Nel profondo della foresta - Holly Black

Trama: Nel profondo della foresta c'era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.
Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli... Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Titolo: Nel profondo della foresta
Autore: Holly Black
Casa editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 243

Buongiorno! Pensavate ci fossimo perse strada facendo, non è vero? E invece no! Oggi ritorna la rubrica pensata e realizzata in collaborazione con Chiara del blog La lettrice sulle nuvole e nata dalla nostra passione comune per la narrativa per ragazzi. Chiara mi ha suggerito di leggere "Nel profondo della foresta" di Holly Black.  Le è piaciuto perché:


Un libro oscuro e magico, che regala molte emozioni. Permette di guardare le cose da un punto di vista insolito, dove il diverso non deve per forza fare paura. Una favola moderna con protagonisti insoliti e la morale forte anche se non scontata.


Dopo aver letto le prime 50 pagine di questo romanzo ero un po' perplessa e sinceramente mi dicevo "Ma cosa mi ha consigliato Chiara?". Perché i turbamenti romantici ed esistenziali di una coppia di fratelli, Hazel e Ben, non mi coinvolgevano e mi sentivo catapultata nella mia adolescenza, cosa che rifuggo con tutta me stessa (fatemi tornare ai miei 10 anni o ai trenta, ma per carità non ai 17!).
Non mi consolava nemmeno che la storia presentasse una strana realtà: un paese in cui persone normali convivono con creature magiche, in un precario equilibrio sempre sul punto di spezzarsi.
E poi, per gradi, sono entrata nel libro e sono riuscita ad apprezzarlo e soprattutto a sentirlo mio, con qualche brivido e vera commozione. Lo scrivo perché l'autrice ci trasporta in una dimensione che ha il grandissimo pregio di scardinare alcuni stereotipi, stereotipi che combatto da sempre, ma che insidiosi e subdoli si infilano ovunque, a volte persino nella mia testa. Invece Holly Black ci presenta una realtà altra, diversa, ma possibile. Mi ha emozionata e mi ha anche regalato un senso di giustizia, come se le cose fossero finalmente in ordine, come possono esserlo quando viene arricchito il nostro (il mio immaginario) di nuove sfumature. Andiamo per gradi, partiamo dall'inizio. Iniziamo a raccontare dal punto preciso in cui molte di noi, donne-ragazze-bambine, abbiamo sognato di essere Lady Oscar! Non avete mai immaginato di essere le eroine di una storia di poter salvare un principe e un regno? Io l'ho sognato, eccome, mentre Venusia mi deludeva sparando i suoi missili fotonici a vuoto (per chi dovesse ancora ricordare Mazinga Z). Forse come io ho sognato questo, qualche ragazzo ha sognato di essere la principessa e di essere amato da un principe. Forse. E aggiungo anche "perché no?". Ecco, Holly Black dipinge scenari nuovi e li crea lavorando un impasto fatto di folklore, di fiabe e di storie della tradizione e lo rende nuovo e moderno, con un che di provocatorio che mi esalta, che mi permette di alzare la testa e di credere che cambiare sia possibile perché il mondo deve diventare sempre più grande, includendo, e non più piccolo escludendo. La magia, quella più vera, inizia dall'immaginazione e pianta un seme che poi cresce e diventa un'idea, un'occasione da cogliere ed infine una realtà. Nulla è banale in questa favola moderna e gotica e un ruolo importante viene assegnato al personaggio di Jack, creatura magica che vive tra gli umani. Grazie a lui ci sono abbondanti spunti per una riflessione sulla paura del diverso, dello straniero, che può essere trasposta in ogni epoca e periodo. In conclusione a questa storia non manca proprio nulla, perché è moderna ed antica, trasgressiva e tradizionale al contempo. Se vi sentite troppo vecchi vintage per leggerla, almeno consigliatela ai vostri figli (over 12): ne nasceranno interessanti conversazioni.



E io invece cosa ho consigliato a Chiara? L'ultima lezione di Miss Bixby di John David Anderson. Sono curiosa di scoprire se le è piaciuto. Andiamo a leggere la sua recensione cliccando proprio... qui.


CONVERSATION

8 commenti:

  1. Questo libro l'ho in lista da un po' di tempo. Ma viene sempre spostato da altri libri, leggerò altri tre o cinque libri e poi verrà il suo turno

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  2. Sono contenta che ti sia piaciuto, ho osato un po' questa volta. Ma noi siamo molto Lady Oscare e Venusia, paragone molto calzante

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  3. Non gli avrei dato due lire, e invece mi ricredo, al solito. :)

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    1. Appena iniziato non mi prendeva, ma poi l'ho riconsiderato. Un libro che sicuramente qualche politico attuale vorrebbe censurare. ;-)

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  4. Non mi sento mai abbastanza vintage, infatti sono solita leggere libri per ragazzi, nonostante non sia più una adolescente. Questo libro, non a caso, è già in wishlist!

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    1. Condivido in pieno la tua sensazione. Vintage mai. Giovane dentro!

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