lunedì 18 novembre 2019

Strategie per contrastare l'odio - Beniamino Sidoti

Trama: Strutturato in capitoli che alternano teoria ed esercizi, barzellette e poesia, film, quadri e pubblicità, Strategie per contrastare l’odio costruisce un ragionamento complessivo intorno all’odio e suggerisce come disintossicarsene concretamente.
 
Titolo: Strategie per contrastare l'odio
Autore: Beniamino Sidoti
Casa editrice: Feltrinelli
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 223
 
 
 
 
 
 
 
Ora che l'ho terminato non mi resta che rileggerlo. Era il libro che stavo cercando, il tassello in più
che mi mancava per avere una visione d'insieme, per ragionare in silenzio e poi ad alta voce, per capire cosa voglio fare concretamente in questi tempi agitati. Non dico sia il mio punto di arrivo, anche perché il libro stesso offre utili spunti per degli approfondimenti, ma di qui dovevo necessariamente passare. Perché sono fatta di punti di domanda in un epoca di punti esclamativi. E ne vado fiera.
L'autore ci spiega che all'odio non si reagisce con l'odio. L'odio è un combustibile che prima i poi dovrà bruciare. Quello che serve è disinnescare e lo si può fare in tanti modi diversi. Con il nonsense, ringraziando, spiazzando, lasciandosi pervadere dalla bellezza, spezzando il circolo vizioso della negatività. A volte l'odiatore non vuole veramente dialogare con noi e in questo caso bisogna rispondere mantenendo comunque il punto, per quelli che stanno seguendo la conversazione (ad esempio nei social). Quando l'odiatore è invece una persona fisica, reale, che ci sta di fronte dobbiamo guardarlo negli occhi e cercare una strada. Sempre, sempre, sempre bisogna reagire, senza perdere la speranza
se cediamo alla retorica del nemico abbiamo perso; se guardiamo gli altri come nemici abbiamo perso [...] chi vuole sdoganare l'odio come carburante per messaggi elettorali, ci teme: teme non un partito o un altro, ma che emerga un'istanza di buon senso, di umanità.  [...] Quando un odiatore ci chiede di odiare qualcuno ha sempre un interesse personale. La paura viene invocata per dividere e invocare un protettore 
Non dobbiamo farci dettare l'agenda da nessuno, dice l'autore, perché dalla dettatura alla dittatura il passaggio è breve. Sto citando a piene mani, con emozione e partecipazione. Queste parole sono un dono che io accetto con gratitudine per rielaborarle e farle mie, cercando una mia personale strategia. Bisogna tenere la posizione, senza sentirsi inutili e soli, ininfluenti perché questo è l'obiettivo dell'odiatore. Non siamo forse la maggioranza, ma siamo una moltitudine e dobbiamo operare a piccoli passi, giorno per giorno. Lo possiamo fare rimanendo comunità, facendo rete, praticando atti di gentilezza a casaccio, perché anche la gentilezza è contagiosa.
I pugni chiusi per la tensione e la rabbia vanno aperti, le mani devono essere pronte a fare altro, ad accettare la bellezza. Soprattutto è necessario lavorare su se stessi, disinnescare l'odio dentro di noi e poi negli altri.
Perdonatemi, forse sentenzio, forse scrivo frasi spezzettate, ma la lettura di questo libro è stata una rivelazione perché mi sono resa conto che troppe volte ho reagito all'odio con sarcasmo, preoccupazione, ironia e a volte rabbia cadendo nella trappola. Sidoti mi suggerito un'altra verità: essere un individuo, una sola unità, non significa essere insignificanti e marginali, ma essere parte di un tutto e in virtù di questa appartenenza di valere molto. Se non ci facciamo prendere dallo sconforto ogni individuo conta, può farsi carico della regola ed andare avanti, tenendo il punto sulle questioni importanti.
Vorrei che questo libro lo leggessero in molti, che potesse schizzare ai vertici delle classifiche, che si potesse trovare nelle biblioteche e nelle casette del bookcrossing, vorrei che si creasse un movimento apartitico che mirasse ad unirci per quanto abbiamo in comune e non per quello che ci divide.
Non ho eletto Sidoti a mia guida spirituale, non cerco eroi o modelli, non voglio una persona forte che decida al posto mio le priorità, sono alla ricerca di una comunità che dica "mi importa" e non "me ne frego". Leggete questo libro, vi farà riflettere. Le rivoluzioni iniziano dal quotidiano. Facciamo qualcosa. Facciamolo presto.
 
Considerato che il libro è strutturato in brevi capitoli godibilissimi e che oltre a far pensare fa anche sorridere per le arguzie e le citazioni, ho deciso di concludere la recensione con leggerezza, citando una frase del mitico Quelo di Guzzanti, evidentemente molto caro anche all'autore che deve avere circa la mia età:
 
La risposta è dentro di te: ma è sbagliata.


(E grazie ancora a Sidoti perché finalmente ho compreso perché quando parlo con un complottista mi sento come un cerino con la capocchia bagnata. La prossima volta gli dirò fnord e andrò a mangiare una vaschetta intera di gelato! qui il punto esclamativo ci stava)

 
 

4 commenti:

  1. Non conoscevo questo libro, che finisce dritto in lista. Non avendo né Facebook né Instagram, non usando Twitter da tempo immemore e frequentando solo social "di nicchia" tipo LinkedIn o Goodreads sono rimasta allibita la prima volta che ho letto i commenti a un post Fb dal profilo del mio compagno. Al di là dell'arroganza dei toni e della cattiveria più becera, ciò che mi lascia di stucco ogni volta è l'assoluta mancanza di buonsenso nel 99% degli scriventi e dell'ignoranza di un altro buon 70% (e mi sono tenuta stretta). Ecco, io nel mio piccolo credo che la strategia principale per disinnescare l'odio sia combattere l'ignoranza, perché a mio avviso tanto odio parte da lì, e si alimenta con la frustrazione. Per quanto riguarda il buonsenso, purtroppo, bisognerebbe proteggerlo e dichiararlo esemplare in via di estinzione. Per far sì che si propaghi, non ho ricette purtroppo.

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  2. All'ignorante che odia, manca la cultura di chi accoglie. Brava Lea ottima recensione colma di umanità e di una sana rabbia per il momento squallido che stiamo vivendo.

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    1. Grazie. Però la rabbia voglio trasformarla in qualcosa di diverso. Un passo alla volta ce la posso fare...ce la possiamo fare. :-)

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