martedì 30 ottobre 2018

[Questa volta leggo...] Leone - Paola Mastrocola

Trama: Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di trentasei anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo. Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po' ovunque. Si apparta, s'inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand'è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio. O quando desidera aiutare qualcuno. La voce circola in fretta. Leone diventa «il bambino che prega», lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri. Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi.             
Titolo: Leone
Autore: Paola Mastrocola
Casa editrice: Einaudi
Anno Pubblicazione: 2018
Pagine: 223

Il tema di ottobre per la rubrica "Questa volta leggo..." ideata dai blog La lettrice sulle nuvoleLe mie ossessioni librose e La Libridinosa, è "leggi un libro dalla copertina blu" e la mia scelta è caduta, dopo aver cambiato idea almeno 5 volte, sul nuovo libro di Paola Mastrocola. Ed oggi sono proprio felice di condividere con voi le mie riflessioni su questa lettura molto, molto originale.
Il libro che ho amato di più in assoluto della Mastrocola è stato "Non so niente di te", per la grande ironia unita alla tenerezza. Quel suo modo di indagare i rapporti umani, andando in profondità, ma con leggerezza, da sempre per me è il suo più grande pregio. Entrare in libreria e trovare il suo nuovo libro è stato un richiamo irresistibile. In alcuni casi si è portati a pensare che taluni romanzi siano portatori di un messaggio speciale, tutto per noi. Solo che questa volta il messaggio andava decifrato, risolto come un enigma con il dubbio di non aver trovato la giusta soluzione, per poi rendersi conto che la soluzione si trova nella domanda stessa, non nella risposta. Mi è venuto da ridere, perché l'autrice, anche questa volta, mi  ha fregata presa in giro nel  suo solito delicato modo.
La storia è quella semplice, direi quotidiana, di una madre separata con un figlio. Il padre è una figura sbiadita che si palesa ogni 15 giorni per una cena al McDonalds. C'era sì una nonna affettuosa, ma si è spenta nel giro di pochi mesi e Katia e Leone sono molto soli. Leone è il contrario di quello che dichiara il suo nome: un bimbo esile, silenzioso e gentile. I giorni tutti uguali della routine madre- figlio sono però scossi da una novità: il bimbo infatti, senza motivo e nei luoghi meno indicati, si mette a pregare. Questo turba la madre più di ogni altra cosa, tanto che forse preferirebbe che Leone fosse dislessico, caratteriale o affetto da altre problematiche. Lei non è praticante. Perché Leone prega? Che cosa significa questa anomalia?

Cosa ne sa di tutta quella trama di cose intime e misteriose che si compone tra una nonna il suo nipotino? Niente ne sa una madre che lavora da mattina a sera, e arriva trafelata a riprendersi il suo bambino, felice e grata che qualcuno, e proprio quel qualcuno che gli vuole più bene al mondo, nientemeno che una nonna, cioè sua madre, gliel'abbia tenuto tutto il giorno.


Ed eccolo di nuovo qui quel tratto che mi piace e che era portante in "Non so niente di te". Cosa sappiamo gli uni degli altri? Quale immagine di noi restituiamo al mondo? Corrisponde a quella che abbiamo di noi stessi? Quello che ci collega gli uni agli altri è insondabile e misterioso. Indicibile, come la fede. Perché Katia è così sconvolta dal pregare di Leone? Forse perché la fede che si traduce in preghiera è qualcosa che ai giorni nostri è oramai inimmaginabile? Oppure no?
Il romanzo procede in modo piano, discreto, quasi sottotono. E' fatto di piccoli accadimenti, raccontati sottovoce. I pensieri di Leone sono quelli di un bimbo di sei anni: semplici, cristallini, bellissimi. Tra le pagine dell'esistenza grigia di Katia i pensieri di Leone sono delle macchie di colore azzurro, come se la meraviglia e l'amore potessero all'improvviso rendere a colori quello che era un film in bianco e nero.
Un libro intriso di spiritualità, scritto con delicate pennellate, con un sorriso a fior di labbra ed una speranza nel cuore, quella che il rapporto con un qualcosa o un qualcuno di superiore possa essere anche per noi quotidiano, semplice e allo stesso tempo magico. Basterebbe poco, un po' di gentilezza, un po' di amore, uno sguardo limpido e fiducioso.
Ringrazio l'autrice per il regalo che mi ha fatto perché a distanza di giorni ancora ci penso. E per altri giorni ci penserò e il bello sarà continuare a ragionarci intorno.





A seguire tutte le altre recensioni del mese:





30 commenti:

  1. Bella recensione, deve essere stata una bella lettura… mi sono segnata titolo e autrice perché non li conoscevo (e sono curiosa)

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  2. di questa autrice ho letto molto poco. anche il libro che hai citato mi manca. non so perché non sono mai entrata in sintonia con le sue storie ma questo romanzo in particolare mi ha colpito appena ho visto la cover in libreria lo segno e se e quando sarà disponibile in biblioteca ci farò sicuramente un pensiero.

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  3. non conosco questa autrice, il tema è particolare e sicuramente interessante. Non so se potrebbe fare per me ma mi è piaciuto leggere la tua recensione

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  4. Questa volta passo. Non credo che possa piacermi

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  5. Non conosco questa autrice. D’impulso non credo faccia per me.

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  6. Non lo conoscevo ma non mi ispira più di tanto...

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  7. Non ho letto nulla di questa autrice ma sembra molto interessante questo libro

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    1. Ragionare intorno alla fede spesso mette in crisi, ma non fa male.

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  8. Non conosco questa autrice, ma il libro sembra interessante. Me lo segno.

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  9. Mi ero persa questo post, arrivo come al solito in ritardo! Dunque, dell'autrice ho apprezzato un paio di volumi anni fa. La sinossi di questo romanzo non mi affascinava più di tanto, ma leggendoti un po' di curiosità mi è venuta. Baci.

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    1. Subisco sempre molto il fascino di questa casa editrice e degli scrittori torinesi.

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  10. Sembra quel genere di libro che a me potrebbe piacere molto! Ci faccio un pensiero, grazie!

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    1. Se potessimo leggere tutto quello che ci tenta sarebbe il massimo.

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  11. Non conosco quest'autrice, il romanzo sembra interessante quasi quasi me lo segno.

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    1. E dire che vivevo nella certezza che fosse un'autrice famosa! Invece molte di voi non la conoscevano. Ad ogni modo il suo romanzo più bello e divertente per me resta "Non so niente di te".

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  12. Che libro particolare! Purtroppo non credo faccia per me.

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    1. Chissà. Leggendo le tue recensioni ho capito che hai interessi ampi e diversificati. Non dire mai. Ciao

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  13. Mi piace la Mastrocola! Questo libro mi sta tentando, anche ieri in libreria sono passata oltre ma... dopo la tua recensione devo leggerlo!

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    1. Ohhhhh finalmente una sua estimatrice! Non ha la verve dei precedenti romanzi, ma l'interrogativo che pone è molto originale.

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