[Questa volta leggo...] Il rumore del mondo - Benedetta Cibrario

Trama: L'ufficiale piemontese Prospero Carlo Carando di Vignon, di stanza a Londra, sposa Anne Bacon, figlia di un ricco mercante di seta. Quando, dopo essere stata vittima del vaiolo, arriva a Torino, Anne è molto diversa. La vita coniugale si annuncia come un piccolo inferno domestico, ma il suocero Casimiro la invita a occuparsi della proprietà del Mandrone, il cui futuro soltanto a lui – conservatore di ferro – sembra stare a cuore. Tra i due si stabilisce un'imprevedibile complicità e Anne matura amore e dedizione per la vita appartata e operosa che vi conduce. La storia della famiglia Vignon si intreccia ai fili dello spirito del tempo, e non di meno a quelli della seta. Anne Bacon scopre come conquistarsi un posto nella storia di un paese non ancora nato, di un orizzonte ideale che infiamma il mondo. Progressisti e conservatori, al di là degli schieramenti politici, si trovano davanti alla necessità di rispondere al cambiamento e lo fanno agendo – nell'economia, nel costume, nella morale, nella cultura. E l'Italia appare, vista da lontano (complici anime migranti come Anne, e il suo entourage femminile), vista come utopia e come sfida.
Titolo: Il rumore del mondo
Autore: Benedetta Cibrario
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 751

Oggi un nuovo appuntamento della rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvoleLe mie ossessioni librose e La Libridinosa. Per il mese di novembre la scelta è ricaduta sul romanzo storico e in un primo momento mi sarei voluta sottrarre  perché non è un genere che leggo di frequente, ma poi mi sono imbattuta nel nuovo libro di Benedetta Cibrario e non ho potuto resistere, anche se la mole del romanzo mi spaventava un pochino.
Il rumore del mondo mi ha conquistata superando di molto le mie aspettative. Ho incontrato quello che per me rimarrà il romanzo dell'anno e forse molto di più. Una sola avvertenza: se non avete amato Manzoni, Tomasi da Lampedusa, De Roberto, Dickens (tanto per fare alcuni nomi) lasciate perdere perché questi sono gli autori ai quali questa scrittrice può essere associata.



Il lettore che si accinge ad affrontare questo romanzo deve prendersi il tempo necessario per farlo: lo richiede la sua mole, ma ancor di più lo richiede la complessità degli argomenti trattati e lo stile raffinato con cui vengono descritti. Procedere con lentezza è anche una questione di garbo e di rispetto verso il grandissimo lavoro di limatura e di ricerca e al tempo stesso di immedesimazione in un'epoca che l'autrice ha necessariamente fatto. Questo romanzo, come ci spiega nella nota, l'ha accompagnata per diversi anni della sua vita e credo che sia giusto assaporarlo come merita, per gustarne tutte le variegate sfaccettature. Già da queste prime parole credo di avervi fatto comprendere che si tratta di un libro impegnativo, ma immensamente bello. Ora che sono giunta alla fine, riguardando da dove sono partita, mi pare quasi di essere maturata insieme ad Anne la protagonista, tanto abbiamo imparato a conoscerci in questi 15 giorni in cui i suoi pensieri sono entrati nella mia quotidianità facendomi fare un salto nel passato di quasi 200 anni.

