La Villa delle Stoffe - Anne Jacobs

Trama: Augusta, 1913. Quando la giovane Marie si trova per la prima volta davanti alla maestosa Villa delle Stoffe, ne rimane al tempo stesso affascinata e intimorita: l'imponente palazzo della famiglia Melzer, proprietaria della più grande fabbrica di tessuti bavarese, svetta come un castello fatato in un immenso parco. Un universo luccicante e sconosciuto per una ragazza povera come lei, cresciuta in orfanotrofio e in cerca di un lavoro come domestica. Fin da subito, Marie si scontra con le ostilità e le gelosie dei suoi pari grado: uno stuolo di camerieri e domestici imbellettati che la guardano con sospetto, invidiosi della sua grazia innata, della sua intelligenza e determinazione. Ma anche ai piani alti, dove sta per aprirsi la stagione dei balli invernali, il fascino e la bellezza di Marie non passano inosservati: Katharina, la figlia più giovane dei Melzer, appassionata d'arte, le chiede di posare per lei, e tra le due nasce una sorprendente complicità, con sommo disappunto del capofamiglia. Intanto il figlio maggiore Paul, futuro erede dell'impero, elegante come un dandy e sempre intento a sperperare i soldi del padre, rientra a casa per le feste natalizie e, suo malgrado, rimane ammaliato dai misteriosi occhi neri della nuova arrivata... Ma c'è un segreto, nascosto nel passato di Marie, che rischia di sconvolgere le loro vite in modo imprevedibile. Una grande saga piena di intrighi, amori e colpi di scena, narrata da un punto di vista molto speciale: quello dei domestici della Villa delle Stoffe, che curiosi, attenti, fedeli o intriganti, spiano ogni mossa dei padroni, ne conoscono ogni segreto, sognano con loro e ne invidiano la vita sfavillante.
Titolo: La Villa delle Stoffe - Autore: Anne Jacobs - Casa editrice: Giunti - Anno pubblicazione: 2018 - Pagine: 604
Non ci è voluto molto a convincermi ad acquistare questo libro: è bastato che la commessa della Liberia Giunti in cui sono entrata una domenica mattina prima di pranzo mi sussurrasse nell'orecchio "Una storia alla Downton Abbey" e il danno era fatto. Ho subito alzato le antennine e immagini di ville e di domestici hanno iniziato a vorticarmi nella testa... Quel che resta del giorno, Gosford Park in una commistione di film e letteratura. Subito prima di arrivare alla cassa ho avuto un piccolo attimo di esitazione e ho chiesto "Comunque mi assicura che la storia d'amore non è troppo sdolcinata? che non prevale sul resto?". Alla risposta "No, signora stia tranquilla!" ho concluso l'acquisto e me ne sono tornata a casa con il mio tesoretto sotto il braccio. Avrò fatto un affare? Mi è piaciuto questo libro? Andiamo con ordine.
Innanzitutto quando ho scoperto che si trattava di una trilogia mi sono un pochino irritata. Non è corretto, doveva essere specificato! E' come venir invitati per una colazione e poi scoprire che prima delle 22.00 (di tre anni dopo) non ci si potrà alzare da tavola!
Comunque mi sono immersa nella lettura che si è rivelata da subito piacevole e coinvolgente. Tutto era come me lo aspettavo e le 600 pagine sono volate.  La vicenda è quella raccontata nella trama, non mi dilungo mai nel fare riassunti (che mi riescono in modo pessimo) e sembra di essere catapultati in quelle belle atmosfere dei romanzi del passato. La protagonista ricorda Jane Eyre, con il suo trascorso di sofferenza all'orfanotrofio e con contorno di amica tisica che divide il letto con lei, ma essendo la storia ambientata nel 1913 ci sono anche le fabbriche, lo sfruttamento del lavoro minorile e la miseria degli operai. Poi ci sono le gerarchie all'interno della villa con i signori da una parte e i domestici dall'altra, ognuno con un proprio ruolo definito. I camini da accendere, i vestiti da smacchiare (ho ripensato anche a Longbourn House di Jo Baker), il sesso disinvolto tra padroni e cameriere, le gravidanze nascoste o falsamente attribuite. In questo romanzo sono presenti tutti i temi e le situazioni che l'amante del genere si aspetta di trovarci, agnizioni comprese! Tutto narrato in modo fluido e coinvolgente.
Ma allora cosa manca? Manca l'imprevisto, quello vero, il destino, quello sporco e cattivo che rovescia le carte in tavola e fa tremare il lettore per la sorte che attende l'eroina. Manca anche la simpatia della protagonista, certo bella e seria, prudente ed avveduta, ma che non vorreste avere come amica. La vita dura ha forgiato il suo carattere e i suoi tratti più atipici la rendono interessante, ma non ti entra nell'anima. Io credo che questo sia dovuto a quello che scrivevo prima, ossia che si tratta di un libro piacevole che però non riesce a scavare veramente a fondo e a far emergere forti sensazioni nel lettore. Ci sono la giusta dose di ironia, di critica sociale, di amore e di sfortuna, ma certe volte non bastano gli ingredienti giusti ad assicurare la buona riuscita di un piatto. Per avere un libro che si ricordi e che si fissi nella mente ci vuole la nota stonata, l'unghia sulla lavagna che  fa venire i brividi. Oppure ci vuole l'estro ironico o la grazia di una scrittura unica, che imprima al testo il marchio della buona letteratura.
Che dire? Piacerà moltissimo alle utenti della biblioteca ... d'altra parte è piaciuto anche a me! ;-) 
Non preoccupatevi, non sono bipolare, solo giudizio oggettivo e soggettivo questa volta hanno fatto a pugni.
Buona lettura.



CONVERSATION

7 commenti:

  1. Lea quante volte capita anche a me di avere un giudizio oggettivo e soggettivo. Ho capito perfettamente cosa intendi e lo hai esposto brillantemente nella tua recensione. Ti dico che questo romanzo stavo per acquistarlo appunto per le tue stesse motivazione poi non so perché sono passata oltre e ora è un punto interrogativo. Mi fido di te abbiamo gusti affini quindi passo...per quel numero di pagine devo essere sicura. Baci Rosa

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    1. Grazie Rosa! Tienilo presente per quei momenti in cui c'è il bisogno di leggere senza farsi troppe domande. Le seicento pagine scorrono anche velocemente, poi quello che resta...mah.
      Un bacio da Lea

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    2. Neanch'io non ero sicura la prima volta che ho visto il libro, ma la seconda volta che sono eNtrata in libreria e la commessa mi ha raccontato di che cosa si tratta mi ha incuriosito e l'ho preso. Non me l'aspettavo e circa in una settimana e mezza l'ho letto

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  2. non sembra proprio il libro adatto a me ma la tua recensione mi è piaciuta molto. Quando sei bipolare ti adoro! ;)

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  3. Questo libro mi incuriosisce parecchio!

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