lunedì 7 gennaio 2019

L'animale femmina - Emanuela Canepa

Trama: Rosita è scappata dal suo malinconico paese, e dal controllo asfittico della madre, per andare a studiare a Padova. Sono passati sette anni e non ha concluso molto. Il lavoro al supermercato che le serve per mantenersi l'ha penalizzata con gli esami e l'unico uomo che frequenta, al ritmo di un incontro al mese, è sposato. Ma lei è abituata a non pretendere nulla. La vigilia di Natale conosce per caso un anziano avvocato, Ludovico Lepore. Austero, elegante, enigmatico, Lepore non nasconde una certa ruvidezza, eppure si interessa a lei. La assume come segretaria part time perché possa avere piú soldi e tempo per l'università. In ufficio, però, comincia a tormentarla con discorsi misogini, esercitando su di lei una manipolazione sottile. Rosita la subisce per necessità, o almeno crede. Non sa quanto quel rapporto la stia trasformando. Non sa che è proprio dentro una gabbia che, paradossalmente, si impara a essere liberi.
 
Titolo: L'animale femmina
Autore: Emanuela Canepa
Casa editrice: Einaudi
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 259
 

Io che non ho fatto la classifica dei libri più belli del 2018, mi sono nutrita con curiosità delle liste altrui, sempre alla ricerca di un romanzo particolare in grado di regalarmi un'emozione, non importa se di testa o di cuore. Tra le varie top list quella di Mr. Ink  metteva al quinto posto L'animale femmina, un romanzo che dalla vetrina della libreria mi aveva respinta, proprio a causa del titolo, così disturbante. Leggendo la sinossi mi sono resa conto che la prima impressione era fuorviante e che invece era il tipo di libro che mi può piacere. E molto.
L'ho dovuto leggere d'un fiato, neanche si trattasse di un thriller perché il rapporto tra la giovane protagonista Rosita e l'anziano avvocato Lepore mi ha da subito intrigata. Ho assistito alle loro schermaglie non amorose con il fiato sospeso, affascinata dal gioco perverso che l'avvocato si divertiva a portare avanti a spese della giovane segretaria. Un gioco raffinato e crudele, senza sesso, ma di colonizzazione del cervello altrui, di corrosione delle certezze. Ad ogni pagina volevo scoprire dove mi avrebbe portata la misoginia di Lepore e come avrebbe fatto Rosita a proteggersi dal suo mellifluo divertimento, lei così indifesa e così bisognosa di conservare il proprio posto di lavoro. Rosita non vuol abbandonare Padova e gli studi di medicina per rientrare a casa, al Sud, perché significherebbe arrendersi e tornare sotto il dominio di una madre autoritaria e subdolamente ricattatoria, una che pensa di piegare le persone con lo stesso preciso metodo con il quale stira le lenzuola
 
Per mia madre la parola resilienza è una bestemmia, e la forza di carattere si misura dalla tenacia con cui ti opponi alla vita e la prendi per le corna schiacciandole il muso a terra finché non ti dà esattamente tutto quello ti aspetti. Se questo non succede, e non succede quasi mai, è l'inferno
La storia ambientata al tempo presente viene interrotta da alcuni capitoli che ci presentano l'avvocato Lepore da giovane. Il nodo della sua misoginia attuale ha ovviamente radici profonde che risalgono a conflitti del passato, alla sua amicizia molto esclusiva con il coetaneo Guido. I due piani temporali si alternano con assoluta naturalezza, senza mai disturbare il lettore, ma regalandogli la chiave di volta per meglio interpretare l'ambiguo personaggio dell'avvocato.
La narrazione è coinvolgente e raffinata, i pensieri più reconditi della protagonista vengono mostrati con un nitore che lascia ammirati, considerato anche che si tratta di un'opera prima. Non a caso questo romanzo ha vinto il premio Calvino, uno dei più prestigiosi dedicati agli scrittori esordienti. Non posso non citare la stessa frase che ha colpito anche Mr. Ink
 
 Il momento in cui cominci a capire chi sei è lo stesso in cui diventa superfluo spiegarlo a chiunque

Un romanzo che consiglio soprattutto a chi non si accontenta di una buona trama, ma vuole anche che venga servita nel miglior modo possibile, mettendo a nudo tutti gli ingranaggi che la fanno funzionare ed andare avanti. E' cerebrale e semplice al tempo stesso, un connubio perfetto per chi ama rimanere un po' disorientato di fronte alla complessità dell'animale umano.
Aspetto con grande curiosità l'autrice alla sua seconda opera: da una tale maturità e precisione espressiva non possono che arrivare belle conferme.
 

 

8 commenti:

  1. Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo (questa volta con più testa, attaccando il mono-neurone superstite). Si sente che ha toccato le corde giuste e ti è piaciuto tanto. Un bacio!

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    1. Mi è piaciuto moltissimo e me ne rendo meglio adesso che sto leggendo un altro libro: non c'è storia.

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  2. Ciao! Sembra una lettura complessa ed affascinante :-) mi intriga!

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  3. Come sai, l'ho adorato. La Canepa è spietata, meticolosa, bravissima.
    Felice tu abbia seguito il mio consiglio. 😘

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  4. Di questo romanzo si è parlato parecchio ma, un po' come è accaduto a te, ha sortito una specie di effetto respingente anche sulla sottoscritta. A volte ci soffermiamo su titoli e copertine credendo di aver capito tutto ma non è sempre vero. Leggendo la trama e le tue parole mi sono ricreduta. Lo segno :)

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