La giovane Anne, come si legge nella sinossi, parte da Londra nel 1838 alla volta di Torino per raggiungere suo marito Prospero, un ufficiale piemontese suddito di Carlo Alberto. Durante il viaggio la neo sposa contrae il vaiolo e arriva a destinazione segnata nello spirito come nel fisico. A Torino oltre a Prospero, la attende il padre di lui, Casimiro, un uomo autoritario e conservatore.
La giovane moglie inglese, figlia di un ricco commerciante di seta, si trova catapultata in un universo distante anni luce dalla sua Londra. Accolta freddamente dai due uomini, per motivi diversi, verrà esiliata nella campagna piemontese, dove invece troverà nuovi stimoli ed interessi.
Toccante il modo in cui viene descritto il rapporto tra Anne e il suocero Casimiro, che nel tempo saprà riconoscere ed apprezzare le qualità della nuora. E' una storia nella storia che mi ha intenerita più di una storia d'amore passionale e mi ha fatto inevitabilmente pensare ad Angelica e al Principe Fabrizio del Gattopardo, anche se le due coppie si reggono su equilibri diametralmente opposti, come sono lontane la Sicilia e il Piemonte. Mi assale l'ansia al pensiero di non potervi descrivere la costruzione magistrale di questo romanzo che è intessuto di parti storiche, di lettere, di pensieri dei protagonisti che si alternano in un coro che rende tutti i punti di vista, in un equilibrio perfetto. Si resta incantati dalla delicatezza di Anne che mai, nemmeno con se stessa, critica il comportamento di Prospero, un uomo veramente da nulla, e resiste lontana dalla sua terra solo per una questione di etica e di moralità, quando tutto la porterebbe a fuggire. E' un personaggio diafano e fragile e allo stesso tempo con un carattere di ferro. Al suo fianco apprezziamo ancor di più, per contrasto, la ruvida affettuosità di Casimiro che oramai anziano riflette sulla sua vita:


il destino, rifletteva, è qualcosa che tocca in sorte a pochi individui, che lo scelgono e lo inseguono; e che sanno come costruirlo, con il fascino, il coraggio, con le imprese fuori dall'ordinario. Il nome di costoro, ragionava, rimarrà per sempre inciso nella pietra; gli altri, la maggioranza, non possiedono un destino, vivono una vita e nient'altro. Il loro nome, dopo la morte, sarà scritto sull'acqua o scolpito nell'aria; e, voltandosi indietro, non saranno in grado di distinguere un anno dall'altro, perché li vedranno come un unico cumulo di giornate, tutte uguali.


Il compito di stemperare le parti più malinconiche è affidato alla signora Manners, personaggio secondario, ma solare, concreto e illuminante. Una donna che ha trovato la sua strada solo dopo la morte del marito e che ha deciso di viaggiare e in particolare di percorrere l'Italia da Nord a Sud per poi raccontarla ai suoi compatrioti. Alcuni suoi tratti ricordano i personaggi dickensiani e non penso proprio sia un caso. La Cibrario non improvvisa, ma evidentemente omaggia stili e caratteri di romanzi del passato, che deve aver interiorizzato ed amato, ma li impasta con la sua penna e il suo stile inserendosi a pieno titolo nel filone del romanzo storico, annodando la sua opera, idealmente, ai grandi romanzi che sono venuti prima e a quelli che verranno. Il romanzo storico non è solo una storia ambientata in un particolare periodo storico, ma una storia che ci restituisce qui ed ora quel periodo, per noi lettori moderni, ma anche per i lettori futuri.
L'autrice ha dato vita ad un'opera possente e mentre leggevo ero sempre più coinvolta ed ammirata, la lettura prendeva la forma di quelle lettere che Anne scrive, impreziosite ai margini da acquerelli. Le mie nozioni storiche acquistavano una diversa dimensione e nasceva il desiderio di scoprire di più, un sincero interessa verso il nostro passato, un interrogarsi sulla mia italianità, per capire veramente chi siamo e da dove veniamo.
Mi aspetto che questo romanzo riceva il  riconoscimento che merita, anche a livello di premi letterari. Al suo interno un mondo: l'Italia del Regno sabaudo di Carlo Alberto con i suoi riti e le avvisaglie dei venti nuovi che sarebbero giunti, la provincia piemontese, l'Ottocento, la spinta verso le grandi imprese commerciali, l'Europa...E' come se partisse da una visuale ampia per poi via via restringersi fino a focalizzare su Anne, parte di quel mondo, una parte piccola e ugualmente importantissima. Il rumore del mondo è a tratti impercettibile, a volte roboante, come quello della guerra: Anne lo ascolta attraverso una conchiglia, arriva da lontano, ma arriva.



