Fai piano quando torni - Silvia Truzzi

Una storia tutta al femminile, un amore senza tempo, un'amicizia improbabile ma irrinunciabile.

TRAMA
Margherita ha 34 anni, è bella, ricca e ha un lavoro che ama, ma è disperatamente incapace di superare sia la scomparsa dell'adorato papà, morto all'improvviso otto anni prima, sia l'abbandono del fidanzato che l'ha lasciata senza troppe spiegazioni. La signora Anna ha 76 anni e si è rotta un femore, ma questa è la sola cosa che ha in comune con le sue coetanee: nata poverissima, venduta come sguattera a nove anni, ha trascorso la vita in compagnia di un marito gretto e di una figlia meschina, eppure comunica un'energia e una gioia di vivere straordinarie. Il segreto della sua leggerezza è un innamorato con cui si scambia appassionate lettere da cinquant'anni. I loro mondi sono distantissimi: non fossero state costrette a condividere la stessa stanza in un reparto di ortopedia, non si sarebbero mai rivolte la parola. Ma dopo i primi tempestosi scontri tra una seduta di riabilitazione e l'altra, fuori dall'ospedale nasce un'improbabile amicizia che indicherà a entrambe la strada per un'insperata salvezza.



Titolo: Fai piano quando torni • Autrice: Silvia Truzzi • Editore: Longanesi • N.pagine: 300 • Anno di pubblicazione: 2018 • Copertina rigida € 16,40 • Ebook € 9,99


Due incidenti, uno banale, l'altro molto più pesante, portano due donne, Anna e Margherita, a condividere la stessa stanza d'ospedale; due donne totalmente diverse, una settantaseienne di umile estrazione sociale che ha sempre dovuto lavorare sodo per avere qualcosa nella vita, con una figlia che  quasi si vergogna di lei; l'altra trentaquattrenne, ricca, bella e socialmente realizzata, con una madre che fa di tutto per farla sentire amata, soprattutto dopo la morte del padre che lei venerava.
Sembra che a Margherita non manchi niente per poter essere felice, mentre Anna avrebbe molti motivi per vedere tutto nero, eppure la situazione è esattamente l'opposto, mentre Margherita è grigia, chiusa in se stessa e rifiuta qualsiasi contatto sociale, Anna è solare, allegra, desiderosa di vivere a pieno le proprie giornate. 
Margherita mal tollera le intrusioni di questa "vecchia stronza" che non tace mai, che le racconta i fatti suoi aspettandosi che lei faccia altrettanto, mentre lei vuole solo stare in compagnia del suo dolore. Ma come fa Anna ad essere così solare, nonostante una vita passata a fianco di un uomo che la opprimeva, che non ha mai realmente amato e nonostante una figlia che vuole elevarsi diventando una caricatura di se stessa e rifuggendo il contatto con quella madre ai suoi occhi sempliciotta e banale?
Il segreto di Anna si chiama Nicola, il suo primo amore, mai vissuto completamente, ma tenuto vivo grazie ad una corrispondenza lunga cinquantacinque anni. Anna e Nicola hanno creato ognuno la propria famiglia, lei a Bologna, lui a Napoli, ma hanno continuato a scriversi ininterrottamente, mantenendo viva la fiamma di un sentimento che nessun avvenimento è riuscito ad affievolire.

"Annuccia, amore mio. Ti ricordi quel proverbio che sempre ti ripetevo? L'ammore fa passà 'o tiempo e 'o tiempo fa passà l'amore. È falso. Anche se il tempo passa io ti penso sempre. E penso a un fiore profumato."

Il racconto di questo sentimento fa avvicinare le due donne, fino a far nascere un'amicizia tanto improbabile quanto necessaria ad entrambe. Piano piano il cuore indurito di Margherita si scioglie nel ripercorrere le vicissitudini che hanno fortificato Anna e l'hanno resa quel vulcano di ottimismo e allegria che la investe, spazzando via i cattivi pensieri, togliendola dal pantano emotivo in cui si era arenata e dandole una voglia di vivere e affrontare le giornate che forse non aveva mai avuto prima di conoscerla.


La signora Anna ... è una di quelle persone indistruttibili. Ma non perché ha scelto solo se stessa, o perché non sente. Perché è, naturalmente, viva. Dice sì, mai no. Si avvicina e non si allontana. Non cerca una giustificazione della sua esistenza, se non nei minuti della sua vita. Non guarda gli altri per vedere nelle loro mancanze le sue vittorie. È. Solo questo. Le piace vivere. Mangia, ama, fuma. Io, trentaquattro anni, pelle d'avorio e gambe sottili, molti soldi e la vita davanti, venderei l'anima per essere lei."

Ed è proprio questa la forza di "Fai piano quando torni", la conferma che la felicità va trovata dentro di noi, nelle cose di tutti i giorni, nello sguardo di un'amica sincera che ci aiuta a guardare oltre il grigiore che noi stessi alle volte stendiamo sulle nostre giornate, oltre ad uno stile narrativo pulito e scorrevole, ma molto maturo.
Attraverso brevi capitoli che si aprono ognuno con una lettera di Anna o Nicola, vedremo Anna aprire una breccia nella scorza di Margherita, farle capire che la vita va vissuta guardando il bicchiere mezzo pieno, perché il mezzo vuoto ha già fatto abbastanza male, e che ogni cosa può essere superata, guardando avanti e cogliendo il bello che da qualche parte c'è. Margherita troverà un'amica sincera e Anna troverà in Margherita una figlia, più simile a lei di quanto non lo sia quella vera.
Un particolare che ho molto apprezzato è stato il tipo di scrittura usato nelle lettere che Anna e Nicola si scambiano, costellate di errori grammaticali, che le ha rese autentiche e attraverso le quali si ha la sensazione di sentire le voci dei due innamorati che si parlano.
Un romanzo che inneggia all'amicizia, al valore dei sentimenti veri e puri e alla gioia di vivere.
L'unico neo che ho trovato è stato nel finale forse un pochino scontato, ma questo non ha assolutamente inficiato il piacere di una buona lettura che mi ha fatta a tratti anche ridere di gusto.
Ringrazio Longanesi per avermi messo a disposizione una copia digitale del romanzo.



Commenti

  1. Aspettavo questa recensione, Bacci!
    Adesso lo segno!

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  2. Mi ispirava, ma non troppo.
    Metto in lista e vedo se esce l'cccasione giusta, faccio così. :)

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    1. Diciamo che non è un imperdibile, ma di certo una buona lettura.

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  3. Quasi quasi lo metto in lista. Non lo avevo considerato perché la trama mi pareva un po' scontata. Lo provo! Bacio

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    1. A me è piaciuto molto lo stile di scrittura asciutto e la tenacia di Anna nel voler aprire una breccia nella scorza di Margherita. Potrebbe piacerti (finale a parte ;) )

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  4. Lo sto leggendo poi ti dirò però vedo che ti è piaciuto quindi mi fido e vado avanti!!! Baci

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