Mini recensioni: Per lanciarsi dalle stelle di Chiara Parenti e L'apprendista geniale di Anna Dalton


La Bacci, che è il mio grillo parlante che quando parla, parla bene, mi ha fatto notare che non posso mettere un post su fb che sbandiera certi titoli di libri che ho in lettura e poi trascurare, sul blog, di parlarne. Non si fa (bacchettata sulle mani). Ad esempio mi ha fatto notare che il post nel quale dichiaravo, oramai a fine agosto, di essere intenta a leggere il nuovo libro di Chiara Parenti è stato molto apprezzato e seguito. E quindi ora non posso passarla liscia e far finta di niente. Devo raccontare cosa penso di quel libro! Purtroppo io soffro molto quando non posso lanciarmi, non dalle stelle, ma in lodi sentite di un libro e quindi qualche volta mi vien voglia di far finta di nulla, sia per non ferire l'autore (ma che cosa gliene importerà poi della mia garbata opinione? coraggio Lea!) sia per non perdere tempo a scrivere intorno a libri che non hanno lasciato il segno. Non parlo di brutti libri, quelli nel bene o nel male lasciano sempre qualcosa, parlo invece dei libri ni, di quelli che avevano tutte le potenzialità per essere belli, ma che alla fine non mi hanno convinta.
Quindi ora chiudo i conti in sospeso parlandovi dei due libri a seguire (e se la trama è più lunga del giudizio non state a porvi domande strane...è chiaramente un modo per riempire il post!).



Per lanciarsi dalle stelle - Chiara Parenti
Trama: Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi e vedrai che troverai la forza per farne altre. Sono queste le parole che Sole trova nella lettera che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di ripartire per Parigi, subito dopo l’unico litigio della loro vita. Quel litigio di cui Sole si pentirà per sempre, perché non rivedrà mai più Stella, la persona più importante per lei. Sole non smette di guardare quel foglio perché, anche se ha solo venticinque anni, non c’è nulla di più difficile per lei che superare le proprie paure. Sa che, se le tiene strette a sé, non c’è nulla da rischiare: il lavoro sicuro per cui ha rinunciato al sogno di fare l’università; il primo bacio mai dato perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo realmente. Ma ora Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una paura alla volta: dal lanciarsi con il paracadute al salire sulle montagne russe; dall’attraversare un bosco sotto il cielo stellato al fare un viaggio da sola a Parigi. Giorno dopo giorno, scopre il piacere dell’imprevisto e dell’adrenalina che le fa battere il cuore. A sostenerla c’è Samanta, un’adolescente in lotta con il mondo che ha paura persino della sua immagine riflessa. Rivedendosi in lei, Sole prova a smuovere la sua insicurezza e a insegnarle ciò che ha appena imparato: è normale avere paura, quello che serve è solo un unico, singolo, magnifico istante senza di essa. Ma c’è un unico istante che Sole non è ancora pronta a vivere. L’istante in cui deve confessare la verità al ragazzo di cui è da sempre innamorata. Una prova più difficile di tutte le altre. Perché anche l’amore può vestirsi d’abitudine e confondere. E per amare davvero bisogna essere pronti a mettersi in gioco. Perché persino i sogni possono cambiare quando sono solo una favola.
Titolo: Per lanciarsi dalle stelle - Autore: Chiara Parenti - Casa editrice: Garzanti - Anno pubblicazione: 2018 - Pagine: 345

L'idea di partenza era bella e vincente e chissenefrega se un po' sfruttata (certo che ho letto "Per dieci minuti" della Gamberale) perché, per come viene sviluppata all'inizio, ha un gusto fresco e ti invoglia a scrivere la tua lista personale di paure da affrontare e poi a lanciarti nella vita insieme a Sole. Il libro si legge volentieri, anche se qualche pagina in meno non avrebbe guastato e il percorso della protagonista intenerisce e trova la nostra comprensione. La vita chiede di essere vissuta, non la si può guardar scorrere chiusi nel retrobottega di un negozio di alimentari. Il carpe diem è sempre un argomento di grande attualità, a qualsiasi età. Altro tratto distintivo è quanto l'autrice riesca a rendere curioso il lettore sulle bellezze trascurate e sconosciute di una regione, il Molise, che spesso ci si dimentica faccia parte dell'Italia. Sarei partita seduta stante verso quella destinazione.
Il problema è la sovrabbondanza (anche di sentimenti): la lista è troppo lunga e si cade un po' nella ripetitività. Il finale non risulta credibile e il lettore non riesce ad accompagnare Sole fino alla fine del percorso. Ci si congeda da lei un po' prima, quando la vicenda narrata non esagera in coincidenze e  fortunati incontri. Mi è sembrato ugualmente un romanzo gradevole, anche se non perfettamente riuscito.
Voto: 3

L'apprendista geniale - Anna Dalton
Trama: Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama di Venezia si perde all'orizzonte. È in ritardo, come sempre, e ancora più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato «scrivi, scrivi, scrivi». Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare: tra quelle aule l'ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C'è Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come un'ombra. E soprattutto l'enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l'ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole un coraggio che pensava di non avere.
Titolo: L'apprendista geniale - Autore: Anna Dalton -  Casa editrice: Garzanti - Anno pubblicazione: 2018 - Pagine: 270

