mercoledì 29 agosto 2018

Klaus e i Ragazzacci - David Almond

Trama: I Ragazzacci, capeggiati dal temibile Joe, sono una banda di teppistelli: strappano erbacce, urlano, danno fastidio. Si sentono forti. Molto forti. E in gamba. Il signor Eustace vive da solo nella sua casa ed è un terribile codardo. O meglio: questo è quello che pensa Joe. Klaus invece è appena arrivato a scuola. Viene dalla Germania e su di lui si raccontano cose misteriose e strane. Klaus è gentile, intelligente, timido. E, soprattutto, sa fare cose con il pallone come solo i grandi campioni.
Titolo: Klaus e i Ragazzacci
Autore: David Almond
Casa editrice: Sinnos
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 85
Il sottotitolo potrebbe essere: il coraggio di dire di no. Un libro che ho acquistato per il mio piccolo su suggerimento della mia libraia di fiducia (ma anche di Cinzia e della maestra Caterina) e che è stato un colpo di fulmine, di quelli che poi ti ritrovi legato per la vita. Definirlo bello è riduttivo: questo breve racconto per ragazzi è perfetto nella sua semplicità. Non ha bisogno di giri di parole e di ragionamenti particolari: ti mostra una via possibile. Si può dire di no, si può non essere complici. Tante volte ci sentiamo spinti a fare delle cose che non ci piacciono, che ci mettono a disagio o palesemente ingiuste perché il gruppo le fa e ci sembra di dover seguire l'onda. Invece si può dire "Io no". Con questa parola si sceglie la libertà, ma non in modo equivoco e di difficile interpretazione come in Bartleby, qui si dice di no all'imbarbarimento e alla cattiveria.
La trama è quella riportata sopra: anni  '60 e un gruppo di ragazzini, una banda. A capo di questa gang Joe, più grande e navigato, che decide le regole del gioco. A volte qualche dispetto, a volte appiccare l'incendio alla siepe del vicino di casa reo di essere stato obiettore di coscienza durante l'ultimo conflitto. (Questa storia degli obiettori durante la guerra merita un approfondimento, perché anche nel libro "Resta dove sei e poi vai" di Boyne questa figura ha un ruolo non marginale, tanto che mi chiedo se non fosse più eroico opporsi ad una guerra che parteciparvi, viste le terribili conseguenze che queste persone subirono durante e dopo il conflitto.)
Nel gruppo arriva Klaus:

un ragazzino magro che veniva dalla Germania dell'Est. In giro si diceva che suo padre fosse un cantante famoso che era stato mandato in un campo di prigionia da qualche parte in Russia. Sua madre era scomparsa.

Klaus è reduce da un'esperienza difficile ed è solo, eppure è felice di essere libero, di essere in Gran Bretagna e di avere una nuova possibilità. Gioca a calcio divinamente e canta altrettanto bene.
Quando Joe cercherà di sminuirne il valore, rendendolo complice nell'ennesima bravata ai danni del vicino di casa, Klaus dirà di no e insieme a lui troverà il coraggio di farlo anche l'io narrante. Ne prenderanno tante da Joe, ma in cambio saranno liberi in un paese libero.
Un libro che non esisto a definire potente, senza mai essere retorico. Si possono esprimere grandi concetti, dare un esempio con parole semplici che mantengono il loro valore per gli adulti e per i bambini.
Posto d'onore vicino a "Il buio oltre la siepe". Da tenere nel cuore e sopra il comodino.






4 commenti:

  1. Non conoscevo, e sono sempre in cerca di bei libri per ragazzi (figurati a cinque stelle, poi!). Segno. ;)

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  2. 5 stelle?? Mi tenti, e mi spingi, come sempre, fuori dalla mia comfort zone!

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