lunedì 13 maggio 2019

La diseducazione di Cameron Post - Emily M. Danforth

Trama: Alla notizia che i genitori sono morti in un incidente, Cameron prova uno strano miscuglio di dolore, senso di colpa e sollievo. Così non scopriranno mai quello che lei stessa ha appena scoperto baciando la sua migliore amica: Cameron è gay, inaccettabile nella rigidissima provincia americana in cui vive.Ma il sollievo svanisce in fretta, quando Cameron è costretta ad abitare con la zia ultraconservatrice. Per sopravvivere a Miles City, nel cuore del Montana, occorre omologarsi, scomparire, e Cameron ne diviene in breve un’esperta. Finché Coley Taylor non arriva in città: bella, spavalda, con il fidanzato perfetto. Presto un’amicizia inaspettata, intensa, comincia a trasformarsi in altro, ma Coley, sotto la pressione della famiglia, denuncia Cameron di fronte alla comunità. Costretta a trasferirsi in un centro di riorientamento per essere curata dall’omosessualità, Cameron dovrà lottare contro un metodo educativo che cerca di cancellare la sua più intima identità, contro l’ipocrisia e un malinteso senso di cura, per ritrovare una libertà nuova.
 
Titolo: La diseducazione di Cameron Post
Autore: Emily M. Danforth
Casa editrice: Rizzoli
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 536
 
E' arrivato il momento di parlarvi anche di questa mia lettura, per quanto l'abbia terminata da quasi due mesi. Ho lasciato passare tanto tempo prima di affrontarla, perché non riuscivo a farlo con il giusto distacco e nemmeno ora di fatto ci riesco.  La scorsa settimana ho sentito su Virgin radio (ascolto solo Virgin radio, a dirla tutta) che il front man del gruppo Imagine Dragon, sostenitore dei diritti LGBTQ, durante le premiazioni dei Billboard Music Award ha voluto ricordare una realtà importante: le teorie riparative per le persone lgbt sono ancora esistenti in più di 30 stati americani:

Approfitto di questo momento per dire che ci sono 34 stati che non hanno una legge che vieta le teorie riparative. 34! E detto questo il 58% della nostra popolazione Lgbtq vive in questi stati. Questo può cambiare ma dobbiamo parlare noi con i nostri legislatori, spingerli a emanare leggi che proteggano i nostri giovani Lgbtq.
Abbiamo visto che queste terapie di conversioni raddoppiano il tasso di depressione e triplicano il tasso di suicidi. Così non può funzionare e bisogna cambiare

Questa dichiarazione è datata primo maggio 2019: 34 stati, rendetevi conto, che ammettono teorie riparative e che immagino abbiano delle comunità "di recupero" che le applicano. Desolante.
Questo libro è ambientato a fine anni 80 e negli anni 90 e pertanto se l'omosessualità ai giorni nostri, da alcuni,  è ancora trattata come un comportamento da correggere (dilaniano il mio udito alcune dichiarazioni ascoltate al cosiddetto Family day di Verona dello scorso marzo), potete immaginare come potesse essere la situazione 30 anni fa, qui come in America. Non ci siamo mossi di un passo.
Il libro è di una bellezza nitida, abbagliante perché porta con naturalezza a vedere tutta la vicenda con gli occhi della protagonista.
Cameron ha 12 anni e apprende dell'improvvisa morte dei genitori proprio la sera in cui ha scoperto di essere attratta dalle ragazze e ha scambiato il primo bacio con una compagna di scuola. La coincidenza dei due fatti è assolutamente devastante perché alla vergogna e al senso di disorientamento per la rivelazione si unisce il sollievo di sapere che i suoi genitori non ne verranno mai a conoscenza. Segretezza e senso di colpa, insieme, uniti e indivisibili. In seguito verrà affidata alla sorella della mamma, fervente praticante e credente e verrà inglobata in una comunità religiosa che condanna l'omosessualità e pensa di poterla "curare", come fosse una malattia, attraverso le teorie riparative di cui parla Dan Reynolds, con le parole che ho citato ad inizio post.
Per Cameron non sarà facile crescere, nascondendo le sue vere inclinazioni, cercando di accettare le regole di una zia che per accudirla ha rinunciato alla sua vita, riprogrammandola in modo diverso.
E' difficile vivere nella finzione, negando se stessi, soprattutto quando si sente che la propria diversità non è una scelta, ma fa parte della propria natura.
Con questo non dovete pensare che il libro sia emotivamente pesante e triste, perché al suo interno c'è tanta ironia e tanta voglia di vivere, di amare, di essere liberi. L'ipocrisia di certe posizioni ideologiche viene denunciata senza proclami, basta assistere ai fatti narrati. Quando Cameron verrà scoperta e "internata" (non si può usare altro termine) in Promise, una "comunità di recupero" i cui principi sono fragili e insensati, pseudoscientifici, proprio allora per assurdo inizierà la sua vera rinascita. Solo chi si accetta è in grado di andare avanti.
 
Ciò che penso è che se non credi in ciò che insegnano qui, in ciò in credono loro, o anche solo se hai dei dubbi, allora ti dicono che andrai all'inferno, che non solo sei la vergogna di tutti quelli che ti conoscono, ma che Gesù stesso ha abbandonato la tua anima. E se sei come Mark, un vero credente, che ha fede in Gesù e questo stupido sistema di Promise, eppure non riesci a raddrizzarti, perché quello che vuoi cambiare non si può cambiare, è qualcosa come la statura, o la forma delle orecchie, finisce che qui ti succede per forza qualcosa, o come minimo vieni indotto a pensare che resterai per sempre un sudicio peccatore e che è tutta colpa tua perché non ti sforzi abbastanza per cambiare.


Questo è un bel libro, un romanzo di formazione che ci accompagna insieme a Cameron attraverso la sofferenza, l'emozione del primo amore, la scoperta di se stessa, la negazione, la vergogna ed infine la consapevolezza e la liberazione. Dovrebbe essere letto dai ragazzi e soprattutto da quelli che pensano ....No, perché devo sempre essere politicamente corretta? Quelli che pensano che le teorie riparative abbiano un perché farebbero meglio invece a non leggere, ma passare del tempo a guardarsi dentro, a chiedersi perché la sessualità delle altre persone sia di tale, morbosa, importanza per loro. Forse quello che vedrebbero gli farebbe orrore.
I bei romanzi come questo invece li teniamo per chi ancora ammette il dialogo e una possibilità di confronto.





 

2 commenti:

  1. Dopo la delusione esagerata del film, mi era passata la voglia di leggerlo.
    Mi tenti!

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