La fattoria dei gelsomini - Elizabeth von Arnim

Trama: È un torrido pomeriggio estivo nella casa di campagna di lady Daisy e della figlia Terry. La tavolata di illustri ospiti è allo stremo, il calore insostenibile, le vivande non all'altezza della dimora. Per sconfiggere la noia, il vecchio Mr Topham e l'amico Andrew si immergono in una lunga partita a scacchi che durerà ben oltre il momento in cui l'ultimo ospite va a dormire. Ma allora come fa Terry, la mattina dopo, a sapere chi ha vinto? Il sospetto, anzi la certezza, dell'adulterio del marito Andrew si insinua nella mente di Rosie, e quando quest'ultima racconta ogni cosa alla madre, la scaltra e avida Belle non trova soluzione migliore che pianificare una ritorsione ai danni di lady Daisy per garantirsi una rendita a vita. Per sfuggire al ricatto, e alla delusione di fronte al comportamento di Terry, all'irreprensibile lady Daisy non resterà che intraprendere una repentina quanto rocambolesca fuga in Provenza nella speranza di riuscire a nascondersi da chi le ha procurato ferite tanto cocenti. Nelle pagine di questo romanzo la von Arnim raggiunge la sua maturità e, nel descrivere personaggi, ipocrisie e retaggi vittoriani, sfodera il suo artiglio affilato con la precisione dei grandi narratori.


Breve storia non triste: ho visto che Fazi stava per pubblicare questo libro e l’ho desiderato, ho rotto le scatole a destra e a manca per sapere se qualcuno poteva prestarmelo e mi è stato prestato, ma non mi bastava e volevo averlo, quindi l’ho comprato. Il giorno dopo ho scoperto che era presente tra gli scaffali della mia biblioteca già dal 2012 nell’edizione Bollati Boringhieri. Fine.
 

Di questa autrice in passato avevo già letto “Un incantevole aprile” e mi era piaciuto molto, poi con “La memorabile vacanza del barone Otto” il mio giudizio era cambiato. Tanta, tanta ironia e non più quelle pennellate delicate e un po’ magiche del romanzo che avevo amato.
Qui nella fattoria dei gelsomini cosa ho trovato? Ho trovato umorismo, ironia feroce e allo stesso tempo umana comprensione. Il titolo suggerisce qualcosa di romantico e dolce, una fuga dopo una caduta comporterebbe una rinascita, ma forse non è esattamente così
Come prima cosa mi sento di dirvi questo: se invitate una ventina o più persone appartenenti alla buona società per un fine settimana nella vostra villa evitate di servir loro, cena dopo cena e pranzo dopo pranzo, dolci con l’uva spina. L’acidità dell’uva spina può veramente causare una catastrofe! Se ne rende ben conto la protagonista principale Daisy, che invita per la prima volta al raduno sopra descritto la bellissima Rosie, moglie del suo caro amico Andrew. Perché Daisy dopo anni in cui l'ha trascurata ha deciso di invitare la bella e vacua Rosie? A chi sorride radiosa Terry la figlia (zitella) di Daisy?
In poco tempo il lettore viene coinvolto in una commedia che è una partita a scacchi in cui ogni giocatore deve muoversi nel modo giusto e dire le cose che devono essere dette. Si tratta di regole non scritte, ma rigidissime. E se questo equilibrio illusoriamente perfetto viene turbato dalla madre di Rosie desiderosa di stringere con Daisy un’alleanza che puzza di ricatto? Non resta che fuggire alla fattoria dei gelsomini in Francia per cercare sollievo alle pene del cuore e alle delusioni brucianti e inaspettate.
Un libro divertente ed arguto dall’inizio alla fine, reso indimenticabile dal personaggio di Mumsie (la mamma di Rosie, tre volte vedova): generosa, appassionata, arrampicatrice sociale, spiccia, volgare, divertentissima e in fondo umanamente superiore a quei personaggi della buona società che vorrebbe frequentare.

“Nulla importa, diceva spesso a Rosie, quando si sa che non durerà per sempre; era per questo, aggiungeva talvolta, quando era di umore particolarmente espansivo, che si era sempre cercata mariti in là con gli anni”

Una meravigliosa filosofia di vita.
Un libro per gli appassionati del genere, per quelli che vogliono ridere con la testa e con la bocca, anche se ogni tanto a denti stretti, perché è un tipo di umorismo che non risparmia nessuno.
Provate…d’altra parte se non fa per voi non supererete le prime dieci pagine a causa di un'immaginaria indigestione di uva spina! Potere magico delle parole.
;-)






Commenti

  1. Wow faccio bene che preferisco l'uva fragola. Lo segno è spero di averlo presto

    RispondiElimina
  2. Quanto sono contenta che ti sia piaciuto! Prima o poi deciderò anche io di leggere qualche altra opera della Von Arnim.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un solo libro non basta per capire se uno scrittore ci piace o meno. Tu hai letto la Von Arnim dolce, ritenta con quella ferocemente ironica ;-)

      Elimina
  3. La Von Arnim la corteggio da un po' e dovrei decidermi a leggere qualcosa di suo, tipo questo romanzo perché la tua recensione mi ha convinta davvero :)
    Ci proverò e ti farò sapere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Queste parole sono proprio lusinghiere Anna. Grazie

      Elimina
  4. Come ti scrissi in un precedente commento di quest' autrice ho sul comodino "Vera" e non ti nego che tutti o quasi i suoi libri mi incuriosiscono. Il genere è il mio quindi sicuramente mi piacerà e poi le copertine sono così belle e vivaci! Grazie per la recensione aspettavo il tuo parere ora vado sul sicuro! Baci Rosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rosa, dopo quello che avete scritto tu ed Anna ho il sorriso stampato!

      Elimina
  5. Sono sconcertata perché sono anni che cerco, senza grande successo malgrado il mio pollice verde, di coltivare dell'uva spina. Dite che lascio perdere?
    Non ho ancora letto questo libro, ho amato "un incantevole aprile" (bello anche il film e per me un raro caso in cui benché il film abbia delle inesattezze rispetto al libro e la natura di un personaggio sia stata proprio modificata, mi è piaciuto ).
    Mi segno questo da leggere e consiglio, della stessa autrice, "vi presento Sally" che ho trovato parecchio divertente. Come sempre grazie per i vostri spunti!
    Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lascia perdere sicuramente Paola! Meglio coltivare fragole.
      Io mi segno "Vi presento Sally" : quella con la Von Arnim sarà una lunga storia d'amore.

      Elimina
  6. Mi preparo a fare un giro nel giardino dei gelsomini! E niente uva spina ;) Dell'autrice ho letto Un incantevole aprile e mi è piaciuto, quindi metto questo in WL!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Metti, metti Tessa. Un valido rimedio contro i momenti tristi.

      Elimina
  7. Ultimamente mi sono imbattuta spesso nelle recensioni dei libri di Elizabeth Von Arnim, e più le leggo, più mi viene voglia di acquistarli. Per il momento finiscono in wishlist, ma penso che presto arriveranno in libreria.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cosa importante è partire con quello giusto. Nel frattempo io vado in avanscoperta e ne leggo un altro! ;-)

      Elimina

Posta un commento