Il club dei perdenti - Andrew Clements

Trama: Se sta leggendo un libro che gli piace, Alec non lo molla, neanche per seguire le lezioni. Così, quando la preside Vance gli dà un ultimatum, “o stai attento in classe oppure…”, si fa venire un’idea. Per non perdere preziose ore di lettura, fonda un club. Un club di cui intende essere l’unico membro. In fondo leggere non è un gioco di squadra e nessuno si iscriverebbe mai a un club che si chiama “dei perdenti”, giusto? Però, man mano che gli altri ragazzi scoprono il suo club, compreso un ex amico diventato bullo e una ragazza che comincia a piacergli, Alec nota una cosa. La vita reale può essere più complicata dei suoi libri preferiti, ma è altrettanto interessante.
Titolo: Il club dei perdenti
Autore: Andrew Clements
Casa editrice: Rizzoli
Anno Pubblicazione: 2018
Pagine: 251
Oggi vi racconto di un libro che mi ha convinta al 100% e che regala degli interessanti spunti di riflessione. Il protagonista, Alec, è un grande appassionato di libri, tanto che ci si perde proprio dentro, purtroppo anche durante le ore di lezione e per questo è una sorta di "sorvegliato speciale". Il nuovo anno scolastico per lui inizia con una sgradita sorpresa: dovrà fermarsi al doposcuola e tra le varie attività previste non figura la lettura. Starsene in una angolo a leggere sembra proprio essere un'attività vietatissima. Ci sono club sportivi, di robotica, di origami, di costruzione con i lego o di compiti, ma è proibito sedersi a leggere senza disturbare nessuno. Questa cosa mi ha veramente infastidita e allo stesso tempo dimostra che il lettore è un soggetto libero, di difficile classificazione e per questo spesso, soprattutto dai non lettori, viene visto con sospettoQuanto disturba a pelle la sua inattività, il suo stare dietro e dentro ad un libro a pensare?  All'interno di una struttura "articolata" come quella scolastica è ancora più impensabile: bisogna far qualcosa e codificarlo e questo qualcosa deve produrre degli effetti "visibili". Ma Alec è furbo! Ha la trovata geniale di creare un club di lettura dal nome insolito "Il club dei perdenti". Basteranno due membri e potrà trascorrere i pomeriggi a leggere indisturbato. Due è un numero perfetto e con quel nome di sicuro non ci saranno altre iscrizioni (pensa lui). Il secondo membro è Nina, una ragazzina nuova anche lei con la febbre per la lettura. Solo che... c'è sempre un solo che. Solo che Nina è carina, solo che Kent ex amico di Alec e ora suo principale vessatore (lo chiama Topo di biblioteca) vuol farsi notare da Nina. Solo che al club dei perdenti iniziano ad iscriversi altre persone. Dove tutti si sentono obbligati a primeggiare e a vincere quanto potrà essere rilassante  leggere in pace senza dover reggere il peso delle aspettative? Insomma, questo sviluppo Alec non lo aveva calcolato, ossia che il club iniziasse ad essere affollato e conosciuto. E quando si inizia ad essere in tanti (ma non in troppi) è inevitabile interagire. Perché c'è sempre un momento nella vita di un lettore in cui la lettura diventa un ponte, un tramite con le esperienze reali, un punto di incontro con altre persone. Perché ogni lettura, come ogni entusiasmo, chiede di essere condivisa.
Il messaggio più potente che ci trasmette questo libro è che non si può leggere senza che i libri ti cambino e ti rendano migliore.  Alec non cede mai alla tentazione di spersonalizzare i suoi avversari e Kent non viene relegato al ruolo di bullo a tutto tondo. Sarebbe comodo cadere in semplificazioni, ma gli alti valori che Alec ha appreso tra le pagine esigono di essere trasposti anche nella sua vita di teenager. Costa fatica questo esercizio, ma è una grande lezione di empatia, di moderazione e in definitiva di civiltà.
Un libro di questo tipo, in tempi tanto urlati e rabbiosi, è una fiaccola nel buio, un pensiero diverso e pacificatore, un modo nuovo di vedere le cose. Niente di eclatante forse, ma un piccolo seme che piantato in un terreno fertile può dare un frutto. Esiste anche una via diversa di combattere: per strapparci di dosso le etichette che ci hanno attaccato non serve  sempre passare alla guerra. A volte è sufficiente mantenere il punto ed andare avanti, convinti e gentili, per la propria strada.
I perdenti non sono dei falliti, forse si sono solo persi dentro a qualcosa, ad un libro, ad un'idea, a un diverso sentire che scrive nuove regole del gioco, dove non è importante arrivare per primi, ma arrivare e arrivare bene, senza tradire la propria natura.
Per gli appassionati lettori e gli estimatori della letteratura per ragazzi segnalo inoltre che il libro è pieno di riferimenti ad altri libri. Degli spunti per altre letture, per il gioco al rimando che tanto ci piace.
Un altro romanzo da tener presente. Si consiglia di entrare nel club.





Commenti

  1. Me ne avevi già parlato ma, dopo questa recensione, lo leggerò di sicuro.
    Grazie Lea ��

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' sempre un piacere consigliare un bel libro. Ciao Cecilia.

      Elimina
  2. Al solito, davanti ai romanzi per ragazzi, quelli belli, mi spuntano gli occhi a cuore. Non lo conoscevo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Colpa della cover credo. Sembra renderlo un libro adatto a lettori molto più piccoli. E invece è godibile fino ai 99 anni.

      Elimina
  3. Anche io voglio entrare nel club! Dove ci si iscrive? 😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci si iscrive dove non compare gente che urla slogan e dove si respira un clima di tolleranza reciproca. Temo quindi in un paese lontano.

      Elimina
  4. Come Nadia, le iscrizioni? Io sono pronta ;)

    RispondiElimina
  5. Lo avevo già adocchiato tempo fa proprio per la trama particolare. Cercherò di recuperarlo al più presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu sei un'intenditrice di letteratura per ragazzi quindi verrò sicuramente a leggere il tuo pensiero.

      Elimina
    2. Grazie mi é servito molto

      Elimina

Posta un commento