venerdì 27 dicembre 2019

Planimetria di una famiglia felice - Lia Piano

Trama: Il babbo sa disegnare il mondo, sfida la forza di gravità e costruisce una barca a vela nel seminterrato. La mamma è bellissima, ha i tacchi alti e ancor più alte pile di libri intorno a sé. Maria, la bambinaia, parla in calabrese stretto, non sa leggere e ha un cuore più grande dell'enorme giardino che circonda la casa. I ragazzi sono tre: Marco, alle prese coi primi turbamenti della pubertà, Gioele, afflitto da un'incoercibile balbuzie e da una pericolosa passione per la chimica, e la Nana, che dal basso dei suoi sei anni osserva e racconta. E poi c'è lei: la villa abbarbicata sulla collina sopra Genova dove la famiglia è appena approdata per provare, forse, a diventare normale. Certo, bisognerebbe disperdere la folla di animali di ogni tipo che ritengono di aver diritto di cittadinanza tra quelle mura. Chiudere le porte per impedire che il vento circoli senza tregua per le stanze. Evitare di dormire tutti per terra in salotto solo per godere della luna piena attraverso le vetrate... O forse è proprio questa la planimetria di una famiglia felice?
 
Titolo: Planimetria di una famiglia felice
Autore: Lia Piano
Casa editrice: Bompiani:
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 160
  
 
 
 
Questo libro per me è stata una grandissima sorpresa, una ventata di allegria, spruzzata di arguzia. Come mi capita spesso l'ho scelto a partire dalla copertina, perché quella sorridente ragazzina immersa nella verzura mi ha fatto venire in mente Margherita Hack da piccola. Non chiedetemene conto e non chiedetemi neppure cosa possa aver pensato il libraio quando gli ho detto che cercavo il libro "con la piccola ragazzina in copertina, quella che spunta dai cavoli ed assomiglia alla Hack". Non erano cavoli, ora lo so, ma lui imperturbabile, dopo una piccola esitazione, ha trovato il libro e io mi sono gettata a capofitto nella lettura senza farmi  domande, perché non avevo associato il cognome della scrittrice a quello del notissimo padre. A metà libro, stupita e stranita, ma soprattutto divertita dalla narrazione mi sono detta "Ma sarà mica la figlia di Renzo Piano?"  Figlia o non figlia (effettivamente è la figlia!) Lia Piano ha scritto un delizioso, solare, fantasioso e bellissimo libro. Mi ha fatto pensare a Durrel e a Brunella Gasperini e mi ha fatto pensare con grande affetto alla mia amica Roberta del blog La libreria di Tessa.  Se vorrete fare un salto virtuale da lei ne comprenderete i motivi.
Quello della Piano è un romanzo che racconta di una famiglia, ma soprattutto è la planimetria sentimentale di una casa e di chi la abita. C'è una tale freschezza nella descrizione, un tocco magico che anima le persone da lasciare ammaliati. Non illudetevi però di sbirciare dal buco della serratura nella casa di Renzo Piano. Uno scrittore prende la propria vita e la rende qualcosa di diverso. Lia una scrittrice sicuramente lo è:
 
Ho iniziato a scrivere per salutare la casa di famiglia, che è l'unico personaggio realmente esistito presente in queste pagine. La mia infanzia aveva lasciato in quelle stanze una scia luminosa, come la lenta maratona di una lumaca. Ho tentato di seguirla, ma mi sono persa spesso. E perdendomi ho inventato.
 
Abbiamo una madre ed un padre decisamente poco convenzionali, una "tata" che parla solo in calabrese stretto, un fratello maggiore in preda agli ormoni, uno di mezzo affetto da balbuzie e lei, l'io narrante, Lia detta "affettuosamente" la Nana. Poi ci sono una moltitudine di animali, cani quasi umani che a volte portano il rossetto (Pippo ti amo!), galline suscettibili, una tigre, un leone e altri ancora. Questo giusto per dare l'idea. Una famiglia meravigliosamente imperfetta, estrosa e felice. Un allegro  marameo agli stereotipi e al conformismo, ma  senza giudizi, senza puntare l'indice. Con grande buonumore e la leggerezza di una bolla di sapone che sale nel cielo. Ho riso così tanto solo con i romanzi di Genovesi. Fateci caso: quando ci capita di ridere, di ridere sul serio, leggendo un libro? Vi basta solo una mano per fare il conto?
Lia Piano ha una sua cifra, quel tratto distintivo che è proprio di ogni vero scrittore. Quella sua particolare cifra mi ha convinta e mi è piaciuta.
Non ho altro da aggiungere, quel che mi resta da fare è infilare il libro in una busta e spedirlo a Roberta. Le cose belle vanno condivise. 
 
 
 
 
 

4 commenti:

  1. Uno di quei libri che dispiace non aver recuperato entro l'anno: peccato, sì, lo avrei adorato!

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    1. E con l'io narrante bimba come la mettiamo? ;-)

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  2. Arrivo solo ora, tardi come sempre! Allora è questo il libro a sorpresa 😲! Lea, sei sempre la mia portatrice sana di felicità! Attendo con ansia. Dalla tua recensione sembra proprio un romanzo per me!

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