Ascolta i battiti - Zita Dazzi

Trama: Sofia è una tredicenne come tante: un rapporto un po' complicato con i genitori, gli amici, la scuola, ma soprattutto i social network e la musica trap, la colonna sonora delle sue giornate. Un brutto incidente sconvolge improvvisamente la sua quotidianità. E in ospedale conosce Ruben, bello e dannato, schivo e silenzioso. Ruben si sente sbagliato, ha problemi a scuola, pochi amici e non sa quale sia il suo posto nel mondo. I due si piacciono subito, e un filo rosso continuerà a legare le loro vite, avvicinandoli e allontanandoli, sui social e nella vita reale, come spesso capita nell'emozionante primo amore.
Titolo: Ascolta i battiti
Autore: Zita Dazzi
Casa editrice: Il Castoro
Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 180

Iniziamo nel modo più diretto possibile. Avevo scritto tutta una lunga premessa, che ora ho pensato di tagliare, per esprimere un semplice concetto che è questo: il libro non mi è piaciuto, ma è un buon libro. E sapete perchè non mi è piaciuto? Semplicemente perché  Sofia (la protagonista) mi ha suscitato profonda irritazione, la stessa che vivo ogni giorno sulla mia pelle essendo la mamma di una sua coetanea. Questo romanzo della Dazzi è una fotografia talmente nitida dei nostri adolescenti da provocarmi il malessere. Come sono questi adolescenti? Continuamente connessi al telefono e impegnati a rendere ogni futile momento della loro vita in un reality, con dirette instagram e post autoreferenziali. I social  divorano il loro tempo senza dare nulla in cambio, se non un senso di inadeguatezza se i like scarseggiano. Questi ragazzi sembrano sprovveduti a smaliziati in egual misura. L'autrice ce li descrive in questo modo e tristemente mi rendo conto che ha ragione, ma allo stesso tempo ne suggerisce diverse sfumature. Lei si focalizza sui due protagonisti, narrando delle vicende che potrebbero preoccupare un adulto, ma ci sono anche diversi personaggi secondari che incarnano realtà meno problematiche. Mentre Sofia è altamente disperante, Ruben, l'altra voce del romanzo, ha una personalità più articolata. Il suo sembra il classico caso del ragazzo non supportato dovutamente dagli insegnanti e dai genitori: si sente stupido perché viene trattato da stupido, ma non lo è. Ha anche una sua buffa autoironia e quando fa un errore, riparte da un punto più alto.
Difficile provare empatia nei confronti di Sofia perché non fa nulla per accattivarsi le simpatie del lettore: non ha voglia di studiare anche se è intelligente, è carina, ma concentrata solo sull'esteriorità e trascorre le sue giornate nell'apatia più completa con unico interesse la musica trap. Non ascolta i suggerimenti di nessuno, meno che mai degli adulti, ma neppure del cugino che ammira. Per lei è importante solo essere e fare il contrario di tutto, sempre
Voi siete ossessionati da questa cosa di cambiarci, di farci essere come voi...Comunque dovete rassegnarvi, tanto non ci riuscite a cambiarmi. Siamo in un'altra epoca, rispetto alla vostra.

Un plauso all'autrice perché la verità è proprio scritta tutta qui sopra e non ci si può far nulla, come è stato per noi quando eravamo giovani. La fase di negazione-ribellione è appunto una fase e io ricordo bene qualcuno che urlava con le lacrime agli occhi  "Non cambierò idea e non sarò mai come voi".  Mettiamoci quindi il cuore in pace e attendiamo, soffrendo, che gli anni trascorrano, incrociando le dita. Sono cambiati i sogni, le sfide, il tipo di ribellione, ma noi "vecchietti" dobbiamo rassegnarci ad incarnare l'ordine costituito e a rappresentare per i nostri figli tutto ciò che non vorrebbero mai per se stessi.
Ho voluto ascoltare le canzoni che piacciono alla protagonista, tanto per vedere se riuscivo un pochino ad entrare in sintonia per con lei. Ghali e Coez mi sono piaciuti, ma con altri è stato impossibile. Ed in fondo ... chissenefrega. Quando ero alle medie ascoltavo i Duran Duran  ed ora gli Smiths, gli AC/DC e i Pink Floyd per citarne alcuni, quindi sospendo il giudizio. Niente di più ridicolo di una persona matura che si atteggia a giovane.
Il romanzo ci restituisce una bella fotografia dei nostri ragazzi, anche se è un'istantanea che può non piacere a chi ha superato una certa età. Forse il segreto è semplicemente restare in ascolto dei loro bisogni  e non giudicarli.  Sul libro attendo con curiosità il giudizio di un lettore non stagionato.
L'unico appunto mi sento di farlo al finale in cui la situazione troppo facilmente si risolve e si sistema: basta così poco per aprire le ali e volare?  Ma è il pensiero di un momento e poi mi dico "In fondo perché no? " Non neghiamoci una piccola speranza: forse quei bambini che amavamo, dopo essere stati dei preadolescenti che non riconoscevamo, diverranno i giovani che speravamo oppure semplicemente loro stessi con un'identità definita e diversa dalla nostra.  Con buona pace di tutti.
Il sorpasso è iniziato, come raccontava Serra negli "Sdraiati", e presto rimarremo indietro e di questi  ragazzi vedremo solo le spalle.
Una lettura molto interessante.


Commenti

  1. Il Castoro pubblica sempre belle cose, ma la storia della trap e della protagonista antipatica non troppo fanno per me.

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