Nostalgia del sangue - Dario Correnti

Oggi vi proponiamo la recensione di uno dei sei romanzi vincitori del Premio Selezione Bancarella 2018: "Nostalgia del sangue" un romanzo permeato di mistero a partire dal suo autore, Dario Correnti, pseudonimo dietro al quale si cela una coppia di autori misteriosi.

Titolo: Nostalgia del sangue • Autore: Dario Correnti • Editore: Giunti • N.pagine: 544 • Copertina rigida € 19,00 •      Ebook € 9,99

TRAMA
Certe mostruosità possono maturare solo in posti così: una provincia del nord Italia, dove soltanto pochi metri separano un gregge di pecore da un centro commerciale con sala slot e fitness, dove la gente abita in villette a schiera con giardino, tavernetta e vetrina con i ninnoli in cristallo, dove riservatezza è il nome che si attribuisce a un'omertà che non ha niente da invidiare a quella dei paesi dove comanda la mafia. Gli stessi luoghi che più di cento anni fa, infestati dalla miseria, dalla denutrizione e dalla pellagra, videro gli spaventosi delitti di Vincenzo Verzeni, il "vampiro di Bottanuco", il primo serial killer italiano, studiato da Lombroso con la minuzia farneticante che caratterizzava la scienza di fine Ottocento e aggiungeva orrore all'orrore. Il serial killer che sembra citare il modus operandi di quel primo assassino non è però un giovane campagnolo con avi "cretinosi", è una mente lucidissima, affilata, che uccide con rabbia ma poi quasi si diletta, si prende gioco degli inquirenti. A raccontare ai lettori le sue imprese e, a un certo punto, a tentare in prima persona di dargli la caccia, la coppia più bella mai creata dal noir italiano: Marco Besana, un giornalista di nera alle soglie del prepensionamento, disilluso, etico e amaro come molte classiche figure della narrativa d'azione, e una giovane stagista, la ventiseienne Ilaria Piatti, detta "Piattola". Goffa, malvestita, senza neppure un corteggiatore, priva di protezioni, traumatizzata da un dolore che l'ha segnata nell'infanzia e non potrà abbandonarla mai, eppure intelligentissima, intuitiva, veramente dotata per un mestiere in cui molti vanno avanti con tutt'altri mezzi, Ilaria è il personaggio del quale ogni lettrice e lettore si innamorerà. Un uomo anziano e una ragazza rappresentanti emblematici delle due categorie più deboli della società italiana di oggi, uniscono la loro fragilità e le loro impensabili risorse per raccogliere la sfida lanciata dal male.


Nostalgia del sangue intreccia sapientemente una vicenda di cronaca nera realmente accaduta verso la fine del 1800, con la finzione narrativa. Vincenzo Verzeni, il primo serial killer italiano che la cronaca conosca, uccise due donne mutilandole brutalmente e lasciando accanto ai loro corpi degli spilloni a mo' di firma.
Dario Correnti non solo prende spunto da questa vicenda per creare il suo serial killer, emule di Verzeni, ma la rende parte integrante della narrazione, attraverso stralci di documenti d'epoca e parti romanzate che ricostruiscono i fatti.

Un punto di forza del romanzo, a mio avviso, è proprio l'abilità dell'autore (o degli autori) nel far immergere il lettore nell'atmosfera dell'epoca, attraverso l'uso di un lessico appropriato al periodo storico nelle parti riguardanti i fatti del 1800, differenziandole molto dal resto della narrazione.
I protagonisti del romanzo sono due giornalisti di cronaca nera: Besana, firma storica prossimo alla pensione, e Ilaria Piatti, soprannominata Piattola, giovane stagista alle prime armi. Due personaggi apparentemente agli antipodi per vissuto, ma in realtà molto simili nel perseguire caparbiamente la verità e nella passione con la quale svolgono il loro lavoro.
Ma la protagonista assoluta di questo romanzo è la provincia, con tutte le sue peculiarità, i suoi difetti e le sue lacune. 

"Bisogna partire dai luoghi per capire gli uomini."


In questi luoghi si muove un assassino spietato e freddo, che non risparmia nulla alle sue vittime, forte del carattere riservato degli abitanti del profondo nord, quelli che "ah, io mi faccio gli affari miei" anche se questo significa coprire un assassino. Ognuno sa qualcosa, sospetta qualcosa, ma nessuno parla, esattamente come succede al Sud, con la sola differenza del nome.

"La riservatezza del Nord è l'equivalente dell'omertà al Sud."

Il compito più difficile per i due giornalisti detective è proprio questo, scalfire la diffidenza dei paesani per scoprire qualche tessera in più, per poter completare un puzzle che si rivela ogni giorno più complicato.
Piste che si rivelano infondate, rivelazioni inutili, emuli degli emuli, si susseguono per buona parte del libro, fino a giungere ad una conclusione decisamente inaspettata.
La differenza con la maggior parte dei thriller sta proprio nella coppia protagonista, magnificamente caratterizzata, che diversamente dal solito non è costituita da due detective, ma da due giornalisti che svolgono le loro indagini senza averne di fatto l'autorità, ma avendone certamente le competenze.
Dove Besana è un uomo ormai stanco delle lotte quotidiane con i suoi superiori e con le forze dell'ordine, Piatti è pervasa dall'entusiasmo di fare finalmente il lavoro che sogna, nonostante la sua goffaggine le impedisca di trovare consensi soprattutto tra i colleghi. Insieme però sono una coppia imbattibile, un concentrato di intuizione e caparbietà che li porteranno alla non facile soluzione del caso.
Devo dire che ho trovato le prime due parti del libro molto scorrevoli ma non adrenaliniche, dense di approfondimenti tecnici, ad esempio sulla nascita della prova del DNA e sull'evoluzione dei metodi di indagine, mentre la terza parte mi ha emotivamente coinvolta molto di più, avendo un ritmo decisamente più serrato e delle atmosfere più angoscianti.
Un thriller che gli amanti del genere apprezzeranno sicuramente. 




Commenti

  1. Io aspetto buona buona il seguito...

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  2. Questo libro mi ha intrigato da subito. La cover è spettacolare, per me. Dritto in TBR!

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    1. Via Patrizia, che la lista si allunga! Ma solo di libri belli ;)

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  4. ora sono veramente curiosa di leggerlo. Bella recensione Bacci!

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  5. Finito ieri, ho apprezzato molto i richiami al passato con il delitto presente, purtroppo anch'io ho trovato molto 'lente' alcune parti

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    1. Diciamo che alcune parti potevano essere decisamente condensate

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  6. Mmmmm mi ispira un sacco ma allo stesso tempo ho il solito dubbio: mi farà poi dormire la notte?????? Dimmi Bacci, attendo illuminazione!!! 😘😘😘

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    1. Ciao Simo!
      Allora, per quanto riguarda la suspence, per la prima e la seconda parte non ne ho trovata molta (ma io non sono facilmente impressionabile), mentre la terza parte è decisamente più ansiogena. Di sicuro ci sono particolari abbastanza inquietanti sul modus operandi dell'assassino ;-)
      D'altronde un buon thriller ha come scopo proprio non far dormire :-*

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  7. Mi ispira parecchio questo libro.

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    1. Se non sei alla ricerca del thriller mozzafiato leggilo. Come dicevo nella recensione, ho trovato un ritmo serrato solo nella terza parte, rimanendo comunque una storia ben costruita con due personaggi che si fanno amare

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