessa di un'esperienza di lettura intensa. Sono andata in libreria e sono tornata a casa con il libro in borsa, bottino prezioso. Leggero per il numero di pagine, ma di peso nel contenuto. Mi stupisco ogni giorno della mia ignoranza e di quanto ancora io abbia da leggere e da imparare. Sono trascorsi 20 anni dalla pubblicazione in Italia di questo breve romanzo epistolare e  io e lui non ci eravamo mai incontrati! Nel frattempo ne hanno tratto un film e diversi adattamenti teatrali. Un libro perfetto, senza una sola parola che manchi o una che sia di troppo. Realistico e crudele.
Sono gli anni 30 e due amici si separano: Max, ebreo, resta in America a gestire una galleria d'arte, mentre Martin, tedesco, torna in Germania. Le lettere che i due si scambiano ci fanno assistere al graduale asservimento di Martin all'ideologia nazista, alla sua fascinazione per Hitler. Max non comprende, non riesce a capire come quello che considera un suo amico fraterno possa tollerare gli episodi di antisemitismo di cui sente l'eco
gente frustata, forzata a bere a denti stretti bottiglie di olio di ricino e morta dopo ore di lenta agonia con le viscere esplose(*). Forse queste cose sono vere e forse, come hai detto tu, sono la schiuma crudele che galleggia sulla superficie della rivoluzione. Ahimè per noi ebrei è una storia triste, che conosciamo bene perché si è ripetuta per secoli, ed è quasi incredibile che qualcuno debba subirne l'antico martirio oggi, in una nazione civile
[(*) dopo una breve ricognizione in rete ho scoperto le purghe fasciste in cosa consistevano, ma non ho trovato notizie su olio di ricino che possa portare addirittura alla morte. credo rimarrò con il dubbio perché non ho intenzione di testarlo personalmente]

La risposta di Martin fa rabbrividire

La razza ebraica è un problema per ogni nazione  che la ospiti. Io non ho mai odiato un ebreo in particolare; ti ho sempre considerato un amico, ma tu sai che parlo  in tutta onestà quando ti dico che ti ho voluto bene non perché eri ebreo, ma nonostante tu lo fossi. L'ebreo è un capo espiatorio universale. Se è così un motivo ci sarà...Ma questo problema degli ebrei è solo un dettaglio: sta accadendo qualcosa di molto più importante

Non posso raccontare nulla di più. Le lettere si susseguono, Martin chiede a Max di non scrivergli più considerato che oramai le loro posizioni sono inconciliabili, ma Max ha una sorella in Germania e... In pochissime pagine si descrive un'ideologia, una situazione storica e un rapporto umano in tutte le sue fasi e sfumature, fino alla sua completa disgregazione. Un finale crudele, forse l'unico possibile, ma non per questo meno d'effetto.
Questo libro è stato pubblicato nel 1939 a guerra appena iniziata. Cosa dovremmo pensare dello sguardo acuto degli scrittori? Che a volte può rivelarsi profetico? Si tratta di un piccolo capolavoro di acutezza ed incisività che si presta benissimo ad una lettura a due voci. Non riesco a non fantasticare sulla possibilità di organizzare questa lettura in biblioteca, magari con il supporto di Stefania.
Un dono che ho fatto a me stessa e che ho letto proprio a ridosso della Giornata della Memoria. Mentre Liliana Segre al Parlamento Europeo parla "di corsi e ricorsi della storia" e commenta la nuova ondata di razzismo e antisemitismo che riguarda l'Italia, io, nel mio piccolo, metto anche questo libro insieme agli altri che cercano di tenere accesa una luce. Si combatte giorno per giorno la battaglia contro l'oscurantismo e si legge, veramente, per "legittima difesa". Schiena dritta e resistiamo.




Riepilogo delle recensioni del mese

14 commenti:

  1. Wow! I libri brevi solitamente, almeno con me, non riescono ad arrivare al cuore perché, proprio per la loro poca longevità, risultano quasi incompleti... Tuttavia, penso che quest'opera possa sfatare il suddetto mito! Mi segno il titolo, quindi: proprio in un momento come quello vissuto ora da noi tutti, è necessario ricordarsi di non riproporre, in salsa nuova, un passato atroce da tenere segregato, gettando via la chiave della sua prigione, per sempre.

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    1. Forse ho il tuo stesso approccio ai libri brevi, ma questo e Klaus e i ragazzacci sono perfetti così.

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  2. neanche io sapevo dell'esistenza di questo libro, di cui ora sono proprio curiosa, grazie. Bisogna davvero a volte leggere per non dimenticare

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    1. La cosa strana è che ora che l'ho scoperto lo vedo ovunque. Ma non è sempre così?

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  3. Romanzo epistolare. Perfetto. Lo acquisterò subito.
    Grazie per averne parlato!
    Comunque sì, abusare di olio di ricino può far scoppiare gli organi interni, che si gonfiano a causa dei gas intestinali che si producono di continuo.
    L'argomento non è dei più felici, ma ho avuto un nonno che ha combattuto la seconda guerra mondiale. Molti dettagli fanno rabbrividire.

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  4. I libri in cui ci sono lettere o diari vecchi mi incuriosiscono sempre

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  5. Scusa Lea mi ero persa la tua bellissima recensione. Anche io non conoscevo questo libro e cavoli deve essere davvero tosto. Io non so se riuscirei a leggerlo.

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    1. Magari se ti capita puoi assistere allo spettacolo teatrale o ad una lettura. Merita veramente. Non ci sono particolari cruenti. Quello che spaventa è l'animo umano e la sua cattiveria.

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  6. Io sono una di quelle che ancora scrive tutto a mano, e se proprio deve, poi ricopia al pc! Ho letto tanti libri epistolari perché, come canta Vecchioni, “solo chi non ha scritto mai lettere d’amore, fa veramente ridere”...bellissima recensione ed ottimo consiglio! Grazie!

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    1. Ciao Ludovica, io scrivo a mano solo sull'agenda e sul quaderno dei libri. E dire che una volta scrivevo tante lettere...sigh.

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  7. Molto interessante questo punto di vista, la storia di due amici che a causa dell'ideologia nazista si separano, uno mette il suo pensiero davanti all'amore e all'amicizia. Deve essere un libro molto intenso, me lo segno. Grazie per avermelo fatto scoprire!

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