giovedì 20 settembre 2018

Al mondo - Radclyffe Hall








Trama: Un uomo e una donna in un viaggio in nave intorno al mondo. Un bancario di Londra e la segretaria di un uomo d'affari. Forse domani un avventuriero nelle colonie e un'imprenditrice. Stephen Winter e Elinor Lee al loro primo incontro sulla Hellas si guardano con sospetto. Lui è un impiegato di banca che soffre di non aver partecipato alla Grande Guerra per via di una brutta asma, lei ha lavorato per il Governo durante il conflitto, indipendente, moderna, assetata di affermazione. Stephen ha venduto il suo piccolo patrimonio per cercare di superare l'esclusione dall'esercito, ha comprato nuovi abiti e nuove scarpe, provando a inventarsi una vita più virile e meno fragile. Lei ha potuto solo rimanere nelle retrovie, alle donne non è permesso l'eroismo. Il presente, il passato e il futuro di Stephen Winter ed Elinor Lee, il crollo degli stereotipi e delle etichette sociali, la scoperta di sé alla luce del tramonto dell'Ottocento, con il sangue della Prima guerra moderna ancora da lavare, un sangue che Stephen e Elinor possono invidiare perché non l'hanno mai avuto sulle mani.
Titolo: Al mondo
Autore: Radclyffe Hall
Casa editrice: Fandango libri
Anno pubblicazione: 2018
Pagine: 117


Fandango libri sta ripubblicando tutte le opere della scrittrice britannica di inizio Novecento Radclyffe Hall. Vi dice niente questo nome? E' l'autrice del libro "Il pozzo della solitudine", un romanzo che quando venne pubblicato nel 1928 suscitò scandalo e fu messo al bando... perché raccontava dell'amore tra due donne. Ai giorni nostri l'argomento non è più un tabù (o non dovrebbe esserlo), ma quel libro resta fondamentale perché è uno dei primi e dei più importanti punti di riferimento della cultura gay. Io l'ho letto circa 25 anni fa (in un'edizione economica della Newton che forse si trova ancora nella casa dei miei genitori)  ed è proprio perché ne ho un buon ricordo che ho accettato subito la proposta dell'editore di leggere Al mondo. Però ho sbagliato libro. Caro editore, perdonami se ti dico che mi hai fatto un brutto, brutto scherzo. Mi mandi un bel libro e io mi appassiono alla storia dei due protagonisti, per scoprire poi (colpa mia  che non mi informo adeguatamente) che si tratta di un romanzo incompiuto! Ma non incompiuto del tipo che mancano le due pagine finali o che è stato portato a termine da qualcuno successivamente. No, incompiuto nel senso che a pagina 117 resti in sospeso come un allocco. E poi?
Torniamo alla storia. I protagonisti sono un uomo e una donna che nella vita sono solo sbiadite comparse: Stephen è un impiegato di banca che non è  potuto andare in guerra perché soffre d'asma, mentre Elinor è l'impiegata e tuttofare di una ditta che vende stivali e viene descritta in modo poco lusinghiero
 
Nessuna resistenza, nessuna spina dorsale e anemica cronica. Dio che rottame!

 
Abbiamo quindi due personaggi che sono il prototipo dei perdenti, totalmente inadatti alla lotta per la vita. Stephen a fine guerra si è ribellato alla routine e ha chiesto un anno di aspettativa dal lavoro per imbarcarsi in una crociera. Non c'è gioia o rivalsa nel suo gesto, la sensazione è quella che abbia fatto un passo azzardato, un colpo di testa che senza  fornirgli quel senso d'avventura che bramava lo condurrà invece all'indigenza. Elinor invece è imbarcata sulla stessa nave perché è al seguito della famiglia del suo datore di lavoro. Non esiste una vera libertà per queste due persone, sembrati criceti che corrono sulla ruota, senza poter andare da alcuna parte. Un soffio di vento può esser loro fatale, soprattutto perché sono soli e non hanno radici. Il minimo passo falso può provocarne la caduta, senza redenzione.
La storia si ferma quando i due iniziano ad avere un confronto, uno scambio
 
Potrebbe essere tutto sbagliato, ma purtroppo non si può ridurre gli esseri umani a uno standard come si fa con gli stivali, o muoiono nel processo come mosche, o si dividono di nuovo in fazioni; gli ultimi potrebbero diventare i primi e i primi gli ultimi, ma ci saranno sempre i primi e gli ultimi. [...] Potrebbero non esserci, protestò Stephen, sto iniziando a pensare che potrei andarmene in una colonia dove tutti gli uomini hanno le stesse possibilità.

Onore al merito a Fandango libri per aver deciso di pubblicare tutti i libri di questa importante scrittrice che merita di essere (ri)scoperta. Ringrazio per la copia avuta in omaggio, ma ... non potrei ritentare con un libro completo? No? Pazienza, forse è il momento giusto per rispolverare la mia vecchia copia del Pozzo della solitudine.
Ho omesso di mettere il giudizio per ovvi motivi, ma per quanto ho potuto leggere sarebbe stato proprio un bel voto.

4 commenti:

  1. Ci sono rimasta male accidenti! Però mi hai incuriosita su Il pozzo della solitudine.

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    1. Prova con quello Nadia! un saluto da Lea (oggi l'ho cercato a casa dei miei, ma senza successo)

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  2. Molto interessante questo libro... il tuo spazio è veramente carino per questo sono diventata una tua nuova follower, se ti va di conoscermi io sono Il salotto del gatto libraio

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    1. Ciao, mi pare di essere già una tua follower, ma devo ricontrollare. Hai la grafica tutta nuova e non sono sicura.
      un saluto da Lea

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