Come prima cosa mi chiedo che senso abbia la copertina che svia completamente il lettore dalla reale ambientazione del libro. Siamo a Venezia, ma la protagonista non è uscita da un Harmony. No, no, no. Andrea è una giovane donna (che comunemente verrebbe definita una nerd) con una grande passione per il giornalismo, i giochi di ruolo e la saga di guerre stellari. La sua Venezia è quella contemporanea. Questo romanzo è ambientato in un college di giornalismo e si rivolge principalmente ai ragazzi della fascia 15-25 anni. Provate a far vedere questa cover ad un rappresentante della categoria descritta. Probabile che scappi a gambe levate dalla parte opposta (quella gonna rossa mossa dalla brezza è veramente fuori luogo). Detto o meglio scritto questo il libro mi è piaciuto. Coinvolge (ho sempre adorato le ambientazioni al college) e la protagonista ha quel giusto grado di nerditudine che la rende originale e indifesa al tempo stesso. La sua grande missione è "scrivere" e sono veramente gradevoli i brani in cui se ne parla. Il suo gruppo di amici incarna un po' alcuni stereotipi, ma non per questo è meno azzeccato (il patito del cinema, la vamp cinica, il gay simpatico, il timido imbranato e pure la perfida stronza ricca sua antagonista).
Cosa manca? Qualcosa nella trama, una vaghezza che sa di indefinito, come se il libro anticipasse una battaglia che poi non avviene. Resta un senso di incompletezza. Difficile anche trovare la genialità dell'apprendista. Pazienza. Abbiamo pur sempre Venezia, alcune frasi da ricordare e la saggezza del maestro Yoda.
Fare o non fare! Non c'è provare
Per fugare ogni dubbio dichiaro già adesso che il seguito lo leggerò, perché da Andrea mi aspetto qualcosa di più in futuro.

Voto: 3,5


Ci rileggiamo alla prossima recensione, che probabilmente sarà "Jane di Lantern Hill" di Lucy Montgomery. Forse. Oppure saranno altre mini recensioni. Chi può dirlo. ;-)

Commenti

  1. Premesso che dei due libri in questione mi interessi poco meno che niente, mi preme sottolineare un paio di cose! La prima è che, a fronte di questo post, la scena che salta agli occhi di chi legge è quella di una Bacci rompiballe e di una Lea che sta qui a fare le caldarroste perché altro non riesce.
    Inoltre, ho sempre ripetuto che la bravura di un blogger o di chi, comunque, per diletto scrive recensioni, stia proprio nel riuscire a parlare dei libri mediocri, spiegando al lettore perché la lettura quel libro non lasci nulla. Troppo facile parlare solo di libri belli. Se poi consideriamo anche che tu non pubblichi neanche le stroncature...

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    1. Ma quanto ti piacciono le mie caldarroste che stai sempre qui?

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    2. Hai ragione, Lea! Chissà perché mi torturo ancora leggendoti? Spero sempre di ritrovare quel guizzo che avevi mostrato all’inizio e che chissà dove avrà perduto!

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  2. Come ho detto su fb sono tra le persone a cui interessa molto il tuo giudizio su questi libri, soprattutto su quello della Dalton che vorrei leggere.
    Credo tu abbia reso l'idea del perché di cosa non ti abbia convinta, e saperlo mi spiace un po'. Voglio però ribadire che il tuo parere di lettrice è importante non solo per gli autori ma anche er i lettori che come me leggono sempre con grande piacere ciò che scrivi.

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    1. Grazie Chicca, sei una persona veramente gentile. <3

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  3. Ciao, dei due libri ho letto solo la Parenti e ho avuto più o meno le tue stesse sensazioni. Lei è bravissima a far ridere, qui mi sembrava troppo contenuta e, come hai detto tu, esagerata nel finale.
    L'altro libro non l'ho letto perché fuorviata da cover ecc, ma hai detto Star wars?

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  4. Ma viva le recensioni negative o così così, Lea, sopratutto se sono scritte con il tuo consueto garbo. Leggendole, oggi, non penso proprio che una delle autrici oserebbe offendersi, anzi. Sui romanzi: non mi ispiravano né l'uno né l'altro, ma almeno con L'apprendista geniale mi hai aperto un mondo. Anch'io, infatti, me lo immaginavo un romanzo d'epoca, a metà tra la Ferrande e l'Harmony!

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  5. Credo tu abbia argomentato con garbo e intelligenza ciò che per te non ha funzionato in questi titoli. Anch'io spesso non scrivo recensioni di libri che non mi sono piaciuti, perché se proprio non mi prendono nemmeno li finisco e , se li finisco, li liquido in fretta: preferisco consigliare libri che regalano emozioni belle. Bacio (anche alla Bacci che ti bacchetta!).

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  6. Stasera caldarroste! Io faccio il brulé!

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    1. Sei il mio angelo custode (e un pochino anche il mio diavoletto).

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  7. Ciao.... devo dire che non condivido pienamente la recensione del libro di Chiara Parenti... io l'ho apprezzato molto e il messaggio che io ho colto non é solo quello di vivere la vita in ogni momento e di cogliere l'attimo ma a mio modesto parere è come tutti siamo influenzati da chi ci cresce.... e l'importanza delle amicizie che nel percorso della nostra vita sono importantissime se non fondamentali.
    Comunque ognuno è giusto abbia la propria opinione però volevo sottolineare la mia perché questo libro nell'insieme mi è piaciuto molto. Ciao a tutti

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    1. Ciao Luana, è vero il messaggio è anche quello, ma siamo tutti diversi e ogni libro tocca delle corde ad una persona e ad altre no. Grazie di essere passata e di aver lasciato il tuo pensiero.

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