Vediamo ora tutti gli altri appuntamenti in calendario per il mese di novembre relativi a questa interessante rubrica:



Commenti

  1. Come hai detto dev'essere un romanzo complesso, ricco, che esige tutta l'attenzione del lettore. Nonostante in questo periodo non abbia la tranquillità necessaria per approcciarmici, mi ispira e mi chiama fortemente. La tua recensione poi mi incuriosisce ancora di più. Credo che me lo procurerò e lo custodirò gelosamente per godermelo durante le vacanze di Natale.

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    1. Le vacanze natalizie mi sembrano perfette per questo libro.

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    2. Sto litigando con il wi fi e forse pubblicherò risposte doppie...chissà. Le vacanze natalizie mi sembrano perfette per questo libro!

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  2. Una recensione veramente bella, Lea. Il romanzo lo leggerò sicuramente (in un momento di tranquillità). Complimenti.

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  3. per fortuna hai deciso di partecipare al questa volta leggo nonostante il romanzo storico (io stesso problema) perché hai scritto una recensione meravigliosa cara Lea. bravissima.

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    1. Mi fai arrossire. Quando sono un po' triste rileggo il tuo commento Chicca. ;-)

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  4. sono contenta che ti sia piaciuto così tanto, mi hai quasi convinta con le tue parole, nonostante credo che questo libro non faccia tanto per me

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    1. Non so Chiara, sto aspettando che me lo riporti una mia utente per capire se è tanto impegnativo quanto mi è sembrato.

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  5. Bella la tua recensione, intensa e precisa.

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    1. Grazie. Bello anche il tuo commento. Parole che fanno piacere.

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  6. Grandissimo, anche in quanto a mole.
    Abbastanza da spaventarmi, lo ammetto.

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  7. Bellissima recensione, il libro sembra davvero interessante ma penso che per la sua mole, eviterò la lettura per un po'!

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    1. Io ora per un po' leggerò solo libri con meno di 300 pagine.

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  8. Che bello un libro che parla della Storia della nostra Italia… mi è piaciuto leggere il tuo pensiero su questo romanzo.

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  9. Non sono amante degli storici ma questo sembra interessante, mi spaventa però il numero di pagine.

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    1. Come dicevo (scrivevo) a Michele non è tanto per la mole, ma per la sua struttura che spaventa.

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  10. Io amo gli autori che hai citato, quindi penso proprio che lo leggerò, anche perché la tua recensione è talmente bella che mi ha convinto. Complimenti.

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    1. Anche tu ami Dickens e De Roberto? Ho letto Il nostro comune amico e David Copperfield due volte. Di De Roberto ho letto solo I Vicerè un secolo fa, ma ne ero rimasta molto colpita. Che grandissimi scrittori

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  11. Mi hai letteralmente stesa con questa recensione!
    Lo storico è un genere che faccio fatica a leggere, lo ammetto, ma se la storia è ben definita e soprattutto ricca di dettagli, come pare essere questo romanzo, allora riesco a lasciarmi coinvolgere e, in questo caso, grazie alle tue parole devo ammettere che non mi spaventa nemmeno la mole!

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  12. Recensione molto interessante, ma questa volta passo.

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  13. Bellissima recensione e il libro senbra decisamente interessante.

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  14. Il libro è sicuramente interessante, ma bisogna essere nella giusta predisposizione per leggerlo... chissà, magari un giorno...

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  15. Sembra un romanzo bello " pieno " e, al momento, non credo proprio di avere testa e tempo per imbarcamenarmi in una lettura così, ma complimenti per la recensione!

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    1. Capisco benissimo e anche per me ci vorrà un po' prima di affrontare nuovamente una lettura come questa. Ciao

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