mercoledì 18 settembre 2019

Rolando del camposanto - Fabio Genovesi

Trama: Rolando vive nel cimitero, insieme allo zio che fa il guardiano. Ne esce solo per andare a scuola, dove i compagni lo evitano, e non ha amici, a eccezione di un merlo di nome Cip. Quando un giorno tra le lapidi appaiono i cugini Marika e Mirko Gini, Rolando trova due amici della sua età. Ma i cugini Gini sono dei fantasmi e presto spariranno per sempre nel Grande Buco. Per salvarli , Rolando deve addentrarsi sul Monte Pupazzo, fino al buio nero, per trovare la Cosa Rossa entro la mezzanotte del giorno dopo, quando sarà anche il suo compleanno. Il viaggio insieme a Cip attraverso la natura incontaminata si trasforma in un'impresa clamorosa, in compagnia di personaggi indimenticabili: un robivecchi sbandato, un cacciatore strabico, una femmina di cinghiale elegante e raffinata, e una bambina selvatica che si fa chiamare Tigre e vive nei boschi.
Titolo: Rolando del camposanto
Autore: Fabio Genovesi
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 225
Uno dei miei autori preferiti scrive un libro per ragazzi e io che faccio? Ovviamente lo leggo! Corro a cercarlo il giorno dell'uscita, ma cavolo....è ancora negli scatoloni. Non demordo e torno il giorno dopo e finalmente lo porto a casa e mi ci tuffo a pesce ed è come ritrovare un amico che mi è mancato tanto, ma che dopo l'assenza non ho trovato cambiato per nulla. E' stato come tornare a casa e non mi ha sorpreso per nulla che Genovesi potesse, egregiamente, scrivere anche per ragazzi. Ho letto la bella recensione di Stefania Ciocca a questo libro (qui) e sapete cosa scrive alla fine?
Ah sì, ecco come si chiamano quegli scrittori che scrivono libri belli che diventano trasversali e universali: scrittori bravi.

E' Genovesi bravo lo è e, oltre a questo, possiede una sua irresistibile unicità: una voce che è sua e sua soltanto. In questa storia, chiaramente rivolta ad un pubblico di un'età compresa tra gli 8 e i 10 anni, l'adulto si trova a proprio agio. Ride e un pochino si commuove, perché la storia ha un timbro malinconico che si mescola con l'umorismo. La vita è questo: un'accozzaglia di lacrime, sorrisi, disgusto, tristezza, gioia, ma tutto così amalgamato che è impossibile scinderne gli ingredienti. Te la prendi tutta e la ami pure. A prescindere.
Rolando ha perso i genitori in un incidente quando aveva 5 anni e si è trovato a vivere con uno zio che fa il custode del cimitero e tanto sobrio non è mai e allora lui che fa? Si lascia abbattere? Per nulla. Sogna di avere degli amici (che non ha) e intanto parla con il suo merlo Cip e con tutti gli abitanti del cimitero. Se non hai amici veri, te li crei. Se non hai nessuno con cui giocare fai rimbalzare la palla sulle lapidi e scommetti con te stesso che ce la farai a passarle tutte senza perdere un solo rimbalzo.
Questo solo come inizio, tanto per gradire, perché poi Rolando dovrà intraprendere un viaggio avventuroso sul monte Pupazzo con la sola compagnia di Cip. I viaggi però regalano sempre la possibilità di fare esperienza e di confrontarsi con le proprie paure e quando torni non sei mica lo stesso. Sei cresciuto. Questo accadrà anche a Rolando, ma tra la partenza e l'arrivo accadranno tante di quelle cose che.... che non posso assolutamente svelare, ma per tutta la lettura sono rimasta sul filo, tra tenerezza e spassionato divertimento.
Mi è impossibile valutare il libro facendo finta di non aver letto gli altri libri di Genovesi, perché i suoi libri li ho letti e mi hanno dato moltissimo. Ogni personaggio me ne faceva venire in mente un altro: così negli adulti riascoltavo Ferro con i suoi "Oh bimbo!" e a Rolando sovrapponevo Zot e mi pareva tutto più bello, più intenso, più genovesiano. Che in fondo il fatto è questo: Genovesi è fedele a se stesso e ai suoi temi, alla sua poetica, ed è in grado di declinarla come più gli aggrada.
Pertanto:

 
"Bimbi, io questo scrittore lo amo e non c'è altro da aggiungere. Poi fate un po' come vi garba."



8 commenti:

  1. Lea ho finito questo libro proprio ieri sera e mi è piaciuto molto. L'ho trovato delicato divertente e pieno di insegnamenti. Un libro da fare leggere assolutamente anche a scuola. Tra l'altro ho avuto la fortuna di conoscere di persona Fabio domenica scorsa ed è una persona adorabile.

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    1. Come ti invidio per aver incontrato Fabio! Felice che sia piaciuto ad entrambe. un bacio

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  2. Ovviamente lo voglio, troppo.
    Anche se con il precedente bambino di Genovesi non sono andato affatto d'accordo.
    Speriamo bene con questo. :)

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  3. Sì, da come lo racconti mi sembra proprio di rivivere le atmosfere "genovesiane" che spesso incantano anche me :) Zot e Ferro compresi! Baci.

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    1. Ma con un registro molto più tenero! Il tipo di pubblico non permetteva di esplorare certe situazioni (ma quante risate con Ferro!).

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  4. Ecco, ora mi sgriderai tanto, ma di Genovesi non ho letto nulla. Però voglio rimediare eh! Questo Rolando già mi sta tanto simpatico!

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    1. I personaggi di Fabio sono molto umani e molto simpatici. Ti consiglierei di partire da Chi manda le onde. Ciao Nadia

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